Ad un mese di distanza dalla pubblicazione di Halo 5: Guardians, a fronte di un lancio di successo ed una critica mista e discordante, ma in generale più positiva rispetto ad Halo 4, possiamo tirare le somme e identificare quali problemi emergono dall’ultima fatica di 343 Industries.

NOTA: Questo articolo non vuole essere una critica per schiacciare il lavoro di 343 ma uno spunto per migliorarsi. Chi scrive questa critica ha apprezzato davvero moltissimo Halo 5, ma crede fermamente che il modo più adatto per migliorarsi sia individuare prima di tutto i problemi e proporre soluzioni.

1) CAMPAGNA CORTA

La campagna di Halo 5, pur offrendoci una grandissima varietà, pur offrendoci il più alto numero di missioni mai registrato nella storia di Halo (superando lievemente il 2), è decisamente breve ed è inutile negarlo.

La grande quantità di contenuti nascosti come teschi e i 117 Intel che approfondiscono il gioco sono certamente da considerare in un’equazione accurata, arrivando ad estendere notevolmente il gioco, tuttavia la maggior parte dei giocatori ignora questi contenuti durante la prima partita.

Alcuni utenti hanno sollevato l’idea che il gioco duri poco anche perché grazie alla possibilità di essere revitalizzati dai compagni sia molto improbabile dover rifare un pezzo più e più volte; va detto però che l’errore non è quello di poter essere revitalizzati, elemento fondamentale di qualunque gioco coop, ma del bilanciamento complessivo del gioco; la possibilità di revitalizzare è una scelta corretta che però gioca a sfavore della durata.

2) NIENTE SPLIT-SCREEN

L’errore più grave in assoluto commesso in halo 5 è stato rimuovere totalmente lo split screen, questo è fuori da ogni dubbio. Sebbene il gioco sia pulito ma lungi dall’essere perfetto e purtroppo dotato di pecche che un occhio attento nota facilmente, praticamente chiunque ha criticato la scelta di sacrificare lo schermo condiviso pur di ottenere un gioco stabile.

Secondo quanto dichiarato da Phil Spencer, secondo gli analisti di Microsoft la gente che gioca ad Halo oggi è comunque costituita da persone che un tempo si dedicavano molto al gioco mentre oggi sono immerse in altre attività e che quindi hanno poche occasioni di incontrarsi con altri giocatori, preferendo dunque un approccio dove ogni giocatore si trova sulla propria console a casa propria; nella mia personale esperienza questo è totalmente falso e ingiustificato, uno dei motivi per cui halo ha tirato avanti tanto tra i miei amici è la possibilità di fare partite totalmente folli in split screen sui giochi usciti su xbox 360 (e sulla prima xbox per chi era sufficientemente fortunato da giocarci già ai tempi).

Questa scelta è una debolezza per Halo 5 e più in generale per Xbox One. Se il loro obiettivo era farci comprare tutti un xbox one per giocare assieme su Halo 5, credo che paradossalmente abbiano ottenuto l’effetto contrario: la gente si terrà lontano da una One sapendo che Halo 5 non ha split-screen e che, purtroppo, la master chief collection è un’accozzaglia di problemi.

3) UN GIOCO ESTRANEO

Halo 5 è un gioco che, al contrario di quanto alcuni puristi potrebbero dire, non strizza l’occhiolino ai nuovi giocatori, per niente; forse l’intenzione di 343 era di attirare un grande pubblico da altri giochi, intenzione perfettamente legittima considerando che devono muovere un grande business che è proprietà di un grande investitore, ma quello che hanno ottenuto dice il contrario.

Halo 5 non ha nemmeno un tutorial che insegni l’uso delle spartan abilities. I giocatori che hanno seguito lo sviluppo di Halo 5, la sua beta e così via hanno certamente ben chiaro cosa si trovano davanti, ma qualunque altro giocatore, novizio o meno, si ritrova in gioco con uno spartan da controllare di cui sa poco o niente.

Questo però è solo un puntino irrilevante se comparato a un problema ben più grande: la trama. Non è affatto un mistero che Halo 5 sia stato giudicato come un gioco senza trama, quando per chi conosce l’universo espanso sembra piuttosto il contrario: Halo 5 non introduce il giocatore all’universo di Halo, gli intel non compensano questa mancanza e cosa fondamentale, è presente un gap narrativo tra Halo 4 e 5 che è del tutto paragonabile a quello che c’è tra halo CE e il 2, dove tutto è lasciato in mano a Halo: First Strike, nel caso odierno è lasciato tutto ad Halo: Escalation.

Anche in questo ambito sono stati commessi errori, perché Halo escalation narra tante, forse anche troppe cose, non è per nulla popolare, non è distribuito in versione multilingua (per lo meno: non in italiano) e si è concluso dopo il lancio di Halo 5, peraltro senza collegare al 100% le due storie ma lasciando aperte multiple strade ancora da percorrere nell’universo di Halo.

