Quando finisce una saga cinematografica o videoludica? La risposta più logica sarebbe quando le vicende si concludono oppure quando la storia giunge al suo capitolo finale chiudendo, più o meno, tutte le linee narrative. Questo è vero, almeno finché non arriva un reboot più o meno soft, uno spin-off o un nuovo scintillante capitolo che porta avanti il tutto; i più maliziosi dicono che ciò si verifica per mero ritorno economico, altri perché certe saghe meritano di essere portate avanti in quanto affascinanti e ancora capaci di intrattenere.

Lo ammetto, questo articolo nasce dalla passione dell’autore per due saghe che stanno vivendo un periodo turbolento, una cinematografica alias Terminator, film di fantascienza partorito dalla mente di James Cameron, e l’altra videoludica ossia Mass Effect, celebre titolo gdr realizzato dai canadesi di BioWare.

Partiamo da Terminator e dal suo ultimo e sesto capitolo, Terminator: Destino Oscuro, rilasciato proprio in queste settimane. Destino Oscuro si sta rivelando un bel flop visto che, secondo alcune previsioni riportate dalla rivista Forbes, concluderà il suo periodo in sala con una perdita di circa 100 milioni di dollari per la casa produttrice. Tale risultato, alquanto negativo, dovrebbe, a rigor di logica, bloccare lo sviluppo di una nuova trilogia che avrebbe dovuto prendere il via proprio con Destino Oscuro. Di fronte a questo flop di incassi e ai pareri tiepidi della critica (bene le sequenze d’azione, bene Schwarzy e Linda Hamilton come Sarah Connor, male il resto), molti appassionati della serie Terminator si sono posti la fatidica domanda: perché questa saga resta ancora in vita? Già con Terminator: Genisys, pellicola del 2015 dove ha recitato anche Emilia Clarke, abbiamo assistito a una levata di scudi da parte di numerosi fan dei robot killer temporali -per non parlare di coloro che ripudiano anche Terminator 3: le macchine ribelli e Terminator: Salvation- estenuati dalla, a loro dire, insensata necessità di portare avanti la serie dopo i primi due capitoli, veri e proprio cult del cinema di fantascienza, che effettivamente davano una chiusura alla saga (SkyNet distrutta prima di nascere quindi addio giorno del giudizio).

Eppure, ecco gli altri quattro film della saga che hanno ”incasinato” nuovamente tutto, complice anche il tema cruciale dei vari Terminator ossia i viaggi nel tempo, sviluppando nuove trame, contraddicendo quanto già assodato e deludendo molti fan storici. Per carità, a mio modesto parere sia Terminator: Genesys che Destino Oscuro sono film che intrattengono e, tutto sommato, mi sono piaciuti entrambi, ma posso capire lo scetticismo di alcuni riguardo la necessità di produrre questi capitoli. Ora Destino Oscuro dovrebbe, appunto, concludere gioco forza la saga, ma chissà forse è ancora presto per esternare un iconico hasta la vista!

Passando al contesto videoludico, la situazione di Mass Effect ricalca in parte quella appena analizzata in relazione a Terminator. Mass Effect è una delle serie più amate della storia videoludica, le avventure del Comandante Shepard e del suo equipaggio rimangono impresse nella memoria di milioni di giocatori nonostante il passare degli anni. La trilogia ideata da BioWare può essere idealmente divisa in tre parti: un primo capitolo che esplora i personaggi, l’universo narrativo e introduce il nemico (i mitici e temibili Razziatori), un secondo capitolo che altera l’equilibrio del capitolo precedente portando con sé nuovi personaggi e arricchendo la lore del titolo, un terzo capitolo conclusivo dove affrontiamo le nostre nemesi e decidiamo il destino della galassia.

Insomma, capitolo chiuso, almeno teoricamente visto che BioWare (o per meglio dire EA) ha deciso di portare avanti la saga con Mass Effect: Andromeda, spostando il tutto in un’altra galassia, quella di Andromeda appunto, compiendo una sorta di soft reboot del tutto, la stessa operazione che ha provato a fare Destino Oscuro. Cosa intendo con soft reboot? Un cambiamento di alcuni elementi della storia mentre altri restano invariati, permettendo così alla saga in questione di ripartire, pur mantenendo quel rassicurante aspetto familiare tanto caro ai fan. Il soft reboot è un’operazione molto rischiosa, si corre il pericolo di ottenere l’effetto “brutta copia” che va ad ammazzare il sequel, ritenuto semplicemente una pallida imitazione dei suoi predecessori. Andromeda ha subito questo effetto brutta copia, venendo aspramente criticato da molti appassionati che sono rimasti delusi tanto da chiedere a BioWare di smettere di produrre nuovi Mass Effect (in realtà la casa canadese ha già confermato di volerne svilupparne di nuovi), lasciando questo brand legato solo e soltanto alla trilogia, bella che conclusa, di Shepard e della Normandy.

Rimanendo nell’ambito dei videogiochi, possiamo citare un esempio diametralmente opposto a quello di BioWare e Mass Effect ossia CD Projekt Red con la saga di The Witcher. The Witcher 3 è, senza ombra di dubbio, uno dei migliori titoli degli ultimi anni, un gioco che a modo suo ha fatto la storia di questa generazione. The Witcher 3, così come Mass Effect 3, è stato pensato per essere un capitolo conclusivo, le avventure di Geralt di Rivia si concludono con l’espansione Blood and Wine, non ci saranno altri titoli dedicati al nostro amato witcher. Ma CD ha fatto anche un passettino in più, ribadendo più volte che non escludono un eventuale ritorno nell’universo narrativo basato sulle opere di Sapkowski, ma che non è attualmente in cantiere e che, ad ogni modo, non sarà un nuovo capitolo di The Witcher. Insomma, niente azzardati soft reboot, solo un ipotetico e tutto sommato ancora remoto titolo ambientato nello stesso universo.

È giunta l’ora di tornare alla domanda con cui si è aperto questo articolo: quando finisce una saga? Quando gli autori, e magari anche i produttori, raggiungono la piena consapevolezza del valore del loro prodotto, questa è la risposta più azzeccata alla luce anche degli esempi esposti. Nel caso di Terminator, dopo Terminator 2, Cameron si è abbastanza disinteressato alla sua creatura, lasciandola in mano di altri che hanno tentato di portare avanti il tutto tra alti e bassi. Con Destino Oscuro, Cameron ha rimesso le mani su Terminator, forse mosso anche da una certa nostalgia, giocando con scarso successo la carta reboot parziale. BioWare, che nel frattempo ha perso molti dei suoi membri storici, ha dovuto sia provare a portare avanti la saga di Mass Effect sia cercare di creare qualcosa di nuovo, alias Anthem, dividendo le forze disponibili e ottenendo risultati discutibili con entrambi i titoli, non riuscendo, a mio avviso, a dire un secco no riguardo un nuovo Mass Effect. E il fattore economico? Non si può escludere il vil denaro dell’equazione, le compagnie del mondo dell’intrattenimento esistono principalmente per ottenere profitti, alcune lo fanno con una certa oculatezza, rischiando anche qualche cantonata, altre tendono a spremere fino all’osso qualsiasi brand o saga di cui posseggono i diritti.

In tutto questo, un’altra saga si avvicina alla conclusione, a regola definitiva, ossia Star Wars. L’Episodio IX viene definito come la vera e propria fine della saga (degli Skywalker), ergo mi aspetto un finale vero che non venga ulteriormente ritoccato fra qualche anno! Staremo a vedere.