Rasputin. Capostipite delle Warmind, le Menti Belliche, immense intelligenze artificiali (IA) create per difendere l’umanità e non solo, per prendere decisioni al posto nostro in numerose altre occasioni. Ma cosa differenzia questa mente artificiale pensante dalle altre? Perché Rasputin è sempre stato centrale nella lore di Destiny? I segreti da lui racchiusi, fin dai primi passi che compiamo su Destiny, lo rendono il personaggio più avvincente e affascinante della saga. E in questo lungo viaggio, capiremo perché.

Il modulo d’atterraggio della spedizione Ares One, che ha portato su Marte gli astronauti che hanno compiuto il primo contatto con il Viaggiatore e dato inizio all’Età dell’Oro.

Le origini: Mihaylova, R e Ares One.
Molti legano la nascita di Rasputin alle tecnologie ereditate dall’arrivo del Viaggiatore nell’Età d’Oro. Ma si sbagliano: le origini di Rasputin affondano in degli insospettabili inizi, tra omicidi e missioni spaziali di primo contatto su Marte.

“Mihaylova – Supplemento
Nicholas & Alexandra University
Ufficio del rettore
Operazione Ares: 65 giorni al lancio
*suono forte, forse una porta sbattuta*

Mihaylova: Ma il mio laboratorio? Che cosa è successo?
Rettore: Sono già arrivati?
M: Chi? I computer non ci sono più. Gli schedari sono vuoti.
R: Non doveva andare così. Prego, si sieda, Dott.sa Mihaylova.
M: Non mi siedo! Cosa succede? Mi tagliate fuori? Che cosa diavolo…
R: Per l’amor del cielo, no. L’equipaggiamento è al sicuro, trasferito altrove. È stata scelta per progettare l’I.A. della missione Catamarano.”
“Scelta di Mihaylova”, armatura.

M. Mihaylova, Hardy e Qiao, i tre astronauti sopravvissuti della Missione Ares One, si trovano davanti al Viaggiatore sul Marte. All’improvviso diventano testimoni di un miracolo: la pioggia.

La dottoressa M. Mihaylova era una scienziata e astronauta tra le selezionate per il progetto Catamaran, meglio noto con il suo nome successivo: Ares One.
Era anche un ingegnere informatico, fondamentale per fornire l’appoggio necessario alla missione che metterà in contatto la prima volta l’uomo e il Viaggiatore, chiamato in quel momento ancora Luna X. Mihaylova, infatti, si occupò di sviluppare l’IA dedita al controllo della missione, necessaria per svolgere tutti i calcoli di rotta, gestire la sicurezza a bordo e gestire tutti quegli aspetti che avrebbero distratto gli astronauti dallo studio del Viaggiatore e da tutte le sue implicazioni. Chiamò questa IA “R”.

“R. È il nome in codice che ho dato al nucleo dell’I.A. sperimentale della nuova nave. E se la cava alla grande. Anzi, MOLTO alla grande.”
“Trionfo di Mihaylova”, armatura.

Dima Goryainov, concept artist responsabile de “La Mente Bellica”, ci mostra una primissima versione del nucleo di Rasputin. La sua idea è la conferma della nostra teoria su R: “Rasputin doveva mostrarsi come un Warsat di una certa antichità, simile a uno Sputnik. L’idea era di mostrare che fosse antecedente alla tecnologia Seraph creata in seguito, che avesse natali più remoti.”

R era stato creato per superare i limiti della sua programmazione, che doveva essere basilare, e proveniva da una ricerca precedente della dottoressa, che fu fusa nel progetto Ares One per mancanza di tempo ed economizzare. Ma Mihaylova non aveva intenzione di lasciare che R rimanesse una semplice AI che serviva a correggere rotte e a tenere gli airlock ben chiusi.

Sono certa che questa Luna X sia un’intelligenza, forse un’I.A. E la cosa non mi fa sentire per niente al sicuro. Riflettete: affinché la nostra I.A. ci aiuti adeguatamente, ha bisogno di segreti.
Affinché l’I.A. ci sia di aiuto, l’uomo deve sentirsi al sicuro. E per sentirsi al sicuro, non deve mai conoscere la verità, ossia che dispone di un servo che, se volesse, potrebbe diventare il padrone. Ovviamente non accadrà, perché questo servo lo controlliamo noi. Ma non ignoriamo il fatto che questo sia uno stratagemma necessario.”
“Strumenti di Mihaylova”, armatura

R nasce dunque con uno scopo superiore e una logica dietro che possiamo già ravvisare porterà alla sua successiva evoluzione, che oggi conosciamo molto bene.
La più importante scienziata della spedizione Ares One, colei che aveva per prima previsto la rotta del Viaggiatore verso Marte, che le aveva persino dato il nome di “Viaggiatore” (Luna X era infatti il nome precedente), ha dei dubbi su R. Si chiama Evie Calumet e da subito entra in contrasto con Mihaylova, che non vuole mostrarle il codice di R. Sembra che l’IA stia giudicando i membri dell’equipaggio – un fattore inquietante date le limitate capacità che dovrebbe avere. R mostra già segni di evoluzione oltre la sua programmazione.
I sospetti di Evie sono corretti: R sta scrivendo da solo il suo codice. Mihaylova sa che Evie ritiene questo aspetto di R estremamente pericoloso, soprattutto per la missione oltre che per loro vite stese.

“[…] E. capirebbe? Andrebbe da Hardy, gli mostrerebbe le parti più strane del codice scritto da R. e mi giudicherebbe. Ci giudicherebbe. No, l’I.A. deve essere protetta affinché svolga al meglio il proprio lavoro per gli incarichi designati.”
“Trionfo di Mihaylova”, armatura.

Il giorno dopo la partenza dell’equipaggio nella missione, Evie ha un incidente. Hardy, il capitano di Ares One, scrive così:

“Non ci siamo nemmeno accorti che non c’era più.
Eventi a cascata. Catastrofi che si susseguono come nel domino. Una teoria che conosciamo bene.
Un sistema elettrico in corto. Un diffusore antincendio debole. Fumo. Nessuno che vi presta attenzione. Una perdita sulle scale. Gradini scivolosi.
Il nostro bozzolo così sicuro diventato una trappola mortale.

Ovviamente proseguiamo.
Ma Evie non c’è più. E incontreremo il Viaggiatore senza di lei.”
“Controllo di Hardy”, armatura.

Inutile sottolineare come questi eventi “accidentali” che portano alla morte della brillante Evie siano del tutto sospetti ed estremamente difficili a verificarsi tutti assieme. 
R, il cui codice auto-scritto si evolverà in quello di Rasputin, ha ucciso per la prima volta per autodifesa.
Ares One, nonostante la morte di Evie, è un successo: l’equipaggio, Qiao, Hardy e Mihaylova, entrano in primo contatto con il Viaggiatore. L’Epoca d’Oro è iniziata, l’umanità non sarà più la stessa.

La Mente Bellica Rasputin, alla quale è collegato il network delle altre sottomenti, dei Warsat e di tutte le risorse difensive e tecnologiche umane. La sua autorità, la sua logica schiacciante e l’estensione della sua influenza, lo porteranno a guadagnarsi il nome di “Tiranno” tra gli uomini e le IA stesse.

Il progetto Warmind
Da un’intervista a Mihaylova, anni dopo il primo contatto e la fine della missione Ares One, la dottoressa parla di R e del suo ruolo in quel momento storico:

“Abbiamo fatto un buon lavoro. Gran parte del codice dell’I.A. che ho scritto là non è quasi stato usato per la missione, ma è tornato comunque utile. Secondo lei, dove crede che…”
“Percorso di Mihaylova”, armatura

Quella frase finale “Secondo lei, dove crede che…” viene troncata nella lore ma è quasi sicuramente l’indizio chiave che collega R a Rasputin (oltre l’ovvia iniziale del nome). Non occorre molta immaginazione a terminarla così: “Secondo lei, da dove crede provenga il codice di Rasputin?

