Pur non essendo esattamente né un DLC né un contenuto stagionale vero e proprio, il pacchetto del trentesimo anniversario Bungie rappresenta una curiosa iniezione di contenuti nostalgici e bizzarri. Pur non portando alcun tipo di lore sotto forma di libri o storyline di alcun tipo, abbiamo la conferma da uno dei precedenti articoli che un grande ritorno, per così dire, c’è stato dal punto di vista della lore: quello dei Nove… con un twist. Ma ripercorriamo la loro storia molto brevemente, per poter capire fino in fondo le implicazioni di Sfide dell’Eternità, la nuova attività che li vede protagonisti e per scoprire assieme la vera identità del Cavallo Stellare.

Destiny Paraverso

In principio, i Gioviani

Da sempre, i Nove rappresentano uno dei più grandi misteri di Destiny. Presenti fin dal lancio, in una maniera melliflua e sottile, i Nove sono delle entità misteriose di cui non si sa assolutamente nulla per certo, se non che le teorie sul loro riguardo sono tra le più bizzarre e interessanti mai sentite, sia nella community sia all’interno del gioco stesso, dove varie personalità di Destiny si sono poste le stesse domande di tutti noi: chi sono i Nove? Da dove vengono? Cosa vogliono da noi?

Le teorie, negli anni precedenti alla loro rivelazione, sono state innumerevoli e, spesso, folli.

“I Nove sono dei sopravvissuti delle colonie cis-gioviane che hanno stretto un patto con una forza aliena per assicurarsi la propria sopravvivenza.
I Nove sono Menti Belliche in orbite distanti, che hanno resistito al Crollo su strutture stealth rinforzate.
I Nove sono antiche intelligenze leviataniche provenienti dai mari d’Europa, o dalle fosse d’idrocarburi di Titano.
I Nove arrivarono da una misteriosa trasmissione dalla direzione del super ammasso stellare della Corona Boreale.
I Nove sono i primi Insonni risvegliatisi, e le loro menti ora viaggiano lungo le linee di campo del tubo di flusso Giove-Io.
I Nove sono Spettri che hanno penetrato la Profondità Oscura senza una nave e meditato nel silenzio sibilante dell’eliopausa.
I Nove sono degli aspetti dell’Oscurità, allontanati dal giudizio del Viaggiatore, che lavorano per distruggerci dall’interno.
Il Nove è un linguaggio virale di puro significato.
I Nove sono le ombre lasciate dall’annientamento di una forma trascendente, bruciata nella trama di ciò che è.”
Grimorio, “Frammenti di Spettro: Legende 2 – I Nove”

All’inizio, probabilmente per osmosi dal supercut di Joe Staten, i Nove erano considerati delle entità indefinite provenienti dagli spazi interdetti dei grandi giganti gassosi, ovvero i pianeti gioviani. Molti dialoghi e indizi in Destiny 1 lo lasciano intendere ampiamente.

Uno stretto e misterioso rapporto lega Mara Sov e gli Insonni ai Nove, probabilmente per via del fatto che lo spazio dell’Atollo è adiacente a quello che all’epoca si diceva fosse dominato dai Nove, appunto lo spazio delineato dalla presenza dei pianeti gassosi esterni. Ricordiamo, infatti, che l’Atollo si trova nella fascia principale di asteroidi, tra Marte e Giove. Questa collocazione spaziale è in seguito decaduta in Destiny 2, ma il rapporto tra Mara e i Nove permane.

Si tratta di una relazione complessa e non del tutto comprensibile, al punto che Mara, una volta catturato il Kell del Casato dei Lupi, Skolas, lo dona ai Nove. Che, qualche tempo dopo, lo rilasciano senza alcuna ragione, causando gli eventi del DLC “Il Casato dei Lupi”, non senza danni di una certa entità. L’ambiguità dei Nove è infatti una delle loro caratteristiche, assieme all’imprevedibilità.

Il primo ambasciatore: Xur

Una delle conoscenze più vecchie e classiche di Destiny è di certo Xur (grafia in-game Xûr). Fin dal lancio, Xur è spesso stato la prima fonte di armi e armature Esotiche, nonché di collezioni di frasi criptiche che a tutt’oggi conservano gran parte dei loro misteri incommensurabili.

“La mia volontà non mi appartiene”
Xur, dialogo in-game

Xur è un esperimento dei Nove, non chiarissimo dal punto di vista delle origini, ma una creatura biologica messa assieme dalla loro volontà, per fungere da collegamento con noi e per studiarci. Fino a oggi, Xur ha mantenuto un aspetto marginale nella lore di Destiny, espletando la sua funzione di vendor e rimanendo da parte.

