Il più recente arrivato della serie Razer Mamba, nonostante sia sul mercato da alcuni mesi ormai rimane senza ombra di dubbio uno dei mouse più bilanciati e tecnicamente ben realizzati che è possibile acquistare qualora si fosse in cerca di un mouse senza fili adatto ai giocatori più esigenti.
Nato come un’evoluzione del Razer Mamba Wireless 2018, attualmente venduto a un prezzo comunque decisamente superiore, il nuovo Mamba Wireless perde molto dello “sfavillio” del predecessore in favore di un design più minimale e di una scheda tecnica migliorata in alcuni punti chiave.


PACKAGING

All’interno della confezione, molto compressa e compartimentalizzata come tipico di Razer, troviamo ovviamente il mouse (con al suo interno il dongle wireless), un cavo USB A/ Micro USB per la ricarica o l’uso cablato e un piccolo adattatore per posizionare il ricevitore wireless più vicino al mouse usando il cavo in dotazione.
Oltre a questi elementi fondamentali troviamo anche un pacchetto di manuali multilingua e degli adesivi (molto piacevoli) a tema Razer da poter applicare ad esempio sul case del PC.

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Partendo dal packaging di questo mouse ci si trova nuovamente davanti alla classica confezione di Razer, una semplice ed elegante scatola nero opaco con bordi verdi tipica di molti prodotti del brand.
Sul lato anteriore troviamo ovviamente il nome del prodotto, il logo di Razer e una visione dall’alto del mouse.
Sul lato posteriore troviamo invece un’altra immagine del prodotto e alcune caratteristiche chiave del mouse come durata della batteria, risoluzione del sensore e numero di tasti presenti.

Siamo davanti quindi a un’esperienza di unboxing semplice ma che fa il suo dovere nel restituire l’idea di un prodotto di ottima qualità.


DESIGN

Il motivo per cui la serie Mamba è sempre stata una delle favorite dai videogiocatori è facilmente comprensibile vedendo le sue dimensioni e le sue forme decisamente ergonomiche che ben si adattano sia a mani di dimensioni generose che alle varie modalità di impugnatura più famose (claw, palm e fingertip).

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  • -Materiale: ABS nero opaco
  • -Peso: 106 g
  • -Dimensioni: 12.5 x 7 x 4.3 cm

Il design di questo Razer Mamba abbandona, come avevamo già accennato, buona parte degli orpelli estetici che sono presenti sul predecessore in favore di un design più sobrio ed elegante che punta più alla sostanza che all’effetto “bling-bling“.
Rispetto al passato sono scomparse le due bande LED RGB laterali che caratterizzavano sia le versioni cablate che quella wireless del precedente Mamba ma sono state conservate fortunatamente le luci poste nella rotellina e nel logo sul palm rest.

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Il motivo di questo taglio d’illuminazione è facilmente comprensibile se si esamina il nuovo Razer Mamba in un’ottica full wireless come tale è stato concepito: meno luci uguale più batteria in modalità senza fili.

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Illuminazione: Razer Mamba Wireless VS Razer Mamba Elite

Nonostante la perdita di numerosi effetti d’illuminazione (come il famoso Spectrum Wave) il mouse risulta un ottimo bilanciamento fra punti luce RGB ed eleganza che ben si abbina al design Razer per setup da competizione.

Similmente al passato sono stati conservati nella disposizione i tasti aggiuntivi con i due dedicati al settaggio degli step DPI posti al disotto della rotellina e i due tasti programmabili sul fianco sinistro del mouse.
In merito all’uso di questi ultimi due non ci sono rimostranze di sorta, sono ben posizionati e facilmente raggiungibili con il pollice e il feedback reso alla pressione è sufficiente per renderne pratico l’uso anche in sessioni di gioco più concitate.

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La disposizione dei tasti è rimasta la stessa della generazione precedente

Rispetto al modello precedente è migliorato anche il peso del mouse che si snellisce di ben 20g (da 126g a 106g) risultando un dispositivo leggero ma al tempo stesso ben piazzato sul mousepad, caratteristica che ben si sposa con vari stili di gioco senza mostrare il fianco in alcuna situazione.
Sempre a confronto con il predecessore cambiano anche i grip laterali che passano da una trama a piccoli esagoni a una a linee parallele più marcate che si traduce in un ottimo grip e una presa salda anche quando si hanno un poco le mani sudate (specie durante l’estate).

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Per quanto riguarda invece la comodità d’uso il Razer Mamba non si smentisce e rimane uno dei mouse più ergonomici presenti sul mercato grazie alle sue linee affusolate che ben si adattano alla mano dell’utente.
Progettato per essere un mouse destrorso (per chi cercasse un mouse ambidestro è forse meglio puntare al nuovo Razer Lancehead) il suo design è progettato proprio per accompagnare la mano destra nella posizione ideale per ottenere il minimo sforzo articolare durante l’uso.
La grande “gobba” centrale occupa perfettamente l’incavo della mano, offrendo un palm rest confortevole e ben bilanciato mentre i tasti anteriori del mouse, essendo sapientemente inclinati “a mò di onda calante” dal lato sinistro al lato destro permettono un buon controllo del mouse senza dover mettere le dita in posizioni “non consone” alla salute articolare.