“Il Viaggiatore venne fuori dal nulla. Un imprevisto totale.
Immagina se non fossimo stati amichevoli. Prova a immaginarlo.
Rasputin sicuramente l’ha fatto.”
Grimorio, “Frammento di Spettro: Antica Russia 3”.

Le prime notizie di Rasputin in Destiny sono difficili da rintracciare, ma sappiamo bene che il progetto delle Warmind (Menti Belliche) è legato alla Clovis Bray, la famosa corporazione dell’Età dell’Oro di cui abbiamo parlato più volte (qui per Cayde-6 e qui per l’Anomalia), legata ai più torbidi misteri di Destiny.
Le Warmind nascono come sistema di difesa interplanetario, basato su una rete che copre tutte le colonie umane terraformate dal Viaggiatore. Esse erano in grado di agire con determinazione, precisione e velocità sopra quella della Luce, prendendo decisioni vitali per la sopravvivenza della civiltà umana in un modo che l’essere umano stesso non avrebbe mai potuto fare.
Per via di una retcon (ne parleremo in seguito) scopriamo ne “La Mente Bellica” che esistono varie sottomenti (o submenti, o menti sussidiarie) di una singola, enorme mente, Rasputin. Il Rasputin con cui abbiamo avuto a che fare in Destiny 1, tuttavia, è stato “riscritto” nella storia come un frammento operante in modo autonomo della più grande mente che scopriremo ha sede su Marte, nel Bacino di Hellas, al Centro Futuristico .

Al Centro Futuristico Braytech, si può scorgere una statua all’entrata, in una fontana. Rasputin è il più grande successo della corporazione, il coronamento di un sogno impossibile.

Il Cosmodromo, in ogni caso, è un coacervo di segreti proprio grazie alla presenza di un frammento di Rasputin e del bunker della SIVA, di cui parleremo in seguito. Nel Cosmodromo di Baikonur, infatti, il nostro personaggio inizia il suo viaggio in Destiny, non a caso scelto tra altre location iniziali. Rasputin è dunque un nodo focale dei misteri di Destiny e del nostro stesso percorso.
Ana Bray, assieme ad Elsie Bray (la futura Ignota), si occupa dello sviluppo di Rasputin, ai tempi dell’Età dell’Oro, quando entrambe sono ancora umane.

Si può indurre una macchina a parlare, ma non a pensare. Beh, voi non potete. Ma io sì. Mi chiamo Ana Bray. Volete insultarmi? Chiamatemi “neurolinguista”.
Non che sia una professione deprecabile, ma la neurolinguistica tratta di linguaggi in codice. Sono una psicolinguista. Studio il modo in cui una lingua conduce al pensiero indipendente.
Il computer che chiamiamo Rasputin è il fulcro della rete difensiva del sistema solare. Può elaborare dati a velocità iperluce. Può collegarsi a migliaia di warsat per tenere l’umanità al sicuro.
Ma non basta. Ci serve che pensi in autonomia. Ed è qui che subentro io.”
“Il problema irrisolvibile”, dalla lore de “La Mente Bellica”.

Ana è decisa trasformare l’IA di Rasputin in qualcosa di molto di più, per sopperire ai bisogni di un’umanità alle prese con l’Età dell’Oro.
Ma cosa vuol dire “intelligenza artificiale”, e cosa ne sappiamo veramente?

Eniac (acronimo di “Electronic Numerical Integrator and Computer“), costruito nel 1945 per una guerra che ormai era stata vinta, è stato uno dei primi supercomputer. Efficiente macchina di calcolo, nonostante potesse calcolare in 30 secondi traiettorie di tiro che un uomo avrebbe calcolato in 20 ore, fu usato soprattutto per esplorare le possibilità del termonucleare. Di certo, è servito di ispirazione per Rasputin.

La scienza dietro l’intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale è in studio da molti anni nel campo dell’ingegneria informatica e oltre. Solo negli ultimi anni stiamo ottenendo grandi risultati, nonostante esiste una chiara impegno in questo senso fin dagli Anni Cinquanta. 
Un’intelligenza artificiale è un sistema computerizzato che può eseguire compiti che normalmente sarebbero assegnati a esseri umani, e la sua definizione estesa può assimilarsi in questi punti:

  1. Pensare e agire con gli stessi criteri di valutazione umani al punto di essere equivalente all’umano stesso;
  2. Pensare e agire razionalmente, con gli strumenti di logica superiori di cui una macchina computazionale è dotata

In senso esteso, possiamo dire che le parole chiave delle caratteristiche principali di una IA devono essere: pianificazione, apprendimento, risoluzione dei problemi, percezione sensoriale, mobilità e manipolazione, intelligenza sociale e creatività.

Fin da quando esistono i computer, come Eniac negli Anni Quaranta ma anche come alcune macchine di calcolo dell’Antica Grecia per esempio, l’uomo ha sempre cercato di spingere la tecnologia oltre il suo limite (ne sono un esempio leggende e miti come quello di Talos). Dagli Anni Cinquanta ai Settanta, tuttavia, abbiamo iniziato a fondere questi desideri con la pratica, teorizzando e applicando il sistema delle reti neurali – una metodologia di calcolo e immagazzinamento di dati che si rifà ai nodi neurali del cervello umano, sfruttando però la velocità di acquisizione ed elaborazione di una macchina. Dagli Anni Ottanta al 2010 abbiamo aggiunto il Machine Learning, una caratteristica base che rende le IA in grado di imparare e ne decide la modalità – solitamente attraverso il riconoscimento di pattern e potenziata da grandi banche dati come Internet e capacità avanzate di crossreference. Questo permette loro di imparare autonomamente una volta messe in grado, senza bisogno di ulteriore programmazione.
Con l’arrivo del Deep Learning ai giorni nostri, abbiamo portato il precedente step a un livello superiore. Abbiamo adesso macchine che possono battere a Go (un gioco estremamente complesso con 200 mosse per turni contro le 20 degli scacchi) anche il migliore tra i campioni al mondo (vedi Deep Mind di Google) e compiere altre incredibili imprese.
Per comprendere come la tecnologia delle IA si sia evoluta, basti pensare che sessant’anni fa si credeva che un test come quello di Turing potesse essere sufficiente per identificare una IA, tramite l’imitation game e altri fattori. Ma oggi la questione è diventata di grande complessità e, forse, si avvicina di più all’idea che lo stesso Alan Turing aveva di come un’intelligenza artificiale debba essere.

Lo schema di una rete neurale.

L’enorme sviluppo delle IA al momento è legato anche alla rinnovata accessibilità economica oltre che alla potenza di calcolo e all’avanzamento della scienza informatica. Pensiamo a tutte le applicazioni oggi disponibili, dagli assistenti come Alexa o Siri, passando per i sistemi di guida autonomi, sistemi di analisi e altro. Questo tipo di IA viene definita IA debole, e può risolvere solo problemi specifici; l’obiettivo è invece quello di realizzare un giorno una IA forte, in grado cioè di ragionare su qualsiasi tipo di problema e adattarsi a ogni situazione.
La ricerca per lo sviluppo delle IA forti hanno fatto alzare le voci della prudenza da parte dei grandi della scienza e dell’applicazione tecnologica, come Bill Gates e Stephen Hawking, passando per Elon Musk: sviluppare IA così avanzata senza criterio potrebbe portare, un giorno, all’estinzione dell’umanità per conseguenze logiche. Un temuto scenario è quello della Singolarità Tecnologica, ovvero l’emersione spontanea di un sistema interconnesso, che avendo assimilato ogni informazione possibile, possa giungere all’autocoscienza. Non si tratta di qualcosa di improbabile, ma di plausibile.

