Benjamin: Salve, sono qui per vedere Micheal Sullivan…

Segretaria: Ha un appuntamento?

Benjamin: Ah, Sì! Sono Ben Giraud, ne ho uno alle 13.00.

Benjamin (FC): Controllare con la Receptionist dell’Ufficio di Intelligence Navale (ONI) l’appuntamento è una formalità piuttosto bizzarra. Presentarmi, lei che mi chiede chi ero venuto ad incontrare, era tutta una conversazione antiquata, parte del loro sforzo di mostrare un volto più umano nell’operazione. In realtà, la sorveglianza sapeva dov’ero in ogni minuto, fin da quando ho messo piede sul (transit quand’ero a casa), durante la mattinata mentre mi facevo strada verso il terminal di Boston, questa receptionist probabilmente era stata bombardata di aggiornamenti in tempo reale sull’orario esatto del mio arrivo, deviazioni dal mio percorso ottimale, pause-bagno, la mia velocità media, in qualche modo lo facevano, mi stavano aspettando.

Segretaria: Gli farò sapere che lei è qui, Ben.

Benjamin: OK, Grazie!

Benjamin FC: L’intera struttura ONI era lucida ed elegante, ovunque guardassi, le sue linee definite, i materiali della più alta qualità, ma la cosa più impressionante era l’opprimente quantità di spazio e silenzio, questa sala d’attesa era particolarmente scarna, due sedie minimali in fibra di carbonio disposte a 20 piedi di distanza l’una dall’altra, inoltre notai che i posti a sedere sembravano terribilmente basse, ne scelsi una e mi sedetti.

Benjamin: Oh!

Benjamin FC: Questa sedia era davvero bassa, era strano! Avrei dovuto probabilmente attendere dai 60 ai 90 minuti di tempo d’attesa per essere ricevuto, e tenermi “occupato” in questo modo sicuramente non aiutava il mio livello di ansia. Ma stavo già puntando a tenermi occupato con del lavoro quando la porta dietro la reception improvvisamente si aprì.

Segretaria: Ben? Il Signor Sullivan la riceverà adesso.

Benjamin: Ora?

Segretaria: Sì.

Benjamin FC: Mi alzai goffamente dalla sedia e attraversai la stanza, il mio cuore stava scoppiando.

Benjamin: Uhm, Grazie.

Benjamin FC: Lei non rispose.

Benjamin: *Sospiro*

Benjamin FC: Misi piede in uno stretto e vuoto corridoio, pieno di stanze chiuse, stavo quasi per girarmi e chiederle dove sarei dovuto andare, ma la porta si chiuse immediatamente dietro di me. Le luci nel corridoio si spostarono, indicando l’ultima porta chiusa.

Benjamin: *Sospirando* Okay, bene…

Benjamin FC: Percorsi il corridoio, superando quelli che supposi fossero uffici, tutto era insonorizzato lì, quindi non avevo idea se ci fossero persone a lavorarci.
Quando giunsi alla fine del corridoio, la porta di Sullivan si aprì all’ultimo minuto, quando entrai, Sullivan non mi guardò, era seduto dietro la sua scrivania, lavorando sul suo tablet.

Benjamin: Hey.

Sullivan: Ben, sono felice che tu ce l’abbia fatta!

Benjamin FC: Rimasi per un attimo stranito. Realizzai che quella doveva essere la stanza da cui mi aveva sempre parlato. Il suo arredamento era minimale come il resto dell’edificio, c’erano alcuni stralci di personalità in mostra dietro di lui, però: un paio di ninnoli e questo falso antico orologio analogico. Sullivan non mi aveva ancora guardato.

Benjamin: Dovrei..? Posso..?

Sullivan: Mettiti comodo.

Benjamin: Okay… sì…

Benjamin FC: Stava continuando a “sfogliare” il suo tablet. Mi sedetti sulla sedia, proprio come le altre, le mie ginocchia erano quasi accanto alle mie orecchie. Ero anche tremendamente lontano dalla sua scrivania. Provai ad iniziare una conversazione.