Sappiamo di lui che la sua curiosa postura è stata causata dalla Titanide Orin, amica di Sjur Eido, il cui corpo fu trovato esanime e con una Strana Moneta lasciata sul petto – la valuta di Xur e dei Nove. Orin, ai tempi in cui era una Guardiana, interrogando Xur, lo ha colpito così forte con il suo maglio da spezzargli la schiena e menomarlo perennemente. Come spesso Xur sostiene, la sua volontà non gli appartiene e i suoi spostamenti sono dovuti al movimento delle sfere celesti – allineamenti da cui i poteri d’influenzare il mondo fisico dei Nove dipendono.

Xur

Le allusioni alla sua incapacità di controllarsi sono metareali: Xur, infatti, sta descrivendo la sua funzione attraverso la lente dell’algoritmo che lo governa, creato da Bungie, ovvero un Random Number Generator che lo porta ad avere un inventario random a ogni visita e che determina ogni sua apparizione in base a un countdown settimanale. Gli elementi metareali nei dialoghi e nella funzione di Xur, nonché nella lore in generale dei Nove, sono fondamentali.

La rivelazione dei Nove

In Destiny 2 la lore dei Nove è cambiata radicalmente. Tramite un libro di lore apposito e varie stagioni ed eventi che li hanno visti protagonisti o comunque delle presenze costanti, scopriamo la verità che si cela dietro queste entità. Si tratta di esseri antichi come l’universo stesso, formatisi dal collasso di nubi di polvere oscura, probabilmente correlata con la materia oscura, che si sono poi concentrate attorno a dei nuclei gravitazionali: il nostro Sole, con i suoi 8 pianeti.

Nell’indagine di Lavinia Garcia Umr Tawil, una criptarca ossessionata dallo scoprire la verità sui Nove, otteniamo la sua versione delle loro origini, dopo esserne venuta a contatto.

“Erano già antichi quando comparvero i primi esseri umani. La loro carne era più vecchia delle stelle: il vento di polvere oscura che soffia nella galassia, pizzicato dalla gravità del Sole e dei suoi pianeti, attirato nei loro nuclei ed esalato nuovamente.
Questi erano i Nove.
Con il tempo, la circolarità si formò. Grandi archi di polvere diretta verso l’esterno collassavano sulla propria origine per creare circuiti d’ombra. L’espansione e la contrazione di questi circuiti furono i primi pensieri dei Nove. Esistevano in un’indifferenza abnorme, come divinità primordiali non nate. Non vi erano forze tra loro, eccetto la gravità. Non vi erano strutture, eccetto la distribuzione della massa. I loro cuori erano nei nuclei dei mondi, ma i loro flussi più remoti si perdevano nel moto rotatorio della galassia.
Erano le fontane di Acli, la notte prima del caos.”
“I Nove”, dal libro della lore “Polvere”.

Destiny 2 i Nove

La loro esistenza è legata dunque a un confine invalicabile nella nostra fisica, ma anche a un piano dimensionale diverso, dal quale non possono fuggire. Quest fattore d’immobilità si va a unire a un altro, quello dell’interdipendenza della loro esistenza con quella delle specie che popolano i pianeti che coabitano.

Infatti, Lavinia ci svela un altro importante fattore che determina la volontà dei Nove a interagire con il nostro piano esistenziale.

“[…] la vita si manifestò sui mondi del cuore dei Nove, minuscoli e complessi movimenti di ecosistemi, metabolismi, computazioni. Quella vita lasciò ombre massificate nel vento dei Nove, pizzicandoli come fossero le corde di un’arpa. Da quelle vibrazioni strutturali i Nove impararono a produrre enormi onde risonanti, pensieri più vasti dei mondi.
E fu così che i Nove si destarono.
In un orrore di rivelazione così assoluto che l’avrebbe fatta impazzire se avesse ancora senno da perdere, Lavinia capisce dove i Nove sono sempre stati. Sono dentro ognuno di noi, dentro ogni sistema, ogni essere vivente, ogni cosa in movimento. Miliardi di miliardi di miliardi di sottili tentacoli di materia oscura che attraversano i nostri corpi, che succhiano la complessità delle nostre vite e dei nostri pensieri.
Siamo tutti sagome stimolate dal pizzico di aracnidi dalle zampe infinite.”

