In questo questo nuovo articolo della rubrica Destiny 2 Lore cominciamo ad esplorare il vasto comparto artistico di Destiny, immergendoci nel mondo dell’iconografia e del design.

A cura di Gabriele Cuscino e Lorenzo Domenis

Nota: le immagini sono fondamentali per comprendere gli argomenti di questo articolo. Molte di esse hanno delle versioni in alta risoluzione, disponibili dopo aver cliccato sopra le anteprime.

“Il graphic design e l’iconografia hanno da sempre giocato un ruolo fondamentale in Destiny. Con così tanti luoghi, personaggi e caratteristiche di gioco, ci aiutano a raccontare la storia di quello che state facendo, dove lo state facendo e come.”
Joseph Cross, concept artist e art director di Bungie

Fig.1 – Di importanza fondamentale, questo diagramma non è stato ancora decifrato sia nella sua parte testuale, sia nella sua parte grafica. Il Viaggiatore ci ha mandato un messaggio che non riusciamo a comprendere e lo sforzo di decifralo è il simbolo di un’intera comunità che ama i dettagli, la lore e il linguaggio visuale di Destiny.

Il comparto visivo di Destiny è uno degli aspetti più curati e approfonditi del titolo, nel pieno della tradizione Bungie che già nella serie di Halo proponeva dei temi elaborati e un design estremamente ricercato.
Data la natura radicata nel fantasy del mondo di Destiny, le influenze della simbologia e dell’araldica sono particolarmente presenti in quanto affondano le loro radici nella loro storia medievale e nel folklore europeo. La base fantasy è però solo il punto di partenza perché l’elemento preponderante è la fantascienza, in cui i logotipi, il design generico, si sviluppano in forme tipiche, assumendo però nel complesso un unicum eccezionale.
Affronteremo quindi questi temi, cercando ogni volta di introdurre la sezione relativa spiegando quali siano i temi e quale dei nostri strumenti abbiamo deciso di utilizzare per analizzare l’argomento relativo. Preparatevi a un lungo e interessante viaggio nel mondo visivo di Destiny, che durerà nel tempo e in vari articoli, iniziando da qui, con i primi due temi che affronteremo: l’uso di diagrammi misteriosi e la prima parte dell’analisi dell’araldica in Destiny.

Diagrammi e crittogrammi: l’enigma di Alpha Lupi

L’elemento fantasy e la fantascienza si fondono già perfettamente nella primissima rappresentazione grafica che abbiamo avuto del primo Destiny, quando nel 2014 l’ARG (Alternate Reality Game, gioco di realtà alternativa) chiamato Alpha Lupi ha debuttato nella community Bungie. Astuta e complessa manovra di marketing, l’ARG è una tecnica pubblicitaria basata su un gioco in cui la finzione si fonde con la fantasia. Per lanciare un prodotto, si costruiscono riferimenti e situazioni che hanno luogo nel mondo reale e si coinvolgono le persone interessate in maniera diretta. Esempi di questo tipo di marketing risalgono ai primi Anni Novanta, e abbiamo tra i più famosi la campagna legata a The Blair Witch Project, il cui scopo (riuscito perfettamente) era quello di convincere il pubblico che i fatti fossero reali, disseminando il web di falsi articoli costruiti ad arte per creare un set up alla storia del film. Celeberrimo in ambito videoludico è stato l’ARG “I Love Bees”, usato per lanciare Halo 2, sempre della Bungie e che, a suo modo, ha creato il grande precedente videoludico.

Fig. 2 – Pagina iniziale del misterioso ARG “Alpha Lupi”, che mostra un simbolo geomantico base, il nome del giorno della settimana. Il simbolo è interattivo e la sua risoluzione (in questo caso la configurazione del Sole, per la domenica (“Sunday” in inglese) mostra un indizio per risolvere l’enigma finale.

