Con questa terribile situazione sanitaria in corso la prospettiva di un periodo “casalingo” ci ha fatto ricorrere all’acquisto di un nuovo giocattolino con cui passare il tempo giocando stavolta dal proprio smartphone.
Stiamo parlando del Razer Kishi, prodotto del noto brand di accessori da gaming coreano, che propone al giocatore una soluzione ottimale per poter giocare sul proprio smartphone annullando di fatto le problematiche relative all’uso di un controller bluetooth.
Abbiamo quindi sperimentato per un pò questo prodotto con servizi come Xbox xCloud, Steam Link e Nvidia GeForce Now per vedere come si comporta paragonato a un classico controller bluetooth per Xbox One.

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Confezione

Come classico di qualsiasi prodotto Razer anche il Razer Kishi arriva in una confezione minimale dove nero e verde fanno ovviamente da padroni.

Razer Kishi

Sul lato anteriore della confezione troviamo ovviamente un’immagine del prodotto e alcune informazioni base (nel nostro caso inerenti alla versione Android del controller) oltre al punto forte del prodotto ovvero la “Ultra-Low Latency” ottenuta proprio grazie alla connettività USB-C diretta.

Razer Kishi

Sul retro e sui lati nuovamente sono mostrati i punti forti del prodotto e una piccola lista di dispositivi compatibili (aspetto su cui ci soffermeremo meglio in seguito).
All’interno della confezione troveremo invece ben poco ovvero un piccolo manuale d’uso e il controller stesso munito di alcuni adesivi atti a indicare alcune delle caratteristiche d’uso fondamentali del prodotto.

Design e materiali

Non appena si prende in mano il Razer Kishi per la prima volta questo rivela subito la sua natura interamente in PBT nero che sebbene non sia il materiale più pregiato al mondo rientra ampiamente negli standard di Razer risultando di un’ottima qualità e che, sopratutto in questo caso, aiuta molto a ridurre il peso del controller stesso (163 grammi).
Le dimensioni del controller sono veramente contenute e da chiuso (ovvero nella configurazione da trasporto) misura solamente 94,3mm x 134.1mm x 37.3mm risultando estremamente facile da riporre in una borsa o anche semplicemente in una tasca di una giacca senza troppi problemi.

Sul lato anteriore troviamo quello che normalmente ci aspetteremmo di trovare su un controller per Xbox One (dato che lo stesso sistema Android lo riconosce come tale) con le due levette asimmetriche la croce direzionale e i tasti funzione in stile Xbox (sebbene i colori non tornino con quelli ufficiali dei tasti Xbox e siano invertiti rispetto alla normalità).
Nella nostra versione mancano i tasti customizzati con start, select e Xbox (presenti invece sulla versione del pad dedicata proprio a xCloud) ma sono presenti comunque i medesimi tasti “generici” che il sistema riconosce esattamente allo stesso modo di quelli del pad ufficiale Xbox.

Razer Kishi

Siamo rimasti ampiamente sorpresi dalle levette analogiche di questo Razer Kishi e non ci saremmo aspettati un livello di precisione e feed tale su un dispositivo portatile come questo.
Entrambe hanno una buona risposta elastica molto simile a quella dei pad della 360 e hanno ovviamente la possibilità di essere premuti (cosa spesso non presente nei controller per mobile specie più economici) rispondendo con un ben percepibile clic.
Un poco deludente la croce direzionale, un filo troppo “morbida” per i nostri gusti e che non rende quel feed che troviamo invece nel pad originale.
Certo, questo non vuol dire che funzioni male anzi, funziona perfettamente in ogni ambiente di gioco ma il feed tattile non è così chiaro e deciso come vorremmo che fosse.

Razer Kishi

Sempre nella parte anteriore in corrispondenza del lato del Razer Kishi che si connette allo smartphone con la porta USB sono presenti due feritoie per permettere agli speaker inferiori del telefono di non venire tappati e di proiettare invece il suono verso il giocatore.
Non tutti i telefoni hanno gli speaker in questa posizione certo, ma nel nostro caso così come per gran parte dei device in commercio il risultato è ampiamente soddisfacente e si traduce in un audio pulito e senza alterazioni di sorta.

Razer Kishi

Molto bene anche i tasti sulla parte superiore che sebbene non siano allo stesso livello di un pad full-size offrono comunque un feed ottimale per giocare senza pensieri.
Inoltre i grilletti L2 e R2, a differenza di molti pad per mobile di questo tipo, hanno una corsa graduale e non sono dei semplici tasti on/off rendendoli così perfetti anche per giochi di macchine (che nel nostro provato fanno riferimento a Forza Horizon 4).
L’unica cosa strana di questi grilletti è un lieve rumore quando li si preme che non da una buona sensazione di qualità sebbene alla fine non alteri in alcun modo l’uso del pad stesso (probabilmente dovuto a un leggero attrito fra i grilletti e la scocca interna).

