E anche questa terza stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. è arrivata alla sua conclusione. Si è trattato di una stagione di alti e bassi. Anzi, forse più bassi che alti. Il problema principale di questa stagione sono state le tempistiche: la prima metà di stagione aveva episodi piuttosto carichi di storyline, molta carne al fuoco e la toglievano dal fuoco prima che avesse raggiunto la cottura giusta. Gli episodi si concentravano su numerose storie da seguire che riguardavano si e no tutti i personaggi e/o le coppie. La cosa peggiore però è il fatto che non appena introducessero un elemento nuovo, non lo approfondivano abbastanza e dopo due puntate questo viene subito risolto (se si tratta di un mistero), fatto fuori (se si tratta di un personaggio) oppure assumeva un ulteriore ruolo all’interno della trama. Prendiamo Rosalind Price (Constance Zimmer), ad esempio. Si tratta di un personaggio che sin da subito viene presentato come nemico dello S.H.I.E.L.D. poiché a capo della ATCU, Dopo qualche puntata lei e Coulson decidono di incontrarsi in maniera semi-professionale e la serie ci fa supporre che suo marito è morto o che lei non ne avesse più uno. Dopo una trappola Coulson (Clark Gregg) le salva la vita e poi finiscono a letto insieme. Tempo una puntata e subito viene fatta fuori da Grant Ward (Brett Dalton). Ok che questo gesto rappresenta una spinta morale per rendere il nostro amato Phil più determinato che mai, ma resta il fatto che Rosalind Price è un personaggio non ben approfondito in modo tale da essere dispiaciuti della sua dipartita. Nell’episodio “Maveth” del finale di metà stagione, Coulson rinsavisce dopo una visione di lei…. ma non si può dire che fossero innamorati da così tanto tempo per permettere una cosa simile. Non hanno sfruttato al massimo il personaggio.

ROS-PHIL
“Uhm, buona questa cadrega!”

E a proposito di non sfruttare i personaggi, qui è doverosa la menzione a Lash, l’inumano cacciatore dei suoi simili. Nella prima metà della stagione Lash viene trattato come una priorità, nonostante non fosse l’occhio del ciclone. Tuttavia sempre in “Maveth” lui riesce a fuggire dopo essere stato liberato da Jemma Simmons (Elizabeth Lenstridge). E poi più niente. Scompare letteralmente e sembra che anche i personaggi stessi se ne siano dimenticati tranne in un paio di occasioni in cui May (Ming Na Wen) lo menziona, finché non si presenta di persona (sotto forma del dottor Andrew Garner, interpretato da Blair Underwood) nel quartier generale dello S.H.I.E.L.D. chiedendo di essere rinchiuso per via della sua trasformazione presto permanente. E poi? Più niente finché non salva Daisy (Chloe Bennet) dalle grinfie di Hive/Ward (Brett Dalton) e poi muore anche lui. A parte che questo si chiama Deus ex Machina, ma sono riusciti a non sfruttare per niente il personaggio nella seconda parte della stagione che è incentrata su quest’essere mitologico in grado di influenzare gli Inumani e lui avrebbe potuto fare molto di più. Ma il problema è un altro: non ci è stato spiegato il motivo per cui Lash uccide gli inumani. Le uniche giustificazioni che lui stesso da’ sono “Tu non capiresti” o “è una cosa più grande di te” direttamente a May. Ok. E viene fatto fuori da Inferno con una facilità più unica che rara. Bah.
E abbiamo appena sfiorato la lista dei personaggi o elementi non sfruttati a dovere, ma meglio non approfondire o quest’articolo sarà chilometrico.

Lash
Perché poi passa dall’essere bluastro al marroncino lungo tutta la serie?