Nel caso di Destiny, sette giorni prima dell’annuncio mondiale, Alpha Lupi fece la sua comparsa sui forum della Bungie (il sito è linkato qui ed è ancora visibile e funzionante). Questo ARG si basava sul poema conosciuto come Dreams of Alpha Lupi, ovvero Sogni di Alfa Lupi in italiano. Il riferimento non è nei confronti della figura di un “lupo alpha”, cioè il più forte del branco, che è invece il significato collaterale. L’idea è, invece, di evocare il lato cosmico di Destiny, poiché “Alpha Lupi” è la stella più brillante nella costellazione del Lupo. Questo poema è composto di varie parti, custodite in ordine sparso dentro le carte Grimorio dei Frammenti di Spettro dei pianeti del sistema solare – una scelta direttamente legata all’ARG. La loro consultazione è oggi difficile per questa non ideale indicizzazione e il modo migliore per leggere il poema nella sua interezza è ancora la versione sull’immagine inclusa nella parte finale dell’ARG.
Il gioco in sé consisteva nella risoluzione di alcuni enigmi legati ai simboli geomantici (fig. 2), di cui parleremo a breve. Ogni enigma geomantico era a cadenza giornaliera, legata all’associazione dei pianeti con i giorni della settimana e una volta risolto forniva un’immagine criptata e confusa. Alcuni utenti particolarmente brillanti scoprirono che le immagini confuse divenivano più chiare ogni volta che il numero di visualizzazioni saliva. Infine, l’utente reddit Techercizer viene guidato da un indizio chiave: l’avatar del misterioso Alpha Lupi, l’utente anonimo (un dipendente Bungie) che pubblicava gli indizi, mostrava il simbolo della trasformata di Fourier. Creando un filtro con essa, Techercizer decifra ulteriormente le immagini, trovando degli indizi grafici sempre diversi per ogni tassello (QR code, ruote di parole, simboli criptici, ecc.). A ogni soluzione trovata, viene restituita un’immagine in chiaro che mostra parte di un diagramma. Unendo tutti i tasselli di ogni giorno della settimana viene prodotta l’immagine finale: il Diagramma di Alpha Lupi (fig.1), recante un misterioso schema con i pianeti del sistema solare uniti da linee e cerchi che si intersecano formando strane orbite e traiettorie, più i simboli geomantici ed infine l’omonimo poema del Grimorio.

Fig. 3 – Notare la scritta in basso al secondo riquadro “Frequency gaps detected. Additional global observatories required.”, ovvero “Rilevati dati mancanti nella frequenza. Osservatori globali aggiuntivi necessari”, che ha puntato nella giusta direzione chi ha scoperto che il numero di visualizzazioni globali aumentavano la risoluzione dell’immagine.

Il diagramma è di capitale importanza per Destiny, una chiave ancora non del tutto decifrata per scoprire il mistero del Viaggiatore e che verrà riportato varie volte nei due capitoli del gioco, come vedremo. Nessuno ha ancora oggi ben chiara la sua funzione, ma sembra rappresentare il sistema solare con il Viaggiatore al centro e dei vettori che uniscono i vari pianeti in uno schema di qualche tipo, formando orbite e linee di intersezione. La poesia che l’accompagna, la già citata Sogni di Alfa Lupi, è stata identificata come una vera e propria dichiarazione del Viaggiatore, unico elemento a tutt’oggi del Grimorio e della lore in generale dove il misterioso alieno parla in prima persona, senza usare citazioni altrui o altri input come le visioni (entrambi i metodi visti in Destiny 2). Ci descrive il suo viaggio attraverso il cosmo, verso il nostro sistema solare e alcuni dei suoi pensieri, come il rifiuto di essere adorato come un dio o soltanto di essere ringraziato per i doni che ha lasciato alle civiltà che ha toccato.

“La fiamma alberga dentro un nido di piccoli mondi, ancora troppo distante per condividerne il calore ma chiaramente essa ti osserva. Un viso emerge, delineato dal plasma e dalle radiazioni.