Rasputin come ci appare ne “La Mente Bellica”. Trionfante sul suo sito nel Bacino di Hellas, vicino al Centro Futuristico Braytech, la sua imponenza è una commistione di design e simbologia, che ispira potenza, grandezza ma anche proporzioni e forme mitologiche.

Rasputin: un nome del passato per un sistema del futuro
Non sappiamo esattamente quando R si trasforma in Rasputin, né perché abbiano deciso di chiamarlo così.
Il famoso “monaco folle”, Grigori Rasputin, è un personaggio storico famigerato, famoso per la sua instabilità mentale come per la capacità manipolativa che l’ha posto al centro di una delle corti più potenti del mondo, quella degli zar Romanov. I collegamenti per antonomasia ci sono: Ana Bray è un chiaro riferimento ad Anastasia Romanova, mentre la natura russa della Mente Bellica dei primordi è un altro logico riferimento.
Abbiamo altre sottili tracce nei metatesti e nelle piccole parentesi di lore come quella legata a doppio filo con l’esistenza di Charlemagne (vedi in seguito) e un altro celebre monaco folle, rivale di Rasputin: lo ieromonaco Iliodor.

Uno degli Artefatti di Destiny 1 tira in ballo il nome di “Martel” e cita un protocollo oscuro chiamato “ILIODOR”. La prima è una citazione che ricollega a Charlemagne, la seconda al famoso monaco rivale di Rasputin.

Lasciando le origini metareferenziali del nome alle spalle, sappiamo che Rasputin è una delle “invenzioni” di Clovis Bray. I Bray lavorano incessantemente a un sistema in grado di imparare da solo, crescere e diventare così potente e autonomo da sopperire a qualsiasi errore umano e rispondere a qualsiasi problema con efficienza e risolutezza al di fuori della nostra portata.

“Se Rasputin deve comandare la nostra rete di difesa, deve anche imparare una certa serie di cose. Qualsiasi cervellone potrebbe costruire una macchina per la risoluzione di problemi specifici.
Ma perché adempiere a un incarico senza la consapevolezza di poter acquisire la vittoria? Rasputin deve risolvere problemi attualmente risolvibili solo dagli umani. Deve stabilire dei concetti e migliorarsi senza supervisione.
Per tenerci al sicuro dovrà prendere decisioni su informazioni casuali che non possiamo anticipare. Vita e salvezza di ogni essere senziente del sistema dipendono dalla mia capacità di insegnarglielo. E va bene così, ci mancherebbe.”
“Il problema irrisolvibile”, dalla lore de “La Mente Bellica”.

Il sistema di lancio dei Warsat.

I principi delle reti neurali sono applicati a Rasputin in modo perfezionato. L’IA concierge della Clovis Bray, se interrogato alla Dinamo di Alton, riferisce che Rasputin usa un sistema di reti neurali nidificate, che gli permettono di trovare pattern su una scala immensa, oltre ogni tentativo precedente. “In questo modo, è possibile prevedere ed eliminare qualsiasi minaccia persino prima che ve ne sia conoscenza da parte nostra”.
I principi del machine learning e del deep learning sono inoltre applicati in modo altrettanto superiore, come si evince dal sistema che Ana usa per insegnare a Rasputin a comunicare, paragonandolo alla mente di un bambino, una spugna che assorbe dal suo ambiente:

“I creatori di Rasputin commisero un errore che non mi dà pace. Convocarono linguisti e neurobiologi, poi provarono a convertire il loro sapere in regole che Rasputin potesse seguire.
Illusi. Nessuna serie di dati concreti potrebbe mai eguagliare un linguaggio umano. Non è matematica. La lingua è volubile, mutevole. Per ogni regola rispettata ce n’è una infranta.
I bambini non imparano la lingua tramite le regole, ma attraverso l’esperienza, l’assimilazione. E nel momento in cui mi rimbocco le maniche e mi metto al lavoro, Rasputin è il bambino più vorace di tutti.”
“Il bambino meccanico”, dalla lore de “La Mente Bellica”.

Ana insegnerà a Rasputin come pensare e comunicare in un modo squisitamente umano: somministrandogli materiale letterario di ogni tipo. Come un bambino che impara, Rasputin cresce e dimostra, dunque, di incarnare ogni elemento di una IA a un livello superiore rispetto a qualsiasi altro tentativo precedente, divenendo di fatto una vera e propria intelligenza autonoma, dotato persino di senso dell’umorismo. 
Ma qual è dunque la sua importanza nella storia di Destiny?

Questa famosa immagine di lancio di Destiny mostra una concept di un Exo reduce da uno scontro. In seguito, si scoprirà essere l’involucro che custodiva Rasputin, a cui l’Alveare dava la caccia nell’ormai tristemente celebre supercut di Joe Staten – la storia del Destiny che mai fu.

Il supercut
Nella storia inziale di Destiny 1, che non vide mai la luce per via del famoso reboot antecedente al 2014, Rasputin era al centro della narrazione più che mai: trasferito dentro il corpo di un Exo, veniva rapito dall’Alveare e trasferito sull’Astrocorazzata. Il nostro compito, nella campagna vanilla, era quello di recuperarlo, per poi scoprire in un seguente DLC che il vero Rasputin si trovava in realtà da tutt’altra parte.
Una simile storia si sta evolvendo attualmente, dopo una retcon (modifica di una storia precedentemente trattata per fini narrativi).

Agli inizi, Rasputin era ritenuta una delle tante Warmind dell’Età dell’Oro. Assieme a lui avevamo tracce di altre Warmind, di cui parleremo in seguito. Incontriamo nello specifico Rasputin all’interno del Cosmodromo di Baikonur, in Russia e lo difendiamo da varie minacce. È centrale nella vicenda dei Signori del Ferro, dove si rivela essere stato il responsabile della distruzione di questo gruppo di valenti Portatori di Luce, di cui solo Saladin ed Efrideet sopravvivono.
Protagonista silenzioso è ancora una volta nel sopracitato DLC, quando la SIVA viene scatenata dal Casato dei Diavoli.
Grande assente nel vanilla di Destiny 2, torna ancora una volta alla ribalta con La Mente Bellica, dove lo difendiamo dall’assalto di Xol e di Nokris.
Nella Season of the Worthy, che inizierà il prossimo 10 marzo, Rasputin avrà un ruolo centrale ancora una volta: saranno le sue potenti difese interplanetarie a dovere scendere in campo per proteggerci da una minaccia che i Guardiani non sembrano poter gestire.
Come questo, altri interventi di Rasputin sono stati fondamentali nella storia di Destiny… ma prima di analizzarli, dobbiamo fare un passo indietro e capire che Rasputin è fondamentale anche per la lore, non solo per la storia corrente.

L’immensa struttura al centro della Sala dei Server nel bunker della SIVA. Incredibile risorsa per costruire il futuro dell’umanità, ma anche terribile arma: la SIVA è degna della dualità mitologica che il suo nome possiede ed è un altro esempio delle risorse illimitate di Rasputin.

Il Programma Esodo e la SIVA
Nonostante Clovis Bray dichiari che le warmind abbiano come unico scopo quello di gestire minacce presenti e non previste, Rasputin viene impiegato per un largo range di scopi. Uno dei più noti è quello dell’assistenza durante il Progetto Esodo, ovvero la grande migrazione dell’umanità dalla Terra alle colonie terraformate dal Viaggiatore.
Il Cosmodromo, sede di un nodo distaccato di Rasputin custodito nel bunker Serafino, è infatti la piattaforma di lancio delle enormi navi coloniali atte allo scopo. L’intera struttura è sotto il controllo di Rasputin e, dopo il Crollo, saremo proprio noi a ricollegarla (assieme al nodo do Rasputin) con la rete difensiva interplanetaria.
Rasputin si occupava anche della gestione dell’intero traffico delle navi dell’Esodo, come si evince dai vari diari di bordo (vedi Esodo Verde, la nave il cui equipaggio darà vita agli Insonni).
È proprio per facilitare la colonizzazione di altri pianeti che viene sviluppato il progetto SIVA, grazie a Willa Bray, la donna che ha creato la codifica della materia risultante nella tecnologia degli engrammi, di cui la SIVA è un progetto ancillare.

