Con il progredire della Stagione del Tecnosimbionte, la narrativa dei rifugiati Eliksni si scontra con la realtà politico-sociale dell’Ultima Città, facendo emergere un vecchio ordito da un nuovo conflitto. Cosa lega il Culto della Guerra Futura, Lakshmi-2, il Collettivo Ishtar, l’antica mitologia e le forze in agguato degli Ascendenti dell’Alveare e dei Vex?

Maya, Lakshmi e il culto della guerra futura

“Seppur le origini del Culto Guerra Futura siano ancora dibattute, il loro segno è stato riscontrato in antiche sale e accampamenti per tutto il sistema, rendendo certa la loro presenza ai tempi dell’Età dell’Oro. Pur essendo pieni di segreti, il Culto si è dimostrato un alleato indispensabile nella lotta contro l’Oscurità; grazie a ciò, il loro potere è rispettato dal Consenso della Città e dai guardiani.”
Grimorio, “Culto della Guerra Futura”.

Destiny 2 - Future War Cult (2)

Il Culto è una delle fazioni più antiche di Destiny. La sua storia inizia alla fine dell’Età dell’Oro. La fondatrice non è altro che la dottoressa Maya Sundaresh, del Collettivo Ishtar. Abbiamo discusso in modo approfondito di cosa sia il Collettivo in questo articolo, assieme ai fondamentali sui Vex.

La fondazione del Culto è legata a circostanze alquanto nebulose. In un laboratorio segreto situato a Lhasa, Maya ha radunato un team di ricercatori per continuare la sperimentazione con la tecnologia Vex. Sono passati quarant’anni dall’inquietante esperienza subita da Maya e dal Collettivo, ovvero l’essere simulati dai Vex. Maya non ha mai dimenticato quel trauma. Eppure, in qualche modo, il suo percorso si è incrociato nuovamente con quello dei Vex.

Nello specifico, il progetto a Lhasa si fonda attorno a una particolare tecnologia, che verrà semplicemente nota come “il Dispositivo”. Questo strumento ha permesso  di sperimentare uno stato mentale alterato, di cui sappiamo veramente poco, noto come “bipartizione mentale”, collegato alla simulazione di diverse linee temporali proiettate nel futuro. Il procedimento si è rivelato fatale per alcune funzioni del cervello umano, inducendo i soggetti a sviluppare problematiche diverse, quasi sempre letali.

“Bekhterev non riportò nessun danno fisico.
Dopo che lo estraemmo, disse di sentirsi calcolato. Gli chiesi cosa intendesse e lui disse di poter vedere tutte le sue scelte disposte di fronte a lui come delle rotaie, senza possibilità di alcuna deviazione.
Si suicidò poco dopo.
Mi chiedo se stesse cercando di dimostrare qualcosa.”
Grimorio, “Frammento di Spettro: Vex 5”.

Per far fronte a questi problemi, i ricercatori provano a utilizzare droghe, tecniche di meditazione e firewall creati da una Mente Bellica, ma niente sembra funzionare. Maya ha sperimentato alcune volte la bipartizione mentale, anche per nostalgia di sua moglie, Chioma Esi, che non riesce a contattare a causa della segretezza di questa impresa.

Attraverso il Dispositivo, è possibile contattare quindi le Chioma Esi simulate che il Collettivo ha mandato assieme a tutte le altre simulazioni dentro il network Vex, come infiltrati. Questo è un dato interessante, che colloca il dominio del Dispositivo nella rete Vex.
Uno per uno, i soggetti sono emersi cambiati dall’esperienza nel Dispositivo, inclusa Maya.

“Non parliamo di altro se non del dispositivo. Ne parliamo come un semidio. Quando uscirò da qui so che il mondo intero mi sembrerà un velo logoro.
Penso sia chiaro che parte del problema sia il substrato. Abbiamo bisogno di altre cose oltre la carne e le medicine per sopravvivere a tutto ciò.”
Grimorio, “Frammento di Spettro: Vex 5”.

