Sono ormai anni che la realtà virtuale (anche nota come VR) ha fatto il suo ingresso nel mondo dei videogiochi consumer e da allora numerosi e differenti approcci a questa tipologia di gioco hanno riempito un ambito di mercato prima spoglio di opzioni.
Allo stato attuale, salvo un unico visore dedicato a PlayStation 4, l’intero mercato ha trovato nel mondo PC o in soluzioni stand-alone il suo terreno di sviluppo fornendo scelte di visori un po’ per tutte le tasche.
Oculus, uno dei brand pionieri della VR, ha recentemente introdotto sul mercato Oculus Quest 2, un dispositivo che intende combinare in un’unica soluzione dal prezzo piuttosto accessibile sia il gaming su PC che quello diretto dal visore risultando quindi in un importante passo avanti rispetto agli altri visori in commercio.

Abbiamo provato a lungo questo visore, sin da quando abbiamo potuto mettervi sopra le mani (vista la iniziale difficoltà a reperirne uno) tenstandone a fondo le capacità sia collegato al PC (come una sorta di equivalente dell’Oculus Rift S) che le sue capacità ludiche qualora lo si voglia utilizzare da solo senza dover per forza possedere anche un PC da gioco dedicato.
La seguente recensione deriva quindi dall’esperienza diretta che abbiamo ottenuto con un prodotto da noi acquistato e da software anch’esso presente sulle nostre librerie di giochi private.


Packaging

Oculus

Essenziale e piuttosto basilare, la confezione esterna di Oculus Quest 2 non è nulla di “eye catching” e si presenta in una scelta di colori ben poco vistosa e relativamente sobria che vira su bianco e sfumature violacee piuttosto delicate.
Il pacco si presenta come una confezione rettangolare di cartone che riporta sul lato anteriore una chiara immagine del prodotto e nel lato posteriore alcuni degli elementi chiave che caratterizzano le capacità e le modalità d’uso consigliate del visore assieme a delle immagini prese da alcuni giochi disponibili per VR.

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Abbastanza convincente invece l’interno del pacco, la scatola si compone di alcuni comparti sagomati in plastica in cui trovano alloggio le varie parti del set del visore.
Oltre a questo è presente una piccola scatolina al cui interno sono contenuti i rimenenti accessori forniti in confezione.
Nonostante sia di fatto una soluzione sufficientemente funzionale riteniamo che l’utilizzo di un foam sagomato sarebbe stato comunque una soluzione migliore per fornire maggior protezione alle varie componenti del visore.
Comprendiamo si tratti di un dispositivo che nel suo ambito si posiziona nel settore a costo contenuto ma un poco di “bells & wistles” in più nel packaging sarebbe stato sicuramente un plus apprezzabile che e avrebbe sicuramente aumentato l’effetto WOW all’apertura.

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All’interno della confezione troviamo ovviamente il visore assieme ai suoi due controller Oculus Touch V3 mentre dal lato accessori è presente un caricabatterie rapido con cavo USB-C, due laccetti per assicurare i controller al polso, due batterie AA e un adattatore per la mascherina del visore per coloro che utilizzano degli occhiali.
Avremmo apprezzato la presenza di accessori extra come un paio di auricolari, un copri-lenti per proteggere l’interno del visore o un ricambio per la fascia elastica del casco ma purtroppo (anche per contenere i costi) questi non sono presenti e sarà una scelta dell’acquirente procedere al loro eventuale acquisto.

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Hardware

Oculus Quest 2, similmente al predecessore, si presenta come un compatto dispositivo stand-alone che abbandona il rivestimento in tela e il colore nero in favore di una plastica di colore bianco neve e minimi elementi neri a contrasto.
Le dimensioni complessive del visore sono realmente contenute pari a 19x13x9 cm considerando il corpo principale è un peso (comprensivo di cinturino di supporto) pari a 503g.
Nonostante non sia proprio un peso piuma il valore lo posiziona comunque fra i dispositivi VR più leggeri della sua categoria e una volta indossato la percezione del visore non è tale da rendere l’esperienza scomoda o faticosa nel lungo termine.

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Cambiano anche i due controller compresi in confezione che rispetto ai predecessori adottano un design più ergonomico, leggermente rivisitato e un colore bianco ad elementi neri in coordinato con il visore stesso.
A livello qualitativo il lavoro svolto dai due metodi di input è ottimo, con tasti dal feed deciso, levette responsive e giroscopi integrati di alta qualità che rendono il tracciamento in-game decisamente preciso.
A differenza di altri visori i due controller non sono muniti di un sistema di luci a LED atte a migliorarne la resa (salvo per un piccolo led bianco che ne indica l’accensione) ma questo non sembra influire negativamente con le capacità di tracking del sistema.