Deve esserci un significato nel suo ruggito.”
Frammento di Spettro, “Terra”, Grimorio (tratto da “Sogni di Alfa Lupi”)

Fig. 4 – In queste aree di Destiny 1 la presenza del diagramma è palese ma anche molto significativa. Dall’alto in basso a partire da sinistra: 1) il Nexus; 2) e 3) il Faro; 4) la sovrapposizione del diagramma originale dell’ARG sulla piattaforma di Sekron nel Nexus; 5) Sponde del tempo. In basso, il diagrama semplificato che è stato usato per le strutture Vex. Qual è il misterioso legame tra i Vex e il Viaggiatore?

L’intero ARG è votato a prepararci simbolicamente e fisicamente all’arrivo di Destiny, tramite l’analogia con l’arrivo del Viaggiatore nel sistema solare durante l’inizio dell’Epoca d’Oro. Una doppia scadenza, reale-meta reale, che genera aspettative. Al poema, inoltre, è legato il mistero della colonna sonora di Destiny, come Marty O’Donnell ha lui stesso confermato su un tweet, dove il latino si mischia all’astronomia e al concetto di musica delle sfere di pitagorica memoria. Come il diagramma stesso, il significato profondo del poema è ancora oggi avvolto nel mistero, ma gli elementi ci sono tutti: l’armonia universale e cosmica in cui opera Destiny, che fonde realtà e finzione, background lore e storia diretta, creando una importante linea di comunicazione tra community e sviluppatori, cavallo di battaglia della Bungie da sempre.
Il diagramma di Alpha Lupi è stato sempre presente nella serie durante gli anni in differenti contesti, sia nel primo sia nel secondo capitolo, a testimoniare la sua costante importanza. La prima apparizione in-game avviene durante un assalto del primo Destiny, Il Nexus, dove si può notare il diagramma alla base dell’arena del pozzo di Sekron, dove si affronta la mente Vex. C’è un’altra parziale occorrenza nella mappa del Crogiolo Sponde del Tempo, mentre il diagramma è riportato in modo completo e più volte nella location ad accesso esclusivo del Faro, una occorrenza tra queste proprio nella sala principale (fig.4 per tutti i riferimenti). Su Destiny 2, invece, è possibile scorgerlo ovunque nella recente mappa del Crogiolo introdotta ne I Rinnegati, chiamata Equinozio (fig. 5). Il diagramma qui è presente in bella mostra su una parete delle strane strutture legate ai Nove, nello Spazio Sconosciuto. Inoltre, sotto forma di bump mapping delle texture, il diagramma è stato riportato su innumerevoli superfici, come cornici dorate di porte o sugli sferoidi sparsi ovunque. Sulla mappa del Crogiolo Eternità, aggiungiamo, c’è la rappresentazione del sistema solare secondo il diagramma di Alpha Lupi in forma basica (privo cioè delle numerose intersezioni), con sette sfere orbitanti un’ottava, che dovrebbe rappresentare il Viaggiatore. Il modello del sistema solare così creato è in funzione, pienamente animato (fig.5). La presenza del diagramma di Alpha Lupi in Destiny sembra essere dunque costante ma usata con dovizia, cosa che suggerisce il suo importante legame con il passato.

 

Fig. 5 – Il diagramma di Alpha Lupi è onnipresente in questa misteriosa mappa legata ai Nove, Equinozio, per la prima volta nella sua forma completa (immagine sopra) e in altre forme. Oltre a esso, qui sono prominenti innumerevoli rimandi al Viaggiatore e ai suoi misteriosi nemici, le Navi Piramidali, sotto forma di elementi sferici e piramidali sparsi per tutta la mappa (nonché nomi ufficiali delle location di respawn). In alto a partire da sinistra: altre occorrenze del diagramma in Equinozio, usato come texture su sferoidi che potrebbero rappresentare il Viaggiatore e, infine, un’immagine da Eternità, con il modello del sistema solare.