Benjamin: Non ti facevo un tipo da antiquariato, Sullivan… Dove hai preso l’orologio?

Sullivan: Oh, l’ho sempre avuto…

Benjamin: Carino… Carino! Quindi, uhm…

Sullivan: Come va la storia Ben?

Benjamin: È buona, è buona!

Sullivan: Hai avuto quello di cui avevi bisogno?

Benjamin: Sì, assolutamente!

Sullivan: Voglio assicurarmi che tu abbia tutte le uhm, risposte alle tue domande.

Benjamin: Bene, no, beh, uhm, Sì, sì… Io uhm, le ho. Voglio dire…

Sullivan: Perfetto!

Benjamin FC: Stavo ancora cercando disperatamente di capire cosa stesse succedendo quando Sullivan smise di sfogliare il tablet, alzò lo sguardo per la prima volta ed ebbe questo scintillìo negli occhi.

Sullivan: C’è qualcuno che vorrebbe parlarti, Ben.

Benjamin FC: Sono Benjamin Giraud e questo è Hunt the Truth. *Musichina*
Sullivan camminava velocemente e io stavo cercando di tenere il passo. Gli edifici erano tutti connessi sottoterra e l’intero complesso era molto più grande di quanto sembrasse da fuori.
Ogni volta che ci addentravamo in quel labirinto, il terreno diventava gradualmente meno “aziendale” ma più “militare”, e più militare diventava, più io ero nervoso.

Sullivan: Hai realizzato che ci sono i più cattivi da queste parti. È un giorno speciale, Ben!

Benjamin FC: Il dipartimento di Sullivan sembrava quasi vuoto, ma ora c’erano molte molte più persone che si muovevano nelle Hall, per lo più in uniforme, non parlavano o alzavano lo sguardo, esattamente come Sullivan prima fissavano il loro COMpad, sfogliandolo mentre camminavano, la congelata freddezza dell’efficienza di tutto era impressionante.

Sullivan: Siamo arrivati.

Benjamin FC: Sullivan mi guidò in un grande e buio bagno e la porta si chiuse dietro di noi. Al centro c’era un massiccio tavolo confortevole e ben illuminato con diverse sedie attorno.
Oltre le luci i bordi dello spazio dell’alto tetto sparivano nell’ombra.

Sullivan: Siediti.

Benjamin FC: Feci come mi era stato detto, e mi sedetti su una delle sedie che automaticamente sprofondò sotto di me. Strizzai gli occhi nel buio, realizzai che uno dei muri era fatto interamente da una vetrata oscurata, probabilmente per l’osservazione.

Sullivan: Hai bisogno di acqua?

Benjamin: No. Uhm, Sto bene così, sto bene… Grazie. Chi uhm…

Sullivan: Oh! Vuoi per caso controllare il microfono?

Benjamin: Mic-Microfono? Cosa stiamo?

Sullivan: Voglio essere sicuro che tu capisca tutto…

Benjamin: Capisca… Cosa? Ascolta, io semplicemente…

Sullivan: Rilassati, Ben! Sarà grandioso!

Benjamin: Sully, io volevo solo dire che io uhm-

Sullivan: Ben! Sta per entrare.

Benjamin: Sully, volevo solo dire che io avevo tutta l’intenzione di…

Sullivan: Sono felice di presentarti il Senior Chief Petty Officer, Franklez Mendez.

Mendez: Ciao, Ben, come stai?

Benjamin FC: Mi alzai. L’uomo che entrò era estremamente decorato: Stelle dorate, stelle argentate, stelle di bronzo, Purple Heart, la legione d’onore, sembrava avido e indurito probabilmente dopo decenni di battaglie.

Benjamin: Buon-Buon Pomeriggio, Signore.

Mendez: Dunque, parleremo di Chief?

Benjamin: Oh, Uhm, io…

Sullivan: Mendez ha allenato di persona Chief, Ben! Te l’avevo detto che mi sarei preso cura di te! Avrai tutto ciò che serve per la storia.