I Nove, dunque, sono generati da un’interazione con questa polvere stellare oscura e la forza vitale nonché i pensieri di tutte le creature che popolano il sistema solare. L’esser legati ai corpi celesti tramite la gravità e agli esseri viventi tramite la loro coscienza, li obbliga a un sistema di dipendenza dal quale vogliono evadere.

Aggirare questi enormi ostacoli esistenziali e fisici non è facile, e i Nove nei milioni di anni hanno trovato una soluzione: traslarsi nel nostro piano di realtà, che loro definiscono “il folle mondo chimico”, per diventare delle entità ben distinte e indipendenti. Se questa soluzione ha riscosso l’unanimità dei consensi tra i Nove, le linee di condotta per ottenerla li hanno invece divisi. Nel passato, hanno più volte sperimentato varie metodologie per poter ottenere questo scopo e ne abbiamo parlato qui, nella nostra indagine sulle macchine misteriose di Destiny, in particolare sul portale di Cocytus. Questi tentativi hanno causato vari incidenti nel sistema solare, più o meno gravi, che hanno portato i Nove a raggiungere un’altra conclusione: per diventare tangibili hanno bisogno di trascendere la fisica che li separa dal nostro mondo, che di fatti lo governa. Per fare ciò, hanno bisogno di un elemento paracausale.

Destiny 2 - Scatole Rosse

Per questa ragione, nei secoli si sono rivolti agli Ahamkara, una fonte di paracausalità accessibile, anche se contorta e perversa nella sua interazione. Gli Ahamkara, si dice, sono alla base dell’origine delle famose Scatole Rosse, che contengono una polvere sconosciuta – parte dei Nove, trasmutata dal loro piano al nostro in un tipico modus operandi degli Ahamkara, che hanno distorto il loro desiderio alla formulazione, come Xur rivela a Lavinia.

Gli occhi dorati di Xûr brillano rivolti verso di lei. “Io sono qui per un motivo”, dice. “Non riesco a ricordare… la polvere è cambiata. La polvere è preziosa.”
“Sì! Sono stati i Nove a mandarci la polvere? Perché è preziosa, Xûr?” Perché proprio… polvere? Perché non una lettera, una tavoletta d’argilla o qualcosa di più chiaro?
“Sangue”, dice Xûr, emettendo un suono simile a un colpo di tosse. “Il sangue è trasformato. Il desiderio è concesso. La polvere è mescolata.”
[…]

“Molta della polvere era cellule”, dice Xûr tossendo vigorosamente. “Questa polvere era dei Nove un tempo. Si mescolò. Cambiò per sempre.” Di nuovo quella tosse percussiva e secca. “Polvere alla polvere. Da una polvere all’altra. I Nove sono la carne della polvere.”
“La Scatola Rossa”, dal libro della lore “Polvere”

Una volta estinti gli Ahamkara, per via della Grande Caccia dei Guardiani e degli Insonni, i Nove hanno perso questa fonte di paracausalità accessibile, limitando la loro scelta ai Guardiani e al Viaggiatore… ma non solo.

La scelta di usare la paracausalità, di fatto, ha naturalmente diviso i Nove in due fazioni: quella che vuole ottenere una comunicazione con la Luce e quella che preferisce sfruttare l’opposto, l’Oscurità. La prima fazione conta 5 membri, la successiva 3, per cui ci riferiremo a esse con questi rispettivi numeri. In questo dialogo, dove i Nove discutono di Mara Sov (“l’astuta”) con l’Emissaria, questi orientamenti vengono a galla.

