Ci ritroviamo spesso quando parliamo di videogiochi ad immaginare uno scenario frenetico, concentrato sull’azione tralasciando la trama che dovrebbe raccontare. Fortunatamente il mercato dei videogiochi si sta aprendo verso un’altra prospettiva di narrativa, portando sulle nostre console e su PC graphic novel, avventure punta e clicca, ricche di storie e di dettagli. Le vicende che vediamo in questi titoli nella maggior parte dei casi hanno dei risvolti molto tristi, racconti di vite devastate o sfortunate. Ci sono molti esempi internazionali che hanno riscosso un successo notevole nel loro settore, ad esempio Child of Light, Beyond Eyes, Valiant Heart, per citare i più conosciuti. Alla base di essi rimane un gameplay molto semplice, basato sull’esplorazione ed enigmi e collezionabili disseminati all’interno del mondo che esploreremo.

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Un titolo su cui vorrei soffermarmi oggi è l’italianissimo videogioco The Town of Light dell’italiana LKA.it. La storia è ambientata nell’ex ospedale psichiatrico di Volterra, di cui la protagonista è una bambina di nome Renèe, ospite della struttura negli anni ’30 e ’40, l’epoca di maggiore attività. Il gioco è previsto per il 26 Febbraio 2016 su Steam.

Cosa ha di particolare questo gioco e perché ci soffermiamo su di esso?

Partiamo dal tratto più rappresentativo e per certi versi il più semplice da spiegare: la trama. The Town of Light punta tutto proprio su quest’ultima, entrando nel dettaglio, purtroppo reale, degli anni ’30-’40, dove la medicina non dava spazio ad interpretazioni e molte volte stati come la depressione suonavano come una condanna. Per molto tempo, condizioni psichiatriche o semplicimenti fisiche, adesso risolvibili con medicinali o semplice contatto umano, erano ritenuti casi clinici e da tenere assolutamente lontani dalla società. Questo era il principio dei cosiddetti “manicomi” che hanno prolificato negli anni più bui della nostra storia. La prospettiva all’interno di suddette strutture non prevedeva un percorso riabilitativo con un fine terapeutico verso la guarigione. Purtroppo molte persone hanno vissuto delle vere e proprie sevizie, arrivando anche alla sperimentazione umana dei farmaci, testando dosi di medicine fuori mercato al giorno d’oggi. Il tasso di decessi era altissimo, come la tristezza, lo sconforto e la solitudine dei pazienti, imprigionati all’interno di un ospedale ma soprattutto lasciati soffrire dentro l’inferno delle loro paure e angosce.

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Giocando questo titolo, proverete sensazioni forti e vi ritroverete a riflettere su tematiche importanti. Il mezzo principale è l’emozione e l’empatia che si crea impersonificando la piccola Renèe, di cui vi consiglio vivamente di leggerne il diario sul sito ufficiale, per cogliere tutte le sfumature ed immergervi nell’inizio di questa avventura.

Come ho scritto nel titolo di questo articolo, l’arte incontra i videogames. Quest’ultimi li vediamo spesso premiati all’interno delle kermesse dedicate ma non riescono a sfondare alcuni muri, rimanendo sempre nel loro confine ben marcato. The Town of Light riesce ad abbattere questa porta, richiamando non solo la stampa del settore. Il prossimo 16 gennaio sarà presente al famoso Smithsonian American Art Museum, insieme a centinaia di progetti internazionali. Il gioco di casa LKA.it non solo raggiunge questo incredibile e prestigioso traguardo. Il titolo ha già ricevuto il premio “Best story and storytelling” alla Game Connection 2014 di Parigi ed ha partecipato a fiere di settore in tutto il mondo, passando questo ottobre in Italia, al Lucca Comic & Games dove ho avuto il piacere di vederlo in prima persona.

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Un’ulteriore piacere è stato poter parlare con Fabio Viola, che ringrazio ancora per l’estrema disponibilità, con cui abbiamo potuto riflettere anche sul mercato italiano e internazionale dei videogames.
A febbraio potremo dunque immergerci in questo capolavoro tutto italiano, ripercorrendo gli avvenimenti all’interno dell’ex manicomio di Volterra, prima della legge Basaglia che ne ha decretato la chiusura. La piccola Renèe nel presente ci accompagnerà in questo lungo percorso disseminato di ricordi, paure e forti emozioni, raccontandoci e mostrandoci i fatti realmente accaduti all’interno della struttura; la lotta esterna tra condannabili ingiustizie ma soprattutto la lotta interna con i propri demoni.