Benjamin FC: Questa era un’intervista. Non me l’aspettavo affatto. Non so cosa mi aspettassi davvero, ma di certo non era un incontro faccia a faccia con un personaggio di rilievo! Tutta la mia ansietà… si volatilizzò completamente.

Benjamin: Aspetta, certo! Dunque quando si parla di Spartan lei è l’esperto, vero?

Mendez: Esattamente.

Benjamin FC: La mia conversazione con Thomas non era stata segnalata! Petra aveva ragione! Non c’era motivo per cui Sully dovesse aver ascoltato qualcosa… non riuscivo a crederci. Il mio sollievo era totale. Stavo per sentire il punto di vista dell’uomo che aveva personalmente addestrato Master Chief.

Mendez: Già, Chief aveva la cattiva abitudine di saltare giù dai velivoli prima che fossero atterrati… aha, ma la sua corazza assorbiva l’urto. Tuttavia presumo che questo sia abbastanza risaputo oggi.

Benjamin FC: nessun civile aveva mai ascoltato un dettaglio così particolare di Master Chief. Mendez mi disse che non molto dopo l’accademia le qualità e capacità di John gli permisero di guadagnare una notevole reputazione.

Mendez: Ahh, quel ragazzo mi stupì completamente. Il suo acume, la sua prontezza mentale, le sue abilità fisiche, giudizio tattico… Sin da quando era giovane riuscivo a capire che John era davvero qualcosa di fuori dal comune. Non avevo dubbi sul fatto che fosse pronto per i potenziamenti. E lui sembrava impaziente al riguardo.

Benjamin FC: Mendez disse che tutti rimasero stupefatti dagli esiti delle operazioni effettuate su John.

Mendez: Gli ingegneri medici, dissero che il suo organismo si integrava perfettamente con le tecnologie. Il tempo di recupero fu incredibilmente breve, ma ciò che più in assoluto fu stupefacente fu la velocità con cui il suo cervello riuscì a prendere controllo dei potenziamenti. Non è diverso da partire da zero quando subisci un intervento del genere: devi rimappare tutto il tuo sistema nervoso; ma mentre gli altri stavano cercando di tornare a camminare, John stava già correndo, saltando e calciando culi. Mai visto nulla del genere.

Benjamin FC: questa era la nascita del Master Chief. Progredì rapidamente, dimostrandolo sul campo, alzando continuamente la sbarra per quanto riguardasse cosa si potesse chiedere di fare a uno Spartan. Lungo la sua carriera, Mendez aveva avuto modo di documentare qualunque cosa questi Spartan facessero sul campo, mi parlò degli Spartan che da soli sconfiggevano dozzine di Covenant, parlò dell’insuperabile velocità, forza e precisione che continuarono a svilupparsi nel corso degli anni, parlò della incredibile forza di volontà e devozione di Chief; ma stando a Mendez, fu qualcos’altro a segnare questa leggenda militare.

Mendez: Non ho mai visto alcun uomo, potenziato o meno, prendere decisioni di così grande importanza e complicatezza così velocemente. Chief era in grado di affrontare grossi problemi con un immenso numero di variabili, generando immediatamente una soluzione geniale. Affrontava problemi di varia natura, tattica o etica, che avrebbero richiesto a un essere umano magari un anno per maturarli, ma lui trova la risposta, in genere al volo, e ha fatto sempre la cosa giusta. È straordinario. Per non parlare di quella volta che abbordò un velivolo nemico, lanciò fuori il pilota e pilotò il mezzo dritto in faccia ai nemici. Heh… Quell’uomo è in grado di fare cose incredibili.

Benjamin FC: Mendez mi disse che Chief cambiò ed estese letteralmente il significato di “servire la patria”. In molti modi, Mendez suggerì che fosse quella capacità decisionale a distinguere Chief da tutti gli altri. Ciò che lo rende un Leader. E’ ciò che lo ha reso un eroe.

Benjamin: …Wow!

Mendez: Sono contento che tu ti stia occupando di questa storia, Ben. Era ora che gli Spartan venissero riconosciuti per ciò di cui sono capaci! La gente ha bisogno di comprendere il livello di sacrificio che gli Spartan hanno dovuto sottoporsi per tenere tutti al sicuro.