“l’astuta vede l’inganno della nostra pedina
“Io non sono la vostra pedina. La mia volontà è solo mia. Ma forse… non tutte le mie ultime azioni.
L E P E D I N E H A N N O M O L T I U S I
“Più di quanto possiate pensare.”
Il suo piano aveva diversi livelli. Solido.
“Non la vedrete mai arrivare. Mara Sov non si inchina di fronte a nessuno.”
astuta o no non fermerà la tempesta stanno arrivando
“Sì…”
O R M A I N U L L A C A M B I E R À
“Non siatene così certi. Quelli che giudico possono agire come mai voi saprete.”
Nulla.
“…”
NULLA.
“…”
nessuno
“…”
Allora perché abbiamo paura? Siamo nove.
“Ahah Davvero?”
L O S I A M O
“…”
vero vero conta le voci
“Una, due, tre, quattro, cinque. Ahah!”
Vedranno il nostro metodo, col tempo. Siamo gli stessi.
“Nessuno vede niente del vostro metodo. Cerchi di sentirci… sentirli… ma non ascolti.”
N O V E
“Cinque.
Sì.
“…”
vorrei poter condividere la tua sicurezza
“Oh”?
Non avete imparato nulla? Persino noi non dovremmo usare quella parola.
“Cosa ve l’ha fatto sapere? L’incubo paracausale nell’Atollo? O il cacciatore dagli occhi insanguinati?”
B A S T A
“Persino voi vi arrabbiate.”
la pedina ci darà la possibilità di agire il suo scopo è il nostro scopo così abbiamo deciso
“Sì. E no. Non ci capirete mai.
Sì. Stanno arrivando. E quando arriveranno, farà come ha sempre fatto. Giudicherà.
“Su questo siamo d’accordo. Vi giudico anche io.”
TUTTO MUORE. PERSINO COLORO CHE CAVALCANO LA TEMPESTA IN ARRIVO.
“Dogma.”
E S I S T E U N A F I N E P E R T U T T O
“Dogma.”
La più grande minaccia per un guardiano è un altro guardiano.
“Dogma.”
tre chiavi
“Dogma.”
LUOGHI SICURI SONO MOLTO LONTANI
“Dogma. Sono stanca dei vostri dogmi. Ci vorrà solo un po’ più di tempo, Namqi.”
“Emissaria”, dal libro della lore “Gli Insonni dell’Atollo”.

Ormai sappiamo che i 3 sono stati i responsabili di vari avvenimenti non proprio positivi – non ultimo la disattivazione delle difese planetarie e satellitari che ha reso la flotta della Legione Rossa di Ghaul letteralmente invisibile ai sensori dell’Avanguardia, permettendo l’invasione della Terra e l’attacco all’Ultima Città.

Destiny - paraverso

I 3 hanno voluto testare la possibilità di sottrarre la Luce di Ghaul, per poter capire se sarebbe stato possibile per loro fare altrettanto. Questa fazione si dimostra abbastanza disperata da essere incurante dei rischi: l’attacco della Legione Rossa, infatti, ha messo a rischio il Sole, laddove Ghaul ha usato l’Onnipotente per minacciare di farlo esplodere in una supernova. Una simile evenienza avrebbe spazzato via tutto il sistema solare, e con esso anche l’esistenza dei Nove, che ne è dipendente.

I 5 sono molto più inclini alla prudenza e al dialogo, per poter carpire i segreti della Luce e ottenerne i favori per i propri scopi. E a loro che pensiamo quando parliamo della seconda ambasciatrice inviata per noi.

Orin, l’Emissaria

L’Emissaria dei Nove, che ha debuttato in Destiny 2, ha una storia quanto meno travagliata, la cui estensione parte dal Crollo, passando per tutte le ere fino alla Guerra Rossa. Nata come Nasya, un’umana che faceva parte dell’equipaggio della Yang Liwei, il celebre Esodo Verde, è stata coinvolta nell’incidente durante il Crollo che l’ha trasformata assieme al tutto il suo equipaggio in un’Insonne. Rinata come Nasan Ar, si fa strada nella gerarchia del Tributario, il mondo originario degli Insonni, arrivando a diventare amica di Sjur Eido (l’amante e fidata Ira della Regina di Mara Sov) e grande guerriera paladina, nonché abile diplomatica e pacifista.

Destiny 2: l'emissaria

Mara utilizzò Nasan per far venire a patti con la loro coscienza tutti gli Insonni che la seguirono nella sua impresa di ritornare nello spazio del nostro universo. In seguito, Nasan fece parte di quel gruppo d’Insonni che decisero di aiutare i terrestri direttamente, una volta scoperta la terribile realtà del Crollo e dell’invasione delle forze dei Caduti nell’Epoca Oscura, ribellandosi però al volere della sua regina. Un gruppo di portatori di Luce, impaurito dalla sua presenza e dal suo aspetto, la uccise di notte nel suo accampamento, per ironia della sorte.

Ritornata in vita come Guardiana dal nome Orin, la sua storia continua a essere intricata e complessa, toccando notevoli personaggi: dal Ramingo a Sjur Eido, da Mara Sov all’Ordine della Guardia Pellegrina, dai Signori del Ferro ai primi Guardiani, per passare dal mistero insondabile dell’Aphelion, fino a Xur. In tutte queste evenienze (come il numero dei suoi compagni della Guardia), il numero nove si presenta nella vita di Orin – un’interferenza che viene scambiata per profetica, ma che è reale e materiale, come vedremo.