Tuttavia c’è stata una puntata molto sperimentale ben riuscita che è stata in grado di evidenziarsi tra tutte le altre della prima metà stagione (se non di Agents of S.H.I.E.L.D. in generale), ovvero “4,722 ore” ambientata sul pianeta Maveth con Jemma come protagonista. I ritmi erano molto buoni, regia e montaggio piuttosto differenti e meno”action packed” rispetto alle altre e tutto stava funzionando a meraviglia finché non si è presentata l’ennesima love story di turno con Will. E meno male che lui e Fitz (Ian DeCaestecker) non si sono mai realmente ed effettivamente incontrati. Di puntate buone ce ne sono state piuttosto poche, a dire il vero, specialmente nella prima metà. Perfino l’episodio “Maveth” stesso (il finale di metà stagione) non era da 100 e lode. Aveva atmosfere buoni, momenti topici e una sequenza finale drammatica memorabile, ma purtroppo c’erano anche aspetti che non funzionavano e suggestionavano il voto finale. Tuttavia a partire della seconda metà di stagione le cose sono cambiate e ci sono state diverse puntate piuttosto buone insieme anche ad altre che purtroppo avevano quasi il ruolo di filler per uno sbocco di trama che poteva essere inserito in altri modi. In particolar modo, gli episodi “Watchdogs” e “Space-Time“. Nel primo caso, al di là del fratellino di Mack, ci vengono introdotti, appunto, gli Watchdogs che hanno dato del filo da torcere allo S.H.I.E.L.D. e il ritorno di un personaggio che non vedevamo da molto tempo. Il tutto solo per rubare una testata nucleare per conto dell’Hydra. E poi? Che fine hanno fatto gli Watchdogs? Che ne è di Blake? Puntata auto-conclusiva che serviva solo per far avere ad Hive la bomba. Non poteva occuparsene lui stesso tramite i suoi scagnozzi? O era troppo occupato a non mostrarci il suo vero aspetto? Tranquilli, poi a questo ci arriviamo.
Nel secondo caso, tutto gira attorno ad un Inumano in grado di proiettare nelle menti delle persone con cui entra in contatto, una visione del futuro. Il risultato? Altra puntata auto-conclusiva che ha aggiunto sul piatto solo la visione di Daisy per cui qualcuno dello S.H.I.E.L.D. sarebbe morto in un quinjet nello spazio. Cosa che si è andata a risolvere in una maniera piuttosto ad effetto col plot twist che tutti abbiamo potuto ammirare, andando a trasformare ulteriormente il personaggio di Skye/Daisy Johnson nella definitiva Quake.

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Artwork promozionale della terza stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. presentato al WonderCon

Un problema che ha afflitto in maniera generale questa terza stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. riguarda il taglio al budget. Rispetto alla stagione precedente c’è stato un calo di ascolti considerevole e come conseguenza il budget a disposizione è stato tagliato e ciò si fa notare spesso e volentieri. In particolar modo non mostrando effetti visivi al computer. Nella prima metà di stagione vengono fatti vedere sempre di meno i poteri degli Inumani e Lash stesso. Sempre in “Maveth” questo fattore è visibile più che mai. Ma la cosa diventa assai fastidiosa nella seconda metà di stagione quando i poteri di Hive non vengono mostrati nella loro interezza per via di un taglio nel montaggio con stacco sul nero. Stessa cosa nella scena in cui lui assassina i membri della società dalla quale acquisiscono ulteriori fondi: la loro pelle viene sfregiata e ZAC. Taglio sul nero. Ancora nell’episodio “Paradise Lost” quando Hive decide di mostrare a Gideon Malick (Powers Boothe) e agli altri membri familiari il suo vero aspetto fisico e la telecamera si sposta dietro di lui in modo da non mostrarcelo. Era scontata una mossa del genere per far accrescere l’attesa ed era altrettanto scontato che non ce l’avrebbero mostrato fino al finale di stagione “Ascension”, eppure quando il momento giunge e lo possiamo osservare in tutto e per tutto, dopo un minuto lui torna alle sembianze di Ward. Perché? Basso Budget.

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“Non è semplice… non mostrare che non abbiamo i soldi”

Si tratta di mezzi piuttosto fastidiosi  per ovviare alla mancanza di fondi. Certamente per poter mostrare più a lungo e meglio possibile Hive nel finale hanno dovuto risparmiare il più possibile. Ma nella prossima stagione, già annunciata tra l’altro, quanto potranno permettersi? Purtroppo Agents of S.H.I.E.L.D. sta continuamente subendo cali di audience e non è un bene. Dicono che sia stata spostata nella fascia oraria delle 10 pm per poter trattare così tematiche più mature e mostrare scene più adulte. Ma è davvvero così? Ragionando in termini televisivi, negli ultimi giorni Abc ha cancellato Marvel’s Agent Carter e accantonato il pilota di Marvel’s Most Wanted (che doveva vedere gli ex membri dello S.H.I.E.L.D. Hunter e Bobbi come protagonisti) proprio per via del calo di ascolti. Se una serie non ha più il successo di un tempo, è logico che l’emittente televisiva preferisca puntare ad un prodotto dal maggiore successo in prima serata, facendo slittare l’altro in seconda serata. Per quanto ancora però Agents of S.H.I.E.L.D. potrà permettersi di continuare con questi dati? Sopratutto con le serie Neflix Daredevil, Jessica Jones e le altre annunciate che sono di una qualità nettamente superiore ed attirano una fetta di pubblico più grande. Si tratta comunque di un prodotto che va ad esplorare più approfonditamente l’universo Marvel in maniera piuttosto differente dai film, ma se davvero questa serie dovesse andare avanti, bisognerebbe cambiare i metodi di scrittura degli episodi in modo che una stagione come questa (con alti e bassi) non si ripeta.

Concludendo, si è trattata di una stagione piuttosto complicata. Agents of S.H.I.E.L.D. ha dovuto dire addio a molti dei personaggi che erano protagonisti e il team ormai è piuttosto agli sgoccioli. La speranza è che con la quarta stagione ci mostrino qualcosa di qualitativamente migliore, andando a diversificare le tematiche rendendole un po’ più maure.