Benjamin: Hai parlato della personalità di Chief: la sua volontà, la sua fedeltà… Sono sicuro che non stiate dicendo una cosa strettamente personale, ma… Credi sia possibile che essere sottoposti a una tale mole di responsabilità sia troppo per lui? Proteggere una galassia… Sembra essere un peso decisamente grande.

Mendez: Fortunatamente per te, non devi immaginarlo! No, scherzi a parte, è decisamente un gran peso. Ma Chief ha spalle larghe,  lo fa di sua spontanea volontà e con forza. E’ ispirante.

Benjamin: Assolutamente, assolutamente, è stupefacente. Ma… Credi che un uomo abbia diritto ad avere così tanto potere?

Mendez: Vedi? E’ il tuo modo di porre la frase che potrebbe cacciarti nei guai. Sembra che tu stia facendo una supposizione che potrebbe far sembrare il tuo tono preoccupante, dunque rendere questa conversazione spiacevole. Immagino sia qualcosa che non vorresti, ragazzo.

Benjamin: No, io…

Mendez: Ti va di porre la domanda in un modo diverso?

Benjamin: Certo, certo, mi spiace… Io…

*campanello*

Benjamin FC: In quel momento, la luce cambiò nella stanza e Sully cominciò a trafficare col suo palmare.

Sullivan: Ah, sembra che la stanza sia stata riassegnata, mi spiace per l’inconveniente signori ma sembra che dobbiamo sloggiare.

Benjamin: Non capisco, io… Quello che volevo dire era che se…

Sullivan: Mi spiace Ben, sembra che abbiamo accesso alla Jasper 9, dirigiamoci là che va bene.

Mendez: Per me va bene.

Benjamin: Ok, ok.

Sullivan: È una piccola camminata.

Mendez: Signori, aspettate un secondo, io dovrei andare da un’altra parte ora.

Benjamin: Nessun problema, posso aspettare.

Mendez: Non dovrei metterci molto. Credo che Sullyvan possa programmare tutto per le 16:00.

Benjamin: Perfetto, grazie.

Mendez: Dovresti essere grato di non aver dovuto passare quello che hanno passato i miei Spartan. L’unico motivo per cui riesci a respirare ora è che loro hanno sacrificato molto di più di quanto tu possa sapere.

Benjamin FC: Mendez se ne andò e scomparve dietro un angolo mentre alcuni uomini in divisa entravano nella stanza da cui eravamo usciti. Sully si stava muovendo di nuovo, preso dal suo palmare, lo seguì.

Benjamin: Sullyvan!

Sullivan: Sì?

Benjamin: Dunque, devo essere qui alle 16:00?

Sullivan: Vediamo, dunque… Oh no, aspetta un minuto.

Benjamin: Cosa?

Sullivan: Sembra che abbiamo ricevuto un ordine di consegna dei file, ora.

Benjamin: Per me?

Sullivan: Sì. Dovresti caricare i file che hai raccolto entro…

Benjamin: No no aspetta, non posso! I file sono a casa, non…

Sullivan: Il tuo volo parte alle 5:30. Avrai circa 24 ore di tempo quando sarai tornato a casa.

Benjamin: Aspetta, ho solo fatto delle bozze per i primi due episodi!

Sullivan: Non preoccuparti Ben!

Benjamin: Aspetta, aspetta, e cosa facciamo con Mendez?

Sullivan: E’ stato fantastico!

Benjamin: Ma non ho finito!

Sullivan: Roba incredibile, intervista da urlo. Se il resto della roba è bello anche solo la metà, la storia verrà distribuita appieno, la vedrà chiunque.

Benjamin: Sì ma siamo ancora a metà, quindi se… Se potessi aspettarlo… Sully? Sully! posso aspettare e fnire l’intervista con Mendez, ho tempo!

Benjamin FC: Sullyvan smise di camminare quando lo dissi. Si girò e si diresse verso di me. Per la prima volta in tutta la giornata, forse in tutto il tempo che l’avevo conosciuto, mi diede l’impressione di darmi la sua totale attenzione.