Orin si lega in una relazione sentimentale con Namqi Sen, un pilota Insonne nei pressi della Terra. Ossessionata da un misterioso desiderio di abbandonare l’Atollo e la capitale di Interamnia, Orin ode delle voci misteriose che alimentano quelle pulsioni e decide di partire con Namqi, violando lo spazio dell’Atollo per andarne oltre. Viene intercettata dalla guardia di Ceres e imprigionata. Mara e Sjur sono amareggiate nel vedere una loro vecchia amica divenuta Guardiana e priva dei ricordi che li lega a loro, ma la regina decide di liberarla e di accettarne i servigi.

In una missione per scoprire chi si cela dietro un altro grande mistero, la morte di Sjur Eido, Orin verrà messa sulle tracce dei Nove che, dopo un’escalation di eventi, la porteranno al suo cospetto, dove sarà trasformata nell’Emissaria dopo che i Nove riveleranno molto velatamente che ne hanno manipolato la vita finora, dichiarando che “il tuo nome non è Orin”.

Destiny 2: Orin

“Il giorno in cui parte alla ricerca dei Nove, le tecnidi la chiamano Orin la Perduta. Svuota un deposito dell’Avamposto Vestiano, mettendo nello zaino progetti digitali di uno scanner a fotoni oscuri riflettenti, una medaglia di giada, fascette di foglia di regina essiccata e nient’altro.
Procede oltre l’eliopausa.
È un lungo cammino.
Una morte improvvisa.
Compie un’altra muta ed emerge rinnovata nelle scaglie lucenti delle sue vecchie vite: immigrata, interprete, emissaria, martello del giudizio. Si aspettano di poter rivendicare la sua volontà, ma lei si aggrappa a essa stringendo la presa.
I suoi doni possono porre fine alle guerre.”
“Scaglie”, dal libro della lore “Ecdisi”.

L’Emissaria è un personaggio conflittuale, che ha un rapporto complesso con i Nove, al punto da sfidarli apertamente e da liberarsi (sembra temporaneamente) dal loro giogo, recuperando tutte le sue memorie come Orin, la Titanide.
Inoltre, l’Emissaria è una delle pochissime entità che si rende conto del fatto che Destiny è un videogioco e che i Guardiani sono parte di un mondo separato a cui gli NPC non possono accedere.

“Emissaria: Nessuno è come lui.
I Nove: NON COMPRENDIAMO.
Emissaria: Lui possiede una capacità di influenzare la realtà a cui non credereste. Può lasciare questo luogo.
I Nove: QUESTO PIANO? NOI POSSIAMO LASCIARE QUESTO PIANO.
Emissaria: Pensate più in grande. Può lasciare questo gioco.
I Nove: NON COMPRENDIAMO.
Emissaria: E allora credo sia impossibile spiegarvelo.
“Invito dei Nove – Misteri e potenziale (Visita 5)”, dal dialogo in-game

Xur e il Cavallo Stellare

E adesso arriviamo al punto in cui si parla dei due singoli personaggi più bizzarri emersi dalla storia dei Nove: Xur, che conosciamo già, e il Cavallo Stellare.

La spiegazione dell’esistenza di Xur è ormai più o meno chiara, ma molto meno lo è quella del misterioso equino. Avvistato in primo luogo al termine delle Prove dei Nove, quando i giocatori ottenevano 9 vittorie flawless e venivano condotti al cospetto dell’Emissaria in uno spazio sconosciuto, il cavallo è scomparso per numerose stagioni e qualche anno, rimanendo solo il simbolo dell’emblema del “faro” delle Prove dei Nove.

Il suo ritorno nel pacchetto dell’anniversario di Bungie è emblematico. Assieme a Xur, il Cavallo Stellare rappresenta la guida dell’attività “Sfide dell’Eternità”, ma dire “guida” è forse riduttivo. L’intera attività è concepita come una forma d’intrattenimento televisivo, un vero e proprio show con tanto di “ruota della fortuna”, premi, bonus e bogus, sottolineato dai singolari dialoghi udibili durante la sua esecuzione. La sala dove Xur e il Cavallo Stellare attendono come vendor i giocatori emersi dall’attività, è ricolma di ogni ricchezza e rappresenta il classico “montepremi” leggendario che decadi di cultura televisiva hanno ormai sedimentato nell’immaginario collettivo.
Qui troviamo anche un enorme planetario con Giove al suo centro, un richiamo all’epoca in cui i Nove erano considerati gioviani.