Il diagramma è molto importante ma un dettaglio della sua composizione ha una sua propria importanza separata. La presenza di simboli geomantici come contrassegno unico di ogni pianeta è un elemento molto interessante, che combina lo spiritualismo con la scienza, ed è presente anche sulla mappa del Navigatore del primo capitolo, sotto gli occhi di tutti (fig. 6). Ogni simbolo usato per i vari pianeti e di conseguenza ogni simbolo che va decifrato nella sequenza ARG, è legato a un’antica pratica chiamata geomanzia. Nata nella Persia nel secolo XVI, grazie a Cornelius Agrippa, è il più antico sistema divinatorio ancora praticato ai giorni nostri. Trova però le sue origini mitologiche nella figura di Hermes Trismegistus, un nome importante che è associato alla filosofia gnostica, un altro sistema di interpretazione della realtà che sappiamo essere ben legato a Destiny.
La geomanzia, attraverso sequenze di punti e costrutti geometrici, si prefigge di divinare il futuro e si avvicina a sistemi come il cinese I Ching, il Libro dei Cambiamenti. L’uso dei simboli geomantici per definire i pianeti in Destiny potrebbe trovare origine nella fusione di antico e moderno che la Bungie ha voluto imprimere al franchise, ignoto e occulto che si incontra con scienza e raziocinio, mischiandosi perfettamente nella figura del Viaggiatore, silenzioso essere quasi divino, la cui potenza risiede nella tecnologia e nella paracausalità, la capacità di andare oltre la fisica conosciuta. È anche un probabile omaggio alla medesima tradizione umana legata ai simboli alchemici dei pianeti.
L’importanza dei simboli geomantici è sottolineata dalla possibilità di usarli come avatar nel forum della Bungie, un elemento da non sottovalutare, poiché ricollega il filo diretto di comunicazione tra gli sviluppatori e la community.

Fig. 6 – In pochi lo hanno notato, nonostante la mappa del Navigatore di Destiny 1 fosse costantemente sotto gli occhi. I simboli a fianco dei nomi dei pianeti sono i loro corrispettivi geomantici.

L’importanza di Alpha Lupi nel mondo di Destiny è manifesta e, forse, anche ingigantita dalle teorie degli appassionati come il suo possibile utilizzo nell’immancabile schema di uccisione degli Oracoli della Volta di Vetro, ormai facente parte del mito di Destiny a pieno diritto. Altri utenti hanno cercato di attribuirvi letteralmente qualsiasi cosa, come lo schema per ottenere una sinusoide da applicare alle note di alcune tracce della colonna sonora o dei diagrammi legati al moto dei pianeti… l’elenco è infinito. Tuttavia, tutti sembrano essere d’accordo che il diagramma sia di grande rilevanza per almeno due fazioni nel gioco, ovvero i Vex e i Nove, che si sono premurati di riportarlo in più di una locazione a loro strettamente legata, probabilmente sottolineando un qualche tipo di legame con il Viaggiatore. Cosa questo possa significare, a tutt’oggi, nessuno lo sa. Il totale mistero dietro il Diagramma di Alpha Lupi sembra in ogni caso essere ancora attuale: vediamo, infatti, sullo sfondo del diagramma a destra, l’inquietante presenza di una griglia di simboli triangolari… forieri forse, in epoca insospettabile, dell’arrivo delle Navi Piramidali di cui abbiamo fatto conoscenza in Destiny 2.

Araldica e simbolismo: l’esempio della fazione dell’Orbita Morta

Come già accennato nell’introduzione, l’iconografia e la narrazione di Destiny trovano il loro punto di forza in un riuscito mix di fantasy e fantascienza; sebbene la seconda parte sia più preponderante, nei concept art e nel design generale, l’influenza medioevale e rinascimentale è evidente, con una brillante fusione di elementi araldici e design legati a loghi ed emblemi, che affondano a piene mani nella simbologia antica celtica, norrena e greco-romana.
In Destiny abbiamo fin dall’inizio una chiara distinzione grafica riguardo il design di armature, emblemi e insegne. Si nota una grande influenza delle insegne araldiche medievali per quanto riguarda emblemi come quello de i Signori del Ferro, di cui parleremo più avanti. Altri tipi di concept sono legati alla moderna influenza del design industriale.