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SPECIFICHE TECNICHE

Dal lato puamente tecnico il nuovo Razer Mamba è un dispositivo top-notch sotto tutti gli aspetti sfruttando come sensore principale il fantastico PixArt PWM3389 di quinta generazione.
Questo sensore sfrutta (rispetto al precedente modello laser) una tecnologia di tracciamento ottico (almeno tecnicamente migliore) con una risoluzione di 16000 DPI, una velocità di tracciamento di ben 400 IPS e un’accelerazione di ben 50G.

  • Tipo Package: 16-PDIP
  • Voltaggio: 1.8-2.1 V
  • Corrente necessaria: circa 21 mA
  • Velocità di tracking: 400 IPS
  • Accelerazione: 50G
  • Risoluzione: 16000 DPI
  • Frame Rate: 12000 FPS
  • Soglia di sollevamento: <2mm, 2/3mm (programmabile)

L’ottimo sensore utilizzato su questo dispositivo arriva quasi a mettere in cattiva luce il sensore laser presente sul modello precedente (sensore tutt’altro che di cattiva qualità) mostrando nell’uso un tracciamento più preciso e reattivo che non fa rimpiangere la controparte cablata nemmeno nei giochi dove questa ha sempre avuto la meglio sul comparto wireless.

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Ad accompagnare l’ottimo sensore troviamo l’alta frequenza di Polling Rate pari a 1000Hz che offre un intervallo di tracking di solo un millesimo di secondo, caratteristica che rende questo mouse ideale per titoli competitivi dove anche solo un ms può cambiare tutto.
Per coloro che invece non sentissero il bisogno di tale livello di Polling Rate tramite il software Razer Synapse 3 è possibile modificare il valore anche a 500Hz o 125Hz per un risparmio ulteriore sulla batteria.

Ottimi i tasti principali, che la casa produttrice dice di aver sviluppato in collaborazione con la blasonata Omron, i quali riescono a offrire un feedback “clicky” e deciso e una corsa relativamente breve per il gaming competitivo.
I tasti, sempre secondo Razer, sono garantiti per ben 50 milioni di click, ma non essendo ovviamente riusciti a provarlo a nostra volta e avendo un Razer Mamba Wireless 2012 in redazione ancora perfettamente funzionante a distanza di anni di duro gaming vogliamo dare adito a questa promessa di durata nel tempo.

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L’arzillo vecchietto Razer Mamba Wireless 2012

Infine per migliorare la stabilità del segnale senza fili il nuovo Razer Mamba sfrutta un sensore di piccole dimensioni a 2.4 GHz con una tecnologia proprietaria nota come TFA ovvero “Tecnologia a Frequenza Adattativa“.
Questa tecnologia dovrebbe permettere al mouse (almeno in teoria) di selezionare ogni millesimo di secondo la banda wireless con minore interferenza possibile di modo da offrire sempre una connessione stabile e veloce anche in ambienti saturi di reti senza fili come Wi-Fi o altri dispositivi wireless come cuffie o simili.
All’effettivo, seppur non dataci la possibilità di testare con mano l’effettivo switch di bande, il mouse non ha mai perso un colpo o ha avuto lag di sorta mostrando una stabilità realmente impressionante anche con uso intenso in prossimità di un router Wi-Fi ad alta potenza.


Software

Come sempre Razer si appoggia per la gestione software al suo ormai rodato Razer Synapse, giunto al momento alla terza versione, che permette di regolare i vari parametri del mouse e di adattarli alle nostre preferenze.

Dalla prima pagina di interfaccia è possibile visualizzare i vari dispositivi Razer connessi al sistema, i vari programmi accessori e alcuni colleamenti rapidi a vari servizi di Razer come lo Store e il Vault.

In seconda pagina (aprendo la sezione dedicata al mouse) abbiamo una semplice interfaccia che ci mostra quali funzioni sono attualmente assegnate ai vari tasti del mouse dandoci la possibilità di assegnare una seconda batteria di comandi rapidi accessibili tramite la funzione Hypershift proprietaria.
In alternativa è possibile anche creare vari profili per i singoli programmi di modo da avere sotto mano le funzioni necessarie al singolo gioco/programma in modo completamente automatizzato.

Sotto la scheda PERFORMANCE vanno invece le varie impostazioni relative ai settaggi del valore di risoluzione del sensore e dei valori di Polling Rate.

Il sistema offre la possibilità di configurare ben 5 step di DPI in base alle nostre preferenze (come potete vedere abbiamo evitato di impostare 16000 DPI poiché riteniamo siano anche troppo “veloci” per i nostri gusti personali) e di cambiarli comodamente in base al programma usato creando profili dedicati.

Nella stessa pagina è possibile trovare anche i comandi dedicati al Polling Rate che permettono di scegliere fra 1000, 500 e 125 Hz.

Nella sezione LIGHTNING è possibile invece andare a regolare la luminosità del dispositivo (con la possibilità di disattivarla per risparmiare più batteria) così come scegliere i tempi di IDLE e il comportamento del mouse a computer spento.