Destiny - xur

I Nove sono sempre stati la summa del mistero di Destiny, il vertice di una piramide di segreti ed elementi  criptici che hanno caratterizzato la narrazione del franchise dal giorno dell’alpha. Il Cavallo Stellare è forse l’ultimo elemento dei Nove che ci risulta indescrivibile e impossibile da interpretare in maniera oggettiva, anche partendo dalla sua descrizione:

“Un misterioso e impossibile cavallo. Le origini del Cavallo Stellare e le sue intenzioni sono inconoscibili”.
Descrizione in-game dell’NPC “Cavallo Stellare”

Prima di addentrarci alla scoperta della reale identità del Cavallo Stellare e della sua connessione con i Nove, dobbiamo fare un passo indietro e comprendere un importante passaggio.

Cosa è il “paraverso”?

Alcuni dialoghi di Xur udibili a random durante l’inizio di Sfide dell’Eternità hanno gettato luce su una serie di dettagli fondamentali, che possono spiegare cosa stia avvenendo nell’attività e quale sia l’identità del misterioso animale cosmico.

“Come puoi vedere, il cavallo mi ha affidato i tesori provenienti da ogni parte del paraverso – realtà differenti dalla nostra.”
Xur, dialogo in-game per “Sfide dell’Eternità”

Questa frase ci introduce anche alla scoperta della natura del luogo dove ci si incontra con Xur e con il Cavallo Stellare, ma anche dove si sono svolte le Prove dei Nove e altre attività negli anni passati. “Eternità”, infatti, è una zona particolare, al di fuori dei piani della realtà che conosciamo – un’informazione che dobbiamo tenere a mente.

Destiny - paraverso

La chiave, infatti, è la parola “paraverso”. Non esiste una definizione universale di questo termine in matematica o in astrofisica, ma nell’ambito di Destiny possiamo scomporre la parola in due parti diverse, prendendo letteralmente il prefisso “para” nel suo significato di “parallelo”. Avremmo così: “Parallelo” e “Universo”, uniti in “Paraverso”. Ma che vuol dire questo?

La risposta a questa domanda è prodotta dalla natura del loot dei contenuti dell’anniversario di Bungie. Stiamo parlando, ovviamente, del loot proveniente da altri franchise del passato Bungie, quali Pathway to Darkness, Marathon, Myth, Halo, Oni eccetera. Questi mondi sono effettivamente universi paralleli a Destiny, ma tutti frutto della medesima origine, ovvero Bungie, che in qualche modo fa da collante delle varie realtà in cui questi universi/franchise esistono. Seppur abbiamo sentito spesso questa definizione, che vuol dire esattamente “parallelo”?

Destiny - Halo
La capsula criogenica dove troviamo la Magnum chiamata in Destiny “Forerunner” è chiaramente mutuata da una capsula della UNSC di Halo.

In geometria piana, due rette parallele sono due tipi di rette che non si intersecano in alcun punto, correndo fianco a fianco. Un paraverso, o universo parallelo, è dunque un universo che si trova in una dimensione spaziale e temporale parallela al nostro, pur non intersecandosi mai. Esso può mostrare caratteristiche fisiche simili, ma separate. Universi paralleli a quello di Destiny sono appunto quello di Halo, di Marathon, eccetera. In alcune teorie fisiche, degli elementi di un paraverso possono fluire in un altro, parlando di elementi come “informazioni”, per usare un gergo fisico, ma su questo ci sono varie opinioni.

L’intersezione dei mondi paralleli

Ma se in generale non è consentito che delle informazioni passino da un paraverso all’altro, come è possibile che ci siamo ritrovati con delle armi chiaramente provenienti da Halo e Marathon in Destiny? Qui subentra appunto la spiegazione di cosa sia lo spazio di Eternità, il piano dei Nove.

Eternità è una singolarità quantica – ovvero, un tipo di fenomeno spaziotemporale all’interno del quale le leggi della fisica vengono alterate o non mantengono coerenza nella catena di causa ed effetto. Il Big Bang, per esempio, era una singolarità di questo tipo, come lo sono i buchi neri (con i quali, lo spazio dei Nove condivide anche una certa rappresentazione fisica). Eternità, dunque, può alterare le condizioni, o meglio, la geometria degli universi paralleli, ignorando la fisica conosciuta e permettendo loro d’intersecarsi in questo spazio circoscritto.

