halo infinite slipspace engine

La scorsa notte la conferenza Microsoft all’E3 2018 di Los Angeles ci ha regalato grandi emozioni. Tra corse mozzafiato in ambientazioni open-world e l’assimilazione nei Microsoft Studios di ben 5 nuovi studi indipendenti, c’è stato pane per i denti di tutti. Ovviamente seppur fugace non poteva mancare la presenza di Halo, apparso in un formato incompleto ma dotato di grande potenziale.

L’ARGILLA DEI NUOVI DÈI

Come per alcune divinità antiche della mitologia greca, per plasmare nuova vita è necessario il materiale più appropriato. È per questo motivo che 343 Industries sta sviluppando il suo nuovo engine con cui animare i mondi, e gli Spartani, dell’universo di Halo. Lo Slipspace Engine si mostra per la prima volta in questa piccola ma accattivante tech-demo, spostando il nostro sguardo dai meravigliosi panorami ambientali, ad alcune delle creature che li popolano, per poi terminare con un leggendario specchio dorato. Ma procediamo con calma, poiché c’è tanto da ammirare.

halo infinite

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Raggi di luce illuminano dall’alto la ricca vegetazione bagnata dalla pioggia. Animali dall’aspetto familiare ma primordiale si fanno strada sulle ampie lande di terra, e una radio squilla lanciando un messaggio in codice a un destinatario invisibile.

Halo Infinite

In questo maestoso paesaggio non è tutto naturale ciò che vive. Incastonate tra le valli si ergono infatti diverse strutture artificiali, alcune dalla foggia più familiare delle altre. Tra loro, l’aria si riempie del verde colore del tappeto di conifere, vegetazione tipica di molte aree boschive terrestri e aliene.

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La dimostrazione termina con un orizzonte piacevolmente familiare, che si innalza sopra le nostre teste per poi ricadere con altrettanta decisione alle nostre spalle. Lo Slipspace Engine ha mostrato i suoi muscoli, e ci apre la strada verso l’atteso futuro della saga di Halo.

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Come vi abbiamo già anticipato durante la conferenza E3 di Microsoft, lo Slipspace Engine è il frutto di molti anni di lavoro. 343 Industries ha investito tempo e personale per creare uno strumento all’altezza dei requisiti tecnici del prossimo titolo della saga e soprattutto per rispondere alle richieste della community. Il nuovo motore permetterà a 343 di lavorare con uno strumento personalizzato e che sta crescendo in parallelo al supporto ad Halo 5: Guardians e alla Master Chief Collection.

Questo significa non solo che è stata scalfita solo la superficie delle potenzialità dello Slipspace Engine ma anche che in futuro avremo modo di provarlo con mano. Probabilmente ciò avverrà tramite test pubblici e privati simili a quelli attivi sulla MCC grazie all’Insider Program. Di conseguenza, sebbene la demo sia stata confermata come video promozionale del prossimo titolo della saga posto dopo gli eventi di Halo 5, va presa per quello che è: una game engine demostration. Potremmo definirla “il teaser del teaser di Halo Infinite e del nuovo motore grafico”, e legarla solo largamente agli eventi del futuro titolo della saga un po’ come fece il teaser di Halo 5 ormai cinque anni fa.

Ma perché si è reso necessario un motore grafico nuovo di zecca? E perché dobbiamo attendere ulteriormente per il prossimo Halo? Le risposte sono molto semplici, e Phil Spencer ha già fatto intendere i progetti in corso. In primo luogo, Halo e Xbox sono votati all’innovazione e all’evoluzione, sia della saga che del gaming in generale. Per poter esplorare lidi sconosciuti è necessaria una nave solida, una nave a cui sia 343 che il team hardware stanno progettando e costruendo. Infatti, se da un lato 343 Industries pone le basi per un suo motore grafico nativo, dall’altro il team hardware lavora sodo alla prossima generazione di console. Uniti i due elementi tra loro, il prossimo Halo sarà il frutto di una libertà di azione senza precedenti e si sa, per fare le cose a modo ci vuole tempo. Non ci sarà da sorprendersi se Halo Infinite sbarcherà a cavallo tra l’attuale generazione e la prossima, magari attorno al 2020.

Xbox One X ha gettato le basi per nuove soluzioni per l’architettura hardware, lo Slipspace Engine le sta gettando per il lato software. Ma chi guiderà questa nave?

