Se, per caso, vi fosse già capitato di giocare a Life is Strange, vi sarete sicuramente accorti di quanto tutta Arcadia Bay e il suo popolo siano curati nei dettagli e ricolmi di particolari, dalle stanze degli studenti agli esterni, dai personaggi principali a quelli che compaiono solo due o tre volte in tutta la storia: un intero universo da esplorare racchiuso in una piccola città e nella Blackwell Academy.

Prima di continuare la lettura vi consiglio di far partire il video e di tenerlo come sottofondo. Ovviamente spoiler.

I PERSONAGGI DI LIFE IS STRANGE

MAXINE CAULFIELD, ovvero “THIS ACTION WILL HAVE CONSEQUENCES

Max -never Maxine- Caulfield, (alias Mad Max, SuperMax, the Amazing SpiderMax, Doctor Max, MaxGyver, et cetera) è una diciottenne aspirante fotografa, studente alla Blackwell Academy di Arcadia Bay, piccola cittadina dell’Oregon dove abitava da piccola e dove è tornata dopo aver vissuto a Seattle per 5 anni; è una ragazza timida, preferisce l’anonimato, ma sa farsi valere quando la situazione lo richiede.

Che Max sia timida possiamo intuirlo dalla sua maglietta che reca un gioco di parole con il disegno di una cerva: "Jane Doe" è un nome molto comune e anonimo usato negli USA.
Che Max sia timida possiamo intuirlo dalla sua maglietta che reca un gioco di parole con il disegno di una cerva: “Jane Doe” è un nome molto comune e anonimo usato negli USA (l’equivalente femminile del nostro Mario Rossi).

Le sue scelte -più e meno importanti- dipendono dal giocatore, ma queste non cambiano la sua personalità: cambiano invece le conseguenze e i rapporti con gli altri personaggi. Ciò non significa che il personaggio rimanga piatto per tutta la storia, anzi, noi siamo costantemente partecipi dei suoi pensieri, delle sue insicurezze e dei suoi dubbi nelle scelte prese; i pensieri espressi dopo quasi tutte le scelte di maggior rilevanza fanno dubitare anche noi, spingendoci a riavvolgere e a provare un altro percorso. Il suo potere ci dà la possibilità di ripetere certi eventi e di poterli modificar2015-10-21_00730e, di prendere un’altra strada rispetto a prima, di osservare le diverse reazioni e di compiere infine una scelta finale. Solo verso la fine, nell’incubo di Max, ci viene posta la questione che forse l’uso che abbiamo fatto di quel potere fosse sbagliato, che equivalesse a mentire.  Pur osservando il mondo da sopra le spalle di Max -ovvero in terza persona, non in prima- entriamo ugualmente nel personaggio, ridiamo e piangiamo con lei, scegliamo a chi affezionarci e a chi no; vediamo come lei abbia sia la possibilità di rimediare ai propri piccoli sbagli, sia il potere di fermare eventi più grandi di lei, di salvare delle vite.
Quello che Max non ha -suo malgrado- è il potere di salvare tutti: il suo destino è sempre quello di scegliere. Come lei stessa dice, “with great power comes great bullshit”. Detto in maniera più comprensibile, ognuno ha il potere di compiere le proprie scelte, ma dovrà sempre tenere presente che ci saranno delle conseguenze più o meno desiderate.

CHLOE PRICE ovvero “I GOTTA BLAME SOMEBODY OTHERWISE IT’S ALL MY FAULT

Chloe. Mh… Chloooooe. Che dire, è una ragazza indubbiamente ricolma d’ira, e neanche tanto repressa. Le sembra che la vita ce l’abbia con lei e così sembra anche a noi e -naturalmente- a Max; le due ragazze erano migliori amiche durante l’infanzia, ma si sono allontanate quando la seconda si è trasferita. Il padre di Chloe, William, muore in un incidente d’auto quando è ancora una bambina, la sua nuova migliore amica Rachel Amber scompare improvvisamente, e nella realtà alternativa in cui William è ancora vivo Chloe stessa è costretta in sedia a rotelle, paralizzata dal collo in giù, con un sistema respiratorio che peggiora di ora in ora lasciandole comunque poco da vivere.

 

È un personaggio tragico, e ha i suoi motivi per avercela a sua volta con il mondo. Quando la incontriamo -dopo averla già vista morire una volta- capiamo subito quanto disperata sia la sua ricerca dell’amica scomparsa, quanto lei tenga a Rachel e quanto non sopporti l’idea di aver perso un’altra persona così importante nella sua vita. Chloe è anche una ragazza forte, una buona compagna e un’amica fedele: nonostante il tempo passato lontane l’una dall’altra ci mette poco a legare nuovamente con Max, soprattutto dopo che questa le salva la vita più volte di fila e nel giro di pochi giorni. Quello che sappiamo dalla ragazza dai capelli blu ci viene detto quasi tutto da lei stessa, da tutto ciò che dice a Max e dalle conversazioni con altri personaggi alle quali assistiamo; inoltre -grazie anche al disordine nella sua stanza- ci sono una marea di oggetti e fotografie che Max può osservare e ispezionare curiosando in giro, e anche quelli ci dicono non poco su Chloe.