Credit: Gabriele Cuscino

Immaginate il tessuto dello spaziotempo come se fosse un fazzoletto teso nel vuoto; Eternità è una sfera, ed è così pesante da alterare la forma di questo fazzoletto se la posiamo nel mezzo. Se facciamo scorrere altre più piccole sfere sopra il così deformato fazzoletto, queste convergeranno su Eternità, alterando il loro percorso che, in precedenza, non avrebbe permesso loro di toccarsi.

Eternità, dunque, è una singolarità quantica paraversale, che assume cioè la funzione di vero e proprio nodo di convergenza di universi paralleli e ne permette il transito d’informazioni in una singola via: dagli universi paralleli a quello di Destiny, e non viceversa.

Ecco che, dunque, le informazioni degli universi di Halo o di Marathon e altri, possono sovrapporsi a quelle di Destiny, nella forma delle armi nel loot pool di “Sfide dell’Eternità”. Ricordiamoci che l’arma “Forerunner”, ovvero la Magnum di Halo, viene ritrovata in un pod del tutto simile a quelli usati dalla UNSC per la criostasi sulle navi da guerra e, il sottotesto della lore di Banshee legata all’arma, ci suggerisce che l’arma possa essere proprio una delle Magnum di Master Chief in persona – costruita per mani troppo grandi per essere umane, ovvero quelle degli Spartan, e che ha visto innumerevoli battaglie, come la storia personale di Master Chief suggerisce ampiamente.

Una prova definitiva dell’esistenza di un multiverso parallelo in Destiny, collegato ai franchise passati della Bungie, è sempre stata presente nel gioco fin da Destiny 1, ed è incarnata dal Multistrumento MIDA, direttamente prelevato da Marathon. Un gruppo di rivoluzionari folli sul Marte dell’universo di Marathon, produceva questo tipo di Multistrumento, e il loro nome era MIDA. Uno dei membri di questo gruppo, seguendo la bussola del suo Multistrumento (che finalmente ne spiega l’incoerente comportamento in Destiny), ha trovato un’anomalia temporale sepolta sotto la superficie del pianeta rosso, che sembra aver inglobato l’arma. Il MIDA è dunque slittato dal Marte di Marathon a quello dell’universo di Destiny, finendo infine tra le mani dell’Avanguardia.

Destiny: Paraverso MIDA

“Queste armi versatili sono adatte alla guerriglia, ma Rahool sostiene che i suoi registri non hanno mai accennato a un gruppo ribelle chiamato MIDA. Secondo i messaggi registrati nel fucile, il breve regno di MIDA ha ucciso un decimo della popolazione marziana.
Ho dato l’arma a Lakshmi. Lei insinua che provenga da un’altra linea temporale, forse tramite esperimenti dell’Età dell’Oro. Quindi non abbiamo l’autorità per bandirla.”
“Multistrumento MIDA”, arma.

La lore del MIDA ci permette di trarre una linea che differenzia gli Easter Egg dalle reference. Le prime, infatti, sono delle citazioni non-canoniche, che cioè non esistono all’interno della logica narrativa del franchise che le cita, degli inside joke, che infrangono la quarta parete solo per divertire. Le seconde, invece, sono ufficialmente parte della storia canonica e, dunque, dotate di peso narrativo reale.

Possiamo dunque dire che, conoscendo la lunga tradizione di metarealismo legata ai Nove, era solo inevitabile che fossero coinvolti nell’esistenza di realtà al di fuori del franchise dove vivono, e che fossero dunque loro i portavoce di un contenuto aggiuntivo che si propone di festeggiare non il franchise di Destiny stesso ma chi lo ha creato (i developer), e quindi per forza di cose fuori dai confini della sua finzione.

La vera identità del Cavallo Stellare

Discutendo in live Twitch con il noto loremaster australiano Myelin Games, abbiamo raggiunto un verdetto plausibile sulla natura del Cavallo Stellare. Sia nel caso della stanza finale delle Prove dei Nove, sia nel caso di Sfide dell’Eternità, l’equino stellare potrebbe rappresentare una metafora per la Bungie stessa o, comunque, di un elemento al di fuori del gioco e che unisce i vari mondi paralleli assieme. Stiamo dunque parlando di un’altra parte metareale del gioco, che continua il dialogo sull’infrangere la quarta parete degli Ahamkara, del Vagliatore, di Savathûn, di Orin stessa e di altri personaggi, come ricordiamo in questo articolo ormai storico. La Bungie, potrebbe dunque essere visualizzata come questo destriero che si sta godendo lo spettacolo degli utenti che festeggiano con i developer il 30esimo anniversario. Altre correlazioni, al momento, sono estremamente difficili da compiere.

