Ciò che un gioco ci lascia

Bentornati ad un nuovo appuntamento con “Ciò che un gioco ci lascia“, una rubrica in cui andiamo ad esaminare un titolo per ciò che esso è stato in grado di lasciare in noi giocatori a livello emotivo, parlando delle emozioni che ha trasmesso e il loro perché. Come avrete capito dal titolo, oggi parleremo di un videogioco relativamente recente. Andremo ad analizzare infatti Dragon Ball Z: Kakarot, ultima fatica di CyberConnect2 distribuita da Namco Bandai. Come sempre, prima di parlare del motivo principale per cui siamo qui, eccovi una breve sinossi del gioco.

Dragon Ball Z: Kakarot nasce come action/adventure ambientato nel mondo dello shonen che tutti conosciamo ed amiamo. Abbandonando il genere picchiaduro classico che ha contraddistinto i titoli del brand negli ultimi anni, l’opera di CyberConnect si focalizza sul permettere al giocatore di rivivere la storia di Dragon Ball Z in modo fedele ed esaustivo, a partire dalla saga dei Saiyan, per concludersi con la saga di Majin Bu.
L’avventura è classificabile come una specie di “semi open world”, con zone molto estese liberamente esplorabili ma separate l’una dall’altra: girovagando per il mondo potremo trovare side quest, scontri con nemici occasionali quali soldati alieni o soldati e vari minigiochi.
Con queste premesse, tale opera ci propone una modalità single player dove potremo rivivere tutti gli eventi principali della storia, insieme a varie sottotrame che ci sveleranno numerosi retroscena scritti personalmente da Toriyama, l’autore del manga.

Le cutscene non solo sono fedeli all’anime, ma rendono giustizia alle emozioni che provavamo da bambini, trasmettendole a loro volta.

Nnostante si tratti dell’ennesimo fra tantissimi videogiochi ispirati a Dragon Ball, devo ammettere che anche Kakarot è riuscito ad emozionarmi. Naturalmente, se non volete spoiler legati alle varie chicche legate al titolo, vi invitiamo a recuperarlo acquistandolo dal link che troverete in fondo a questo articolo.

La parola chiave che lega tutto quello che ciò che questo titolo è stato in grado di farci percepire è sicuramente nostalgia, nostalgia di quando scoprimmo per la prima volta la storia di un giovane bambino con la coda intento a cercare delle sfere magiche, nostalgia nel vedere pian piano i suoi progressi, nostalgia nell’uscire di casa e giocare con gli amici imitando le tecniche dei nostri personaggi preferiti. Tutto questo ci viene trasmesso grazie ad una modalità storia estremamente ben curata che è in grado di farci rivivere i momenti più iconici della serie di Dragon Ball Z.
Poter vedere ad esempio l’ira di Goku la prima volta che raggiunge lo stato del leggendario Super Saiyan, la rabbia e la tristezza di Gohan mentre fa esplodere tutto il suo potere contro Cell, la battaglia finale contro Majin Bu, sono tutti momenti che pad alla mano sono capaci di farci venire la pelle d’oca, il tutto grazie anche ad una colonna sonora eccezionale. Quest’ultima, infatti, a differenza di molti altri titoli legati al brand, riprende i brani originali dell’anime e li riarrangia in versioni più moderne, facendoci ascoltare durante gli scontri le stesse musiche che da bambini ci hanno accompagnato per anni. Lo stesso scontro finale, spostato con la sigla originale giapponese di Dragon Ball Z, è in grado di far commuovere chi è cresciuto con Goku e i suoi amici, riportando alla mente ricordi estremamente piacevoli. Io stesso, durante quello scontro, mi sono ritrovato – senza volerlo e senza rendermene inizialmente conto – un sincero sorriso stampato in faccia, con momenti memorabili capaci di farmi rivivere certe emozioni fanciullesche ormai sopite.

Se ci soffermiamo sulla sola storia principale, inoltre, non sono solamente gli scontri a rappresentare motivo di emozione, dato che per quanto essi siano ben fatti, le cutscene che legano un combattimento con quello successivo infatti risultano estremamente fedeli, motivo che porta il giocatore a “ricordare” e immedesimarsi sempre di più nel suo io bambino che anni prima correva a casa da scuola per arrivare in tempo davanti alla televisione.

Quando alcune vecchie conoscenze interagiranno con noi non possiamo non provare un forte senso di nostalgia.

Naturalmente, le emozioni che si provano non vengono trasmesse solamente dagli scontri o dalle cutscene della storia principale. Viaggiando per il mondo di gioco, infatti, ci capiterà di riconoscere personaggi iconici della primissima serie: potremo infatti incontrare Nam, avversario di Goku durante un Torneo Tenkaichi, Ottone, androide del Red Ribbon che ha accompagnato Goku durante la sua scalata alla Muscle Tower, il presentatore del Torneo e perfino un Cyber Taobaibai accompagnato da suo fratello l’Eremita della Gru, anch’essi antagonisti della primissima serie del manga e dell’anime. Poter interagire con loro infatti è senz’altro una delle cose più simpatiche che questo gioco ci propone, mentre per quanto riguarda gli scenari, anch’essi sono fonte di grande nostalgia. Poco fa abbiamo infatti parlato della Muscle Tower, una base del Red Ribbon distrutta da Goku durante la sua infanzia. Quel tipo di torre si troverà infatti in moltissimi punti del mondo di gioco, altro fattore che contribuisce ad aumentare l’effetto nostalgia, effetto aumentato anche dalle creature e dai nemici base che potremmo trovare nelle varie zone. Fra le prime saranno infatti presenti numerose specie di dinosauri e pesci che abbiamo potuto vedere durante la serie, mentre per quanto riguarda i nemici invece ci troveremo a sorridere sin dai primi minuti, potendo constatare che i mob base altro non sono che gli stessi modelli del robot pirata che ha attaccato Goku, Bulma e Crilin durante il recupero di una sfera del drago.

Non possiamo fare altro che sorridere nel vedere questi poveri robot diventare carne da cannone per i nostri personaggi.

Queste presenze possono ovviamente essere viste come fanservice, ma non per questo risultano pesanti, invadenti o noiose, anzi, finiscono facilmente con il rappresentare un’ottima motivazione per invogliarci ad esplorare questo mondo così vasto e pieno di ricordi.

Ci sarebbe molto altro da dire sul gioco, ma se volete un’analisi dei vari fattori tecnici che lo caratterizzano potrete trovare una recensione completamente prima di spoiler a questo link.
Per il resto, se siete appassionati alla ricerca di un pretesto per tornare a tuffarvi nel mondo di Goku e compagni, vi suggeriamo di recuperare Dragon Ball Z: Kakarot al seguente indirizzo.

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Non ci resta che salutarci, come sempre vi invito a commentare dicendo la vostra sul gioco, per il resto ci vediamo presto in un’altra puntata di “Ciò che un gioco ci lascia“!