ATTENZIONE: Le seguenti righe non sono frutto della mia penna (Andy Bercaru), ma sono le parole di un collega oltre che un caro amico che in questi anni mi ha accompagnato in un bellissimo viaggio. Giuseppe Licciardi ha l’intero merito di tutta questa personale dedica. Grazie a lui, siamo riusciti a preservare un pezzo di quello che fu per noi Nerdplanet. Godetevi queste parole, viaggiate insieme a loro. Grazie!

“Ehi,

Abbiamo avuto poco tempo per dirci le ultime cose e faccio ancora finta che non sia successo
nulla. Altre volte invece non ci riesco e tremo pensando a quegli attimi di paura. In questo mondo attanagliato dall’odio e dalla voglia di estrema sopravvivenza, il nostro futuro è plasmato soltanto da ciò che facciamo nel quotidiano e fuggire dal nostro passato è impossibile.
Sono sicura che se tu fossi qui, mi avresti chiesto cosa mi stesse accadendo, d’altronde non sono
io quella che esterna i propri sentimenti vero? Eppure sentivo il bisogno di parlare, dovevo
lasciarti un messaggio, qualcosa di indelebile che possa andare oltre il tempo e che rimanga per sempre. Pensavo di non aver più bisogno di te, ma evidentemente mi sbagliavo.
Ero accecata da quello che è accaduto tra noi negli ultimi due anni, ero accecata da me stessa e
da questo mio senso di freddezza verso gli altri.
Quando ti ho visto lì, steso su quel pavimento freddo mi si è gelata l’anima e come un flash ho capito cosa avevo perso.
Non c’è alcun rimedio alle azioni compiute nel nostro passato.
In questo mondo la vendetta e l’odio sembrano essere i motori di noi sopravvissuti. Ognuno ha la
sua storia, ognuno ha i suoi motivi e chi siamo noi per decidere di spegnare una vita? NESSUNO, noi non siamo NESSUNO.
Ma mi sentivo accecata da quel senso di colpa, quello che non ti fa dormire la notte, che non ti fa
mangiare e che soprattutto non mi ha permesso di amare. Tutto scaturito dal “non detto”. Cosi, ho deciso di partire. L’avresti fatto anche tu no?
Ho messo in pericolo le vite delle persone che amo, mandandole in pellegrinaggio verso la morte,
senza redenzione, perché pensavo che fosse la cosa giusta. Tutto questo per cosa? Per un senso
di vendetta, alimentato da colpe che mi davo per averti mandato via dalla mia vita.
Tu che ti sei sempre prodigato nel proteggermi, tu che hai saputo guidare e imparare ad amare
una bambina cresciuta prima del tempo, in un mondo poco adatto ai sentimenti e fatto soltanto di
polvere da sparo. Forse non avevo ancora capito cosa mi avessi lasciato, ma poi ad un tratto ho visto tutto.
Quando avevo davanti a me quella che mi sembrava la causa di tutto ero pronta a chiudere quel
capitolo doloroso, ma poi sei apparso tu, e ho capito che in parte stavo commettendo un grave errore. In cosa mi sarei trasformata? Avrei recato soltanto altro dolore.
I mostri non si combattono strappando altre vite, ma si sconfiggono cercando di guardare oltre i
sentimenti negativi. Ed è lì che ti ho visto… sempre cosi sorridente, con la tua chitarra e con
quella voglia di riavvicinarti a me…eppure io come una stupida non vedevo altro che le mie ragioni.
Ed ora cosa mi è rimasto se non la polvere del mio viaggio, logorandomi, perdendo ogni dolcezza della mia vita, che con tanta fatica stavo cercando di ricostruire.
Ho smarrito anche le corde che mi legavano a te, eravamo connessi come fili di acciaio indistruttibili, ma sono stata in grado di spezzare anche quelli.
Non so cosa farò, voglio cercare delle risposte dentro di me senza ferire più nessuno…

La tua piccola Ellie. “