Fig. 7 – Lo stendardo dell’Orbita Morta, nel suo redesign per la Stagione 2 di Destiny 2, introduce nuovi elementi prima solo accennati.

Ci occuperemo qui di un paio di esempi, per stabilire dei metri di paragone. Partiamo dalle fazioni, con l’Orbita Morta. La premessa obbligata è un rapido esame sul nome della fazione e sulla definizione stessa della fazione: Orbita Morta. Il nome fa riferimento a un elemento presente anche nelle relative armature da Destiny 1: Eliopausa. Si tratta della regione di confine dove termina l’Eliosfera, ovvero quella enorme sfera di spazio tridimensionale che si estende oltre Plutone, dove il vento solare ha efficacia e il Sole ha quindi un grande dominio. È una sfera di influenza, a tutti gli effetti. Il riferimento al confine in cui termina questa sfera di influenza è l’idea stessa di un confine che l’Orbita Morta vuole superare, considerando l’orbita solare (e quindi anche quella della Terra) come appunto un’orbita morta, qualcosa da abbandonare perché preda di morte. L’Orbita Morta, infatti, ritiene che il nostro legame con il Viaggiatore sia di dipendenza e che la sua sola presenza ha in parte attirato orde di ostili che senza di lui non si sarebbero interessati al nostro pianeta. Con il preciso scopo di creare una flotta abbastanza grande per lanciare un esodo dalla Terra, l’Orbita Morta si pone come futura salvezza dell’umanità. Stiamo parlando, dunque, di un’ideologia.
Non ritenendosi affatto una fazione – nel senso destinyano del termine – l’Orbita Morta è guidata da precetti di natura religiosi, con molti elementi di culto (analogamente al Culto della Guerra Futura), trattandosi dunque di una vera e propria dottrina, basata anche su scritti di carattere morale e, di conseguenza, dottrinali, come nei più diffusi culti. Uno di questi scritti, il “Libro dei Commiati” (traduzione di “Book of Departure”), affronta temi come la natura della figura dell’Arach, la massima carica all’interno del movimento dell’Orbita Morta, la diaspora, il problema dei legami da abbandonare, il futuro dell’umanità, l’apocalisse. I riferimenti alla morale, alla ferrea disciplina, sono un chiaro elemento di stampo religioso. Il libro è diviso in canti (come ne La Divina Commedia), che descrivono idee, come la distruzione di ogni sogno precedente per crearne uno nuovo; o l’esortazione ad abbandonare i legami familiari, perché quelli nuovi, creati dal movimento, sono più solidi; o ancora, molti canti si soffermano sul peso dei doveri dell’Arach, spesso descritti come una vera e propria maledizione da sopportare, un fato ineluttabile. Proprio in uno dei Canti di questo libro, infine, apprendiamo che l’Orbita Morta si definisce un “movimento” e non una “fazione”. La loro dottrina è ferrea, il loro codice rigido.
Tenendo in considerazione la natura del movimento dell’Orbita Morta, è naturale pensare che usino l’allegoria e il simbolismo per costruire il loro linguaggio dottrinale, basandosi ovviamente su elementi mitologici o di grande richiamo per l’immaginario collettivo come animali mitici e non. L’analisi araldica denota quindi una forte presenza di questi concetti e una appropriata simbologia per rappresentarli.
Proprio basandoci su questa doverosa premessa, abbiamo tutti gli elementi necessari per affrontare l’esame del loro emblema in Destiny 2 (fig. 7), che fonde caratteristiche araldiche con simbolismo e propaganda moderna: un enorme drago che ha un colore verde scuro, che rimanda alla terra e un altrettanto immenso volatile che spiega le ali e fugge nella direzione opposta, caratterizzato dal colore nero. Semplici elementi visivi ma molto abilmente riuniti. Separarli e considerarli singolarmente è la chiave per capire l’insieme.

