E dopo tre puntate piuttosto interessanti, che hanno aggiunto parecchi pezzi interessanti al nostro puzzle e dopo che abbiamo dovuto dire addio a due dei personaggi principali era prevedibile che ci sarebbe stata una puntata un po’ insipida rispetto alle altre ma non priva di spunti curiosi.
La puntata si focalizza molto sulla figura dell’agente Al Mackenzie (Henry Simmons), per tutti “Mack” il quale dopo l’addio alla sua cara collega Bobby Morse nella precedente 3×13 decide di prendersi un po’ di tempo per rimettersi in sesto, andando a trovare suo fratello. Qui parte uno dei problemi della puntata: il fratello di Al, Ruben Mackenzie (Gaius Charles), è un personaggio che ci viene presentato molto “rude” nei confronti di Al per via della sua assenza e per avergli tenuto nascosto la vera natura del suo mestiere ma che nonostante tutto è il solito personaggio buono e a tratti ingenuo. Non a caso è il responsabile di un incidente che avviene a metà puntata. Il timore che verrà utilizzato in almeno altre 2 puntate è presente e a meno che questo personaggio non compia un evoluzione caratteriale ci sarà poco di interessante.
La sua disastrosa vita trova conforto nelle parole e ideali di uno degli spunti interessanti di questa puntata: gli Watchdogs. Un gruppo terrorista riorganizzatosi dall’internet che utilizza la tecnologia d Howard Stark (che abbiamo già visto in Agent Carter) per i propri scopi. Inizialmente c’era la possibilità che questi fossero una fazione a sé stante, nuova avversaria della terza stagione, ma per fortuna in realtà vengono utilizzati dall’Hydra per impossessarsi di altri mezzi e tecnologie per continuare a progredire. Ancora nessuna traccia di Hive/Ward (Brett Dalton) e la cosa è un po’ deludente perché incuriosisce particolarmente il modo in cui si sta sviluppando/evolvendo questo essere alieno e ciò che ci viene mostrato a riguardo è assai poco. A capo degli Watchdogs, tra l’altro, vediamo un volto a noi familiare tornato dalla prima stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. ovvero Felix Blake.

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L’ultima volta che abbiamo visto questo personaggio, interpretato da Titus Welliver, l’esperimento Deathlock gli ha spezzato la schiena e da allora ha capito che non c’è mai stato un vero S.H.I.E.L.D. ma soltanto l’Hydra nascosto dietro un’altra faccia e lo ritroviamo oggi con un altro punto di vista, ovvero il suo disprezzo verso gli Inumani. Il confronto tra lui e Coulson (Clark Gregg) fa emergere un elemento che ritroveremo anche più in là, ma che è già stato esplorato in altre serie come Daredevil e Jessica Jones e che sarà alla base di Captain America: Civil War, ovvero la paura verso i super dotati. Si tratta di un argomento non lontano dalla realtà, la paura verso l’ignoto, ed è molto bello vedere come questa seconda metà di stagione stia prendendo una piega più matura rispetto al passato.

Un altro spunto che la puntata ci offre è proprio alla base di ciò che abbiamo appena detto: Daisy (Chloe Bennet), per ottenere delle risposte riguardo gli Watchdogs, decide di agire in maniera diversa rispetto al modus operandi solito dello S.H.I.E.L.D. ricavando delle risposte minacciando un uomo (con la complicità di Fitz, Ian DeCaestecker). Qui si potrebbe ricorre al Giovenaliano “Quis custodet ipsos custodes?” e la faccenda si collega perfettamente al discorso della paura per ciò che gli Inumani possano causare.

E a proposito di paura verso gli Inumani, finalmente si torna a parlare di Lash, che in tutto ciò è ancora a piede libero dopo che Simmons (Elizabeth Henstridge) lo ha liberato. Il suo personaggio è in una fase evolutiva: è stanca di essere la fragile ragazza che è stata finora (più volte l’abbiamo vista venire salvata da situazioni di pericolo) e per ciò mentre May (Ming-Na Wen) la aiuta ad essere spiritualmente più forte, lei aiuta May alla ricerca del suo Inumano ex-marito, che non vediao dal finale di metà stagione “Maveth”.

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E finalmente Lincoln (Luke Mitchell) si sta rivelando di qualche aiuto anche sul campo.

Puntata che nonostante qualche sfaccettatura noiosa offre anche parecchi spunti interessanti. Speriamo che il fratello di Mack non diventi un personaggio fisso.