All’interno di questo piccolo visore, come nella versione passata, troviamo un sistema operativo proprietario che altro non è che una distro molto personalizzata di un sistema Android (aspettiamo con ansia una eventuale possibilità di modifica e di integrazione con applicativi Android per gli utenti più avanzati) mosso dal nuovo processore dedicato Qualcomm Snapdragon XR2 affiancato da ben 6GB di memoria RAM veloce.
Cambia il display integrato all’interno delle due lenti che, seppur abbandonando l’ottimo pannello OLED del Quest originale, rimane un ottimo schermo LCD con una risoluzione di 1832×1920 pixel per occhio e un refresh rate di 90Hz (specifiche ben superiori al Rift S che si ferma a un pannello LCD con risoluzione pari a 1440×2560 complessiva e un refresh rate di 80Hz).
Le due lenti inoltre permettono una regolazione su tre livelli differenti per la distanza interpupillare offrendo così un buon margine di correzione per adattare il visore ai differenti volti delle persone che lo utilizzano.
Nessun problema nemmeno se si portano degli occhiali in quanto utilizzando il distanziatore presente in confezione sarà possibile aumentare la distanza dalle lenti del visore evitandone quindi il danno accidentale dovuto al contatto con gli occhiali stessi.

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Sul lato interno dei due punti di aggancio del casco sono presenti due speaker integrati che fanno realmente un ottimo lavoro nel riportare un suono 3D non soltanto molto preciso ma anche sorprendentemente potente e senza distorsioni.
Sarà comunque possibile collegare (tramite un normale jack 3.5mm) un paio di cuffie esterne direttamente al visore e in entrambi i casi il comodo bilanciere del volume posizionato sulla parte inferiore del visore renderà la regolazione del volume immediata e precisa.
Lo storage varia in due possibilità di scelta ovvero una versione da 64GB e una da 256GB che mantengono inalterato il resto dell’hardware e variano quindi solamente per lo spazio libero e il relativo costo.


Scheda tecnica

  • Processore Qualcomm Snapdragon XR2
  • 6GB RAM
  • 64GB/256GB storage
  • Display LCD 1832×3800 con refresh rate a 90Hz
  • Peso 503g
  • Controller Oculus Touch V3
  • Durata media batteria 2-3 ore
  • Oculus Quest Store e Oculus Rift Store disponibili

Modalità d’uso

Oculus
Usare un visore da fuori appare alquanto “strano”

Per poter giocare con Oculus avrete bisogno sostanzialmente di due cose: una buona connessione a internet e un discreto spazio di gioco all’interno del quale potrete muovervi in sicurezza senza rischiare di colpire accidentalmente un mobile o vostra nonna che guarda la TV.
Fortunatamente il visore arriva munito di un proprio sistema di sicurezza denominato “Guardian” ovvero un comodo reticolo colorato che vi segnalerà quando vi starete avvicinando troppo a uno dei confini che avrete selezionato all’avvio del visore.
Come prima cosa infatti Oculus vi chiederà ogni volta di disegnare attorno a voi un’area di gioco che userà poi come riferimento per mantenervi al sicuro dal mobilio.
Giocando spesso nella stessa area il visore imparerà a memorizzarla di modo da non richiedervi di disegnarla nuovamente.

Con il prossimo aggiornamento di sistema (previsto a breve) il sistema si arricchirà della funzione “intruder” che permetterà al visore di avvisarvi visivamente (tramite una rappresentazione visiva abbastanza fedele) se qualcuno o qualcosa (come il vostro gatto) dovesse entrare accidentalmente all’interno del vostro spazio di gioco.


Store Oculus e disponibilità dei giochi

Oculus adotta un ecosistema con molteplici possibilità per rimpinguare la propria libreria di giochi potendo scegliere differenti store a seconda delle proprie necessità.
Per coloro che volessero arricchire la propria esperienza stand-alone, sfruttando il processore XR2 a bordo di questo visore, è disponibile un ricco store di giochi e programmi mobile (denominato semplicemnte Quest Store) che spazia da titoli più leggeri a videogiochi più complessi e in grado di offrire un ampia variabilità d’intratenimento.
Questo è accessibile sia da visore che dall’app companion (di cui parleremo a breve) e gestirà in modo semplice installazioni e aggiornamenti delle varie app.