Poiché l’influenza del Dispositivo sta causando sempre più problemi, Maya raggiunge un punto in cui non può più sostenere l’astinenza del tocco umano, da sua moglie, né il crescente effetto di dissociazione che l’intera squadra sta vivendo dopo la bipartizione.

“Mi ritiro, amore mio. Ho finito di fare questo lavoro e sono stanca di starti lontana. Ci vedremo presto. Non posso portare questo diario con me, così l’ho lasciato per gli altri a venire, e gli ho chiesto di continuare a registrare.
Forse diverrà una tradizione. Il vangelo del nostro piccolo culto.”

Grimorio, “Frammento di Spettro: Vex 5”.

Lakshmi nel Consenso
Lakshmi e altri membri delle Fazioni a una riunione del Consenso.

È ragionevole pensare che, con queste ultime parole, Maya affermi la nascita del Culto della Guerra Futura, dalle ceneri dell’esperimento a Lhasa. Con il Crollo tutti i dati sull’Età dell’Oro sono diventati inaffidabili o irrecuperabili, ma sappiamo che il Culto ruota intorno all’esistenza del Dispositivo, che è stato sottratto proprio dal vecchio laboratorio a Lhasa.

“Abbiamo apportato dei ritocchi al dispositivo. Novarro è riuscito a trovare tracce di un prototipo del dispositivo in un laboratorio dell’Età dell’Oro in Tibet, e la squadra di Hari ne ha recuperato i resti. Siamo i primi a vederne le funzionalità operative in chissà quanto.
Troppi soggetti non tornano sani di mente. Pazzi. Ci stiamo arrampicando sugli specchi.”
Grimorio, “Frammento di Spettro: Culto della Guerra Futura”.

È importante notare che il Culto è l’unica Fazione che ha una storia delle origini; inoltre, queste origini si intrecciano con una delle lore più importanti nella storia del franchise (quella del Collettivo Ishtar). In passato, abbiamo visto che quando Bungie concentra gli sforzi per creare una lore articolata e complessa, significa che ha un’importanza più profonda, al di fuori delle meccaniche di gioco come lo erano quelle delle Fazioni.

In aggiunta, non dimentichiamo che il Culto era un outsider, portato all’interno del Consenso solo perché un tentativo di colpo di stato era stato scongiurato, e la Fazione responsabile (il Concordato) era stata spazzata via. Un altro dato interessante è che Lakshmi è l’unico personaggio delle Fazioni che è stato riportato in vita dopo che Bungie ha dichiarato che le Fazioni non faranno più parte del gameplay di Destiny 2. Questo sottolinea l’importanza dell’arco narrativo del Culto negli attuali e futuri sviluppi della lore.

La vera identità di Lakshmi?

Dopo il DLC “Oltre la Luce” sono emerse molte domande sulla vera identità di alcune delle personalità di Exo più importanti in circolazione. In seguito alle rivelazioni sulla reale identità dell’Ignota Exo e Banshee-44, tutti i personaggi Exo in Destiny sono stati oggetto di sospetto.

In un modo del tutto simile, sono state sollevati dubbi e teorie sulla reale identità di Lakshmi. Come hanno sottolineato alcuni post di Reddit, insieme a tanti elementi interessanti che negli anni si sono sommati, questo interrogarsi sulla rappresentante del Culto non è affatto un gioco di deduzione, ma ha rivelato importanti connessioni con la lore più importante di Destiny.

Lakshmi
La dea indù Lakshmi.

L’indizio più facilmente deducibile è il nome stesso di Lakshmi, che deriva dall’omonima dea indù, che a sua volta è profondamente connessa a uno dei Fattori Mentali del Buddismo: il Maya.

Possiamo quindi collegare la vera identità pre-Exo di Lakshmi alla fondatrice stessa del Culto, Maya Sundaresh. Due possibili elementi di conferma provengono dalla lore. Maya ha affermato che nessuna droga o “carne” può sopportare il potere di dissociazione proveniente dalla bipartizione mentale, durante la navigazione nel Dispositivo.

