Quando siamo in prossimità del lancio di un videogame, tutti siamo in attesa di leggere recensioni su riviste e blog dei titoli che stiamo aspettando: vogliamo vedere che cosa ha il prossimo da dire, che cosa ha notato nel tempo a sua disposizione per provare il gioco, cosa funziona e cosa no.

Ma parliamoci chiaro, quanto dovremmo affidarci alle recensioni lette su internet? Una considerazione del genere, che state leggendo su un sito che si occupa a sua volta di recensioni, può sembrare una zappata sui piedi; la verità è che tutte le recensioni andrebbero prese con le pinze, anche le migliori.


PREMESSE

Ogni recensore/blogger su internet è una persona diversa dall’altra, con gusti, esperienze e che in ogni momento cerca qualcosa di diverso; Voi lettori siete ulteriormente diversi da queste persone.

La critica che sto per fare è focalizzata su quei recensori che tendono a dare voti spesso (ma non sempre) molto alti ai giochi appena lanciati o che verranno lanciati entro pochi giorni: personalmente considero questa pratica totalmente deleteria, finalizzata a ottenere visibilità pubblicando la propria recensione quanto prima possibile, senza aver spolpato il gioco a dovere o aver fatto subire a questo due grandi prove.


LA PROVA DEI GRANDI NUMERI

Giochi come gli elder scrolls inevitabilmente mostrano problemi solo quando sono in mano al grande pubblico.

La prima, la “prova dei grandi numeri”, è la prova in cui un videogame, considerando anche le sue componenti funzionali quali stabilità dell’engine di gioco e dei server, qualora avesse un multigiocatore o utilizzasse internet per varie ragioni, viene rilasciato al grande pubblico, che inevitabilmente troverà molte più falle e problemi di quanto un gruppo ristretto di persone, spesso con abilità nel gaming nella stessa fascia, potrebbe mai trovare.

Se dovessi fare un esempio pratico, parlerei del recente Halo 5: Guardians. Quando ho potuto giocarci di persona la prima volta sono rimasto completamente meravigliato dal gioco, che mi ha messo subito a mio agio e mi ha dato solamente ottime impressioni. Ho potuto però giocare solo 4 partite, 2 in arena e 2 in warzone.

Non è una prova sufficientemente approfondita sotto nessun aspetto: ho giocato poche partite, con poche persone. A circa un mese dalla sua pubblicazione Halo 5 ha dimostrato di essere piuttosto solido, sicuramente più stabile della Master Chief Collection e con un esperienza più fedele ad Halo di quanto non avesse fatto Halo 4, ma non è esente da difetti.

Il sistema di ranking sembra avere ancora qualche problema, ma dove questi non si presentano il gioco sceglie così accuratamente le abilità dei giocatori al punto che ogni partita in arena è tremendamente impegnativa, mentre le partite warzone sono totalmente a favore di chi gioca in modo organizzato, spesso con vittorie schiaccianti.

Altro esempio valido in quest’ambito sono i giochi Bethesda: Fallout 3 e 4, Skyrim, Oblivion e Morrowind prima di questi. Chi non ha incontrato bug in questi giochi? Sono incredibilmente vasti, spesso con delle quest che si intrecciano e che causano errori per delle sviste o per altri problemi di progetto. Giochi così estensivi possono essere testati quanto e come si vuole, ma alla fine la maggior parte dei problemi verrà scoperta solo dal pubblico.


LA PROVA DEL TEMPO

Halo 4. acclamato dalle testate giornalistiche, è stato criticato in modo aspro dal grande pubblico e abbandonato dopo poco tempo.

La seconda, la “prova del tempo”, è la prova che da i risultati più imprevedibili e misurabili solo a fini statistici dopo che il gioco è invecchiato: si tratta della popolarità e della qualità del gioco dopo che è passato del tempo dal lancio.

Ricollegandosi all’esempio menzionato sopra, Halo 4 è un gioco che non è per nulla uscito bene dalla prova del tempo. Il developer 343 Industries è riuscito a renderlo un eccellente videogame, ma è intervenuto troppo tardi su un gioco che ormai aveva una reputazione macchiata e pochissima popolazione.

Un esempio diametralmente opposto potrebbe essere Battlefield 3: personalmente lo reputo un gioco completamente sporco, nel senso che non è per nulla curato, è sempre stato sbilanciato e ogni dlc che ha introdotto armi aggiuntive lo ha sbilanciato ulteriormente; eppure la mia opinione sembra essere contraddetta dall’enorme popolarità che ha avuto il gioco nel corso del suo ciclo di vita.

Per fare un esempio simile, potremmo riprendere The Elder Scrolls V: Skyrim, citato in precedenza: il gioco è stato ampiamente criticato dai puristi del gioco di ruolo e da molti amanti dei vecchi titoli della serie, più simili a un rpg in stile Dungeons & Dragons, mentre col progredire della saga si è scelto un approccio più “action”. Ebbene, a discapito delle opinioni negative abbastanza diffuse riguardo all’ultimo capitolo uscito dalle mani di Bethesda, Skyrim è stato assolutamente popolare, rimanendo anche dopo anni tra i giochi più giocati su Steam, che ha contribuito ad estenderne ulteriormente la vita grazie a Steam Workshop, ambiente decisamente user-friendly per la distribuzione e l’installazione di mod.


LA FRETTA DEL RECENSORE E DEL PUBLISHER

Battlefront è stato sulla bocca di tutti. Ma che giudizio si merita un gioco che eccelle, ma solo visualmente e nel sonoro?