A patto di poter venire a compromessi con alcune limitazioni hardware dovute all’uso di un processore mobile, la scelta di poter accedere a un ricco parco giochi da qualsiasi luogo in cui ci si trovi (anche in assenza di internet volendo) offre un enorme vantaggio a Oculus Quest 2 rispetto alla concorrenza.

Quando si abbandona il mero aspetto stand-alone e si collega il visore al PC con un cavo link (o virtual desktop) le scelte si fanno più ampie e non si ha solamente accesso allo store ufficiale di Oculus (che è sostanzialmente quello del più vecchio Rift S) ma anche a piattaforme più ampie come Steam (che spinge molto sulla sua piattaforma Steam VR) e risorse open source come SideQuest su cui sperimentare esperienze VR più artigianali e innovative.

Riteniamo sia soprattutto importante prendere in considerazione il fatto che numerosi titoli sono presenti su più store contemporaneamente quindi per molti il discriminante per scegliere dove acquistare sarà una semplice questione di costo.

App Companion “Oculus”

Oculus Quest 2, similmente a Rift S e il precedente Oculus Quest, arriva con la sua relativa applicazione disponibile per Android e iOS necessaria per il primo avvio del sistema del visore (per la creazione di un account Oculus e la registrazione del dispositivo) e per la gestione remota del proprio account e del proprio dispositivo.
L’app si compone di differenti tab dedicati ai vari aspetti dell’ecosistema Oculus.
Troviamo ad esempio una Home riassuntiva di novità e attività recenti, un panel dedicato allo Store (da cui è possibile accedere sia al Quest Store che al Rift Store), uno dedicato agli amici e ai social e uno dedicato alle impostazioni di visore e profilo utente.

L’interfaccia dell’intera applicazione è molto semplice e intuitiva dando di fatto un rapido accesso a tutte le funzioni correlate al proprio account Oculus, ai giochi e alle chat con gli amici.
Riteniamo inoltre importante sottolineare come per utilizzare Oculus sia necessario in modo vincolante un profilo Facebook (essendo Facebook Inc. l’effettiva proprietaria del brand) con il quale creare un profilo utente e gestire poi i contatti Oculus e le condivisioni sui social di video e foto.
Per alcuni potrebbe costituire un motivo di dubbio il dover accedere (o crearne uno se sprovvisti) con il proprio account Facebook ma se si considera l’idea alla base di creare un ecosistema interconnesso con amici e conoscenti alla fine questo aspetto non appare così insensato (sebbene non riteniamo del tutto corretto imporlo in modo vincolante).

Nel nostro test abbiamo installato l’app sia su un Mi10T Pro (Android 11) che su un iPad Pro 12.9” 2020 (iOS 14.4) ottenendo in entrambi i casi esperienze similarmente eccellenti per la fruibilità e l’uso complessivo dell’app.
Le dimensioni nello storage e i requisiti per poter utilizzare l’app sono realmente minimi quindi non dovreste incontrare problemi anche su dispositivi più datati.


Prestazioni stand-alone

Oculus

Una delle peculiarità che rende la linea Quest decisamente più interessante rispetto ad altri dispositivi presenti sul mercato è quella di offrire un sistema operativo e un relativo store dedicato interamente ad applicazioni progettate per non richiedere alcun PC collegato (eccetto per uno smartphone consigliato al primo avvio).
Con questo non ci riferiamo solo alla capacità di questo visore di vedere contenuti a 360° o di permettere la fruizione di serie TV o film in VR ma anche alla possibilità di acquistare e giocare numerosi titoli direttamente dal visore senza la necessità di un computer che elabori i contenuti.

L’ottimo processore Qualcomm Snapdragon XR2 infatti offre una più che rispettabile potenza in grado di portare a schermo esperienze di gioco fluide, sufficientemente dettagliate e coinvolgenti.
Va però considerato che nonostante le prestazioni siano molto buone il processore XR2 resta comunque una soluzione indirizzata a un utilizzo mobile quindi alla fine ciò che ci si può attendere deve essere commisurato alla realtà dei fatti.

Oculus

L’interfaccia principale di Oculus Quest 2 è un piacevole ambiente 3D personalizzabile (di base una sorta di nebulosa colorata ma sostituibile a piacimento) all’interno del quale sarà possibile interagire (tramite i touch controllers o direttamente con le mani) con dei pannelli fluttuanti tramite cui poter raggiungere applicazioni, impostazioni e altri aspetti dell’interfaccia con gesti di swipe e di click che rendono l’utilizzo complessivo estremamente immediato.

