Undici anni.
Questo è quanto è durato il nostro viaggio iniziato nel 2008, quando un guerrafondaio americano veniva rapito per poi tornare come il nostro genio, miliardario, playboy, filantropo preferito.
Da quel momento in poi la moltitudine di personaggi che abbiamo conosciuto non ha fatto altro che andare a nutrire un universo narrativo che col tempo ha continuato a crescere, aggiungendo come in un puzzle un tassello alla volta fino ad arrivare al climax di questa saga, iniziata con Avengers: Infinity War per concludersi con questo ultimo capitolo, Avengers: Endgame.

Endgame è il finale a cui tutti noi non riuscivamo a smettere di pensare, fan o meno dei fumetti, questo è ciò che speravamo, questo è ciò che abbiamo avuto, e sebbene il film non sia esente da difetti il tutto rende giustizia all’universo narrativo a cui questo capitolo fa da climax, diventando a tutti gli effetti un capostipite della saga cinecomics e uno dei migliori film del suo genere.

Andiamo ora a vedere i motivi per i quali Avengers: Endgame è riuscito a dare il giusto finale ad una saga tanto longeva quanto epica.

Avengers: Endgame
Il riposo del Titano Folle.

Un percorso basato sulle emozioni

Una delle cose su cui la pellicola gioca di più sono di sicuro le emozioni che essa sa trasmettere verso lo spettatore.
I primi minuti infatti portano con loro la stessa “pesantezza” del finale di Infinity War, ricordandoci subito senza troppi complimenti come la Terra sia in uno stato di disperazione totale dovuta allo schiocco di dita del Titano Folle.

Gli umani non sono gli unici ad essere cambiati, insieme ad essi infatti vediamo anche un’evoluzione del tutto inaspettata per ognuno dei nostri eroi che, scampati alla decimazione casuale, cercano in ogni modo di andare avanti, di lottare, aiutare chi possono o semplicemente rifarsi una vita.
Aspetti che non ci saremmo mai aspettati di vedere da certi individui vengono alla luce rendendoli molto più umani, più reali e simili a noi, cosa che aiuta lo spettatore a empatizzare con ciò che vede sullo schermo facendo così in modo di coinvolgerlo anche a livello personale.

Il film infatti non gioca solo con le emozioni dei suoi personaggi, ma fa di tutto per far emozionare il pubblico e renderlo partecipe di ciò che stanno guardando, rendere le persone in sala parte di questa Terra devastata e semivuota, ma anche facendogli ripercorrere tutta la strada fatta durante gli anni.
Durante il film possiamo infatti vedere, tramite varie metafore più o meno celate, il percorso compiuto non solo dai nostri eroi ma anche da noi, facendo “camminare” lo spettatore in luoghi che non vedeva forse da anni, permettendogli di capire quanto davvero i suoi personaggi preferiti siano cresciuti insieme a lui.

Chi ha seguito ogni lungometraggio di questo universo narrativo infatti non potrà fare a meno di provare un forte senso di nostalgia, portandolo appunto come detto prima ad emozionarsi, mentre chi ha seguito questo percorso dai suoi albori, seguendo ogni uscita al cinema, potrebbe facilmente commuoversi.

La rassegnazione dello sconfitto.

Una meraviglia per gli occhi

Passando invece al lato tecnico del film, l’interpretazione dei vari personaggi da parte degli attori risulta estremamente reale e mai forzata, e anche chi appare poco sullo schermo riesce a far sì che la sua presenza sia resa nota ai presenti mostrandosi al meglio e contribuendo a rendere il tutto ancora più grande.
Il doppiaggio è a dir poco sublime, con le voci nostrane che rendono pienamente giustizia sia all’attore che al soggetto a cui loro danno vita, con un labiale perfetto e un tono perfettamente adattato ad ogni situazione.

Gli effetti speciali, una delle parti sicuramente più impattanti all’interno dei cinecomics, sono come sempre estremamente curati, con degli effetti particellari a cui si è posta particolare attenzione che non fanno altro che aumentare l’epicità facendo da contorno a scene già di per se fenomenali.

Tutto molto bello, ma…

Certo il film non è esente da difetti.
Il comparto sonoro non è affatto un difetto, ma di certo non spicca rispetto agli altri aspetti del film, rimanendo leggermente anonimo per chi ha un orecchio più critico verso questo genere di prodotti, mentre la CGI di alcune scene risulta un po’ sottotono mostrando alcune cose poco curate nei dettagli se le si osserva bene, ma ciò si fatica a notare in mezzo all’azione sfrenata e veloce che saremo presto abituati ad assistere.

Una delle cose che di sicuro risulta più sfiancante del film è come la tensione costruita nei primi minuti, amplificata dai ricordi del finale del capitolo precedente, venga a scemare nella prima metà del film a causa di numerosissimi siparietti e sottotrame comiche, uccidendo il “mood” venutosi a creare e a volte protraendo alcune scene più a lungo di quanto non fosse necessario.
Di certo può far sorridere, ma alcune gag sono fortemente riutilizzate e se da una risata si passa ad un sorriso, il passo verso un “Ma quando si va avanti?” è breve.
Insomma, la presenza di Disney si fa sentire anche in quest’opera, anche se in misura minore rispetto ad altri film dell’MCU.
Fortunatamente ciò potrebbe accadere una o al massimo due volte, ed è comunque una cosa del tutto soggettiva.

Fortunatamente dalla seconda metà del film ciò che vedremo al posto della comicità saranno dramma e ovviamente azione, prendendo ogni tassello inserito in questo film e in tutte le altre pellicole del Marvel Cinematic Universe per costruire un enorme quadro il cui climax lascerà lo spettatore sorpreso e senza fiato, ma soprattutto soddisfatto e felice.

Avengers, uniti!

Per concludere…

Avengers: Endgame è il film che tutti attendevamo, e questa attesa è stata ampiamente ripagata.
Ok, non sarà perfetto, e alcune cose si sarebbero potute evitare, come appunto sottotrame comiche ripetute un po’ troppe volte, ma ciò che vediamo sullo schermo altro non è che la fine di una strada che tutti noi abbiamo cominciato undici anni fa e che abbiamo percorso insieme ad amici, genitori e fratelli ma anche insieme agli attori che ogni anno ci hanno portato un nuovo pezzo di questo enorme progetto.
Con la Saga dell’Infinito si conclude uno dei capitoli più importanti che la Marvel abbia mai creato, e che ora che è nelle sale potrà finalmente raggiungere anche tutte le persone che non si sono mai avvicinate ai fumetti.
Forse la comicità abbondante a inizio film può risultare stucchevole, ma alla fine risulta tutto perfettamente bilanciato, come tutto dovrebbe essere.

Senza ombra di dubbio ci sentiamo di consigliarvi caldamente la visione di questo capitolo, in quanto esso è senza ombra di dubbio la conclusione che una saga epica come questa si meritava.

PROCONTRO
– Lo spettatore si trova coinvolto emotivamente sin dall’inizio del film
– L’evoluzione dei personaggi li rende molto più reali e più umani
– Il finale che la saga si merita
– La CGI in alcuni punti poteva essere più curata
-Troppi siparietti comici nella prima metà del film che rompono l’atmosfera