Il vidoc rilasciato ultimamente ci porta a fare un tour virtuale delle vecchie e nuove zone della Luna, dandoci un prezioso anticipo su quello che ci aspetta.

La Luna è sempre stato il gradino più vicino per iniziare la nostra scalata allo spazio. Nella realtà come nella finzione, è stata un importante punto di inizio. In Destiny, ricopre esattamente lo stesso ruolo, essendo la prima destinazione extra planetaria e la prima, vera occasione di dare uno sguardo a un mondo alieno, fungendo da ideale spartiacque nella beta e nella demo tra il Cosmodromo sulla Terra e tutto ciò che il gioco avrebbe offerto in seguito.

Mappa della Luna dall’orbita di Destiny 1. La zona è molto compatta ed è divisa in quattro aree maggiori di cui ci occuperemo sistematicamente: Linea dell’Arciere; Ancora della Luce; Tempio di Crota e Bocca dell’Inferno. L’area esplorabile si trova nell’Oceano delle Tempeste.

Per il cinquantennale dello sbarco sulla Luna, con l’arrivo di Shadowkeep, torneremo sul nostro satellite, esplorando nuove aree, con circa il doppio dell’area percorribile a nostra disposizione, ma alcune aree vecchie saranno riviste e rivisitabili. Oggi vogliamo tornare sui nostri passi di Destiny 1, per guardare ai punti chiave della regione lunare che potremmo ritrovare nella prossima espansione, per ripercorrere la sua importante storia, riassumendola per chi non l’avesse vissuta e soprattutto per esaminare approfonditamente il materiale di Shadowkeep a nostra disposizione al momento.

Sopra: concept art per Linea dell’Arciere, sulla Luna.
Sotto: Linea dell’Arciere in versione in-game in Destiny 1.

L’Età dell’Oro: Linea dell’Arciere
Durante l’Età dell’Oro, la luna è stata occupata da varie strutture, tra le quali la più appariscente, di sicuro, Linea dell’Arciere, una stazione costruita dalla Aeronautics of China nell’Oceano delle Tempeste. La stazione aveva come scopo quello di usare un acceleratore a induzione elettromagnetica (chiamato Acceleratore a bobine di fusione in Destiny) per lanciare nello spazio oggetti e veicoli di grossa stazza. Il lungo condotto dell’acceleratore è ancora visibile nella zona di pattuglia omonima, anche se in stato di decadimento può ancora essere attivato in una delle missioni della storia di Destiny 1.
Sembra che sarà possibile tornare in questo famoso punto di interesse durante Shadowkeep, in che qualità non ci è dato saperlo, ma nel vidoc si può ammirare l’acceleratore nella sua versione rimasterizzata, molto vicino alla nuova struttura dell’Alveare.

Sopra: Linea dell’Arciere di Destiny 1.

Sotto: stessa location in Destiny 2. Considerati i cambiamenti di luce e di texture (notare i danni ulteriori subiti dalla struttura in Destiny 2), possiamo anche notare un importante indizio sulla posizione della torre principale della misteriosa struttura rossa di Shadowkeep. Basandoci su un approssimativo calcolo visivo, possiamo collocarla all’altezza della Sala della Saggezza, una speculazione ricca di interessanti conseguenze.
Una mappa dettagliata fatta dalla community che mostra Linea dell’Arciere. Si può notare la struttura dell’ acceleratore in tutta la sua lunghezza e la zona limitrofa della Sala della Saggezza, oltreché i vari sentieri per accedere alle altre aree.

L’Età dell’Oro: Prima Luce
Un’altra struttura molto nota, visitabile tramite Crogiolo dall’omonima mappa, è Prima Luce, un laboratorio di esobotanica realizzato sul Mare Cognitum, quindi al di fuori della zona di pattuglia. Impianti, serre di idroponica e altre strutture possono essere rilevate tra le rovine. Da Prima Luce si sono ricavati i materiali per costruire il Coniglio di Giada, mentre sospettiamo che anche il Taikonauta venga da una struttura tra quelle presenti sulla Luna.

Una panoramica di Prima Luce, la mappa del Crogiolo.

Sempre da Crogiolo, è possibile visitare gli impianti di Rasputin che custodiscono l’Anomalia, una struttura estremamente misteriosa di cui si è parlato approfonditamente in questo articolo, tra teorie e dati di fatto.
Non ci sono indizi particolari finora che ci possano spingere a credere che l’Anomalia o Prima Luce possano essere presenti in Shadowkeep, eppure è molto probabile che siano inserite come mappe del Crogiolo, in quanto (come specificato da Bungie), la parte PvP del gioco subirà un massiccio update in futuro. Mappe come Prima Luce e l’Anomalia possono aggiungere un’ottima esperienza all’attuale PvP, come lo fecero ai tempi di Destiny 1.

Concept art della pattuglia di Destiny 1 per Ancora della Luce.