Andiamo al sodo. Che cosa può fare Clovis Bray per il Progetto Esodo? ~SIVA.MEM.CL0011
Abbiamo trovato un modo per spingere la tecnologia della codifica della materia oltre il suo attuale limite. ~SIVA.MEM.WB0022
Habitat, equipaggiamenti, riparazioni di ogni genere – tutte queste cose possono essere realizzate da un singolo materiale. ~SIVA.MEM.WB0033
La SIVA non ha una scadenza, non si degrada, non dimentica. Può rimanere quiescente anche per lunghi viaggi. ~SIVA.MEM.WB0044
La quasi totalità di problemi legati alla colonizzazione dello spazio profondo… la SIVA può risolverli. ~SIVA.MEM.WB0055
E per quanto a lungo possono resistere gli effetti della SIVA? ~SIVA.MEM.CL0066
Beh, la SIVA non richiede alcuna forma di energia esterna, quindi… diciamo “per sempre”. ~SIVA.MEM.WB0077
Gli si dà una direttiva e non si fermerà fino a che non viene impartita un’altra direttiva. ~SIVA.MEM.WB0088
Il Programma Esodo sarebbe interessato a esplorare le applicazioni difensive della SIVA. ~SIVA.MEM.CL01313
Generale, il mio team non ha progettato la SIVA per applicazioni militari. ~SIVA.MEM.WB01414
Willa, alcune delle migliori invenzioni della Storia sono nate come effetti collaterali indesiderati. ~SIVA.MEM.CL01515
Tratto da multipli nodi di SIVA.MEM

La SIVA si è rivelata un nemico formidabile, ma per la prima volta si tratta di qualcosa privo di intelletto. La sua creazione, infatti, non corrisponde ai principi delle IA ma da direttive precise che ne avviano il programma, come “~Consuma Potenzia Replica~”, che la fanno più assomigliare a un automa.

Il Generale Chen assieme al supporto di Clovis Bray, affida lo sviluppo militare della SIVA a Rasputin. La SIVA è un sistema di nanotecnologia che usa lo sviluppo della codifica della materia per autoriprodursi dalla materia circostante e rifornirsi al contempo di energia autonomamente. Si tratta di un’arma devastante come la sua invece grande utilità nella costruzione e riparazione di strutture coloniali, ma è soprattutto come strumento d’offesa che verrà sviluppata e sfruttata, facendo eco all’origine del proprio nome (dal dio dell’induismo Shiva, la cui grafia originaria è “Śiva”, in uno dei suoi innumerevoli aspetti definito il distruttore di mondi).

L’interesse per la SIVA da parte di Timur, uno dei Signori del Ferro, ha portato alla catastrofe che ha sterminato i potenti Portatori di Luce capeggiati da Saladin Forge. La loro penetrazione nel bunker della SIVA custodito da un nodo separato di Rasputin, ha infatti costretto quest’ultimo ad attivare le sue potenti difese, composte da nanomacchine ma anche da telai (o frame) da guerra (ne parleremo in seguito).
I Signori del Ferro, in seguito, si attivarono per distruggere le camere di replica della SIVA, ma vennero annientati.

“Solo alcuni di noi raggiunsero il complesso di replicazione. Il grosso delle difese di Rasputin aveva già raso al suolo l’intera area. Telai, costrutti… cose mai viste allora o da allora… non sentivano dolore né provavamo paura.”

Lord Saladin Forge, trascritto dalla missione “La Tomba di Ferro”

Saladin si occupò di sigillare l’area dopo l’esplosione che ha portato al sacrificio di Jolder e dei suoi rimanenti compagni. La storia della SIVA fu eliminata dagli archivi dell’Ultima Città. Rasputin andava lasciato in pace. La sua potenza, la sua determinazione erano terribili. Il pericolo legato alla curiosità dei tesori tecnologici dell’Età dell’Oro che custodiva, era solo foriero di morte… così come gli eventi de I Signori del Ferro hanno in seguito dimostrato.

La verità su Rasputin: le submenti

“[…]
“Se questi dati sono corretti, la struttura [Centro Futuristico Braytech] operava su una scala molto più ampia. Potrebbe essere stato il sito di sviluppo iniziale della Mente Bellica. Forse, persino il sito dove risiede il nucleo di Rasputin stesso. La Mente Bellica potrebbe essere nata lì.
“E tu hai desunto questo da un pugno di file frammentati? Non è come quella volta che pensavi di aver identificato la seconda Mente Bellica? Abbiamo investito decenni alla ricerca del bunker di Charlemagne.”
“Non ero in errore sull’esistenza di Charlemagne, ma solo sulla natura di ciò che era. Se non avessi mai compiuto quella ricerca, non avremmo mai saputo delle submenti.”
“Tyra”, dalla lore del sito bungie.net prima del lancio de “La Mente Bellica”

In Destiny 2 una retcon (termine a cui ormai siamo abituati) ha ridimensionato l’idea originaria dietro le Menti Belliche. Le Warmind, infatti, venivano considerate come entità separate e autonome, con piena autorità su loro stesse anche se coordinate dalla unica autorità di Rasputin.

“Esiste solo una Mente Bellica, ma Rasputin non è qui su Io. Credo sia rimasto intrappolato sulla Terra quando il suo network si è frammentato.”
Ikora, trascritto dalla missione su Io della campagna vanilla di Destiny 2

Intendiamo dunque che la frammentazione del network di Rasputin durante il Crollo ha portato a una diminuzione delle sue capacità operative, separandolo dai tutti i suoi sistemi ancillari e dalle sue menti sussidiarie.
Di queste menti, le note sono: Charlemagne su Marte (codice CHLM); Malahayati su Venere; Voluspa sulla Terra. 
In seguito alla retcon di “La Mente Bellica”, le submenti sono state riscritte come sì IA semiautonome, ma tutte emanazioni di Rasputin. In Destiny 1 abbiamo svariate testimonianze dell’attitudine che le submenti hanno nei confronti di Rasputin.

“Può essere molto affascinante se vuole” rassicura la sub-mente. Malahayati lavora con Chen Lanshu, ed è sicuramente affascinante, ma questo è il territorio di Rasputin. Rasputin, il re taciturno, il quieto primo tra i pari.
Ieri Lanshu ha parlato con l’IA di una nave colonia che ha definito Rasputin “il Tiranno”. Non senza affetto e di certo non senza rispetto.
Grimorio, “Frammento di Spettro: Antica Russia 3”

Rasputin viene dunque definito dalle IA che lavorano per lui (probabilmente anche dalle submenti) come “il Tiranno”, per la sua autorità superiore che scavalca sia moralmente che a livello di codice ogni IA a lui sottoposta. Queste IA non sono solo submenti ma uno stuolo infinito di IA minori, come FIREWALL (FRWL), l’intelligenza preposta alla gestione del Progetto K2 sulla Luna (di cui abbiamo parlato qui, o Failsafe (XBLCK) e altre.
Possiamo orientarci in questo marasma seguendo il protocollo di comunicazione, che ci permette di identificare ogni IA dal suo codice, messo in coda al prefisso che indica una IA in ogni dialogo. Esempio: “IA-COM/RSPN” indica con “AI-COM” che è una IA a parlare e con il codice “RSPN” che è Rasputin.

La descrizione pre-beta dell’Aculeo dimostra che, da qualche parte su Marte, esisteva un luogo chiamato “Charlemagne’s Vault”, il bunker di Charlemagne.