L’insorgere di questo problema insormontabile avrebbe potuto portare la geniale ricercatrice a optare per una soluzione radicale ma efficace: essere trasferita in un corpo Exo. Così, avrebbe potuto coprire il divario tra la fisiologia umana e quella Vex, rendendola una mente biologica in un corpo meccanico, e quindi più facilmente accettata dai processi del Dispositivo.

Isthar Academy
L’Accademia di Ishtar su Venere.

Lakshmi ha mostrato interesse per la teoria del riavvio spontaneo degli Exo, cercando registrazioni di questi eventi nel tempo. Il riavvio spontaneo sembra essere accaduto in modo sparso ma coerente a molti Exo nella storia: un ripristino spontaneo, causato da diversi trigger, come quello apparentemente avvenuto anche quando Cayde-1 era in procinto di uccidere Micah, nella lore di “Oltre la Luce”.

[…]
Tutti questi erano Exo che, in apparenza, si erano ripristinati da soli: avevano eliminato le loro identità e acquisito un nuovo numero. O forse il responsabile era qualcun altro? Forse potevano esserci registri in proposito al di fuori dell’archivio? Forse uno o due di loro erano ancora vivi?
Lakshmi-2 chiuse gli occhi, rallentò il respiro e si concentrò sulla dicotomia delle sue emozioni. Ciò che aveva scoperto le sembrava importantissimo, ma sapeva che i suoi colleghi l’avrebbero considerato poco più di una curiosità. La gente tendeva a sottovalutare gli Exo. Era come se ci fosse una linea sottile tra il telaio e la carne. Lakshmi-2 considerava offensiva quest’idea, ma al tempo stesso sapeva che gli Exo erano piuttosto diversi dagli umani normali. L’esistenza di Exo che si ripristinavano da soli, quale che fosse la ragione, ne era la prova.
O forse non esistevano?
Una rapida ricerca negli archivi medici restituì una serie di malanni e sintomi considerati superstizioni nell’Età dell’Oro: amnesia psicogenica, fuga dissociativa, perdita di memoria retrograda, obliterazione personale, teoria del tradimento…
Cosa voleva dire tutto ciò?
Lakshmi-2 era in preda all’incertezza, cosa che non era mai un buon segno.”

“Guanti dell’Antico Giuramento”, armatura.

La possibilità che Maya sia stata trasferita in un Exo e poi si sia riavviata da sola nella personalità di Lakshmi-2 è plausibile a questo punto.

Le divergenze temporali

“Costruimmo il dispositivo per simulare il sistema di portali Vex di Ishtar. Un osservatorio, sì, ma lo immagino più come una nave mentale. Capace di dislocare i suoi carichi attraverso lo spazio e il tempo.”

Grimorio, “Frammento di Spettro: Vex 5”.

L’utilizzo del Dispositivo non è certo una procedura a prova di errore per ottenere dati dal futuro. Come ha detto Chioma, rispondendo a Maya:

‘Penso che sia come la storia del mercante e l’alchimista. Puoi tornare indietro e osservare qualcosa, o essere parte di qualcosa, ma se lo facessi, il passato diverrebbe il modo in cui le cose sono sempre accadute.’

‘Magari potresti riportare con te qualcosa dal passato. Qualcosa di cui avresti bisogno. Oppure potresti andare nel futuro per imparare qualcosa di vitale. Se fossimo in grado di controllarla, se sapessimo come navigare attraverso spazio e tempo.’

Grimorio, “Frammento di Spettro: Vex 4”.

La descrizione della bipartizione è incompleta, ma sappiamo che i futuri rilevati e scansionati non sono completamente affidabili. Seguendo le teorie quantistiche, è possibile che la sola osservazione di queste linee temporali ne alteri il corso, creando così dei continuum alternativi, con variabili infinite.