Direttamente dal visore sarà possibile modificare tutte le varie impostazioni come potreste fare da un cellulare e al tempo stesso accedere allo store per scaricare giochi e altro sullo storage interno del visore (considerando però che la versione da 256GB offre decisamente più spazio di archiviazione per giochi e contenuti pesanti).

Su mobile abbiamo testato alcuni titoli spaziando fra quelli più venduti dello Store per farci un’idea complessiva di come questo visore si comportasse alle prese con differenti tipologie di gioco.
La risposta è stata ovviamente positiva anche se nei titoli più complessi si nota la carenza di dettaglio se paragonati alla controparte PC.

In ogni caso con titoli come Fruit Ninja (sogno segreto di tanti come me che lo giocarono anni fa all’uscita su iPhone), Beat Saber (uno dei rithm game meglio riusciti del genere), The Climb 2 (un magnifico simulatore di scalate estreme) e The Exorcist: Legion VR (un titolo veramente terrificante) per citarne alcuni, Quest 2 ha sempre tenuto un livello prestazionale eccellente e non abbiamo riscontrato problematiche nel framerate o in altri aspetti del gioco.

Dalle nostre prove sul campo mediamente abbiamo potuto spremere dalle 2 alle 3 ore di utilizzo medio dalla batteria integrata del Quest 2, motivo per cui vi suggeriamo di acquistare un power bank USB-C con ricarica rapida da collegare al visore qualora voleste affrontare sessioni di gioco più lunghe o con maggiori dettagli grafici che inevitabilmente porteranno a un maggior consumo di energia nel medesimo lasso di tempo.


Prestazioni su PC

Oculus Quest 2 ha sorpreso molto per la sua componente stand alone (che è sostanzialmente ciò che lo distingue da altre soluzioni disponibili sul mercato) ma senza il lato PC andrebbe ovviamente a perdere una componente fondamentale dall’esperienza VR.

Oculus

Di base, aprendo la scatola del Quest, il collegamento al PC non è effettivamente possibile visto che manca un elemento fondamentale ovvero il Cavo Link.
Oculus ha la sua opzione di scelta ovvero il Link ufficiale, un cavo in fibra ottica di alta qualità con collegamento USB 3.2 e velocità di trasmissione elevata che mima il collegamento integrato del Rift S ma che pecca di un prezzo decisamente fuori scala di ben 99€.
A distanza di alcuni mesi dall’uscita del visore per fortuna il mercato ha iniziato a popolarsi di opzioni di terze parti che magari hanno prestazioni e qualità un poco minori dell’originale ma prezzi molto minori (nel nostro caso un cavo da 5m da 25€).
Una volta quindi che si sarà recuperato un cavo di qualsiasi natura l’esperienza prenderà una piega nettamente in positivo potendo accedere alla maggiore potenza e alle più ampie scelte di giochi del mondo PC.
La risoluzione per occhio del Quest 2 è il punto per cui questo visore sta andando di fatto a sostituire il Rift S (la cui linea è molto probabilmente destinata a scomparire) visto che la nitidezza di 1832×1920 per occhio e il refresh rate a 90Hz offerto da questo visore è un netto passo avanti che ne rende perfetto l’uso sia al giocatore novizio sia al più navigato delle esperienze VR.

Fonte: Steam
Oculus
Fonte: Steam

I titoli disponibili su PC ovviamente sconfiggono in modo lampante (specie se avete un buon PC) le prestazioni possibili su titoli nativi per il visore aprendo al giocatore esperienze di rilevante spessore videoludico come Half Life Alyx (titolo di punta di Steam VR), Asgard Wrath (titolo in regalo con l’acquisto di Quest 2), Boneworks (uno dei titoli VR con fisica più elaborata al momento disponibile) e numerosi altri titoli di vari generi e complessità.
Recentemente Valve ha pubblicato i dati relativi all’uso del VR su PC riscontrando che ben 3 milioni di utenti sono muniti di una qualche sorta di visore e di questi un buon 26% è in possesso proprio dell’ultimo arrivato di Oculus.
Questo aumento esponenziale di utenza VR è indubbiamente una notizia ottima per tutti coloro che già la posseggono o per coloro che ne programmano l’acquisto poiché un numero maggiore di utenti significa titoli migliori e più ricchi da parte delle varie Software House.

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Fonte: Steam


Al momento sembra anche che la stessa Ubisoft abbia in porto titoli dedicati ad Assassin’s Creed e altri suoi brand noti specificatamente creati per il VR (aprendo di fatto la via per numerosi titoli tripla A nel futuro di questa piattaforma di gioco).