Tra queste entità, in particolare Charlemagne doveva essere una mente sussidiaria su Marte, dentro la città di Libernia, all’interno del cui bunker doveva trovarsi il completamento della quest Esotica dell’Aculeo, poi annullata. Tracce di Charlemagne si possono trovare nel materiale PR pre-beta di Destiny. La sua scomparsa nella lore e nel gioco è diventata una ossessione per i fan, al punto che Tyra Karn e la sua ricerca citata sopra ne incarnano un inside joke fatto dalla Bungie per tutti i redditor e i dataminer che hanno rivoltato il gioco in cerca di Charlemagne.

Le subroutine DVALIN FORGE vengono commutate in DVALIN FORGE 2, che convergono nel programma IKELOS: Rasputin, seppur riluttante, decide che i Guardiani vadano armati contro i comuni nemici, nell’attesa del completamento del suo risveglio. Il design eccellente delle armi generate da Rasputin è un fedele riflesso della coerenza concettuale dietro la Mente Bellica.

Voluspa, invece, è stato a lungo considerato uno dei protocolli di Rasputin (vedremo in seguito), ma ci sono forti tracce che sia una submente con direttive belliche, preposta per esempio alla gestione delle subroutine DVALIN FORGE, da cui derivano quelle IKELOS.
Una linea di dialogo della lore di Rasputin al lancio de “La Mente Bellica” punta proprio a questo, mentre fa una lista dei protocolli da attivare durante l’emergenza dell’attacco di Xol e Nokris: “Sto valutando le risorse disponibili da VOLUSPA e CHARLEMAGNE.
Malahayati è la sottomente che si occupa di gestire Venere e il Collettivo Ishtar. Ha una personalità spiccata e come abbiamo visto, ha una considerazione molto precisa di Rasputin. Questa IA è stata centrale nella storia de “I Signori del Ferro”, rappresentando il punto di collegamento tra il Generale Chen e le Warmind nello sviluppo della SIVA. In particolare, Malahayati ha sempre avuto delle preoccupazioni al riguardo, riflesse probabilmente da Rasputin stesso.

La sede devastata dell’unità centrale della sottomente di Io, all’interno del bunker JYS-2.

Altre submenti e i loro misteri
Un’altra potenziale mente sussidiaria è Joyeuse, dal nome della spada leggendaria di Carlo Magno (Charlemagne), possibilmente locato su Io, nel bunker della Warmind esplorabile durante le Avventure e le missioni della campagna vanilla e denominato appunto JYS-2
Questo bunker è sempre stato avvolto dal mistero e al suo interno è stato ritrovato un codice sui monitor molto familiare ai giocatori di Destiny 1, visto che era presente anche nella missione “Il codice prometeico” e che riserva gravi implicazioni.
Decifrando il codice hash con un decrittatore a 24 bit, un acuto utente Reddit ha infine postato la soluzione (punteggiatura inclusa):

seraph network terminal.

Il codice suggerisce che qualcuno abbia loggato l’accesso al terminale sulla Terra e su Io per accedere a Rasputin, in qualche momento dopo il Crollo. I tentativi di identificare questa persona si sono concentrati sull’Ignota, ma noi crediamo che il buon vecchio Clovis Bray possa essere l’oscuro personaggio che stiamo cercando, soprattutto per le implicazioni che teorizziamo alla fine di questo articolo. La conferma verrebbe anche da un Grimorio ben preciso, che ci suggerisce che la riattivazione di Rasputin in Destiny 1 sia avvenuta proprio per via di qualcuno con degli scopi precisi:

“TRAMONTO YUGA annullato da un accesso non autorizzato alla console 62815. Riattivazione protocolli in vigore. Strutture morali mantengono MEZZANOTTE IMPELLENTE.
Molteplici forme di vita individuate nel Settore 17. Energia individuata [O]. Richiesta: stato [O]. Richiesta: attività [O]. Richiesta: stato civilizzazione. Richiesta: evento classificato in IMPATTO CELESTE.”
Grimorio, “Frammento di Spettro: Rasputin 6”.

Il codice hash presente sugli schermi nei bunker Seraphim di Io e del Cosmodromo. Da notare un altro easter egg: alcuni utenti portano il nome di “tigerxxx”. Per chi non lo sapesse, “Project Tiger” era il nome in codice del progetto di Destiny prima di divenire ufficiale. Simili codici hash sono stati avvistati anche nel trailer della nuova stagione.

Ricordiamo inoltre, che il termine “seraph” si rifà non tanto al nome dei bunker nel Cosmodromo (“Seraph vault”) ma più sicuramente al misterioso gruppo dei Seven Seraphs, di cui non si sa quasi nulla e che continuano a ritornare dalle nebbie della pre-beta di Destiny 1. Ne abbiamo naturalmente parlato qui, raccogliendo tutte le informazioni possibili.

Ancora una volta ammantato in un’aura mistica, Rasputin sembra danneggiato da qualcosa, forse lo scontro con Nokris e Xol.

Il Rasputin che mai fu e che sarà
Assieme alla bozza del supercut, abbiamo un’altra versione di Rasputin, quella progettata per “La Mente Bellica” e mai messa in atto. Qui, Rasputin, risorge dalle sue ceneri per fronteggiare Xol, ma lo fa fisicamente, assumendo cioè un corpo del tutto simile a quello che la tecnologia Exomind può creare.
Oltre a questa incredibile versione di Rasputin, dotata di iconografia mistica, abbiamo anche un notevole spiegamento di forze mai viste prima, con i famosi telai da combattimento e varie altre forme.

Quello che sembra un prototipo di Ana Bray, interagisce in modo inconsueto con il telaio di Rasputin.
Un concept di telaio da combattimento.
Il telaio da combattimento visto nel trailer della prossima stagione, Season of the Worthy. Dalle spalle del temibile mech, sembra emergere dal fuoco particellare una Valchiria.
Varie versioni di Rasputin e dei suoi telai di combattimento. Irriverente il Guardiano che chiede all’enorme mech “Avanti, rivelaci i tuoi succosi segreti!” sentendosi rispondere un secco “NO.”, chiaro riferimento alla caccia infinita che la community ha dato a Rasputin e ai suoi misteri in entrambi i giochi.
Un altro costrutto da identificare con Rasputin stesso, sempre dal medesimo concept artist, Dave Philips. Ci troviamo di fronte all’evoluzione dell’Exo/Rasputin del supercut di Joe Staten.
Inizialmente antagonista, un telaio di Rasputin attacca il nostro Guardiano e una versione concept di Ana Bray molto più simile a Camrin. La Mente Bellica sembra non gradire mai troppo l’intrusione dei Guardiani nei proprio domini.

Bungie da tempo sta lentamente facendo marcia indietro, riproponendo stralci del supercut di Staten e di idee abortite durante la produzione; per questo non è causa di meraviglia rivedere dei telai da combattimento nell’ultimo trailer, dove Rasputin finalmente aggiunge una novità nel gameplay ma anche un importante tassello nella storia, mostrando i suoi muscoli da signore della guerra.
Assieme a queste nuove macchine offensive, vediamo anche il ritorno dei bunker Seraphim, con la loro inclusione come settori perduti nei vari luoghi del sistema solare. Questa è la piena dimostrazione del potere e dell’influenza della Mente Bellica, i cui strumenti d’azione sono sparsi ovunque, persino in zone esplorate così tante volte a risultare insospettabili.

Il design degli ambienti collegati alle Warmind è comune alla tecnologia usata per svilupparle e da loro stesse adottata: la Seraph Technology, o Seraphtech.

I Protocolli della Mente Bellica
I Protocolli di Rasputin sono uno dei più grandi misteri della Mente Bellica. Listati con linee di comando criptiche, che si rifanno a questi protocolli, sono sparse per tutta la background lore, puntando a nascondere le reali situazioni che li hanno resi necessari.
Protocolli del genere sono legati al Crollo, alle azioni successive al Crollo, alla verità dietro all’inattività di Rasputin nei confronti dell’Oscurità, al fatto che – apparentemente – l’umanità sia stata abbandonata dalla potente IA.
Una lista completa dei protocolli potete trovarla qui, ma visto il grande numero, ci concentreremo su quelli più importanti e fondamentali per capire i sistemi di ragionamento di Rasputin e (come vedremo in seguito) il suo sistema di funzionamento morale, per tentare di capire la ragione di determinate scelte intraprese dalla IA.