Sullivan: Ben. tu NON hai tempo. Tu hai una scadenza e un biglietto per le 5:30. Va bene?

Benjamin FC: In quel momento, pensai che forse dopotutto la mia conversazione con Thomas Wu si Waypoint fosse stata segnalata. Sullyvan tornò ad essere il solito e riprese a camminare.

Sullivan: Comunque, sul serio, roba da urlo. Quando verrà pubblicata tutti penderanno dalle tue labbra! Diranno: te lo sei meritato, Ben!

Benjamin FC: Per coloro che non parlano la lingua dell’ONI: mi avevano appena licenziato.

Voce digitale: Il suo biglietto scadrà in 9 minuti.

Benjamin FC: Stando all’IA, non ero più un ospite desiderato. Stavo per affrontare il lungo viaggio di ritorno.

Benjamin FC: Fare un secondo viaggio interstellare di fila in meno di 24 ore fa abbastanza schifo anche quando non hai appena perso il lavoro. Una volta entrato, tutto ciò che volevo fare era dormire un pò, ma esattamente quando stavamo decollando, qualcosa attirò la mia attenzione. A dire il vero, qualcuno.

Benjamin: Dunque, c’è un tizio che sta entrando nella cabina successva, sembra che sia il so primo viaggio interstellare.

Benjamin FC: Questi viaggi al confine del sistema avevano sempre un tizio di quel genere. Un VIP della terra che si sente in dovere di sottolineare quali siano i problemi dei viaggi interstellari.

Benjamin: Dunque, ricordo bene la sua voce… mi ci è voluto un pò ma.. è lui? credo sia Jacob Walker.

Benjamin FC: Jacob Walker, quel militare congedato che avevo intervistato un pò di tempo addietro! Quel tizio tutto-spiaggia che era stato in accademia con John? Non aveva senso però: era in vacanza permanente presso Saturno. Jacob Walker era l’ultima persona che mi sarei aspettato di incontrare in un viaggio di partenza dalla Terra.

Benjamin: Dunque, stiamo decollando, ma devo assicurarmi di questa cosa.

Benjamin FC: mi tolsi la cintura e camminai lungo il corridoio, quando giunsi nella sua cabina lo vidi, lì a litigare con la hostess. Ma quest’uomo stava indossando giacca e cravatta, i capelli erano pettinati, non sembrava affatto l’uomo che avevo intervistato. Mi avvicinai ugualmente.

Jacob: Non voglio sembrare polemico, ma non si può avere una qualità dell’aria così pessima-

Benjamin: Jacob Walker?

Benjamin FC: la sua faccia sbiadì completamente.

Hostess: Signore, vada al suo posto.

Benjamin FC: Se pensate che avessi solo preso un uomo in viaggio d’affari scambiandolo per errore con qualcun’altro… bhe, sentite la sua reazione quando gli dico chi sono.

Benjamin: Benjamin Giraud. Abbiamo parlato qualche settimana fa!

Jacob: Oh… certo… La storia dell’accademia! Me lo ricordo…

Benjamin FC: QUELLO era il Walker che ricordavo.

Benjamin: Sei qui per… affari? o qualcosa del genere?

Benjamin FC: Walker sembrava voler disperatamente astenersi dalla conversazione. Ma era bloccato.

Benjamin: No, cosa… cosa ci fai qui, sulla Terra?

Jacob: Oooh, io… Eh, sto solo facendo un viaggio e…

Hostes: Signore! Siamo in volo, per favore si sieda al suo posto!

Benjamin: Credevo che fossi in pensione!

Jacob: Oh, eh, infatti lo sono… Senti Ben-

Benjamin: Sapevo che eri permanentemente presso una spiaggia!

Jacob: Sì eh… io-

Hostess: Signore? Ultimo avviso. Deve sedersi immediatamente.

Benjamin: Ok, aspetti solo un secondo! va bene?

Hostess: No! ora basta!