Notevole è anche il fatto che sia completamente compatibile (solamente tramite cavo link e non tramite virtual desktop) con Flight Simulator 2020 di Microsoft.
Il nostro provato con il simulatore di volo utilizzando Oculus Quest 2 e un flight stick dedicato Logitech G Extreme 3D Pro è stato visivamente e sensorialmente spettacolare (sebbene il VR impatti significativamente sulle prestazioni che è possibile “spremere” fuori dalla propria GPU).

Se si possiede un PC con un hardware sufficientemente potente sarà possibile fare pieno uso dell’ottimo pannello del visore renderizzando i giochi a una risoluzione anche superiore ai 1832×1920 nativi delle lenti di Oculus e facendo un ottimo utilizzo dei 90Hz di Refresh Rate dello schermo.
Particolare vantaggio da questo aspetto lo abbiamo ottenuto durante il gameplay di The Walking Dead: Saints and Sinners in cui il boost di risoluzione al 150% dalla nativa ha decisamente migliorato il rendering di dettagli e dell’ambiente di gioco in generale.
Alcuni recenti update dal forum di Oculus suggeriscono inoltre che nel prossimo futuro sarà possibile scegliere di fare un overclock del Refresh Rate fino a 120Hz sia su titoli stand-alone che PC compatibili (a costo di maggior consumo della batteria e di potenza di calcolo) aprendo l’esperienza a un livello di fluidità ancor superiore a quello attuale (già di per se ottimo).

Intrattenimento in VR

Nonostante il focus sui videogiochi sia effettivamente il principale motivo per cui si va ad acquistare un prodotto come Oculus Quest 2, una nota di merito la merita ampiamente anche il comparto d’intrattenimento stesso che trova nella VR un nuovo modo di farci vivere contenuti video e film presenti sui maggiori servizi d’intrattenimento.

Oculus
Fonte: vrscout.com


Partendo da quello universalmente più diffuso, ovvero YouTube, l’app si compone sostanzialemtne di due differenti modalità d’uso: classica, dove sostanzialmente potremo guardarci i nostri video preferiti davanti a un cinema di dimensioni personalizzabili, e 360 dove l’app stessa avrà il buon cuore di raccogliere numerosi contenuti esclusivamente ideati per la VR.
Che si tratti di documentari o di video d’intrattenimento di varia natura la resa in VR è straordinaria, specie se si considera che si tratta di un servizio completamente gratuito.

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Fonte: apkpure.com

Il buon vecchio Netflix adotta invece un’idea più classica della VR e non offre alcun contenuto specifico per la realtà virtuale riportando il suo intero catalogo in una comoda modalità “salotto” da cui sarà possibile godersi film in alta definizione sul grande schermo virtuale all’interno dell’app stessa.
Non ci sono però sostanziali differenze dall’app nativa per i dispositivi mobili, salvo l’interfaccia da salotto, e ci saremmo aspettati quantomeno un qualcosa di più innovativo da un servizio a pagamento come Netflix.

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Fonte: vrexplorer.com

Per ultimo invece troviamo Prime Video che di tutti è certamente quello che adotta l’interfaccia più peculiare ovvero una sorta di piccola cittadina di cartone (rigorosamente di scatoloni Amazon) animata e con ciclo giorno/notte dove sarà possibile fruire sia di film e serie TV sul grande schermo del “cinema di paese virtuale” o di contenuti a 360 gradi molto interessanti come ad esempio un bellissimo mini-documentario su Chernobyl girato da un ex abitante di Prypiat.
Nonostante l’interfaccia non sia esplorabile in alcun modo riteniamo che lo sforzo di Amazon nel rendere l’ambiente così peculiare meriti certamente una nota di lode.


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Conclusione
Voto
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Annata 1993 dalle meravigliose montagne della Toscana. Studente di Medicina & Chirurgia all'Università di Pisa. Ama scrivere di videogiochi e tecnologia, due delle sue maggiori passioni, e con 17K sta ampliando sempre più il proprio orizzonte nel mondo della giornalistica specializzata. Videogiocatore dal 1998, dove ha iniziato a sviluppare la sua passione con il suo amato GameBoy, Stefano è oggi uno strenuo sostenitore del Gaming PC ma si rivela in realtà anche un attivo giocatore sulle piattaforme Xbox One X e Playstation 4 Pro. Se volete davvero vederlo felice dategli qualcosa che abbia sopra dei pulsanti e non rimarrete delusi.