Fig.8 – Il lindwurm

Il Drago (fig. 8), attorcigliato al Viaggiatore, è un tipo di drago particolare, privo di ali (quindi “grounded”, impossibilitato ad abbandonare la terra), strisciante. Si tratta molto probabilmente di un lindwurm, un tipo di drago della terra, più simile a un serpente e con caratteristiche da lombrico. Questo tipo di draghi sono molto presenti nella mitologia scandinava e germanica. Famosi sono i tre lindwurm che masticano eternamente le radici di Yggdrasil, l’Albero del Mondo dell’epopea mitologica vichinga: Níðhöggr, Grábakr, Grafvölluðr. Ancor più celebre è il lindwurm Fáfnir, che Siegfrid uccide nella Canzone dei Nibelunghi. Sono dunque esseri striscianti e nella maggior parte dei casi dalle connotazioni negative proprio per questa loro caratteristica fisica. Il lindwurm che in particolare ci interessa, quello dell’Orbita Morta, rappresenta la Terra, il pianeta vero e proprio, in tre modi diversi: dal colore, che come detto richiama la terra; dall’idea del suo essere privo di ali e strisciante; dalle stesse connotazioni mitologiche del lindwurm. Tramite la Terra, per riflesso, rappresenta simbolicamente il suo popolo, tramite le sue spire che sono intrecciate e avvolte attorno al Viaggiatore: si tratta della rappresentazione di una pesante relazione di dipendenza con il Viaggiatore.

Fig.9 – La spada

Il secondo elemento è una spada (fig. 9) che ferisce il Drago dalla bocca, trafiggendolo e legandolo in modo permanente al Viaggiatore – rimuovendo la spada, infatti, probabilmente le due ferite del Drago (Terra/popolo terrestre) e del Viaggiatore, prenderebbero a sanguinare e nessuno dei due sopravvivrebbe a tale emorragia. Questa è la rappresentazione di una dipendenza biunivoca, forse una sottile allusione ai sospetti già circolanti nel Culto delle Stelle Binarie: il Viaggiatore ha bisogno di noi quanto noi di lui e, questo detto, siamo sicuri che tale relazione non sia stata forzata proprio da chi ne ha bisogno? La spada rappresenta quindi la stessa dipendenza e il rapporto forzato che ci lega alla Terra, che a sua volta è costretta a dipendere dal Viaggiatore. La particolare simbologia dell’essere trapassati alla bocca potrebbe essere un ulteriore e abile rimando all’Oratore, che è appunto colui che parla per il Viaggiatore, quindi l’elemento della bocca, della parola è particolarmente forte in questa immagine violenta. Sappiamo che non corre buon sangue tra le fazioni e il Consenso, seppur queste ne facciano parte, per le ovvie limitazioni che ne dipenderebbero ma anche per la filosofia che il governo della Città si porta dietro (che dipendono tutte dal Viaggiatore e quindi, per antonomasia, opposte all’ideologia dell’Orbita Morta).
Infine, il colore della spada, quanto di più simile all’oro in questo gioco di contrasti a toni scuri (si tratta pur sempre dell’Orbita Morta), potrebbe simboleggiare la Luce, ovvero l’apparente bellezza e potenza, ma anche nobiltà, dell’elemento che ci lega tutti al Viaggiatore, ovvero i nostri poteri di Guardiani o lo stesso essere dei Guardiani. Per quanto sfolgorante e nobile, questo elemento potrebbe essere la nostra stessa condanna.

Fig.10 – L’uccello nero

Il terzo elemento è un gigantesco uccello nero (fig. 10), caratterizzato dal colore predominante dell’Orbita Morta dunque, che sta fuggendo dalla scena sopra descritta, spiegando le sue immense ali; sulla sua linea d’aria, la sua rotta, una piccola sfera con il segno dell’Orbita Morta. L’uccello è la volontà di lasciare il pianeta e il sistema, per rompere la dipendenza dal Viaggiatore. La sfera è la popolazione dei membri dell’Orbita Morta, che lasciano così la Terra formando un’unità, forte, concentrata. La vastità delle ali spiegate potrebbe rappresentare la famigerata flotta della fazione, l’idea della necessità del grande numero ma anche della capacità di accoglienza (“accogliere a braccia aperte” in inglese è detto “with spreaded wings”, con ali spiegate appunto). La simbologia dell’uccello è ripresa dal canto VII del Libro dei Commiati, che descrive tramite l’immagine dei voli migratori, una vera e propria diaspora:

[Inglese]
“As birds are touched by a sudden and invisible instinct to fly to safer ground, so are we.”