Questi sono errori logistici: potete pure spezzettarci l’universo in vari media, ci siamo abituati ormai e tranquillamente potremmo affermare che l’universo di halo risieda molto più nei media che non nel videogame, ma tutto questo è inutile quando dalla funzione di “estensore” passa alla funzione di “primer”: è l’universo espanso a dover raggiungere il giocatore attraverso i media alternativi, mentre l’universo “basic” dovrebbe arrivare nella sua completezza attraverso i giochi, non il contrario.

4) TROPPO LOCKE

Se c’è una cosa che detesto dei fan di Halo, è la loro totale attaccatura al Master Chief, che spesso ricade in un comportamento infantile. L’universo di Halo NON è Master Chief, sebbene il mondo dei videogame usi John come sua icona. Bisogna prendere coscienza del fatto che un giorno la storia non sarà più “chief-centrica” e che i riflettori si sposteranno su qualcun altro. Il fatto di aver introdotto non solo la squadra di Chief ma anche una squadra di spartan alternativa, penso sia una decisione molto buona e che se sviluppata come si deve sarà assolutamente prolifica per la saga.

La verità è che comunque la transizione non deve essere brusca, ciononostante qualcosa non torna: in “Halo: Reach” abbiamo visto un gioco in cui Chief è completamente assente eppure nessuno ha detestato Noble Six per essere stato il protagonista della storia.

In Halo 5 ci viene proposto uno schema che è simile a quello di Halo 2, una via di mezzo in cui sono presenti due protagonisti; Locke e il Fireteam osiris sono stati altamente osteggiati sin da subito e senza un reale motivo, rivelandosi poi anche dei personaggi decisamente interessanti, che ci mostrano un progetto spartan di un’altra generazione e con un’altra mentalità, personaggi purtroppo non molto approfonditi (e Locke purtroppo introdotto dal pessimo Halo: Nightfall).

Affermando che questa ostilità da parte della community nei confronti degli Osiris è ingiustificata, è comunque inutile negare che Halo 5 sia troppo “locke-centrico”, dedicandogli 12 missioni e solo 3 a Chief, sebbene tendenzialmente più lunghe, particolari e concentrando le parti fondamentali della storia intorno a lui.
Questo ha anche portato al problema esposto nel punto successivo.

5) #HUNTtheINCOERENZA

Un errore che forse non si poteva prevedere fosse così grande è la totale incongruenza tra la campagna pubblicitaria di Halo 5 #HUNTtheTRUTH e il contenuto del gioco stesso.

#HUNTtheTRUTH ci ha insegnato che l’ONI è altamente manipolatrice e che racconta alle masse una versione molto distorta dei fatti avvenuti realmente nella galassia; il punto è che anche noi siamo stati vittima di questo gioco, ma da parte di 343.

Per mesi ci han parlato di un Chief traditore, alludendo anche a crimini abbastanza gravi, illudendo tutti a credere che questo fosse il motivo che ha fatto partire la caccia all’uomo tanto proclamata. Il punto è che questa caccia all’uomo non è mai partita, anche perché Chief non è mai stato visto durante tutto il gioco come un traditore o un criminale tanto quanto una risorsa preziosa che all’UNSC/ONI non va a genio che vada a scorrazzare liberamente per la galassia.

Dalla missione 3 abbiamo l’idea che ci sia una caccia all’uomo, ma la caccia muta in inseguimento durante la missione 6 e si conferma tale dalla missione 8. Nessuno vuole Chief morto, anzi, Locke lo raggiunge per aiutarlo, certamente un lieto fine ma che contrasta con l’hype creatosi intorno al gioco.

Credo che questa transizione non sia stata gestita nel migliore dei modi. C’era bisogno di dare più spazio a qualche dialogo, a qualche cutscene che potesse dirci di più: dove si sarebbe potuto avere una transizione pressoché continua, si è deciso di realizzare una transizione brusca e discontinua.

#HUNTtheTRUTH, e lo dico dal profondo del cuore, è una delle cose più belle uscite dalle mani di 343 e più in generale una delle gemme assolute di Halo; sprecare un potenziale così grande facendolo andare ampiamente in vano, introducendo un ulteriore filone narrativo apparentemente fine a se stesso (ma forse no, vista la conclusione della seconda stagione) non è la via corretta da intraprendere. Non ci serve che vengano iniziate mille storie che poi non finiscono, ci basta avere una storia alla volta ma che si concluda.

6) MULTIPLAYER OSSESSIVAMENTE ORIENTATO ALLA COMPETIZIONE

Halo 5 è stato pensato per la competizione e l’ha perseguita così tanto da averci consegnato un gioco molto buono e fortemente competitivo, con un Ranking ispirato ad altri giochi gettonati nel mondo E-Sports. Questa è stata la reazione causata dalle critiche molto aspre nei confronti di Halo 4, completamente snobbato dal mondo competitivo.