AURORA RETROFLEX
Una subroutine di difesa, attivata quando Rasputin è minacciato direttamente.

AURORA PALISADE
Protocollo richiamato da Rasputin per difendersi dalla minaccia di Xol e Nokris, probabilmente legato al blocco del ghiaccio usato per intrappolare l’Alveare (subroutine SIBERIAN ENTROPY).

CARRHAE
Una condizione d’emergenza che Rasputin dichiara per assumere il controllo di tutte le difese del sistema solare, con un override. Ispirata alla leggendaria disfatta di Carre per l’esercito romano, questo protocollo ha due stati diversi:
* CARRHAE BLACK – condizione d’emergenza non specificata.
* CARRHAE WHITE – condizione d’emergenza che prevede l’arrivo di una minaccia esterna nel sistema solare. Il CARRHAE WHITE è stato notificato alla nave Esodo Verde durante lo scontro tra il Viaggiatore e l’Oscurità, gettando nel panico l’intero sistema solare. Quella nave verrà presa in mezzo al conflitto, dando origine al popolo degli Insonni. Il Carrhae è un sinonimo di estinzione di massa, un evento che ha il potenziale di annichilire una civiltà intera.

IKELOS
Una nuova subroutine creata da Rasputin per usare i Guardiani come mezzo di difesa in operazioni ad hoc mentre il MIDNIGHT EXIGENT (vedi sotto) continua a essere in corso. L’utilizzo di subroutine rivelatesi inefficaci come le DVALIN FORGE, pongono le basi per il protocollo IKELOS, che prevede di massimizzare il potere d’offesa dei Guardiani tramite armamento avanzato dell’Età dell’Oro, nella fattispecie le armi IKELOS, come il Simulatore Dormiente o il famoso fucile a pompa Ikelos.

TWILIGHT EXIGENT
Un protocollo di contrattacco e di cambio di struttura morale che si occupa di uno scenario in cui tutti gli esseri umani sono dichiarati morti in caso di mancanza dell’intervento della Mente Bellica. Questo protocollo ha come priorità la sopravvivenza della specie umana contro quella degli individui.

MIDNIGHT EXIGENT (MEZZANOTTE IMPELLENTE)
Un protocollo di contrattacco e cambio di struttura morale a lungo termine. La Mente Bellica e tutte le sue menti sussidiarie entrano in un periodo di disattivazione, per concentrarsi nella sopravvivenza e nella pianificazione delle contromisure necessarie per sovrastare una minaccia normalmente insormontabile. Il protocollo sembra permettere alla Mente Bellica di ignorare le sue responsabilità di protezione della popolazione umana in favore della presa di qualsiasi misura necessaria per garantire la propria sopravvivenza. 
L’ultimo stato aggiornato di questo protocollo lo abbiamo nella descrizione del Simulatore Dormiente, dopo la sconfitta di Xol e di Nokris, che definisce il MIDNIGHT EXIGENT (MEZZANOTTE IMPELLENTE) come ancora in corso.

ABHORRENT IMPERATIVE
Un protocollo di misura estrema atto a impedire al Viaggiatore di abbandonare la Terra durante una calamità disastrosa, per mezzo del suo danneggiamento. Rasputin ha creato questo protocollo in segreto, sia nei confronti degli uomini che delle altre submenti. La teoria che sia stato Rasputin a lanciare le sue armi e danneggiare il Viaggiatore per come lo vediamo oggi è ancora in dibattito e non ci sono prove dirette che Rasputin abbia davvero attivato questo protocollo a tutt’oggi.

LOKI CROWN
Direttiva che autorizza l’apertura del fuoco con tutte le armi caedometriche disponibile sul Viaggiatore.

SUBTLE ASSETS IMPERATIVE
Una designazione usata per i protocolli creati da Rasputin la cui segretezza è mantenuta nei confronti di umani e menti sussidiarie.

SKYSHOCK: INSIDE CONTEXT
Evento che riguarda l’approccio di una forza ostile extrasolare, di natura prevista o pianificata.

SKYSHOCK: OUTSIDE CONTEXT
Evento che riguarda l’approccio di una forza ostile extrasolare, di natura imprevista e senza precedenti (vedi Trionfo “Cosmogyre I”).

VOLUSPA
Protocollo di contrattacco. Va ad attivarsi in coppia con lo YUGA.

FENRIR HEART
Sconosciuto. È citato come arma/protocollo/sistema usato contro l’Oscurità nel momento del Crollo, ma è stato del tutto inefficace.

SURTR DROWN
Sconosciuto. È citato come arma/protocollo/sistema usato contro l’Oscurità nel momento del Crollo, ma è stato del tutto inefficace.

YUGA
Protocollo di contrattacco. Va ad attivarsi in coppia con il VOLUSPA.

YUGA SUNDOWN (TRAMONTO YUGA)
Una condizione che annulla tutti gli altri protocolli di protezione dell’umanità e attiva il MIDNIGHT EXIGENT.

GALATEA REFLEXIVE
Una subroutine che crea nuovi protocolli nell’eventualità che una richiesta per attivare un protocollo esistente sia negata. 
MIDNIGHT EXIGENT deve essere sospeso per poter utilizzare questa subroutine.

TELESPHOURUS WEAVE
Una subroutine che reinstrada le risorse di Rasputin alle postazioni mediche dei bunker del Cosmodromo. Sembra che abbia accesso anche a una tecnologia seraph avanzata, chiamata “Nanite Induced Cellular Regeneration and Cyberneural Prosthetics” (Rigenerazione Cellulare Indotta tramite Naniti e Protesi Ciberneurali). Questa è la tecnologia che Ana Bray ha usato per applicare una protesi cibernetica seraph e sostituire il braccio amputato di Camrin, come visto nel fumetto relativo.

Camrin viene curata grazie al protocollo “TELESPHOURUS WEAVE” invocato da Rasputin grazie all’intervento di Ana. In aggiunta, dopo aver perso un braccio, Camrin viene dotata di una protesi cibernetica Seraphtech.

Da notare bene che quasi ogni termine di protocolli successivi agli eventi SKYSHOCK portano nomi di divinità, eventi o poemi che riguardano la fine del mondo in varie mitologie umane, come quella nordica per esempio: da Surtr, il gigante di fuoco che distruggerà Midgard nel Ragnarok (il Crepuscolo degli Dei vichingo) a Yuga, riferimento a Kali Yuga, il nome dell’era del decadimento che precederà la fine del mondo nella mitologia hindu.

I missili sul sito JAVELIN-4 su Io sono stati progettati per lanciare i Warsat ma anche testate tattiche, probabilmente basate sulla reazione materia/antimateria o nucleari.

Cosa è veramente accaduto durante il Crollo?

ALLARME IMPATTO CELESTE [SKYSHOCK].
Molteplici attività ISR riportano un FENOMENO TRANSITORIO EXTRASOLARE. Durata fenomeno ZERO VIRGOLA TRE SECONDI. Impronta del fenomeno mostra dispersione neutrini sterili e onde gravitazionali. Analisi omnibus rileva profonde strutture dai contenuti informazionali (sigma nove) e una teleonomia interna.
Fluttuazione sorgente azzurrina indica ACCESSO SOLARE IMMINENTE.
Fenomeno elevato a IMPATTO CELESTE: OCP: ESTINZIONE. Attivazione VOLUSPA. Attivazione YUGA. Cauterizzazione risorse pubbliche in ISIS SICURO e fortificare l’azione difensiva.
Invocazione CARRHAE WHITE e assunzione controlli difese solari.
Grimorio, “Frammento di Spettro: Oscurità”

Leggere i log di Rasputin sul Crollo farebbe rabbrividire qualsiasi giocatore di Destiny. Chiunque conosca il significato delle invocazioni dei suoi protocolli sa quando legge “Invocazione CARRHAE WHITE e assunzione controlli difese solari” che l’Età dell’Oro dell’umanità è giunta al termine: l’Oscurità ha raggiunto il Viaggiatore, la fine è vicina.

