È passato parecchio tempo dall’ultimo articolo che ho fatto. Avevo promesso di vedere le vostre mappe e di pubblicare qui le più meritevoli. Ebbene, ammetto che non l’ho fatto. Ognuno di noi compie un viaggio spaventoso ma bellissimo allo stesso tempo: la vita. Ed immagino che sappiate bene che spesso nella vita le cose non vanno sempre come uno se lo immagina. Nel mio caso io, piccola barca nel mare, ho deciso di sacrificare alcune mie attività per percorrere il mio personale viaggio con più serenità e tranquillità. Scrivere per il sito è stata una di queste. Ciò non vuol dire assolutamente che sia giustificato, quando si prende un impegno bisogna sempre portarlo a termine, costi quel che costi. Quindi approfitto di questo articolo per scusarmi, e non solo. Infatti eliminare il sito per ritagliarmi un po’ più di tempo libero ha in parte contribuito a quello che state per vedere. Oggi vi cercherò di immergere tra le pagine del diario di bordo del processo di sviluppo di una mia mappa, la mia ultima creazione. Dopo una serie infinita di progetti abbandonati per via di vari problemi, dai fatidici cali di framerate alla mancanza di ispirazione, sono riuscito finalmente a completare una nuova opera: Basileia.

È tutto iniziato così:

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Se avete visto l’immagine di copertina dell’articolo (ed è impossibile che non l’abbiate fatto), noterete che l’atmosfera (mood in inglese) della mappa e la struttura sono completamente diversi dal risultato finale. Innanzitutto è cambiata la mappa di partenza: Alpine al posto di Glacier. Il progetto iniziale infatti prevedeva una struttura dei Precursori abbandonata e completamente ricoperta dal ghiaccio, che prendeva spunto anche da alcuni elementi di architettura europea, in particolare dalle cattedrali. Ma dopo essere andato un po’ più avanti mi sono accorto che i risultati non è che mi stessero poi piacendo più di tanto. Qual era il problema? Era tutto uguale, lo strato di ghiaccio sovrapposto ai blocchi rendeva tutto terribilmente identico e piatto. In una buona mappa i pavimenti si distinguono dai muri in una qualche maniera. La più semplice è cambiare i colori, ma ce ne sono diversi. Ad ogni modo, la mappa deve essere allo stesso tempo piacevole da guardare e soprattutto navigabile. Il giocatore deve essere guidato ma deve anche avere l’illusione dell’esplorazione.

Allora ho rifatto tutto da capo, partendo comunque con lo stesso motivo, lo stesso elemento con cui avevo cominciato originariamente, cioè quelle strane finestre. In sostanza, continuavo a volere che l’illuminazione del gioco creasse un bell’effetto di luci passando attraverso di esse (a tal proposito vi consiglio di utilizzare come mappe di partenza Alpine e Glacier, sono le migliori se volete delle luci potenti). Però ho abbandonato gli angoli dei Precursori e ho accolto linee decisamente più morbide. E inoltre ho preso la scelta importante di concentrarmi su un solo tema, quello storico.screenshot-original-34 screenshot-original-35

E così sono andato avanti col costruire. Per quanto riguarda il tema storico ho deciso di creare una commistione tra architettura medievale e architettura romana e rinascimentale.
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Se siete curiosi, questi sono i luoghi da cui ho preso la massima aspirazione. Quel monumento circolare al centro è una specie di plagio di un monumento che sta nella mia città. Mentre per le cupole, beh, quelle si trovano praticamente in tutta Europa e naturalmente anche nella mia città.

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Come avete potuto osservare dalle immagini, la mia mappa era circondata per i suoi 3/4. Stava assumendo il caratteristico layout circolare, il più semplice da realizzare, ma anche uno dei più funzionali. Bisogna tenere a mente che più un layout è complesso, più è difficile far sì che la mappa abbia un gameplay soddisfacente. Nel mio caso particolare non l’ho fatto proprio perché avessi in mente fin dall’inizio il layout circolare. O meglio, volevo un layout circolare ma volevo organizzarlo su più livelli, con tunnel sotterranei. Purtroppo però ho dovuto cedere alle imposizioni dettate dalle risorse limitate della Fucina. Ma almeno per l’ultimo quarto di mappa che dovevo realizzare avevo in mente qualcosa di speciale, di monumentale, di grandezza pari o superiore a tutto quello che avevo costruito prima.

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Nelle immagini potete osservare delle strutture di chiara ispirazione greco/romana. I più attenti inoltre avranno notato che le colonne degli edifici sono cambiate. Originariamente ciascuna era composta da due colonne diverse, una circolare e una a blocchi. Perché le ho modificate? È molto semplice: troppi oggetti nel campo visivo creano cali di framerate. Con la costruzione dell’ultimo quarto di mappa avevo finalmente completato il tema: tre porticati, uno centrale con un’ampia fenestrata che dà sul mare, gli altri due opposti l’un l’altro e appartenenti alle rispettive squadre; un giardino centrale; una scalinata che porta all’entrata di un edificio enorme, collegato ai due porticati delle squadre con due archi giganteschi. Ammirando tutto questo e pregustando il momento in cui la mappa sarebbe stata compiuta, stavo già pensando ad un nome adatto. In quest’immagine potete osservare meglio il layout.

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Ma da povera persona megalomane quale sono, mi sembrava bruttino lasciarla così. Allora per ampliare ancor di più il contesto in cui si trovava la mappa, ho deciso di creare una spiaggia davanti alla fenestrata principale e delle rupi che dal mare salivano fino a formare una montagna dalla parte opposta della mappa, nella quale si inserisce quella specie di palazzo.

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Sempre per i più curiosi, anche per la spiaggia ho preso ispirazione dalla mia città.

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Dopo faticose ore passate a costruire e a ridere, a imprecare e a piangere, siamo infine arrivati alla conclusione di questo viaggio. Il momento che avete desiderato con ansia, fin dal primo blocco che avete poggiato, è giunto. Ora siete pronti a pubblicare la vostra mappa. Scegliete un nome che sia attinente e sintetizzi le sue caratteristiche, specialmente il mood. Nel mio caso ho scelto Basileia, che in greco vuol dire “regno”. Immagino che possiate capire il perché. E se volete, create pure una storia, perché ci sono storie che si possono raccontare senza alcun bisogno di parole. Sempre per la mia mappa, ho immaginato un antico regno caduto in rovina, come dimostrano il prato incolto e le cupole spaccate da alberi che le hanno reclamate come abitazione. In particolare, il luogo dove combatteranno gli Spartan sarà il giardino all’esterno del palazzo. come dimostrano il prato incolto e le cupole spaccate da alberi che le hanno reclamate come abitazione. Ma c’è qualcosa di strano: dietro le sue porte si ode un canto familiare. Lascio a voi il piacere di scoprire di che cosa si tratti, così come lascio a voi il piacere di giudicare il risultato finale e, sempre se lo desideriate, di scaricare la mappa (se non ci riuscite, aggiungete SupremeDavide e cercate Basileia nella mia condivisione file). Naturalmente sono sempre disponibile a rispondere alle vostre domande e a recensire e pubblicare le mappe che mi verranno presentate (se me l’avete già inviata vi chiedo la cortesia di rimandarmela).

Spero che questo piccolo diario vi sia stato utile, buona Fucina a tutti!

– PhoenixVax out

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