Un’altra teoria è quella dell’immutabilità del tempo, che Chioma cita dal racconto a cui si riferisce “Il mercante e il portale dell’alchimista“, scritto da Ted Chiang. La storia esplora l’idea di come i viaggi nel tempo non apportino alcun cambiamento alla linea temporale, lasciando intuire che ogni azione di alterazione è già compresa, presentando una limitazione dell’idea del libero arbitrio, oltre che un paradosso temporale intrinseco.

Molti dei paradossi temporali legati ai viaggi nel tempo presentano questa problematica. Uno di questi è il famoso Paradosso del predestinato. Quando si cerca di cambiare le cose mentre si viaggia nel passato, tutto rimane lo stesso, poiché quei cambiamenti hanno sempre fatto parte di quel passato e  non solo, a volte sono generati dalla nostra stessa azione.

Destiny 2 - Stochastic Variable

‘Per quanto siamo certi delle nostre simulazioni, esse contengono sempre un elemento di imprevedibilità’. —Lakshmi-2
“Variabile stocastica”, arma.

Le linee temporali esplorate con il Dispositivo sono quindi fallibili e devono essere elaborate e interpretate, in un modo molto simile a una profezia religiosa. Gli elementi apotropaici sono chiaramente parte di questo processo, come sembra lo sia l’aspetto ritualistico dell’interfacciamento dei ricercatori al Dispositivo.

‘Comincio a chiedermi se non ci stessimo sbagliando sul mercante e l’alchimista. O se quella spiegazione del tempo fosse incompleta’“.
Grimorio, “Frammento di Spettro: Vex 5”.

La nostra limitata comprensione dello spaziotempo è legata alla nostra natura di esseri lineari. Ci siamo evoluti per seguire il tempo in una direzione specifica – un argomento che abbiamo affrontato nell’articolo principale sui Vex. La nostra visione di una linea temporale sarà sempre parziale. Come suggeriva un tempo Praedyth stesso, la differenza tra gli uomini e i Vex è che noi siamo come dei pesci dentro un fiume (il flusso temporale) che può scorrere in entrambe le direzioni, mentre i Vex sono i Martin Pescatori che hanno la visione esterna del fiume e possono pescare così i pesci.

Un’infezione virale

A parte tutti i problemi legati alla bipartizione mentale e alle letture delle linee temporali alternative, il Dispositivo (ora parte focale del Culto della Guerra Futura), è diventato un meccanismo fondamentale di un piano più grande.

Savathûn, attraverso Quria, la Trasformazione della Lama, si è infiltrata nel dominio Vex, integrando la scienza occulta dell’alveare, la sua Logica della Spada alterata e la tecnologia. I suoi scopi sono vasti e diversi. Ha già tentato una routine di osservazione più ravvicinata dei suoi nemici, attraverso gli Occhi di Savathûn che abbiamo distrutto nella Stagione degli Arrivi.

Raccogliere informazioni e distorcere la realtà attraverso la percezione e dati falsificati è ciò che rende Savathûn forte, al punto che attraverso questo processo lei ottiene un ritorno di potere paracausale, alimentando il suo verme. Mentre è necessaria una discussione più ampia per spiegare meglio la sua strategia, questa definizione è sufficiente per introdurre la connessione con ciò che sta accadendo nella Stagione del Tecnosimbionte.

Attraverso un elemento virale, il “Canto di Savathûn”, la Regina dell’Alveare si è infiltrata nel subconscio della gente della Città, come anche in quello dei Guardiani. Mentre questo messaggio si sta diffondendo lentamente e costantemente, un altro fronte sta dando risultati migliori: la rete del Culto della Guerra Futura.

Destiny 2 - The Deicide

Ping crittografato tramite router proxy nascosto…
Ikora, pensavo avresti voluto vedere questo. Si presenta come codice binario nei nostri sistemi, ma qualcosa sta introducendo dei cancelletti. L’ho recuperato alla Torre da un canale isolato del Nexus. È su tutte le reti del CGF… e non solo.
| 01100011.# 01000101 01000110.# 01000100.# 01000010 01000100.# 01000101 01000001.# || […]

“Il Deicidio”, arma.

