È passato poco più di una settimana dalla chiusura dell’Open-Beta di Overwatch e l’hype è salito oltre il livello già enormemente alto di giusto qualche settimana fa. La possibilità di mettere le mani direttamente sul gioco ha conquistato un’enorme fetta di videogiocatori che ne sono stati rapiti, la Beta è stata infatti giocata da 9,7 milioni di utenti. Se però siete vissuti senza internet in fondo ad una grotta nel bel mezzo del nulla e non avete mai sentito parlare di Overwatch è giusto fare un minimo di chiarezza. Blizzard (Warcraft, Diablo, Hearstone, Heroes of the Storm… Avete presente, no?) ha deciso di lanciarsi prepotentemente nel mondo degli FPS competitivi con una creatura molto particolare: Overwatch appunto, che, assieme ad altri titoli quali Battleborn o Paladins, si ripropone di unire le meccaniche tipiche di uno shooter con la struttura ad eroi di un MOBA. Prendete Team Fortress, aggiungeteci gli eroi di un Dota-2 e avete più o meno il genere a cui appartiene il nuovo lavoro di Blizzard. Di fatto Overwatch è già diventato un fenomeno nella comunità dei videogiocatori accumulando su di sé un’aspettativa e un hype altissimi. E fidatevi, a raccontarvi della cosa sarà uno che fino al giorno prima della Beta di Overwatch non se ne curava minimamente. Poi ha visto Mei e tutto fu perduto. Per sempre.

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Why are you so cute ?:C

DISCLAIMER:
L’articolo seguente rappresenta la pura e personale opinione dell’autore e NON rappresenta la l’opinione ufficiale del 17K Group o degli altri redattori.
Il tono è VOLUTAMENTE ironico, flamer siete avvisati.

La domanda a cui cerco di rispondere è: perché? Perché un FPS competitivo, con un’ambientazione e una lore decisamente interessante, ma senza uno stralcio di modalità Storia, con tanto di importante prezzo di acquisto per il suo genere (60€ la versione console, 40€ quella PC) ha conquistato già il cuore di centinaia di migliaia di giocatori? Certo, la Beta l’abbiamo provata: il gameplay è molto veloce e frenetico, ti getta nella mischia tramite dei comandi intuitivi e ben calibrati, facendoti scegliere tra una rosa di eroi tutti diversi tra loro e bilanciati (coff coff nerf Bastion pls), ciascuno unico non solo per aspetto e caratterizzazione, ma anche per abilità e utilizzo in gameplay. L’azione è martellante, il ritmo elevato, le partite si susseguono rapidamente l’una dopo l’altra grazie anche alla bontà dei server Blizzard. Il gioco premia chi ha una certa dote tecnica e strategica che gli permette di coordinare al massimo la squadra in partita, ma non è nemmeno proibitivo ad un approccio più “casual”. Fin qui tutto bene, no? Eppure non basta, c’è qualcosa d’altro, qualcosa che nessuno aveva mai fatto nel campo degli FPS competitivi. Qualcosa che nemmeno Team Fortress 2 ha.

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Ecco ben due cose che mancano a Team Fortress

A parte piccole calibrature di bilanciamento, l’Open-Beta era un prodotto finito a tutti gli effetti. Overwatch funziona. Funziona come gameplay, funziona come stile grafico, funziona come lore e ambientazione (come dimenticare gli incredibili trailer-storia o i fumetti sui singoli personaggi?). Ah, e ovviamente abbiamo il fattore Blizzard! Non è una Software House con cui ho particolare dimestichezza, questo è vero, ma la fama che l’accompagna è leggendaria, a tal punto da renderla una delle case di produzione di videogiochi più amate dai fans. Quindi sì, c’è anche la garanzia di qualità che solo una manciata di sviluppatori sono in grado di ispirare. E la cosa non è da poco, anzi! Ma c’è di più, e voi lo sapete. Quel non plus ultra, quella ciliegina sulla torta che fa schizzare Overwatch oltre qualsiasi prodotto simile che abbiate mai provato. È inutile girarci attorno, mentire a noi stessi non aiuta, sappiamo tutti di che cosa stiamo parlando.

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Definizione presa da qualche parte su internet: “Waifu: Storpiatura dell’inglese “wife”, moglie. Slang che indica il proprio personaggio preferito verso il quale si ha una devozione incrollabile, al punto di diventare un’ossessione. In giapponese si usa il termine “yome”, sposa.”

Eccola qua la risposta che stavamo cercando: Waifu. Per una volta tanto lasciamoci andare, allontaniamoci dal politicamente corretto e ammettiamolo: Overwatch ci piace e ci piace tanto anche per le sue donnine. Le cose cambiano, il mondo si evolve, ma sotto sotto internet è sempre lo stesso. È un male? No, finché non si scade nella volgarità eccessiva o nel sessismo e per fortuna non è il caso di Overwatch. Le guance paffute di quella ragazzotta che ti sta sgretolando sotto il suo muro di ghiaccio, le gambe di quell’altra che corre come un razzo davanti a te, la scollatura dell’assassina che ti ha appena spalmato il cervello sul muro con un colpo critico, l’angelico viso di quella celestiale creatura che ti segue curandoti… Trasmettono un qualcosa di rassicurante per il maschio medio, che si è già innamorato di queste figure digitali. Ma è inutile che mi dilunghi troppo in descrizioni, se avete provato Overwatch o qualunque altro videogioco con una forte presenza femminile sapete di cosa parlo. Ovviamente il discorso non vuole essere solo a un senso, è che essendo maschio ed etero ho familiarità con un certo ambito ma immagino che anche il pubblico femminile di Overwatch possa trovare i suoi Husbando (la versione maschile delle waifu, per intenderci) dei quali innamorarsi. Diamo anche alle ragazze il diritto di sognare.

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Che dire, Hanzo è proprio un bel Manzo. Ah-ah… ah. No, non faceva ridere

Il bello dei videogiochi è anche questo, la capacità di far sognare unita al puro intrattenimento ludico. E a quanto stiamo vedendo Blizzard ha centrato in pieno il bersaglio con un prodotto capace di intrattenere egregiamente grazie alle sue solide basi di gameplay e di game design, ma anche capace di farci sognare grazie a quelle ragazze virtuali, o ragazzi se siete donne, capaci di rapirci il cuore grazie al sorriso di un’animazione. Oppure grazie a un culo in latex o a pettorali scolpiti in bella vista, ma questo rovina tutto il romanticismo. Siamo ridicoli? Forse. Ma sognare spensierati un modello poligonale 3D non fa male a nessuno. Beh magari a noi stessi, ma non lo ammetteremmo mai, meglio perdersi nel pensiero di una figura ideale. Al diavolo le muse e le ninfee, il XXI secolo è qui, fate largo alle waifu e ai corrispettivi husbando, che Overwatch sta arrivando!

"Picchio cattivi, conquisto cuori" - Tracer
“Picchio cattivi, conquisto cuori” – Tracer