Razer Kishi

Sul lato inferiore del pad invece è presente un porta USB-C Pass-Through adibita alla ricarica dello smartphone mentre lo si utilizza all’interno del pad.
Sebbene non universalmente compatibile è presente la comoda funzione di ricarica rapida (che nel nostro provato ha funzionato in modo ottimale).
Il Kishi stesso non necessità ovviamente di alcuna ricarica non essendo munito di alcun tipo di batteria interna (si alimenta direttamente da USB) e collegare delle cuffie USB-C a questa porta (come abbiamo provato a fare) non consentirà l’utilizzo delle stesse come uscita audio.

Compatibilità e connessione allo smartphone

La compatibilità del Razer Kishi richiede due fondamentali elementi ovvero la presenza di una porta USB-C sul vostro smartphone (in posizione centrale in basso) e dimensioni massime ben precise per il dispositivo da usare.
Razer Kishi supporta smartphone con dimensioni massime pari a 145,3 – 163,7 mm x 68,2 – 78,1 mm x 7,0 – 8,8 mm rendendosi di fatto compatibile con la gran parte dei dispositivi Android in commercio.
Se riuscirete a connettere il telefono e farlo entrare all’interno del pad la configurazione sarà terminata e verrà immediatamente riconosciuto come un pad Xbox standard.
L’unica cosa che con tutta probabilità dovrete fare sarà rimuovere qualsiasi cover dal vostro smartphone poiché aumentando lo spessore del telefono non permetterà il corretto allineamento con il connettore USB-C del controller.

Razer Kishi

Per inserire lo smartphone all’interno del suo slot è necessario espandere il pad e per fare ciò si dovranno usare i due piccoli interruttori sul retro per rilasciare i fermi ed estendere manualmente le due parti del controller (unite per mezzo di un connettore semirigido ed elastico posteriore) fino alla dimensione necessaria per inserire correttamente lo smartphone nel suo alloggiamento.
Nel nostro provato abbiamo utilizzato un Samsung Galaxy Note 9 (ex-flagship Samsung con un paio di anni di vita) le cui dimensioni sono abbastanza generose e per il quale (come sarà necessario in genere fare con tutti i dispositivi) è stato necessario rimuovere la cover come avevamo precedentemente accennato.

Razer Kishi

La sensazione finale è quella di avere una sorta di Switch in mano sebbene il lieve gioco che le due parti del pad fanno rispetto allo smartphone renda il tutto un filo meno “monoblocco” rispetto alla console Nintendo.
Vista però la comodità d’uso e la relativa semplicità con cui si può espandere e collassare il pad ci sentiamo ampiamente di promuoverlo per l’uso in viaggio o fuori casa.

Prestazioni

Nel testare questo peculiare controller abbiamo sfruttato alcuni dei servizi di gaming mobile più famosi ovvero XCloud di Microsoft, GeForce Now di NVIDIA e Steam Link dell’omonima Steam.
Come prevedibile dalle ottime premesse hardware di questo prodotto tutti i vari servizi hanno identificato immediatamente il controller indicandolo o con il nome di Razer Kishi (Steam Link), come Controller Android (GeForce Now) e come controller Xbox (XCloud).

Razer Kishi

In tutti i casi è semplicemente bastato collegare il controller e boom, eravamo subito pronti a giocare senza alcuna fatica.
Ma come si comporta questo controller? Egregiamente diremmo, molto meglio rispetto ai classici controller bluetooth che normalmente si trovano in commercio per il gaming su mobile.
Su XCloud abbiamo ampiamente testato molti dei titoli presenti in libreria come Frostpunk, Halo: MCC, Forza Horizon 4, Sea of Thieves e in ciascuno di essi non abbiamo riscontrato alcun problema di sorta.
Essendo identificato come un controller Xbox (di cui mima le fattezze) navigare l’interfaccia dell’applicazione Xbox Game Pass e giocare ai vari giochi offerti in catalogo è stato veramente facile e appagante.
Non abbiamo potuto testare la funzione di remote play da Xbox One in quanto tutt’ora in attesa di una Xbox Series X ma da esperienza pregressa possiamo dirvi che il comportamento del controller sarà esattamente lo stesso.

Razer Kishi

Su GeForce Now abbiamo provato A Plague Tale: Innocence, Black Mesa (un remake in UE4 del classico Half Life di Valve che vi consigliamo ampiamente di recuperare) cosi come altri giochi presenti e anche in ambiente desktop server il controller è stato correttamente riconosciuto permettendoci di giocare in tutta tranquillità.
Certo, in questo caso dovrete accertarvi che il gioco in questione abbia il supporto completo ai controller poiché altrimenti vi sarà ovviamente impossibile giocare (ad esempio avviando Frostpunk della nostra libreria ci è stato prontamente comunicato di collegare una tastiera è un mouse per poter giocare).
Salvo quindi questo piccolo dettaglio giocare con il controller è stato perfetto, e nonostante i server Nvidia ogni tanto avessero avuto qualche lag dal lato controller tutto è filato liscio come l’olio.