Benjamin FC: In quel momento venni sedato. Svenni, e la mia conversazione con Walker si concluse. Mi svegliai nell’aeroporto, a casa, con un mal di testa pazzesco. Tornato a casa ricevetti pure una sorpresa via posta: un ordine da parte dell’Amministrazione dei trasporti delle colonie interne.

Benjamin: Notifica di violazione per Benjamin Giraud… Questa lettera ha in allegato la multa per l’incidente durante il vol- Ehi, cosa? Mi danno 50.000 unità di multa?

Benjamin FC: Se non altro l’ONI mi pagava piuttosto bene per la storia. Controllai l’ora. Avevo ancora 23 ore per inviare i file a Sullivan. Avevo molto tempo a disposizione per eseguire gli ordini. Ero stato licenziato, ma volevo comunque un altro lavoro, dunque dovevo mettermi alle spalle questa storia. Della storia se ne sarebbe occupato qualcun’altro da quel momento in poi. Stavo per inviare tutto a Sullyvan, quando mi resi conto che il mio palmare stava ancora registrando. Aveva registrato per tutto il tempo. Il file era enorme. Tornai all’inizio, la maggior parte del tempo c’ero solo io che dormivo, ma poi sentìì qualcosa che non ricordai di aver visto succedere. Era subito dopo esser stato sedato.

*registrazione della hostess che seda Benjamin*

Benjamin FC: Mi sedarono, ma poi successe qualcos’altro.

Jacob: Signor Giraud, sei legalmente obbligato dall’ITT a seguire gli ordini dell’equipaggio di volo tutto il tempo.

Benjamin (sedato): Che cosa… che cosa mi avete appena fatto?

*voce*: prendigli i piedi.

Benjamin FC: Altro sedativo? Ecco perché mi sentivo così male.

Jacob: Starai bene, Ben.

Benjamin FC: BEN. Mi chiamarono così. Piu’ tardi ci fu la parte in cui mi trasferirono dal terminale di transito al volo di collegamento a casa.

Jacob: Ne avrà per… credo altre 12 ore.

voce: Cosa diavolo ci faceva su quel volo?

Jacob: non lo so…

voce: l’ordine no-interruzioni era di massima priorità! Come diavolo è potuto succedere? Il sistema non dovrebbe neanche permettere di incrociare soggetti come lui!

Jacob: Già, non va bene… Quando Sullyvan lo saprà…

Benjamin FC: Stavano parlando di me e Walker! Ma perché? Non volevano che sapessi che lui era sulla Terra, per qualche motivo. Prepararono il mio corpo addormentato sullo shuttle e mi fecero partire. Dissero pure “buon viaggio”.

Jacob: Possa tu fare un buon viaggio… BEN. ahahah.

Benjamin FC: BEN. Come se sapessero chi fossi. Ascoltai la registrazione ancora, ed ancora. Rimasi ad ascoltare continuamente. Avevo passato la mia carriera a lavorare per questa gente, mettere assieme i documenti, foto, far sembrare le tragedie meno tragiche. Avevo sempre preso la loro roba e ubbidendo la rigurgitavo alle masse. Ad essere sincero, alla fine della giornata mi andava pure bene. Anche con questa storia, dopo tutte le accuse di atrocità, dopo tutti i buchi che dovevo ignorare, sarei stato al loro gioco. Vorrei dire che furono i miei principi o qualcosa del genere a farmi incazzare, ma non era così. Era il mio orgoglio. Riascoltare quella registrazione, tutte le volte che mi trattavano come un sacco della spazzatura, tutte le volte che mi chiavarono BEN… guardai l’ora. Avevo ancora qualche ora se volevo essere in tempo per il lavoro di Sullyvan. Cancellai il trasferimento. Avrei preso quel tempo per me stesso. Andai al microfono, preparai una breve introduzione e registrai la MIA storia, la vera storia di Master Chief, con tutte le incongruenze scoperte… e caricai tutto nella galassia.

Jacob FC: Buon viaggio, BEN.

Benjamin FC: unitevi a me nel prossimo episodio di Hunt the Truth.