PARADISO ARTISTICO

Nicolas “Sparth” Bouvier, Art Director di 343 Industries, definirà lo stile artistico di Halo Infinite. Il processo in corso non si sviluppa su decisioni arbitrarie, bensì analizzando i soggetti più popolari e significativi dell’universo di Halo. Sparth sta infatti prendendo a piene mani dall’eredità leggendaria della saga e ne sta plasmando la nuova identità visiva bilanciando innovazione e rispetto per le origini. Il trailer ce ne dà un primo assaggio, mostrandoci alcuni Marine, Master Chief, un Warthog, e diversi pinnacoli dei Precursori. Per i primi due è inutile perdersi in lunghe speculazioni poiché sarebbe infruttuoso analizzare modelli incompleti. Fatta eccezione per l’elmo dello Spartan che simboleggia questa rinascita artistica, la sua armatura e quella dei Marine non presentano il prodotto finito. Relativamente alle armature si può solo dire che è piacevole vederle più vicine al design di CE e Reach.

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La sequenza finale in cui Chief installa un chip IA nell’elmo ci mostra anche alcuni dettagli accattivanti, la cui familiarità e semplicità chiamano a gran voce l’eredità di Halo 3 con il posizionamento sapiente di piccoli accenni tecnologici da Halo 4.

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L’alloggiamento per il chip IA e l’armatura dell’avambraccio presentano dettagli simili al design di Halo 4, mentre elmo, zaino e soprattutto la mano denotano una scelta per le forme classiche di Halo 3.

Il Warthog visto ruggire come un puma sullo sterrato dell’anello è invece più vicino al modello di Halo 4 e 5, quest’ultimo richiamato subito alla memoria dello spettatore grazie alle taniche rosse sul retro. Infine, i pinnacoli dei Precursori paiono essere ancora in fase di concept art, con accenti lucidi e metallici sull’intera superficie.

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Un altro elemento grafico importante è la cockpit del Pelican schiantato, il cui modello è il D77-TC apparso in Halo: CE e Halo 2. Varianti di tale velivolo sfoggianti forme della fusoliera simili all’originale sono state viste in Halo 3 (D77H-TCI) e in Halo Wars 2 (G77S). Sebbene soppiantato in larga misura dal modello post-bellico di Halo 5 (D79-TC) diversi esemplari di D77 sopravvissuti al conflitto hanno subito un processo di aggiornamento di avionica e armamenti dando vita al modello D78-TC. Il modello visto nella dimostrazione parrebbe essere proprio quest’ultimo, segnando così un ritorno all’estetica del velivolo più apprezzata dalla community e il continuo impegno profuso anche verso il lato artistico.

Halo Infinite

Ma come abbiamo già detto, non è che l’inizio di una nuova strada per affrontare un lungo, grande viaggio. Nei prossimi mesi 343 Industries continuerà a lavorare sullo Slipspace Engine e Sparth darà forma alle sue potenzialità. È un orizzonte vergine, le possibilità sono infinite, quindi godiamoci il cammino con calma, insieme.

EASTER MANIA

Non poteva mancare la componente di lore ad arricchire la dimostrazione del nuovo engine, dove nonostante le premesse fatte poco fa ci permettiamo di fantasticare e analizzare. Tanti piccoli tasselli di un mosaico più grande cominciano a cadere al loro posto, lasciando libero spazio alle nostre interpretazioni più audaci. La stessa presenza della fauna nativa dell’anello è un primo punto di speculazione. Delle creature simili a cervi e rinoceronti terrestri popolano la superficie dell’anello. A giudicare dalle impronte sul terreno fangoso potremo camminare al loro fianco. Se fosse davvero così, Halo tornerebbe alle sue radici, quando durante l’E3 del 2000 mostrò i marine UNSC correre vicino ad animali alieni.

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Come nel caso dei cervi, alcune creature potrebbero essere sufficientemente caratterizzate da avere una precisa distinzione di sesso in base al loro aspetto. Esemplari maschi, dotati di alte corna, affiancano gli esemplari femminili, che ne possiedono di più piccole.

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Tuttavia, ciò che colpisce è la loro somiglianza con le creature della Terra, o Erde-Tyrene. Infatti anche i rinoceronti sono molto simili, fatta eccezione per il corno frontale biforcuto, probabile tratto evolutivo differente da quello della loro controparte terrestre. Da qui iniziano le speculazioni riguardo l’identificazione dell’installazione Halo in questione. Sappiamo infatti che gli antichi umani erano stati radunati sull’Installazione 07, un Halo appartenente allo schieramento più grande costruito sull’Arca Maggiore. Avrebbe dovuto ospitare gli umani e il bioma terrestre, per poi inviarli a ripopolare la Terra e preservare le specie. La stessa radio apparsa poco dopo sembra comunicare in codice morse “SOS ZETA HALO GRID“.

