Non è ormai una sorpresa che Agents of S.H.I.E.L.D. sia il prodotto Marvel che ha meno successo. La serie lungo le precedenti stagioni ha avuto degli alti e (diciamolo) parecchi bassi. Per questo e per  il mal sfruttamento di determinate risorse come personaggi fumettistici, i fan del Marvel Cinematic Universe la trascurano. Non è mai stata una serie assai matura o cruda e realistica come lo sono le produzioni Marvel/Netflix, tuttavia da quest’estate di notizie ne sono arrivate. A cominciare dallo spostamento di orario, non più in prima serata ma alle 22, apposta per poter trattare tematiche più adulte e mostrare scene più spinte e questo anche a deta degli showrunner Jed Whedon e Maurissa Tanchaoren. Però la scintilla che ha fatto scoppiare l’incendio (letteralmente) dei fan è stato l’annuncio dell’introduzione di Ghost Rider nella quarta stagione. I diritti del personaggio sono tornati a casa nella prima parte dell’anno e quindi in molti speravano una serie Netflix con lui protagonista. Come se non bastasse, alla notizia che non sarebbe stato l’assai più celebre Johnny Blaze, ma il recente e meno amato Robbie Reyes, i “vade retro” si sono fatti sentire più di prima.
Adesso la serie è ricominciata. La situazione è davvero così pessima?

Assolutamente NO!

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“The Ghost” non perde tempo e ci tiene incollati allo schermo mostrandoci cosa è successo  6 mesi dopo dall’ultimo season finale. Se c’era nell’aria l’impressione che la serie si stesse staccando sempre di più dai film principali, ecco che assistiamo ai cambiamenti apportati dai fatidici “Accordi di Sokovia” (Captain America: Civil War): Lo S.H.I.E.L.D. non è più nell’ombra ma è stato reintegrato come ala del governo ed ha un nuovo misterioso direttore. Coulson (Clark Gregg) infatti è tornato sul campo con Mack (Henri Simmons) come suo braccio destro. May (Ming-Na Wen) è incaricata di addestrare le nuove reclute, Fitz (Ian De Caestecker) sempre al laboratorio, mentre Jemma Simmons (Elizabeth Henstridge) ha un nuovo ruolo, molto più autoritario ed è l’unica che sembra essere in grado di comunicare con il direttore. Infatti è interessante assistere ad un cambiamento da parte del suo personaggio dato che l’abbiamo vista sempre più o meno allo stesso modo. Ma ci verrà mostrata come donna decisa o è solo un velo e in fondo non riuscirà a gestire il tutto? Staremo a vedere.

Daisy (Chloe Bennet), disertato lo S.H.I.E.L.D. ha assunto l’identità della rinnegata Quake allontanandosi da quella che considerava come una famiglia per paura di ferire qualcuno. Un altro interessante particolare che hanno introdotto è la sua condizione fisica: i suoi poteri la rendono speciale, ma la stanno anche distruggendo. La vediamo infatti assumere delle particolari medicine dello S.H.I.E.L.D., fornitele da Yo-Yo (Natalia Cordova-Buckley che torna per un cameo), per la ricostruzione rapida delle ossa. Ciò che questa puntata si prefigge di fare è mostrarci senza alcun rimorso che cosa vedremo in questa quarta stagione. Al di là del capitolo “inumani” che con molta probabilità non è ancora chiuso, assistiamo all’inseguimento di un misterioso artefatto, veniamo introdotti niente di meno che ai Life Model Decoy creati da Holden Radcliffe (John Hannah, introdotto nelle ultime puntate della precedente stagione) con il supporto, inconscio, della tecnologia di Fitz. Sicuramente porteranno a squilibri notevoli all’interno del team e c’è la probabilità che nemmeno stavolta le leggi della robotica vengano rispettate.
E poi c’è lui, il motivo dell’ansia attorno a questa stagione. Ghost Rider è stato introdotto nel migliore dei modi. Pochi minuti sullo schermo e già possiamo dimenticare l’orrida versione di Nicholas Cage. Se c’era il timore che sarebbe stato un personaggio piuttosto insipido possiamo dormire sonni tranquilli: è lui infatti il protagonista di due delle scene indimenticabili di quest’episodio. Gabriel Luna non sembra svolgere un brutto lavoro, anzi, ma ci troviamo ancora alla prima puntata quindi è ancora presto per poter giudicare. Già è stato detto che nella 4×02 Quake e il Ghost Rider si scontreranno nuovamente, perciò staremo a vedere come se la caveranno tutti e due.

Un’ultima nota positiva va alla regia adoperata: piuttosto diversa rispetto alle precedenti stagioni, più matura ma che in pochi momenti il montaggio frenetico la va a disturbare. Comunque sia, ciò va in favore al cambio di registro annunciato sin dall’inizio. Speriamo che si riveli una stagione migliore della precedente.