-“I’m so glad you’re my partner in crime.”
-“As long as you’re my partner in time.”

[Max e Chloe]
Probabilmente il botta e risposta in rima più romantico della storia dei videogiochi.
E nella storia dei botta e risposta in rima.

VICTORIA CHASE E KATE MARSH 

Victoria viene fin dall’inizio presentata come una ragazza di famiglia più che benestante, piuttosto antipatica nei confronti di Max e -soprattutto- nei confronti di Kate; l’evolversi del rapporto fra Victoria e la protagonista dipenderà ancora una volta dalle nostre scelte. Kate al contrario è amica di Max, e vediamo subito quanto sembri fragile e che parli come se dovesse scoppiare in lacrime da un momento all’altro.

Capiamo subito che Kate è vittima di bullismo e che in rete gira un video molto compromettente e imbarazzante che la riguarda, girato ad una festa (si avrà più avanti la certezza che è stata drogata), e che Victoria è quella che forse gira di più il coltello nella piaga, ad esempio scrivendo il link del video sullo specchio dei bagni, o scrivendo biglietti denigratori che poi lancia alla diretta interessata. Il rapporto Victoria-Kate rimane una costante all’interno della trama, sia che Max riesca a impedire il suicido della sventurata ragazza, sia che questa si lanci dal tetto. In entrambi i casi tutti vengono scossi dall’accaduto, e alla fine dell’episodio vediamo Victoria da sola nella sua stanza, in lacrime.

È sicuramente uno dei temi più delicati e intensi di quelli che ci vengono messi davanti agli occhi in Life is Strange, non è una questione astratta né estranea ai più, il bullismo esiste in molteplici forme e porta alle conseguenze più disparate, dalla reazione più “vendicativa” ed elaborata di Max con il secchio di vernice fino al totale abbandono di Kate. La scena sul tetto è una delle poche nelle quali Max non può usare il proprio potere: si concentra sul potere delle parole, sottolineando come da esse possa dipendere -nel più estremo dei casi- la vita o la morte di una persona. 

NATHAN PRESCOTT E WARREN GRAHAM ovvero LA CANAGLIA E IL PALADINO

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“Non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo.”

Due dei personaggi maschili fra i più rilevanti sono appunto Nathan e Warren, l’uno totalmente l’opposto dell’altro. Nathan è un ragazzo violento e irascibile -più di Chloe- al punto da risultare inquietante, ma che nasconde grandi paure, insicurezze e instabilità psicologica, cosa che possiamo vedere fin dall’inizio quando parla da solo allo specchio, poco prima di estrarre la pistola che portava con sé a scuola. È facile detestarlo e odiarlo fin da subito, il suo aspetto superficiale e spaccone nonché tutti i sospetti a lui rivolti ci fanno dimenticare in fretta dei suoi problemi più profondi e della sua fragilità: ce ne ricorderemo solo quando sarà apparentemente troppo tardi.

Warren -al contrario- viene presentato come un ragazzo amichevole, disponibile, dolce e un po’ “geek”; finché qualcuno non minaccia Max, a quel punto invece di “GO APE” scatta il “GO BERSERK” e reagisce con una massiccia dose di mazzate su Nathan. Sia che Max abbia scelto di fermarlo o di lasciarlo fare, Warren in parte si vergogna del proprio accesso d’ira, ma viene ugualmente ringraziato e tranquillizzato dalle due ragazze per aver preso le loro difese pur in modo così violento. Nathan ha il suo unico momento di redenzione -se così si può chiamare- una volta compreso che è arrivata la sua fine, e soltanto allora si scuserà con Max dicendole la verità che, suo malgrado, lei già conosce.

Nathan e Chloe -ma non soltanto loro- sono i personaggi che accendono la lampadina di un’altra tematica affrontata nel gioco, per la quale non scriverò nulla, ma mostrerò soltanto.

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A volte uno screenshot vale più di mille parole.
life is strange
A volte ne servono almeno due.

THERE IS NO UNIQUE PICTURE OF REALITY” ovvero “WE DON’T KNOW SHIT

Questi sono solo la maggior parte dei personaggi di rilievo di Life is Strange, e questa è solo una piccola parte di ciò che si può apprendere di ciascuno di essi; come loro, così i temi affrontati nel gioco sono molti di più, ad esempio -oltre a quelli già accennati- la violenza domestica e l’abuso di droghe, ma anche i “più semplici” rapporti di amicizia o amorosi. Lasciandosi coinvolgere dagli eventi di Arcadia Bay ce ne sono di argomenti su cui si può riflettere, sia seriamente sia con più leggerezza a seconda, magari, del proprio umore o del proprio vissuto personale.

– FINE PARTE I –

Seconda parte qui.