La stringa di codice binario trovata da un agente segreto di Ikora Rey si rivelerà essere la trascrizione del Canto di Savathûn. Attraverso la connessione ideale tra la rete del Culto e la tecnologia Vex, per mezzo di Quria, la Regina dell’Alveare ha ora una testa di ponte nelle menti di milioni di seguaci di un vero e proprio culto, dediti dunque a una forma di fanatismo.

Fumo e specchi

Un mezzo virale è un’arma perfetta per una divinità di tipo trickster come Savathûn. Nella nostra società siamo disposti ad accettare di essere infettati dalla viralità e, in alcuni casi, ne accogliamo a braccia aperte gli effetti. Savathûn sta approfittando di qualcosa che può invadere la nostra percezione della realtà, lasciando una backdoor per qualcos’altro. È anche la meccanica di base dietro lo strumento della propaganda.

Destiny 2- Lakshmi

Il principio della viralità nella comunicazione non si basa unicamente sulla casualità, come molti tendono a credere. C’è una comprensione precisa della demografia a cui il messaggio è direzionato. Elementi come le fake news possono essere diffuse rapidamente in determinate comunità dove si accettano credenze dello stesso tipo. Religioni, credenze mistiche e superstizione funzionano sugli stessi principi di base.

Stiamo diventando superstiziosi. Il comportamento del dispositivo è inconsistente. Impossibile da replicare. Ci volgiamo a comportamenti rituali per placarlo.
Grimorio, “Frammento di Spettro: Vex 5”.

Per alcune stagioni, la viralità del Canto di Savathûn è cresciuta, ma è stato solo infettando la community corretta che ora ha liberato tutto il suo potenziale sopito. Invadere la rete del Culto ha fatto fiorire il Canto, aumentandone le capacità e la ricezione.

La stessa Lakshmi si interroga su quella canzone che tutti cantano nella Città, con testi che ironicamente parlano di positività e di cambiamenti… con la stessa melodia che caratterizza però il Canto. Data la tendenza del Culto ad avere rituali pseudo-religiosi, fondamenti apotropaici e tendenza al fanatismo, questo tipo di propaganda ha una presa davvero salda sui suoi ranghi.

Hai sentito il canto della gente echeggiare per la Città? ‘Alziamoci insieme, marciamo verso il sole…”.
Hmm. Sono le parole della gente che vogliono raggiungere l’alba in questa Notte Infinita. Persone che non hanno ancora perso la speranza. Come me.'”

Lakshmi-2, filmato all’interno del gioco.

Il gioco finale di Savathûn

Lungi dall’essere una giustificazione per l’odio e l’intolleranza di Lakshmi verso gli Eliksni, l’influenza di Savathûn sta comunque alimentando ciò che sta accadendo in questa stagione. La sua posizione è ora immensamente forte all’interno delle mura della Città, e del suo meccanismo politico e sociale.

L’utilizzo di Lakshmi nella trama di Savathûn è un perfetto esempio della narrativa a più livelli in Destiny, in cui la lore è supportata da molteplici strumenti di lettura diversi: simbologia, mitologia, riferimenti culturali. Abbiamo visto che il principio della divinità Lakshmi nell’Induismo e nel Buddismo è legato a Maya, che è, a sua volta, lo stato della realtà legato all’illusione. Il riferimento è anche verso il famoso Velo di Maya di Schopenhauer, con tutte le conseguenze filosofiche.

Il gioco finale di Savathûn è una strategia a lungo termine che sarà completamente rivelata al rilascio del DLC “La Regina dei Sussurri”, e quello che sta emergendo attualmente è solo la posa delle sue fondamenta. In un futuro prossimo, discuteremo un’altra parte fondamentale di questo piano e quale potrebbe essere la natura reale e sorprendente del suo scopo finale.