Il 18 aprile si è chiusa l’Open Beta di Battleborn, l’ultimo lavoro di Gearbox Sfotware. Se non avete idea di chi sia Gearbox, fate ammenda e correte a comprare Borderlands mentre vi fustigate per le vostre mancanze. Bene, ora che siamo tutti in pari possiamo continuare. Battleborn è un FPS competitivo basato sul meccanismo degli Eroi, detta in soldoni la formula base di un Team Fortress unita con il sistema di Eroi tipico dei MOBA. Così, dopo l’esperimento più che riuscito di Borderlands che univa gli FPS e gli RPG, Gearbox si lancia sulla scia che vede l’affermazione dei “DotA-Like” in questa nuova fusione di generi, strada che anche altri, tra cui Blizzard con Overwatch, stanno seguendo.

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C’è poco da dire: Gearbox con i giochi ci sa veramente fare. Character Design di alta classe, meccaniche PvE solidissime, varietà di contenuti, narrazione fenomenale e un livello artistico semplice ma accattivante: Battleborn è questo e molto altro. L’ambientazione ci porta su Solus, l’ultima stella rimasta nell’universo. Il compito di difenderla spetta ai Battleborn, 25 eroi divisi in 5 fazioni che si ergono titanamente contro il malvagio Rendain e il suo esercito, determinato a tutto pur di spegnere l’ultima luce dell’universo. I cybernetici del Consorzio, i naturalisti degli Eldir, le genti libere dei Rinnegati, i volontari delle RUP e i superstiti dell’Impero Jennerit si divideranno i nostri 25 Eroi, tutti diversi per abilità e ruolo, caratterizzati non solo esteticamente ma anche caratterialmente, come solo Gearbox ci ha abituati. All’inizio si avranno a disposizione solo 7 personaggi, ai quali si aggiungeranno gli altri, sbloccabili tramite sfide, missioni specifiche o aumento di grado del giocatore. Il gioco presenta due principali offerte: una competitiva, l’altra cooperativa. Battleborn, unico gioco della sua classe tra Overwatch, Paragon, Lawbreakers e Paladins a presentare una modalità storyline, offre un’esperienza Storia completa, affrontabile sia in singolo che in schermo condiviso o in cooperativa online a cinque giocatori.

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Nella Beta erano disponibili due missioni Campagna, un raid contro un’IA divenuta rampant e una missione di scorta della potente Sentinella Lupo attraverso le orde dei nemici. Inutile sottolineare che, giocato in cooperativa, Battleborn rende molto di più, offrendo un grado di sfida sicuramente più interessante e un divertimento maggiore. Lo spirito che caratterizza Gearbox è subito lampante: dai dialoghi ai nemici tutto si ricopre di quella vena di follia tipica della Software House Texana. Sia giocata in schermo condiviso che affrontata in matchmaking online, la componente Campagna di Battleborn sembra promettente, aspetteremo il gioco completo per poterla giudicare più a fondo, per quanto abbiamo visto ora possiamo ritenerci speranzosi.

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Sì, si può giocare con un pingunio. UN PINGUINO

Ovviamente in un gioco simile la fa da padrone il multiplayer competitivo. Battleborn presenta tre modalità al lancio, due delle quali provabili in Beta: Incursione e Fusione. La componente di shooting si sposa bene con quella più tattica del gioco che si fonda sul controllo mappa, costruzione di strutture difensive e offensive tramite i Frammenti, ottenibili tramite particolari punti sulla mappa, supporto agli Scagnozzi, npc controllati dall’IA che ci aiuteranno a portare avanti il nostro obiettivo nella partita. Incursione è sicuramente la modalità più tattica: scortare i nostri Scagnozzi verso le due Sentinelle nemiche. Una volta che i nostri simpatici amici sacrificabili avranno disattivato gli scudi delle Sentinelle, potremo colpirle con tutte le nostre più potenti abilità. La prima squadra che distrugge entrambi le Sentinelle nemiche vincerà la partita. Fusione invece consinte nello scortare gli Sagnozzi verso gli inceneritori nemici: vince la Squadra che ne sacrifica il maggior numero! La componente tattica è sempre fondamentale, lanciarsi a testa alta in mezzo al campo di battaglia potrebbe costarvi caro se non siete dei tank, meglio sfruttare l’aiuto di un support e delle torrette difensive che abbiamo precedentemente costruito. Tattica e grilletti veloci vi porteranno facilmente alla vittoria!

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La Beta ci ha fornito un’ottima possibilità per scoprire a fondo il gioco, dalle modalità al gameplay dei vari personaggi, fino alla loro personalizzazione. Battleborn promette e promette bene, ormai non resta che aspettare due sole settimane per decidere il destino di Solus. La promessa di Gearbox di supportare costantemente il gioco tramite futuri update non fa che ben sperare, visto l’ottimo curriculum di contenuti aggiuntivi per la saga di Borderlands che hanno mantenuto, e mantengono tutt’ora, in vita il gioco. La Battleborn Open Beta è quindi promossa grazie alla grande quantità di contenuti da provare, la solidità del gameplay e la varietà stessa dei pg, un multiplayer tattico ma allo stesso tempo frenetico e accattivante. Ora non resta che attendere il 3 maggio (data di pubblicazione su PS4, Xbox ONE e PC) per constatare l’effettiva qualità di un titolo che promette bene e che, si spera, riuscirà ad affermarsi come nuova IP.