Razer Kishi

Su Steam Link, giocando quindi in streaming dalla nostra piattaforma PC da gioco abbiamo ampiamente goduto di partite a Hunt: Showdown (sebbene giocare con un controller a questo titolo sia follia pura) e Metro: Exodus come se fossimo direttamente davanti al computer.
Qui essendo un servizio che funziona però solamente in ambito domestico (magari volete giocare seduti sul divano o in veranda) è molto importante avere una rete locale a 5GHz prestante per non incorrere in lag e distorsioni di immagine.
Nel nostro caso con un FritzBox 7590 il tutto è andato al meglio e anche in questo frangente il controller ha dato il meglio offrendo un controllo del gioco realmente senza compromessi.

Razer Kishi

Cosa accomuna tutte queste varie esperienze? La latenza azzerata.
Avete presente quella fastidiosa latenza che, seppur minima, si fa sentire mentre si gioca con un controller Bluetooth su cellulare? Ecco con il Razer Kishi questo elemento sfavorevole del mobile gaming viene completamente annullato e tutti gli imput dati attraverso pulsanti e stick analogici sono immediatamente registrati nel sistema con una reattività pari a quella che avreste giocando su console.
Certo, la latenza complessiva dipenderà ovviamente anche dalla qualità della rete con la quale vi starete connettendo ai vari servizi online ma nel nostro caso grazie alla rete 200mega/20mega il controller ha notevolmente contribuito a ridurre la seppur poca latenza presente in questi servizi.

Razer Kishi

Con questo non vogliamo dire certo che giocare con un controller bluetooth non vada bene, anche quel metodo fa certamente il suo lavoro senza influire eccessivamente sull’esperienza in termini negativi, ma se volete davvero puntare a un’esperienza di gioco ottimale on-the-go difficilmente troverete di meglio (almeno attualmente) del Razer Kishi.
Come già accennato abbiamo voluto sperimentare come si sarebbe comportato questo controller se collegato tramite una prolunga a un tablet Android con USB-C e durante la nostra partitella nei mari di Sea of Thieves abbiamo avuto nuovamente conferma che anche cablato il Razer Kishi mantiene tutta la sua rapidità e comodità d’uso (sebbene il nostro cavo non fosse di dimensioni contenute così da poter usare il Kishi da chiuso).

Razer Kishi

Per coloro che invece volessero acquistare il controller per giocare su Android non siamo altrettanto propensi a dare la nostra approvazione.
Il Razer Kishi in questo frangente si comporta esattamente come qualsiasi altro controller per mobile (sebbene abbia comunque una qualità maggiore della gran parte di quelli in commercio) e se il titolo a cui vorrete giocare (ad esempio PES 2021) non supporta il controller bluetooth non riconoscerà nemmeno questo gioiellino a marchio Razer.

Su Android è presente anche l’applicazione Razer Kishi ma sebbene mostri alcuni titoli compatibili la sua utilità rimane discutibile.
Se invece voleste comunque usare il controller laddove non fosse previsto potete ricorrere a Octopus, una comoda applicazione che permette di mappare aree touch dello schermo con relativi pulsanti fisici del controller ma solamente per i giochi a singolo giocatore senza componente online.
Utilizzare Octopus in giochi online (specie negli sparatutto competitivi) potrebbe costarvi il ban quindi fatelo solo a vostro rischio e pericolo!

Conclusioni

Razer Kishi è certamente un prodotto innovativo sebbene tutto sommato sia di per sé un dispositivo molto semplice.
Non ha un costo contenuto, nel nostro caso il controller è costato circa 90€, ma se volete davvero fare l’uso migliore possibile di servizi di mobile gaming difficilmente potrete trovare di meglio.
La sua latenza azzerata e l’ottima qualità costruttiva (oltre al bellissimo design minimalista di Razer) lo rendono una scelta migliore rispetto a un controller bluetooth ma anche a prodotti simili come il Gamesir X2 (di poco meno costoso).
Se cercate invece un controller per Android, sebbene questo sia comunque ottimo, ci sentiamo di consigliarvi prodotti più economici che possano comunque fare lo stesso lavoro a patto di minimi compromessi.

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Conclusione
Confezione
8
Costruzione e materiali
9
Compatibilità e semplicità
9
Utilizzo in gioco
10
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Annata 1993 dalle meravigliose montagne della Toscana. Studente di Medicina & Chirurgia all'Università di Pisa. Ama scrivere di videogiochi e tecnologia, due delle sue maggiori passioni, e con 17K sta ampliando sempre più il proprio orizzonte nel mondo della giornalistica specializzata. Videogiocatore dal 1998, dove ha iniziato a sviluppare la sua passione con il suo amato GameBoy, Stefano è oggi uno strenuo sostenitore del Gaming PC ma si rivela in realtà anche un attivo giocatore sulle piattaforme Xbox One X e Playstation 4 Pro. Se volete davvero vederlo felice dategli qualcosa che abbia sopra dei pulsanti e non rimarrete delusi.