Nelle parole espresse dalla bocca di Luke Smith durante la presentazione di Destiny 2, un sequel rappresenta l’occasione di un fresco, nuovo inizio. Nonostante questa manifesta decisione di lasciarsi il passato alle spalle, negli anni Bungie ha più volte ripescato a piene mani tra i contenuti del primo capitolo.

La questione circa il famoso “riciclo” da parte degli sviluppatori di Seattle divide da tempo l’utenza di Destiny che, pur qualche volta contrariata, non può che sorridere di fronte a ricordi legati a certe location e a determinati equipaggiamenti.

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Dalla separazione con l’ormai ex partner Activision, avvenuta nel gennaio 2019, lo studio ha progressivamente cercato di reintegrare svariati elementi di Destiny 1. Attraverso l’implementazione del deposito dei contenuti, Bungie si prepara a renderli sempre più parte integrante dei futuri aggiornamenti.

Armi esotiche e leggendarie, armature, location e incursioni. Sequel e capostipite rappresentano ormai un unico, grande universo di gioco.

In questi anni di Destiny 2 abbiamo progressivamente rimesso piede in alcune delle vecchie location e ripreso in mano diversi armamenti. Tuttavia, ce ne sono ancora molti che attendono silenziosamente di tornare a mostrarsi. Alcuni di essi rappresentavano dei veri e propri must have per i giocatori. In tutto sono quasi trenta le armi esotiche lasciate indietro da Bungie. Oggi ne elencheremo cinque che, secondo noi, meritano un ritorno in scena. Siete pronti? Allacciate i feels e cominciamo!

SUPERCELLA ZHALO

Un diluvio torrenziale di fulmini purificanti.

Aggiunto con l’espansione del Re dei Corrotti, questo fucile d’assalto è stata una delle primarie più utilizzate nel PVE di Destiny. Il Supercella Zhalo non dispone di eccezionale gittata e stabilità, tuttavia la sua alta cadenza unita al danno elementale ad arco e, soprattutto, ai suoi perk l’hanno resa molto utile, soprattutto nelle attività in cui era necessario sfoltire molti nemici in poco tempo. Il suo perk intrinseco consente di concatenare fulmini dal bersaglio ai nemici intorno. Nel caso, inoltre, riusciate a effettuare almeno una doppia uccisione, un secondo perk chiamato “Saette dal Blu”, ripristinerà proiettili nel caricatore e caricherà ulteriormente la vostra super.

Nei piani originali degli sviluppatori, vista la natura del danno e le sue caratteristiche, questo fucile d’assalto si sarebbe dovuto chiamare Ukonvasara, letteralmente “il Martello di Ukko”, dio del tuono nella mitologia finlandese che presenta una certa somiglianza con Thor (e il suo martello).

Un’arma per certi aspetti simile esiste già all’interno di Destiny 2. Si tratta della mitraglietta Amante del Rischio. Un ritorno del Supercella Zhalo, tuttavia, sarebbe sicuramente apprezzato dai giocatori, anche se al momento non si hanno notizie circa un suo eventuale reinserimento.

ROMPIGHIACCIO

Sostituire i seguenti componenti, se causano danni fatali: CORPO DI RAFFREDDAMENTO, CARICATORE, OPERATORE.

Per tutti i veterani di Destiny Vanilla, il Rompighiaccio rappresenta IL fucile da cecchino. Secondo solo al Gjallarhorn come esotica per affrontare ogni attività durante i primi mesi del gioco. Quest’arma dal design unico era ottenibile come drop random dalle varie attività. Niente munizioni o sintesi per ricaricare il Rompighiaccio. Il suo perk intrinseco, infatti, gli consentiva di rigenerare i colpi del caricatore nel tempo, fino a un massimo di sei. Non solo però: ogni colpo mancato aveva una possibilità di tornare nel caricatore, mentre i colpi a segno, in caso di uccisione, provocavano un’esplosione solare che infliggeva danni ai nemici vicini al bersaglio colpito.

La stessa storia del Rompighiaccio è piuttosto interessante. Come altre armi esotiche finite tra le mani dei guardiani, è stata realizzata in gran segreto dall’Avanguardia con la collaborazione delle varie fonderie della città, sulla base di antichi progetti risalenti all’Età dell’Oro. L’instabilità e la conseguente pericolosità riscontrata durante i test operativi sui primi prototipi fecero però ritenere che l’arma non fosse adatta all’utilizzo, quindi il progetto venne accantonato.

Con l’uscita del Re dei Corrotti, il Rompighiaccio venne lasciato indietro insieme ad altre esotiche per dare spazio al nuovo pool anno 2. Venne reintrodotto con l’espansione anno 3, I Signori del Ferro, più precisamente durante l’evento dell’Aurora. L’arma era ottenibile attraverso una taglia di Zavala dedicata al completamento del Cala la Notte entro un certo limite di tempo. Pur meno dirompente rispetto alla sua versione originale, questo particolare cecchino ha da sempre rappresentato una valida scelta per le attività PVE quanto per il PVP. Un suo ritorno sarebbe sicuramente gradito in Destiny 2.