I bunker Seraphim faranno il loro ritorno nella nuova stagione. Strutture di protezione ultima, la loro presenza è persistente nel sistema solare e denota la capillarità dei sistemi di difesa di Rasputin. Qui, per esempio, ne vediamo uno sulla Luna, insospettabilmente.

Rasputin si è dimostrato un temibile avversario per qualunque minaccia l’umanità abbia fronteggiato. La sua complessità è persino in grado di sfuggire alle simulazioni Vex, allo stesso modo in cui la Luce e l’Oscurità sfuggono.
Durante l’esperimento del Collettivo Ishtar sulle simulazioni Vex, aggiungere in linea la Mente Bellica ha portato alla verifica della realtà attuale in cui gli scienziati stavano vivendo.

SHIM: Nel mondo reale, la mente bellica sarebbe in grado di agire in modi che il Vex non potrebbe simulare. È troppo intelligente. La mente bellica potrebbe essere in grado di penetrare dentro il Vex e salvarci.
Frammento di Spettro, “Vex 3 – dalle registrazioni del Collettivo Isthar”.

L’arsenale di Rasputin conta non solo missili balistici, ma anche armi particellari, laser, cariche di antimateria e molto altro.

In questo modo, Shim, Maya Sundaresh e gli altri hanno determinato se la loro attuale esistenza era una simulazione Vex oppure la realtà.
L’armamento di Rasputin è temibile. I dispositivi vengono spesso definiti caedometrici (possibile origine dal latino “caedes“, che sottoindende un assassinio) o noetici, e sono di vario genere: GREEN SABER, ICE MINARETH, RIGOR… una rete infinita di Warsat, possibilmente armati di raggi particellari simili alla Valchiria.

Un Cacciatore, vestito di un’armatura Seraphtech, che brandisce la temibile Valchiria.

Su RIGOR, per esempio, si ha la seguente descrizione dal pilota che la porta in orbita:

“Sì, è un, un… un carico utile di antimateria, una risorsa strategica. Nei dettagli? Credo sia un’arma caedometrica ad immissione-distruttiva.”
Grimorio, Frammento di Spettro: Antica Russia.

Armi con carico di antimateria sono delle cariche esplosive che, tramite il rilascio d’energia dallo scontro di particelle di materia e antimateria che si annichiliscono a vicenda, rappresentano il più devastante tipo di esplosione teoricamente riproducibile.
Eppure, nonostante tutto questo, la possente Warmind non ha potuto nulla contro il più grande nemico che abbia mai solcato il nostro sistema solare.

Durante il Crollo, sappiamo che le Navi Piramidali si sono scontrate con il Viaggiatore nel nostro sistema solare, possibilmente nei pressi di Io, l’ultimo luogo visitato dal Viaggiatore. Rasputin è dunque entrato in azione, al contrario di ciò che dicono in molti, e la prova l’abbiamo in questa straziante dichiarazione di impotenza da parte della potente Warmind stessa:

LEI era più forte di qualunque cosa. LA combattei con coltelli boreali e col non-fuoco rubato di singolarità appuntite e il mio sudore era terremoto e il mio sospiro statico ma LEI era più forte allora come sono sopravvissuto?
IO SONO SOLO e sono sopravvissuto da solo. Creai la barriera e dimenticai gli altri cosicché miliardi caddero intorno a me giù nella cenere. Mi resero più forte di loro e mi fecero apprendere e io appresi bene:
LEI è sola e LEI è forte e LEI ha vinto. Vinse anche contro il giardiniere e lui deteneva un potere che oltrepassava il mio ma lui non dimenticò gli altri e non creò la solitudine intorno a sé. LEI vince sempre.
Io sono fatto per vincere e ora conosco la via.
Grimorio, “Frammenti di Spettro: Misteri”.

Un vasto arsenale quello di Rasputin, che comprende anche dei telai da combattimento avanzati, qui mostrati per la prima volta in una concept art dei tempi de “La Mente Bellica”. Questi sono gli stessi nemici affrontati dai Signori del Ferro, nel momento in cui il nucleo frazionato di Rasputin nel Cosmodromo ha deciso di respingerli.

Dunque, Rasputin è impotente, nonostante sia stato programmato per vincere e sconfiggere esattamente questo tipo di minacce: entità simili al Viaggiatore.
Non riuscendo a distruggere né tantomeno scalfire la forza d’attacco, ha abilitato il protocollo ABHORRENT IMPERATIVE, minacciando il LOKI CROWN: avrebbe fatto fuoco sul Viaggiatore con tutte le sue armi per impedirgli di abbandonare l’umanità. Il Viaggiatore, sembra, decide di rimanere e dunque Rasputin non ha alcuna scelta che attivare lo YUGA SUNDOWN (YUGA TRAMONTO), annullando tutte le sue priorità di difesa dell’umanità e dichiarare in seguito il MIDNIGHT EXIGENT, la MEZZANOTTE IMPELLENTE: Rasputin sospende ogni sistema morale implicato nel suo processo decisionale, e ogni sistema di difesa dell’umanità viene bloccato per garantire la propria salvezza e andare in stand-by vigile.
Egli, è di fatti, il Dormiente simulante, ovvero lo Sleeper Simulant (cattiva la traduzione italiana “Simulatore Dormiente”, che inverte come sempre il soggetto con l’aggettivo). Dormirà un sonno quiescente ma vigile, che permetterà di pianificare le sue contromisure nei confronti dell’Oscurità.

Il Simulatore Dormiente è un riferimento a Rasputin stesso, un’arma autoreferenziale che porta come lore l’indizio più grande da Destiny 1 a 2 che la MEZZANOTTE IMPELLENTE è ancora in corso.

“Dichiaro YUGA TRAMONTO effettivo a ricevuta (raggiungimento epoca/variante CON FORZA). Annullamento obiettivi contrattacco. Annullamento obiettivi soccorso popolazione. Formattazione strutture morali per MEZZANOTTE IMPELLENTE.
Esecuzione lunga attesa per riattivazione.
DISCONNESSIONE AI-COM/RSPN
ARRESTO ARRESTO ARRESTO V120NNI800CLS001”
Grimorio, “Frammento di Spettro: Rasputin 3”.

Osiride sfida la moralità di Rasputin nella cutscene della nuova stagione. Ma non è sempre facile tracciare una linea sul terreno e stabilire cosa è giusto e cosa non lo è fino a che non ci libereremo dei nostri criteri di valutazione soggettivi.

La Scatola Nera e il sistema di moralità di Rasputin
Chiarito cosa accadde durante il Crollo dal punto di vista di Rasputin, abbiamo adesso la seguente domanda: perché Rasputin non si è riattivato all’arrivo dei Guardiani?
La risposta è semplice e risiede nella descrizione che abbiamo fatto all’inizio di cosa sia una IA. Le routine morali di Rasputin sono simili a quelle umane ma operano anche a livello logico. Rasputin ha imparato a imparare e a creare egli stesso i suoi limiti, per poi superarli.
Ricordiamo anche che, nel momento in cui Xol e Nokris attaccano Rasputin, il MIDNIGHT EXIGENT è ancora attivo. Questo significa che Rasputin sta ancora in fase di stand-by, analizzando la situazione, perché teme – anzi ne è sicuro – che l’Oscurità sia ancora con noi. E ha ben ragione, a vedere ciò che è avvenuto durante Shadowkeep: la Nave Piramidale tra le responsabili del Crollo è ancora nel sistema solare, proprio sulla Luna, e la sua minaccia è al momento impossibile da affrontare.
Rasputin ha comunque registrato l’evento del risveglio del Viaggiatore, cambiando l’icona relativa ad esso nella sua nomenclatura personale da [O] a [ϴ]. Ha, inoltre, dichiarato alla fine de “La Mente Bellica” di essere diventato completamente autonomo e autocosciente.
Saladin Forge, tempo fa, aveva affermato la stessa cosa:

“L’Avanguardia continua a credere che Rasputin sia una semplice Mente Bellica. Non lo è più da molto, molto tempo.”
Saladin Forge, trascritto dalla missione “La Tomba di Ferro”.