Il tempo però può essere visto anche in una chiave di lettura diversa. Quando ci ritroviamo a fare una recensione molto spesso le ore disponibili per poter mettere alla prova il gioco sono davvero poche, risultando a volte, non sufficienti per notare dei dettagli o eventuali bug. Solo dopo tante ore di gioco, si può veramente carpire tutto quello che c’è da sapere sul titolo.

Che significa tutto ciò? Molto semplice. Quello che di primo impatto sembra un gioco meritevole di un voto molto alto, con la prova del tempo risulterebbe forse più basso, avendo potuto scorgere con l’accumulo di ore di gioco, problemi, bug e instabilità. Questo fa si che si entri nel vivo delle operazioni marketing delle Software House. Un voto alto con poche ore di gioco induce ad acquistare un titolo, le SH incassano ed il mercato dei videogames si attiva.

Quando, purtroppo, ci accorgiamo che forse il gioco che abbiamo tra le mani è stato un po’ sopravvalutato, il circo del marketing si è spostato su di un’altra nuova uscita, creando il consueto circolo vizioso.


METACRITIC E GLI AGGREGATOR

Considerate l’esperienza completa di Fallout 4; sebbene non sia un gioco di ruolo forte, gli dareste davvero 5.4? Gli dareste davvero uno 0, considerando tutto?

La parte più importante della critica che faccio è rivolta a Metacritic e agli score aggregator in generale, specialmente verso le user reviews. A ogni lancio di un videogame vengono pubblicate recensioni che non hanno assolutamente senso, né per il contenuto, né per il voto, che varia quasi senza considerare i valori intermedi, focalizzandosi o su 10 o su 0. Ma quanti giochi da 10 e quanti giochi da 0 potete dire di aver giocato nella vostra vita?

Un gioco per prendere 0 deve essere un disastro sotto ogni suo aspetto. Deve essere brutto visualmente, trascurato, deve essere uno spettacolo di artefatti di rendering, di bug, deve avere una storia brutta, deve avere un gameplay brutto, legnoso e malfunzionante e magari non funzionare nemmeno o andare a singhiozzi sulla maggioranza dei sistemi disponibili ai giocatori. Al contrario, un gioco per prendere 10 deve essere la perfezione totale.

Non vedo perché dovremmo dar retta a gente che da 0 ad un videogame dopo un giorno dalla sua pubblicazione senza informarsi sugli update gratuiti previsti o che da 0 a un gioco telltale dopo averlo comprato senza avere avuto la cortesia di informarsi su che genere di gioco fosse, aspettandosi magari uno sparatutto in prima persona.

Personalmente non avrei dato uno 0 neanche al peggior gioco che credo di aver mai giocato, il primo della serie Two Worlds.

Gli score aggregator, che potrebbero essere uno strumento validissimo, di fatto finiscono per essere un’accozzaglia di porcate in cui anche chi non ha alcuna qualità personale da recensore ha lo stesso diritto di parola di un esperto e la sua opinione vale tanto quanto quella di qualcuno che si è sforzato di fare un’analisi accurata.


CONCLUSIONI

Ho amato Borderlands: The Pre-Sequel. Ma solo un’analisi attenta e approfondita mi ha permesso di vedere cosa va e cosa non va.

Tirando le conclusioni, credo che nessuno di noi, dopo aver vissuto l’esperienza completa offerta da un videogame lungo il suo ciclo di vita, darebbe a quest’ultimo il voto che avrebbe dato in partenza, qualora decidesse di dargli un voto numerico identico, probabilmente lo farebbe per ragioni diverse. Diamine, io stesso avrei dato 9 o 10 a Borderlands: The Pre-Sequel dopo la prima run, accorgendomi di molti problemi dell’esperienza completa del gioco solo dopo averlo provato a fondo.

Per questi motivi credo che i voti delle recensioni al lancio non siano mai realmente accurati e che debba essere fatta molta più enfasi su ciò che è stato fatto in modo errato, ponderando accuratamente cosa valutare nello specifico e cosa più nel generico.

La conclusione è che leggere le recensioni su internet di certo non fa male, ma non dovreste affidarvi interamente a esse e lasciare l’ultima parola a voi stessi. Fate tesoro di ciò che vi è stato detto ma non basatevi interamente su quello, cercate invece di affrontare il problema a modo vostro e di generare un ulteriore punto di vista sulla questione.

Non date retta ai voti delle recensioni, i numeri sono comodi per avere una stima ma possono essere incredibilmente discordanti. Per farvi un esempio, il recente lancio di Halo 5 ha portato a parecchie discordanze all’interno della nostra redazione, c’è chi questo gioco lo promuove con altissimi voti ma anche chi in verità non ne è rimasto molto convinto, chi sostiene che il gioco abbia gettato basi solidissime per un sistema incrementale/evolvente che darà i suoi frutti e chi invece sostiene che 343 Industries si stia muovendo coi piedi ficcati in un pantano e che sia partita a rilento correndo il rischio di fare i suoi classici errori per l’ennesima volta.

Date retta solo fino a un certo punto ai pro e i contro a fine recensione, sebbene sui grandi numeri possano essere concordanti, magari per voi i pro e i contro non sono allineati o addirittura sono completamente diversi da quelli che vi hanno esposto altri.

Articolo scritto a cura di:

Andrea Buzzi

e

Virginia Paravani