Il punto è che un gioco come Halo non vive di solo competitive; Halo 5 inoltre ha un sistema di ranking che pare essere molto accurato nel posizionare i giocatori nelle loro fasce di abilità, tale per cui ogni partita da un certo ranking in su è una vera e propria fatica, non esiste il relax, non esistono modalità social e qualora esistessero vengono comunque vissute come modalità estremamente impegnative.

Questo porta i giocatori a stancarsi in fretta non tanto di Halo 5: Guardians quanto di giocare. Warzone non è molto distante da Arena su questo piano, perché sta dimostrando di favorire davvero tanto, forse anche troppo, le squadre molto coordinate.

Un ulteriore critica al sistema di ranking e di ricerca viene a galla quando, con molto rammarico, si viene a scoprire che ai gradi più alti la ricerca partite diventa estremamente lunga, in modo analogo alla Master Chief Collection, perché il sistema cerca giocatori esclusivamente di grado alto, che sono pochi, perciò si finisce per non giocare. Alcune persone hanno creato altri account per ricominciare a giocare con buoni tempi di ricerca.

In generale, quindi, si ha l’impressione che Halo 5 non abbia da offrire praticamente nulla che si possa prendere con calma o per rilassarsi sfruttando il suo ecosistema. A questo problema 343 deve rimediare quanto prima, perché il multigiocatore sarà ciò che terrà vivo a lungo termine questo gioco: è nell’interesse di 343 non solo da un punto di vista economico, ma anche per togliersi una grossa macchia dalla reputazione accumulata in questi anni.

7) POCA VARIETÀ NEL MULTIGIOCATORE

In una discussione fra i membri dello staff, una persona ha evidenziato come Halo: Reach al lancio avesse una varietà di esperienze di gioco di gran lunga superiore a quella di Halo 5, uscito 5 anni dopo.

Contro questa critica, esistono poche ma valide scuse, che discuteremo in altra sede, per ora ci focalizzeremo sulla natura del problema.

Halo 5, se osservato nel suo complesso, offre poco nel suo stato corrente. L’introduzione di Fucina e un buon supporto della community da parte di chi di dovere sicuramente contribuirà a smentire questo paragrafo della critica, tuttavia stiamo parlando dell’esperienza di halo 5 in questo momento. Di fatto, Halo 5 offre una modalità Arena che convince a giocare in modo molto competitivo, ed una modalità Warzone che può essere un incubo se ci si scontra contro giocatori organizzati, ma più in generale che necessita di alcune revisioni, seppure si tratti di un prodotto buono se si considera che è il primo approccio di questo genere e così ambizioso in un gioco di Halo.

Il resto, non esiste. Non offre un’esperienza PvE come sparatoria o le spartan ops (sfortunatamente per la prima, fortunatamente per le seconde), non esiste un matchmaking campagna che invece Reach aveva ed era pure popolato a sufficienza; non solo ma non esiste un leader partita in campagna, chiunque può unirsi ad un altro giocatore in qualunque momento, nessuno può decidere di bandire dalla partita un giocatore o di limitare l’accesso alla partita ai soli amici o a chiunque. Il gioco non ha nemmeno supporto nativo al System Link: almeno una console deve essere connessa ad xbox live per poter giocare.

Buona parte di questi difetti non avrebbero dovuto esistere tanto per cominciare, ma si possono risolvere e pure velocemente: tutto spetta a 343 Industries, deve lavorare sodo e fornire supporto ad Halo 5 per mantenere vivi l’interesse e la community. Non si può prendere in mano le redini di Halo e pensare di vivere di rendita.

CONCLUSIONI

In conclusione, Halo 5 si è presentato come un gioco più rifinito di Halo 4, recepito meglio ma la cui reputazione potrebbe essere facilmente compromessa qualora 343 Industries non riuscirà a sistemare a dovere alcune problematiche, la maggior parte delle quali hanno origine da una poca varietà del multiplayer e da alcuni problemi funzionali.

Al di fuori del Multiplayer, la campagna è molto controversa: il gioco offre una buona ma non eccellente esperienza, con una regia che sprizza talento e qualità da tutti i pori ma che in fondo non realizza davvero l’ambizione che sembra covare dentro a 343 Industries.

343 Industries sembra aver intrapreso un percorso che potrebbe rivelarsi fallace: quello di non realizzare tanto un universo videoludico quanto un universo mediatico. I loro sforzi si materializzano con qualità altalenante, dall’ottimo al pessimo, ma anche il meglio assoluto risultante dalle loro fatiche rischia di venir disperso qualora l’universo decidesse di espandersi troppo in fretta, più di quanto gli spettatori siano in grado di rimanere al passo.