Destiny - Cavallo paraverso

In coda, possiamo aggiungere che alcune delle definizioni del cavallo da parte di Xur, l’unico che ne interpreta la presenza in qualche modo, sono davvero interessanti. Per esempio, viene definito “protostellare”, che allude alla nube gassosa che contiene nella sua essenza e potrebbe riferirsi anche alla stessa nascita dei Nove. Un altro termine è “iperquantico”, che definisce un valore per un’equazione in meccanica quantistica tendente all’infinito. Questo, unito al termine “cavallo impossibile”, ci serve a impilare tutte queste definizioni in un contesto d’improbabili assolutismi, che definiscono questo NPC come impossibile da inquadrare in un contesto logico e di cui ci dovremo dimenticare una volta che l’evento sarà terminato, proprio come un altro NPC a lui legato, Xur, ammette (con rammarico) che farà.

“Queste Sfide dell’Eternità non sono reali. Sono un avanzo del paraverso e quando l’impossibile cavallo ci lascerà e le realtà si riallineeranno, esse scompariranno per sempre. Sarà come se non fossero mai accadute.
I miei ricordi sul presentarvele, sul tempo speso con voi… anche loro svaniranno con esse.
Ti prego di avere cura dei tesori che hai trovato con le Sfide, per ricordare il tempo che abbiamo trascorso assieme. Ricorda per me, poiché io non potrò.
Xur, dal testo per il Catalizzatore del Forerunner

Destiny - paraverso Forerunner

Xur, dunque, non senza la tristezza e la malinconia che caratterizza questa figura fin dalla sua prima apparizione in Destiny, ci confessa che il tempo trascorso con lui scomparirà a breve dentro i server di Destiny e la sua memoria ne sarà cancellata, facendolo tornare il classico vendor di sempre. Quale riferimento più metareale di questo riguardo le meccaniche della programmazione di un videogioco e dei suoi developer? Per siglare questa verità sussurrata, Xur chiude la sua toccante rivelazione con un “Grazie per aver giocato”.

Il mistero dei Nove continua

I Nove a tutt’oggi rimangono senza volto e sono legati a innumerevoli misteri totali, come quelli del famoso iceberg della deep lore (come le già citate Scatole Rosse ma anche il Cavallo Stellare) e molti libri della lore talmente oscuri da rappresentare una grande sfida anche per chi la lore la segue costantemente. Non è solo un problema di chiarezza d’informazioni, ma anche di quantità, come abbiamo visto anche solo con il personaggio di Orin, che viene sviluppato in archi narrativi di centinaia di anni, passando per tutti gli eventi e i personaggi chiave del gioco dal Crollo in poi.

I Nove sono i responsabili, per esempio, dell’aver donato al Ramingo l’accesso a un universo in una sacca dimensionale dove può evocare dei Corrotti e simulare delle battaglie tra i Guardiani e le loro forze, tra i tanti avvenimenti recenti.

In casi come nel dungeon di “Profezia” e di alcuni dialoghi di “Verdetto”, i Nove e Orin hanno dimostrato di essere al corrente di segreti e verità ben oltre la conoscenza della maggior parte degli NPC di Destiny, ai livelli sicuramente di Mara Sov e Savathûn, per citare due delle maggiori eminenze grigie.

In passato, ci siamo auspicati che questo mini DLC avrebbe rappresentato in qualche modo una chiusura narrativa per i personaggi dei Nove, brutalmente retconizzati, messi da parte e sviliti nel corso degli anni a partire dall’inizio di D2. Purtroppo, così non è stato. L’evento legato ai Nove è diventato solo una modesta facciata per una lore che ancora non si sviluppa in nessuna direzione, pur avendo un enorme potenziale non sfruttato.

Ci auguriamo che, in futuro, questi fili di trama ancora penzolanti, vengano ricongiunti alla matassa principale e resi all’altezza del grande mistero che li ha caratterizzati fin dalla loro origine, soprattutto gettando luce sul destino che li ha colpiti quando la Flotta Nera delle piramidi ha inglobato pianeti come Marte (che sappiamo ospitare la coscienza di uno dei Nove) dentro lo spazio a energia di punto zero. L’ultimo trailer del DLC “The Witch Queen” sembra infatti mostrare un ritorno su Marte, che potrebbe dunque trascinarsi dietro anche il suo membro dei Nove, con tutti i segreti del caso.