VITUPERIO

“Provai a convincerli, ma cercarono di prendermi lo Spettro.” A quel punto, la conversazione diventò molto breve.” – Ikora Rey

L’arma di Ikora Rey. Il Vituperio non è stato tra le armi più utilizzate della sua categoria, tuttavia è un fucile a pompa dalle caratteristiche decisamente interessanti e dall’aspetto unico. Strizza l’occhio al Rompighiaccio per il danno solare e soprattutto per la sua abilità di rigenerare i colpi nel tempo. In più, può sparare in modalità automatica. Questa esotica, presente fin dal lancio di Destiny, era ottenibile attraverso una quest chiamata “Un Compito Discutibile”, fornita dal Tracciatore delle taglie sulla Torre.

Nonostante non ci siano riferimenti chiari in merito all’origine dell’arma, sappiamo che è stata fedele compagna dell’attuale Avanguardia degli Stregoni durante il suo percorso di crescita come Guardiana, oltre che lo strumento che le ha permesso di stabilire il record di 25 vittorie consecutive nel crogiolo.

I fucili a pompa in grado di sparare in modalità automatica hanno avuto un grande ruolo in Destiny 2, un eventuale ritorno del Vituperio potrebbe essere in linea con quanto visto fino a ora nel gioco. Bungie non si è mai espressa sulla sua ricomparsa, che appare lontana per un indizio: durante la presentazione del 2017 e nelle cinematiche in cui vediamo Ikora Rey combattere, il fucile a pompa che utilizza non è più il Vituperio. La Strega, infatti, imbraccia un’arma con il logo dell’Avanguardia, non il peculiare fucile ornato con il logo della fonderia Cassoid. Forse il Vituperio è destinato a rimanere tra le armi scomparse?

INFINITO TASCABILE

E’ difficile non pensare al fatto che potrebbe essere più un portale he un’arma.

Giace dimenticato nei depositi dei Guardiani dall’uscita del Re dei Corrotti. L’Infinito Tascabile, fucile a fusione a danno solare, poteva essere ottenuto completando l’impresa della taglia “Frammenti di Memoria Devastata”, ottenibile randomicamente (come per quella legata al Vituperio) dal Tracciatore delle taglie in Torre.

Nonostante delle statistiche non eccezionali, il suo perk nominale la rendeva potenzialmente devastante. Dopo aver caricato il primo colpo, tenendo premuto il grilletto poteva continuare a sparare in modalità automatica. Nonostante un caricatore di soli 3 colpi, gli altri perk consentivano di recuperarne uno dalla riserva e di ottenere un maggior numero di munizioni speciali dai bersagli abbattuti.

La sua storia poggia le basi nella lore legata al fireteam di Tuyet, un gruppo di Guardiani che esplorò tempo addietro la zona di Ishtar su Venere, alla ricerca di tecnologia Vex che potesse essere utile. Con tutta probabilità, il team trovò qualcosa di importante, prima di essere soverchiato dagli stessi Vex. Nonostante la loro caduta, i dati recuperati consentirono di progettare e costruire proprio l’Infinito Tascabile, un’arma dal funzionamento di difficile comprensione persino per i suoi creatori, che credevano traesse potere direttamente dalla rete dei Vex.

Durante l’attuale Stagione dei Perduti, i fucili a fusione sono tornati prepotentemente in auge, tuttavia l’arco narrativo dei Vex sembra ormai in fase di declino. Bungie ha, a quanto pare, intrapreso un percorso che non sembra più coinvolgerli direttamente. Difficile quindi pensare, purtroppo, che rivedremo in azione in Destiny 2 l’Infinito Tascabile.

STELLA DELLA NEMESI

Quale sarà la tua risposta all’estinzione?

Forse poco considerata, Stella della Nemesi è in realtà un’ottima mitragliatrice. Introdotta con l’espansione del terzo anno, I Signori del Ferro, quest’arma era ottenibile come drop randomico dalle varie attività del gioco. Mitragliatrice dal danno solare, non possedeva delle caratteristiche uniche come le precedenti, tuttavia era caratterizzata da una elevata stabilità e da una notevole cadenza di fuoco, che la rendevano utile sia in PVE quanto nel PVP nonostante la scarsa gittata e i lunghi tempi di ricarica. I suoi perk le consentivano di sparare una raffica iniziale a cadenza più elevata, mentre aumentava la stabilità e precisione nel fuoco prolungato.

Niente Suros, Omolon o Hakke, Stella della Nemesi è stata costruita dalla fonderia Nadir, della quale si hanno purtroppo ben poche informazioni all’interno del gioco. La stessa mitragliatrice è l’unica esotica che porta il suo nome, marchiato con una grande N posta appena sotto il grosso mirino.

Tra le esotiche pesanti, non sarebbe male dare nuovo lustro a un’arma che ha trovato spazio solo durante l’ultimo anno del primo capitolo di Destiny.

Oltre alle cinque armi citate, ce ne sono molte altre che meriterebbero una chance in futuro all’interno di Destiny 2. Non sapremo quali e in quale veste torneranno, a meno di qualche leak o di rivelazioni da parte della stessa Bungie. Tuttavia, quanto reintrodotto in precedenza lascia intendere che sicuramente metteremo di nuovo mano a qualche vecchia conoscenza.

Vi abbiamo quindi dato una piccola lista in base alle nostre preferenze. E Voi? Quali sono le vostre cinque armi esotiche del primo Destiny che vi piacerebbe rivedere? Seguiteci per tutto ciò che concerne l’universo del titolo Bungie, fatecelo sapere nei commenti e raccontateci le vostre esperienze legate a quelle stesse armi!