Senza il timore di essere contraddetti, possiamo affermare che per gli amanti del genere fps Battlefield 1 sia sicuramente il titolo più atteso dell’anno. Rivelato qualche mese fa con un trailer spaccamascella, lo sparattutto sviluppato da DICE ambientato durante la prima guerra mondiale ha da subito raccolto moltissimo feedback positivo da parte degli utenti, che al grido di “RIP COD” hanno fatto intendere chiaramente quale fosse per loro il vero vincitore di quest’anno tra i due giganti che da anni si contendono il gradino più alto del podio dedicato ai videogames first person shooter. La scelta, tanto coraggiosa quanto azzeccata di tornare al 1914 per il loro prossimo Battlefield ha premiato EA, che anche grazie ad una realizzazione tecnica sopraffina, da vera next gen, sta macinando preordini su preordini. A pochi giorni dal rilascio della beta, ecco quello che dovrete aspettarvi da Battlefield 1, che abbiamo potuto provare in più occasioni alla Gamescom 2016. Una volta che si ha il controller tra le mani, il gioco è tanto bello quanto si è mostrato nei trailer e nelle live di gameplay?

N.B: le foto in questo articolo sono tratte in-game dalla versione alpha del gioco, e sono state catturate dall’utente ShadowSix con add-on cinematografici.

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La risposta è molto facile da dare, si. Battlefield 1 è l’fps più interessante degli ultimi anni, questo è certo. Abbiamo avuto la possibilità di provare due diverse modalità, Conquista e Corsa, rispettivamente sulle mappe di San Quintino e nel Deserto del Sinai. Nel titolo convergono elementi molto diversi tra loro, eredità di serie che hanno fatto la storia degli sparatutto e che per la prima volta si fondono assieme per creare qualcosa di pressoché perfetto. Battlefield 1 è innanzitutto un Battlefield. Chi vi scrive è un cultore convinto della serie, ed è riuscito a cogliere tutti gli aspetti tipici del celebre brand che sono riconoscibilissimi fin dal primo approccio. Modalità, meccaniche, menù, sistema di controlli, tutto richiama Battlefield 4. Nonostante la sensazione familiare una volta col pad alla mano, riconosciamo subito che c’è qualcosa di diverso, un’atmosfera particolare che eleva il titolo rispetto ai precedenti capitoli. Sappiamo come la magia dei primissimi Call of Duty sia andata persa col passare degli anni, ma sembra che Battlefield 1 ne abbia preso la parte migliore e l’abbia riproposta per noi. L’ambientazione della Prima Guerra Mondiale è sicuramente il fattore che fa la differenza, il vero asso nella manica di DICE che non deve far altro che riproporre le storiche meccaniche in questa salsa da Game of the Year. Non lo nascondiamo, non c’è nient’altro che faccia gridare al miracolo se non l’atmosfera dei bei tempi andati. Il gameplay non gode di nessuna nuova meccanica, ci troviamo di fronte ai soliti 64 giocatori inseriti in una mappa sconfinata, con tanti tipi diversi di veicoli e velivoli che funzionano alla perfezione per seminare morte e distruzione sul campo di battaglia. Gli sviluppatori, secondo noi, anche in questo caso hanno scelto bene, rendendo Battlefield 1 la sintesi di classico ed avanguardia. Gameplay rodato ed ambientazione coraggiosa. “GG”, EA e DICE.

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Andando nel dettaglio di quanto provato alla Gamescom 2016, non possiamo che raccontarvi del piacevole feeling dato dal gioco per i tanti piccoli pregi che abbiamo notato tra uno scontro a fuoco e l’altro. Abbiamo già citato la realizzazione tecnica come uno dei punti a favore di questo titolo, ma vi assicuriamo che provare a descrivere la cura per i dettagli che DICE ha riversato in Battlefield 1 è davvero difficile. Tutto è al proprio posto, con i particellari delle esplosioni che letteralmente stordiscono il giocatore, che si trova a vivere un campo di battaglia realizzato alla perfezione. Le animazioni, solitamente discrete per i titoli della serie, per quello che abbiamo visto raggiungono un nuovo picco di qualità per un fps: dopo aver abbattuto un nemico, lo vedrete subire i colpi e cadere esanime al suolo in maniera estremamente realistica, il che dona un grado di immersività totale anche grazie ad un comparto sonoro avvolgente e curato.

