Nell’ultimo anno Robert Pattinson, attore britannico di trentaquattro anni, si è ritrovato al centro di molte critiche e dubbi da parte del pubblico cinematografico e della critica. Tornato sul grande schermo con Tenet di Christopher Nolan e pronto a sconvolgere tutti nel ruolo di Bruce Wayne nel prossimo Batman diretto Matt Reeves, Pattinson sta facendo molto parlare di sé recitando in pellicole di grande portata.

Eppure, nonostante il mondo cinematografico sembri deciso a dargli lo spazio e la prestigiosa carriera che merita, molti, sui social e non solo, nutrono ancora infondati dubbi sul suo talento attoriale e sulla possibilità che il suo Batman riesca a convincere veramente il pubblico. Proprio per questo motivo, osservare da vicino la carriera di Pattinson potrebbe essere il modo giusto per rivalutarlo e per avere una nuova prospettiva su quello che l’attore ha saputo dare finora e che, essendo un’ottima promessa del cinema, potrà regalarci anche in futuro.

Robert Pattinson in Tenet.

Partiamo dalle origini

Pattinson muove i primi passi nel mondo dello spettacolo tra i quindici e i sedici anni, intraprendendo la strada della recitazione teatrale e quella del modello (la seconda abbandonata poco dopo). In seguito interpreta ruoli in opere teatrali come MacBeth e Tess dei D’Ubervilles riuscendo poi a sbarcare sul piccolo e sul grande schermo con La Fiera della Vanità di Crawley. Un anno dopo, nel 2005, ottiene la parte che lo introdurrà ufficialmente nel mondo cinematografico e che metterà in luce le sue qualità da giovane attore: Cedric Diggory in Harry Potter e il Calice di Fuoco. Le sue capacità riescono a farsi notare, nonostante siano ancora acerbe. Proprio in questi anni la sua carriera comincia a prendere forma: nel 2007 viene scelto per il ruolo del protagonista Edward Cullen nella tanto discussa saga di Twilight (che però gli darà una visibilità senza precedenti). Nel 2008 aggiunge altre due pellicole alla sua filmografia: Come solo tu sei, un’opera cinematografica indipendente diretta da Olivier Irving, e Little Ashes di Paul Morrison, in cui veste i panni dell’unico e indimenticabile Salvador Dalì.

Robert Pattinson nel ruolo di Cedric Diggory in Harry Potter e il Calice di Fuoco.

In buona sostanza i primi quattro anni cinematografici di Pattinson non brillano immediatamente di luce propria ma gli danno la giusta spinta per muoversi verso progetti più grandi che, a breve, gli avrebbero aperto una strada carica di opportunità interessanti e prestigiose con registi iconici del cinema contemporaneo.

Nuove prospettive: da Remember Me a Cosmopolis

Tra i primi titoli che gli permettono di mostrare veramente il suo potenziale (e di uscire dal ruolo di Edward Cullen) c’è sicuramente il drammatico Remember Me di Allen Coulter del 2010, con Pierce Brosnan ed Emilie de Ravin. Interpretando il ruolo del ventunenne Tyler, stravolto dal suicidio del fratello e dalla mancanza di una famiglia pronta a supportarlo e a preoccuparsi per lui, l’attore mostra finalmente la sua abilità, anche in un ruolo profondamente tormentato come quello di Remember Me; finalmente, vince il premio come miglior attore di un film drammatico ai Teen Choice Awards.

Proprio con Remember Me Pattinson intraprende così la via di ruoli drammatici e intensi. Nel 2011 è nuovamente protagonista di una pellicola, questa volta diretta da Francis Lawrence: Come l’Acqua per gli Elefanti. Al fianco di Reese Whiterspoon e dello straordinario Christoph Waltz, interpreta il ruolo di Jacob, un ragazzo rimasto senza famiglia e senza denaro nel periodo della Grande Depressione, e per questo costretto a lasciare gli studi e a diventare veterinario del circo dei Fratelli Benzini. Un film che va sicuramente recuperato non solo per la narrazione, ma anche per le splendide interpretazioni di tutti gli attori, non solo di Pattinson, che però si fa apprezzare profondamente nel ruolo del protagonista.

Anche il 2012 lo spinge ulteriormente sotto i riflettori: prima in Bel Ami – Storia di un Seduttore di Declan Donnellan (adattamento cinematografico del romanzo di Maupassant), in cui recita al fianco di Uma Thurman, Christina Ricci e Kristin Scott Thomas, poi con il disturbante Cosmopolis di David Cronenberg.

Proprio con Cosmopolis Pattinson muove il passo successivo per la sua carriera: l’ascesa ai grandi registi del nostro tempo.

I grandi registi: da Cronenberg a Nolan

Come ampiamente dimostrato, la carriera di Pattinson è stata un crescendo non indifferente. Proprio per questo è d’obbligo parlare della sua fase più recente, delle pellicole che, negli ultimi anni, hanno reso giustizia all’attore britannico non solo per la sua bravura, ma anche per la sua fama. E, sì, sempre escludendo il fenomeno Twilight Saga.

Dalla pellicola Cosmopolis, registi d’alto calibro notano le capacità di Robert Pattinson: Cronenberg lo sceglie nuovamente per una sua pellicola, Maps to the Stars del 2014; Werner Herzog, tra i più importanti registi del nuovo cinema tedesco, gli dà un ruolo nel suo Queen of the Desert del 2015; più recentemente, l’acclamatissimo Christopher Nolan lo sceglie come co-protagonista nel suo discusso Tenet, la pellicola che finalmente lo ha messo sotto lo sguardo (stupito) di molti, anche di chi per molto tempo ha dubitato di lui e delle sue possibilità in questo mondo.

Robert Pattinson e Nicole Kidman in Queen of the Desert.

Per concludere…

La crescita attoriale di Robert Pattinson è sicuramente uno di quei fattori che non vanno in alcun modo ignorati, soprattutto se si ha intenzione di criticarlo o, in generale, di esprimere opinioni al riguardo. Questo articolo non è nato per far cambiare idea alla massa di persone che continuerà inesorabilmente a ridere dell’attore trentaquattrenne per una scelta che da giovane gli ha dato modo di cominciare veramente la propria carriera. Pensare di poter fare questo sarebbe a dir poco ridicolo da parte mia; i finti critici cinematografici avranno sempre abbastanza parole infondate da usare, basate sul commento del commento di un vecchio prozio del Canada.

Scrivere questo articolo, anche in prospettiva di Batman di Reeves che si spera uscirà presto, significa dare a Robert Pattinson lo spazio cinematografico che merita, riconoscendo i momenti più o meno rilevanti della sua carriera e il lavoro ben svolto di chi ha dovuto sudare cento camicie per far riconoscere al mondo il proprio talento e per riuscire a liberarsi da tanti, troppi, stupidi pregiudizi.