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Ad avvalorare la tesi che si tratti della precedente dimora temporanea dell’umanità vi sono altri elementi, come ad esempio questa incisione i cui caratteri ricordano la grafia greca e norrena.


I nostri eroi redazionali si sono attivati subito per cercare di tradurne i caratteri, chiamando a raccolta altri talentuosi membri della community, ma finora senza successo. Come si suol dire, il diavolo si annida nei dettagli e se vuoi scovarlo il 4K accorre in tuo aiuto (o qualcosa del genere). Per questo motivo ci siamo spinti un po’ più in là, rintracciando la possibile data degli eventi di Halo Infinite sul computer di bordo del Pelican schiantato.


È il 27 maggio 2560, pare. Un anno dopo gli eventi di Halo Wars 2. È plausibile che in questo lasso di tempo l’UNSC e le altre civiltà della Via Lattea non se la siano passata tanto bene con Cortana a braccarli. Tra gli obiettivi principali sappiamo che vi è la UNSC Infinity, ma al termine di Halo 5 Master Chief non era a bordo del vascello. Scopriremo poi come lo Spartan e l’UNSC arriveranno sull’Installazione 07, per il momento la cabina del Pelican ha ancora un piccolo asso nella manica.

halo infinite pelican fight for her

Un poster risalente al conflitto Umani-Covenant riporta il popolare slogan propagandistico “FIGHT FOR HER“. Lo slogan apparve per la prima volta sulla bacheca appena fuori la plancia della UNSC Pillar of Autumn e riapparve in altri titoli come Halo 3: ODST tra le vie di New Mombasa. Il poster si riferiva alla Terra, “Combatti per la Terra”, ma poiché ci piace sognare in grande potrebbe anche essere letto in chiave diversa e riferirsi a un altro soggetto femminile in vista di Infinite.

Un’altra serie di speculazioni può essere fatta osservando alcune casse e i codici su esse riportate.

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Fermando la dimostrazione in questo punto possiamo scorgere i codici “INF-S2” e “INF-01” sulle casse (riquadri verdi). Considerando che il codice dello scafo della UNSC Infinity è INF-101, la somiglianza è notevole e fa pensare a un coinvolgimento diretto del vascello. INF-S2 potrebbe indicare casse contenenti materiale relativo agli Spartan II, mentre le casse marchiate come INF-01 potrebbero contenere equipaggiamento di varia natura. Sulla destra notiamo invece l’apertura più “angolare” del portello di poppa di un Pelican, la cui forma ricorda il modello D77/78 già citato. I carrelli di atterraggio sono chiusi, suggerendo quindi che si sia schiantato, e i teli tesi al lato che sia usato come accampamento di fortuna. Potrebbe essere lo stesso Pelican di cui abbiamo visto la cabina in pezzi.

Se ciò fosse corretto, vorrebbe dire che la UNSC Infinity è a corto di risorse e che in qualche modo abbia dovuto caricare a bordo unità “in pensionamento” per mantenere la sua capacità operativa. Se così fosse, la situazione sarebbe più grave del previsto.

A sostegno di questa ipotesi vi sono anche i Marine feriti che lanciano un fumogeno di segnalazione e il Warthog affondato, illuminato da quella che pare essere l’ombra di una Strato-Sentinella. Sebbene sia di dimensioni considerevolmente ridotte rispetto agli standard della categoria Retriever, la forma è comunque molto simile e ricorda quelle già viste in passato da Halo 3: The Cradle of Life in poi.

Halo Infinite

Le condizioni dei Marine e del Warthog potrebbero indicare che il conflitto contro Cortana si stia prolungando e che stia esigendo le dovute perdite. Tuttavia, sono soltanto ipotesi su cui al momento possiamo piacevolmente chiacchierare e costruire teorie accattivanti. Lo è in egual modo, ma con un po’ più di peso sul fronte narrativo (e magari di gameplay), un dettaglio notato da TheEld.

Una nuova smart-AI, magari un altro modello Cortana se Halsey lo ha concesso. Chissà…

Ad ogni modo, per quanto l’ora sia buia per l’intera galassia, vogliamo credere che tra i pesanti veli della disperazione più profonda risplenda sempre un barlume dorato di speranza. Un barlume dorato di qualche centinaio di kg e possibilmente armato di un Fucile d’Assalto MA5, di una Railgun, di un Martello Gravitazionale e tante buone intenzioni!

Halo infinite