In vista di Halo Infinite, in arrivo verso la fine di questo 2020, quest’oggi andremo a esplorare più in profondità l’Installazione 07. Si tratta della presunta location principale dove avranno luogo gli eventi del prossimo capitolo della saga, se non addirittura l’unica qualora fosse confermata la natura open world del titolo.

Vi ricordiamo che quanto andrete a leggere presenta spoiler, per la precisione riguardo la trilogia di romanzi di Greg Bear, ovvero la trilogia dei precursori, e il romanzo Halo: Hunters in the Dark, nato dalla penna di Peter David. Detto questo, non perdiamoci in ulteriori chiacchiere, ed esploriamo l’Installazione 07, nota anche come Zeta Halo o Anello Ribelle.

Partiamo con un po’ di storia: definita come l’Halo più misterioso dall’ONI, l’installazione fa parte degli originali 12 Anelli costruiti oltre 100.000 anni fa presso l’Arca Maggiore. A differenza degli altri 6 anelli presenti nella nostra galassia nell’era moderna, originariamente Zeta Halo aveva un diametro di 30.000 chilometri e la sua arma primaria gli consentiva di fare fuoco solamente in linea retta, così come viene mostrato con l’Omega Halo che fece fuoco con un impulso diretto in direzione di Path Ketona, il nome dato dato dai Precursori alla Grande Nube di Magellano, durante l’ultima strenua battaglia contro il Flood all’Arca Maggiore.

Oltre al suo ruolo di arma, Zeta Halo aveva anche un secondo scopo, ovvero preservare diverse forme di vita biologiche messe in salvo dai Biologi, la casta dei Precursori dedita alla preservazione della vita. Questo faceva parte del piano di Misura di Conservazione, una titanica operazione per radunare le forme di vita che avrebbero ripopolato la galassia a seguito dell’Effetto Halo. Parallelamente, lo stesso piano proseguiva attivamente la ricerca su come poter sconfiggere la più grande minaccia della nostra galassia: il parassita noto come Flood.

Durante la guerra Precursori-Flood, il Mastro Costruttore noto come Fabbro diede il controllo dell’installazione e delle altre 11 dell’epoca all’IA di livello metarca Mendicant Bias. Ciò avvenne poco prima di rompere il patto con la Bibliotecaria e cominciare la sperimentazione sugli umani per trovare una cura al Flood, ponendosi così contro il Concilio Ecumenico. Queste sperimentazioni venivano eseguite principalmente sulla sottospecie di antichi umani Tudejsa, la quale all’epoca viveva proprio su Zeta Halo, e avevano luogo in strutture di ricerca che gli antichi umani avevano battezzato “Palazzo del Dolore”. A seguito di questi eventi, l’Installazione 07 fu spostata diverse volte, e nel corso di questi ricollocamenti venne azionata per ben due volte, una di queste nel sistema di Charum Hakkor, dove erano presenti sia antichi umani, che San’Shyuum e strutture dei Predecessori.

A causa di questi test, il Primordiale, quello che ad oggi si ritiene essere l’ultimo dei Predecessori (seppure aleggi ancora un alone di mistero intorno a lui) fu liberato dalla sua prigionia, e trasferito in seguito su Zeta Halo. Il Primordiale fu sottoposto a studi da parte dei biologi e del Fabbro, ma quest’ultimo, non fidandosi dei sottoposti della Bibliotecaria, assegnò a Mendicant Bias il compito di interrogare la creatura. Poco dopo, l’IA e Zeta Halo sparirono per circa 43 anni, ma non prima che il Mastro Costruttore lasciasse l’Installazione.

Tuttavia l’antica creatura era in possesso di una immane conoscenza, che le permetteva di conoscere la vera natura dei Flood e del Manto della Responsabilità, così come il lungo piano dei Precursori e molto, molto altro. Così riuscì a soggiogare Mendicant Bias, ritorcendolo contro i suoi creatori, oltre ad assumere il controllo dell’Installazione 07. In seguito, l’IA ruppe le misure di sicurezza delle strutture di contenimento del Flood, permettendo quindi al parassita di dilagare sulla struttura dei Precursori, facendo soccombere quest’ultimi.

Durante il periodo di sparizione di Zeta Halo, il Fabbro fu condannato dal Concilio Ecumenico per aver fatto uso di un Halo per sedare una rivolta sul pianeta natale dei San’Shyuum, Janjur Qom. Si decise che il processo contro di lui avrebbe avuto luogo presso la capitale Maethrillian, centro politico dell’ecumene dei Precursori, dove erano state raggruppate le altre 11 installazioni Halo. Ed è in quel momento che l’installazione 07 riapparve sopra al sistema.