[Italiano]
“Allo stesso modo degli uccelli, anche noi siamo permeati da un celato istinto per il volo verso una terra più sicura.”

Affrontato il tema dell’allegoria, attraverso la simbologia e l’araldica, possiamo anche dire che come design, lo stendardo rappresenta un ottimo lavoro, come quasi tutto in questo particolare campo in Destiny. L’uso di due colori differenti oltre al bianco e nero, separa abilmente le parti da prendere in esame, ma fornisce anche degli elementi di comprensione (vedere il color “terra” del drago, utile a identificarne l’identità simbologica). Qui viene seguita in modo parziale la regola di contrasti dei colori dell’araldica: “Mai metallo su metallo o colore su colore”, dove i metalli sono argento e oro, e i colori sono rosso, verde, azzurro, nero e porpora. La spada, forse, è l’unica eccezione, avendo un colore simile all’oro e trovandosi sopra il bianco in più parti, che è simile all’argento, ma possiamo perdonare una simile infrazione in questo caso, in quanto il Viaggiatore è per forza di cose caratterizzato dal bianco in quanto elemento reale.
Il nuovo stendardo dell’Orbita Morta è quindi un piccolo capolavoro di design e di simbologia, coerente con la lore e in grado di presentarci una allegoria perfetta in ogni sua parte, attingendo non solo alla lore di gioco, ma anche alla mitologia, a elementi a noi noti, a subdoli suggerimenti inconsci e dichiarate sintassi visive, passando per la simbologia e sfruttando un elemento di propaganda politica.

Concludiamo il nostro focus sull’Orbita Morta concentrando l’attenzione sulla denominazione di alcuni shader presenti in Destiny, in particolare Revenant e l’Impiccato. Il primo fa chiaramente riferimento alla figura folkloristica del revenant, un essere che torna in vita dopo la morte con scopi ben poco pacifici; a volte sono connessi al mondo dei fantasmi e degli spettri. In un certo senso, tutti i Guardiani sono revenant che tornano dalla morte per condurre una guerra, seminando quindi morte a loro volta, come viene più volte accennato nei Grimori. I Cabal ci hanno spesso designati come Persone Morte (“Dead Person”) nei loro rapporti militari. Anche il Fanatico non esita a definirci come “Creature Morte”.
L’Impiccato invece può essere collegato alla figura dell’Appeso (o Impiccato appunto) presente nei tarocchi, complesso sistema di carte che attinge a piene mani dal background ermetico, egizio, persiano e mistico in generale. La carta dell’Appeso indica ovviamente capovolgimento oppure un qualcosa che appare l’opposto di ciò che è in realtà.
Pensate che l’Appeso è a volte apostrofato come il Traditore. Nel contesto dell’Orbita Morta, l’Impiccato altri non è che il Viaggiatore che si mostra come salvatore quando invece è l’esatto opposto, ossia una letale minaccia per la razza umana. In sintesi, un traditore.

Il viaggio nel mondo dei simboli e nell’analisi araldica della saga di Destiny continuerà nelle future parti di questo articolo, con un approfondimento sui blasoni, sugli stendardi, sui simboli dei Guardiani e delle loro armature, ma anche sul modo in cui le istituzioni dell’Ultima Città hanno scelto di essere rappresentate e su come il linguaggio delle razze diverse del mondo di Destiny ci appare visivamente.

Link e riferimenti
Joseph Cross su Artstation
Ryan Klaverweide su Artstation
Catalogo IAMAG degli artwork di Destiny
Alpha Lupi ARG
Alpha Lupi nell’assalto “Il Nexus”
Libri del Commiato dell’Orbita Morta su Isthar Collective [Inglese]