Sul lato destro della schermata troviamo invece le impostazioni di Razer Chroma che permettono di scegliere le varie illuminazioni del mouse.

Rispetto al predecessore mancano molte delle impostazioni di luce come wave e simili per via della ridotta tipologia di illuminazione.

Gli effetti presenti a bordo sono:

  • Audio Meter
  • Breathing
  • Reactive
  • Spectrum Cycling
  • Static

Seppur meno vistoso rispetto al passato il nuovo Razer Mamba è ben luminoso nei due punti luce presenti a bordo rendendo onore allo stile “vistoso” del brand.

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Il Razer Mamba Wireless su un Razer Goliathus Chroma Medium

La sezione CALIBRATION permette invece di scegliere quale tappetino (a marchio Razer) si stia utilizzando per migliorare la qualità di tracciamento del sensore (nel nostro caso vi abbiamo abbinato un classico Razer Goliathus Chroma Medium).

L’ultima finestra del software Razer Synapse è invece dedicata alle opzioni dedicate alla batteria dove sarà possibile regolare dopo quanto far entrare in IDLE il mouse fermo e sotto quale percentuale della batteria ridurre le prestazioni della modalità wireless per aumentare la durata della carica.
In questa modalità di risparmio energetico sarà possibile osservare una minor efficienza e responsività del mouse in modalità senza fili ma basterà collegarlo con il comodo cavo in dotazione per poter continuare a giocare al massimo delle prestazioni mentre si ricarica la batteria integrata.


Prestazioni

Come ci si può attendere dalla serie Mamba di Razer anche questo nuovo modello Wireless è un vero e proprio all-round winner in grado di adattarsi camaleonticamente a un uso office e ad un uso gaming.

Durante la navigazione su Windows, su Photoshop e durante la redazione di questo stesso articolo il mouse ha sempre accompagnato ogni operazione con la giusta rapidità e precisione che ben ci si aspetta specie durante l’uso di programmi di computer grafica come Adobe PS.

Dal lato gaming invece è quasi scontato affermare che si tratti indubbiamente di una delle migliori opzioni presenti sul commercio, in grado di offrire una prestazione pari alle versioni cablate ma con la comodità e la fruibilità maggiorata del full-wireless.

Durante le nostre prove abbiamo iniziato con alcuni giochi FPS come Battlefield V, PLAYERUNKNOWN’S Battlegrounds e Hell Let Loose rimanendo piacevolmente sorpresi di quanto bene il mouse sapesse comportarsi sia a valori di DPI più alti che più bassi offrendo quindi un approccio ottimale sia a raffiche caotiche che a headshot dalla distanza.

Passando al genere strategico e gestionale abbiamo provato questo mouse con Total War Three Kingdoms e Frostpunk ottenendo praticamente un’esperienza di gioco perfetta dall’inizio alla fine in cui comandare un’unità sul campo di battaglia o selezionare un abitante nel bel mezzo di una tormenta di neve si sono rivelati azioni immediate sotto il comando del Razer Mamba Wireless.

In altri generi come GDR e Sportivi le prestazioni sono altrettanto eccellenti mentre per i titoli MMORPG o MOBA, nonostante l’ottima prestazione, ci sentiremmo di consigliare maggiormente un Razer Naga Trinity vista la sua maggior predisposizione a questo genere di giochi.

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Il Razer Naga Trinity


Batteria

Come promesso sulla confezione il Razer Mamba Wireless è un vero mostro per quanto concerne la durata della batteria e durante questa settimana di prova abbiamo potuto giocare, navigare e lavorare con una singola carica di batteria senza incorrere in alcun problema o necessità di dover ricorrere al cavo incluso.
Il processo di ricarica è inoltre molto veloce potendo portare la carica al 100% in circa due ore anche utilizzandolo in modalità cablata per giocare.
Sulla scatola si annunciano 50 ore di batteria, nel nostro caso non abbiamo cronometrato con precisione quante ore siamo riusciti a spremere fuori dalla batteria del Mamba Wireless ma supponiamo che il tempo di utilizzo si discosti ben poco da quanto dichiarato dall’azienda.

Fateci sapere cosa ne pensate di questa recensione nei commenti e non dimenticate di seguirci sulle nostre pagine social e su 17kgroup.it per notizie sempre nuove sul mondo dei videogiochi!

 

 

Conclusione
Voto complessivo
9
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Annata 1993 dalle meravigliose montagne della Toscana. Studente di Medicina & Chirurgia all'Università di Pisa. Ama scrivere di videogiochi e tecnologia, due delle sue maggiori passioni, e con 17K sta ampliando sempre più il proprio orizzonte nel mondo della giornalistica specializzata. Videogiocatore dal 1998, dove ha iniziato a sviluppare la sua passione con il suo amato GameBoy, Stefano è oggi uno strenuo sostenitore del Gaming PC ma si rivela in realtà anche un attivo giocatore sulle piattaforme Xbox One X e Playstation 4 Pro. Se volete davvero vederlo felice dategli qualcosa che abbia sopra dei pulsanti e non rimarrete delusi.