Nei successivi attimi, Mendicant Bias riesce a sovvertire altri 5 anelli e a liberare il Mastro Costruttore, in quello che senza dubbio è uno degli scontri più importanti della storia dei Precursori, conclusosi con la devastante attivazione di Zeta Halo sulla capitale dei precursori.

A seguito della battaglia, durante la quale ha subito ingenti danni, Zeta Halo si ritira attraverso un portale iperspaziale per andare in rotta di collisione con un pianeta. Questa non è altri che una misura di sicurezza che va oltre i controlli di Mendicant Bias ed è programmata per evitare che l’installazione cada in mani sbagliate. Nel mentre la 07 comincia i suoi processi di autoriparazione.

Durante la battaglia presso Maethrillian, due umani nati sulla Terra furono catturati dal Fabbro. In seguito questi caddero con le loro navi in luoghi diversi dell’Installazione 07. I due umani non erano altri che Chakas, colui che sarebbe divenuto in seguito 343 Guilty Spark, e il suo amico Riser.

Grazie all’utilizzo dei ripetitori dei biologi presenti sull’anello, il Primordiale e Mendicant inviarono segnali che colpivano i geas degli umani presenti sulla struttura dei Precursori, con lo scopo di farli muovere verso le strutture di ricerca del Flood. Qui giunse anche Chakas, insieme ad altri umani, guidati dal geas di Vinnevra, una dei membri dei Tudejsa.

In seguito Chakas e il suo gruppo cominciarono a viaggiare nella direzione opposta, dove riuscirono a entrare in contatto con Riser, e tutti insieme furono guidati da un monitor presso la struttura che ospitava nient’altri che il nucleo di Mendicant Bias. Qui l’IA lascia agli umani la possibilità se scegliere di aiutarlo o meno a salvare l’Installazione 07. Coloro che accettarono vennero portati verso diverse stazioni dei precursori, tra le quali anche il Cartografo, e furono fatti entrare in contatto con precursori infettati dal Flood processati con i Compositori. Così facendo l’IA cercò di salvare Zeta Halo da distruzione certa, riallineandolo e facendo sì che il pianeta in rotta di collisione passasse al centro dell’anello.

Durante il processo, una flotta precursorea guidata dall’Iso-Didatta riuscì a raggiungere l’Installazione 07, salvando Chakas e parte dell’anello tramite la rimozione di svariate sezioni fino a ridurne il diametro a 10.000 chilometri, appena un terzo dell’originale. L’anello ribelle venne quindi inviato presso l’Arca Maggiore, dove gli umani vennero ricollocati e il nucleo di Mendicant Bias disattivato. Da qui in avanti, la 07 viene portata sull’Arca Minore per unirsi alle 6 installazioni rimaste, per poi essere inviate a compiere ciò che deve essere compiuto. Ma la sua storia non termina qui.

Nel 2553, gli umani dell’era moderna riescono a trovare la posizione di Zeta Halo e nel 2555 viene dato il via allo Zeta Halo Project, che vede come protagonisti gli scienziati Henbry Lamb e Luther Mann, i quali vengono inviati sull’installazione insieme a una task force per studiarla. Qui si imbattono in un countdown che si verrà poi a scoprire essere un conto alla rovescia per l’attivazione degli Halo. Ma questa è una storia per un altro giorno.

A differenza di quanto visto nell’ologramma dell’installazione stessa sull’Arca Minore in Halo 3, la 07 è ripulita da qualsiasi infestazione Flood, difatti viene confermato in un Canon Fodder che ciò che si vede in gioco non è altri che una vecchia immagine non aggiornata della superficie dell’anello.

Questa è la storia di quello che, secondo i dati raccolti nel corso degli ultimi due anni e che potete trovare sia sul nostro sito che sul nostro canale youtube, si presume essere uno dei principali luoghi che visiteremo in Halo Infinite. Ad oggi non ne abbiamo la certezza, e da quanto visto nel trailer mostrato all’E3 2019, pare che l’installazione 07 sia stata altamente danneggiata da quella che si può presumere essere stata una guerra tra le varie razze presenti nella nostra galassia, o anche solo gli umani, contro gli Artificiali e Cortana.

Avremo piacere di portarvi ulteriori informazioni in merito non appena 343 Industries rilascerà notizie ufficiali, e quindi ci darà modo di portare ulteriori contenuti in merito ad Halo Infinite, ad oggi veramente pochi. Fateci sapere cosa ne pensate della storia dell’Installazione 07, seguiteci sui nostri social e sul nostro sito per non perdervi tutte le novità dall’universo di Halo.