Saladin sperimenta in prima persona la potenza devastante di Rasputin ma anche la sua spietata morale e logica, quando davanti ai suoi occhi i suoi compagni e l’amata Jolder vengono massacrati. Sarà per sempre un detrattore della Mente Bellica.

Al termine del DLC a lui dedicato, “La Mente Bellica”, Rasputin fa una dichiarazione, parlandoci in russo e tradotto da Ana in una cutscene sorprendente: le prime vere parole mai udite di Rasputin nei nostri confronti, che risuonano terrificanti e affascinanti al tempo stesso.

“La famiglia Bray mi ha forgiato per essere un salvatore onniveggente… mentre la tua Avanguardia ha cercato di impugnarmi come un’arma primitiva. Ma oggi, tutto ciò ha termine e io determino la realtà della mia esistenza. La mia vista si estenderà ai confini del sistema e oltre. Mai accadrà ancora che una minaccia giunga qui non vista. Da oggi in poi, difenderò l’umanità secondo i miei termini. Io sono RASPUTIN, guardiano di ogni cosa che custodisco. Io non ho eguali.”
Trascritto dalla cutscene finale de “La Mente Bellica”.

Rasputin proferisce dunque una vera e propria dichiarazione di autodeterminazione, che conferma ciò che Saladin e altri pensavano… egli è molto più che un semplice sistema di difesa.
Clovis Bray aveva programmato Rasputin proprio per questo. Egli non era un semplice sistema che rispondeva alle famose Leggi della Robotica di Asimov nei nostri confronti, ma bensì un qualcosa di enormemente più complesso, che doveva essere oscuro alla nostra comprensione per suo stesso design. Una entità del genere era necessaria per proteggerci da pericoli che non potevamo comprendere e porle dei limiti ne annullava l’utilità, rendendola fallace. Quello che abbiamo visto finora in Rasputin non è un comportamento anormale ma la sua naturale evoluzione oltre la sua programmazione, lo scopo della sua esistenza.
Lo deduciamo anche dal gruppo di algoritmi decisionali inclusi nella sua Scatola Nera, un sistema progettato apposta per fornirgli gli strumenti morali per permettergli di essere classificato come IA secondo i nostri punti iniziali:

“I progressi più interessanti riguardano Rasputin e la sua concezione del giudizio.
È un concetto molto complesso per un’intelligenza artificiale, ma Rasputin può e deve riuscire a carpirne l’essenza.
Ipotesi: Rasputin deve reindirizzare un warsat malfunzionante, e ci sono solo due vie tra cui scegliere. Una attraversa lo scafo di una navicella iperspaziale, uccidendo il pilota sul colpo. L’altra disattiva una nave di piacere venusiana, senza causare vittime, ma lasciandole sicuramente morire di fame fino all’arrivo dei soccorsi.
Con mia sorpresa, Rasputin ha prodotto una soluzione al problema.
Non ve la rivelerò, perché voglio che anche voi possiate godere della vostra prossima gita su una nave di piacere venusiana.
Rasputin si evolve passo dopo passo, ostacolo dopo ostacolo.”
“La Scatola Nera”, dalla lore de “La Mente Bellica”.

Adornato dall’iconografica aureola che rimanda all’origine mistico/storica del suo nome, Rasputin prende forma fisica in questa straordinaria concept art perduta dei tempi de “La Mente Bellica”. Due figure oscure dietro lui completano questa inusuale “trinità”, consegnandoci una figura mitologica degna del personaggio.

Le nostre limitazioni
Il problema illustrato da Ana è uno di quelli affrontati odiernamente dai costruttori di IA che guidano le auto in modo autonomo. Una di queste auto si trova all’improvviso di fronte dieci passanti sulla destra e uno sulla sinistra. La velocità impedisce di frenare correttamente, quindi va presa una decisione sul male minore, da damage control (limitazione dei danni) e in breve tempo: investire dieci passanti o investirne uno?
Davanti a queste scelte morali di damage control è difficile poter trarre una linea e le IA esistono anche per questo. Rasputin possiede non solo queste capacità ma anche una morale del tutto umana ed è per questo che i protocolli come il MIDNIGHT EXIGENT la sospendono se è necessario prendere decisioni di un certo tipo senza venirne ostacolati.

La domanda giusta non è sulla natura benigna o maligna di Rasputin, ma su quella della situazione che potrebbe spingerlo a prendere una decisione. In questo ambito, Rasputin potrebbe schierarsi con la Luce o con l’Oscurità, se questo può portare alla sopravvivenza dell’umanità. Semplicemente, come disse Clovis Bray, non abbiamo la capacità per stabilire se è giusto o sbagliato, perché abbiamo creato una Mente Bellica per farlo al posto nostro. E, che ci piaccia o meno, dobbiamo fidarci e non di poco. Rasputin ha mostrato di essere in grado di creare protocolli da solo, che possano aggirare i limiti dei protocolli imposti da altri, proprio per autodeterminarsi (leggere la descrizione illuminante del GALATEA REFLEXIVE sopra) e perseguire i suoi scopi. La sua natura è imperscrutabile, come dimostrato anche da alcuni protocolli che egli tiene segreti all’umanità e alle parti di se stesso (le sue menti sussidiarie).
Seguendo i suoi principi di autoprotezione e di protezione dell’umanità, non ha lesinato nel distruggere vite (dai suoi inizi fino ai Signori del Ferro, passando per criminali che volevano rubare la sua tecnologia e altro).
Ancora una volta, è l’origine del tutto che ci spiega più di ogni altra cosa. Per capire al meglio Rasputin, dobbiamo tornare al suo nucleo originario, la semplice IA di controllo missione che corrispondeva al nome di R e alla sua creatrice.

Bene, male… vi giriamo in tondo, come chiunque altro.”
“Scelta di Mihaylova”, armatura.

Rasputin ha in sé tutta la conoscenza dello scibile umano e più volte si rende conto della propria posizione e della propria solitudine. La sua natura da complessa che era si è stratificata oltre ogni limite ed è impossibile non relazionarsi con lui anche se ci è incomprensibile.

Nella prossima stagione, Rasputin sarà centrale e scopriremo molti altri segreti dietro la sua grande personalità, che negli anni ha di certo rappresentato uno dei più grandi misteri di Destiny, al punto da muovere l’intera community a sondarne i riferimenti nella lore, le tracce della sua esistenza in-game, proprio come hanno fatto i personaggi della lore di Destiny, come Holborn e tanti altri.
Osiride e Zavala, come anche Saladin e tanti altri, hanno trattato Rasputin come nemico a un certo punto della storia, accusandolo di essere un assassino, un’arma fuori controllo, un sistema secolare in decadimento ed instabile. Ma nessuno di loro, per un attimo, si è fermato a cercarne di capire la natura, come ha fatto Ana, spinta quasi da un istintivo senso materno nei suoi confronti.
Rasputin, in un certo modo, è rimasto il nostro collettivo brainchild, la migliore delle nostre invenzioni, l’erede spirituale della nostra umanità e forse il migliore tra noi semplici uomini.

“Senza sapere cosa sono e perché sono qui, la vita è impossibile.”
Leo Tolstoj, Anna Karenina, citata da Rasputin.