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Per quanto riguarda il gameplay, siamo certi che l’introduzione dei Behemot, enormi mezzi terrestri ed aerei controllabili dai giocatori, sposterà l’equilibrio di tantissime partite, che non si limiteranno ad essere una serie di sparatorie a corto e a lungo raggio ma piuttosto delle vere battaglie nelle quali il fronte del combattimento si sposterà più volte. Giocando sulla mappa di San Quintino abbiamo potuto provare l’enorme dirigibile visto più volte nei trailer. Una volta saliti ai comandi del gigantesco mezzo aereo, ci siamo accorti di come avessimo il controllo totale su di uno strumento di morte terrificante, che permette a chi gestisce il mezzo di lanciare dei razzi che fanno letteralmente implodere grandi sezioni della mappa su se stessa. Aiutati dai nostri compagni assegnati a diverse mitragliatrici pesanti disposte sul dirigibile, abbiamo cambiato da soli l’andamento di una partita che stava tranquillamente volgendo al termine senza particolari colpi di scena. DICE ci ha mostrato anche il Behemot della mappa Deserto del Sinai, una locomotiva corazzata pesantemente armata con numerosi, letali cannoni. Questi mezzi hanno il potere di rivoltare il tavolo su cui si gioca la partita, mescolare le carte e perché no, anche prendere a schiaffi il mazziere. Non ci è piaciuta tantissimo la scelta delle condizioni meteo dinamiche, che sono forse un po’ troppo invadenti durante le diverse battaglie che abbiamo provato. Sia la tempesta di sabbia nel deserto che la fitta nebbia di San Quintino spezzano i match, rendendo pressoché inutilizzabili tutti i veicoli e i velivoli a causa della visibilità ridotta praticamente a zero. Se da un certo punto di vista questo fattore rende ancora più imprevedibili le partite, dall’altra ci è capitato di aspettare pazientemente lo spawn di un particolare veicolo per doverlo poi abbandonare solo qualche secondo dopo.

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Cambiando discorso, una delle nuove meccaniche che i trailer spesso hanno esaltato è il combattimento corpo a corpo, che durante la Prima Guerra Mondiale era la scelta più facile quando ci si trovava in trincea di fronte al nemico. Ci siamo accorti che, a dispetto dei proclami, questa meccanica rimane completamente secondaria nello svolgersi di una partita, dato che ci è sembrato spesso preferibile e decisamente più efficace rivoltare un caricatore addosso ad un avversario, piuttosto che tentare di colpirlo col nostro badile d’ordinanza. E’ vero, le armi melee sono diverse e sicuramente affascinanti, ma funzionano esattamente allo stesso modo dei coltelli in qualsiasi altro fps degli ultimi anni. Tutt’altro discorso invece per quanto riguarda la corsa con la baionetta, meccanica completamente nuova che si è dimostrata letale in diversi frangenti durante le nostre prove. Le armi da fuoco sono diverse per funzionamento e scopo, storicamente accurante e complesse da padroneggiare. Non avremo a disposizione i classici fucili d’assalto, dovremo effettivamente reimparare a giocare con fucili semiautomatici e bolt action. Le classi sono quelle tipiche di Battlefield, Medico, Assalto, Supporto e Scout, e ad affiancarle troveremo una piacevole aggiunta alle dinamiche classiche di Battlefield. Si chiamano Classi Elite, sono 3 e non vorrete trovarvici di fronte sul campo di battaglia. Il Flammiere avrà a disposizione un lanciafiamme e dell’abbigliamento antigas, redendolo inavvicinabile dai soldati di fanteria. La Sentinella è dotata di una pesante corazza a piastre, e semina morte con una mitragliatrice automatica raffreddata ad acqua. Il Cacciatore di Carri invece, come da nome, sarà una minaccia letale per i mezzi nemici, grazie al Tankgewehr 1918. Questo fucile, alto quasi quanto un uomo, può far fuoco sulle diverse parti di un blindato nemico rendendolo rapidamente inoffensivo. Non abbiamo avuto la possibilità di provare queste devastanti classi, potrebbe forse capitare durante l’incombente fase di beta testing?

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Tirando le somme, Battlefield 1 pad alla mano soddisfa le aspettative nate in questi mesi di trailer, e per certi versi le supera. La sopresa più grande è sicuramente il comparto tecnico da mascella slogata, che sinceramente non ci aspettavamo per un fps dalle ambientazioni così vaste e con tanti attori giocanti sul campo. Impressionante anche l’utilizzo del Behemot, da brividi mentre ci siamo trovati alla guida di una gigantesca zeppelin. Abbiamo approfittato più volte del nostro pass per provare il gioco, e questo è sicuramente un forte segnale del puro, semplice divertimento che questo Battlefield riesce a regalare al giocatore. Dispiace forse non aver visto neanche un minuto di quella che sarà la campagna del titolo, che se da sempre è solo una modalità secondaria, ci incuriosisce ed attrae parecchio.

Tra pochi giorni avremo tutti a disposizione la Beta, a partire dal 30 Agosto per gli utenti Insider e dal giorno dopo per tutti gli altri, su Xbox One, PC e Playstation 4, e siamo davvero curiosi di sapere se la penserete come noi. Fateci sapere, anche per voi Battlefield 1 è l’fps dell’anno?