L’Età dell’Oro: Ancora della Luce
L’ultima struttura umana di rilevanza è Ancora della Luce, un avamposto di comunicazione posizionato molto vicino alla Bocca dell’Inferno, che costituiva l’impianto di comunicazione principale che metteva in collegamento la Terra e le colonie del sistema (da qui il nome, “ancora” come collegamento al pianeta madre Terra). Questa location è stata menzionata con particolare interesse nei vidoc della Bungie in quanto, per la prima volta in assoluto, sarà visitabile al suo interno quando invece in Destiny 1 si trattava solamente di una struttura scalabile. La menzione parla anche dell’introduzione di Settori Perduti cosa che, unita all’esplorabilità, ci potrebbe portare alla scoperta di nuovi misteri legati all’Età dell’Oro – di certo, nuova lore da ottenere.
Sembra che, inoltre, queste zone un tempo in mano al Casato dell’Esilio dei Caduti (vedi più avanti), siano state reclamate dal nuovo Casato del Crepuscolo – quindi, la classica presenza dei Caduti sulla Luna sarà non solo mantenuta ma incrementata.

Sopra: la presenza dei Caduti del Casato del Crepuscolo è confermata.

Sotto: versione vecchia e nuova della medesima zona in-game, da Destiny 1 a Shadowkeep. Possiamo scorgere il ketch di Taniks posizionato sopra il Tempio di Crota nella screenshot di Destiny 2: Shadowkeep.
Rover della Aeronautics of China e grandi aree di parcheggio, fanno pensare che questa sia la parte interna della grande struttura di Ancora della Luce, per la prima volta visitabile. Probabile Settore Perduto?

Per concludere questo nostro excursus sulle strutture umane, citiamo uno dei fatti più importanti avvenuti durante la presenza umana su satellite nell’Età dell’Oro. Essa ha infatti portato a una terribile scoperta, rimasta forse taciuta fino a dopo il Collasso. La Luna è stata il luogo dove gli esseri umani hanno avuto il primo contatto con l’Alveare. Il protagonista di questa registrazione, terminata tragicamente, riferisce alcuni dei nomi che in seguito sapremo appartenere alle zone colonizzate dall’Alveare, all’interno della Luna.

“Jun è stata la prima. E poi Luli. Morti orribili. Morti sulle quali la mente non dove soffermarsi e quindi la mia non lo farà, mentre vago per questi tunnel, perso, aspettando che l’ossigeno finisca.
Farà male, mi domando? Quel sonno ultimo, quando arriverà. Il sonno che non è sonno.
Ma ogni cosa qui sulla Luna ha un nome che non la rappresenta. Non ci avete mai fatto caso? Il Mare della Serenità; l’Oceano delle Tempeste; l’Oceano della Pioggia. In qualche modo sembra giusto.

Nei tunnel, invece, abbiamo trovato cose che erano esattamente ciò che sembravano e quindi, adesso, le nominerò per quel che sono. Imprimetele bene nella memoria, se questa registrazione verrà mai trovata:
Il Circolo delle Ossa.
La Sala della Notte.”
Frammento di Spettro, “Oceano delle Tempeste #2”

Logo dell’Aeronautics of China in relazione all’installazione di Prima Luce. Questa compagnia

Come coda, possiamo dire che le strutture dell’Età dell’Oro sembrano essere centrali nella prossima espansione, in quanto il design di alcune armi e gli elementi in aggiunta all’edizione da collezione (documentazioni e concept art varie), indicano uno stile derivato dall’Aeronautics of China. Sicuramente, scopriremo qualcosa di più su questa affascinante corporazione e l’Età dell’Oro in cui operava. 

La Bocca dell’Inferno domina il paesaggio lunare, devastato dalla presenza dell’Alveare.

Luna da Guerra
Esattamente come è avvenuto per gli esseri umani, la Luna è diventata l’avamposto per eccellenza di un’altra razza, ben più pericolosa. In un momento non meglio specificato dopo il Collasso infatti, l’Alveare (per la precisione la progenie di Crota) è giunto nel nostro sistema, stabilendosi proprio sulla Luna. L’Alveare ha tra le sue strategie di attacco di un pianeta designato l’invasione di un satellite o di un piccolo planetoide a esso vicino, con conseguente terraformazione. La Luna viene così trasformata in stazione da battaglia semovente, un avamposto strategicamente eccezionale per lanciare un attacco al suo stesso pianeta. Il termine che usano è luna da guerra (o luna bellica). Vediamo Savathûn e Xivu Arath mettere in atto questa tattica nei Libri del Dolore, durante la Campagna di Distruzione di Oryx, mentre Oryx stesso si affida all’uso della sua Astrocorazzata.

“Così disse Savathûn: “Fratelli, ascoltatemi, le nostre strade devono separarsi, così che possiamo cambiare”. Ed essa trascinò le sue lune da guerra dentro il buco nero. Il suo trono divenne remoto.”
Libri del dolore, verso 5:4

Varie zone interne della luna, che ospita la labirintica e immensa struttura dell’Alveare, comprensiva di biblioteche, templi e zone di allevamento delle larve.

Crota trasforma così la luna della Terra nella sua personale luna da guerra.
La struttura che più è prominente in questo senso è la Bocca dell’Inferno, un’enorme cavità che giunge al cuore del satellite e dalla quale si accede alla struttura interna della base dell’Alveare, composta da varie zone, come La Sala della Saggezza, la Camera della Notte, le Fosse dell’Evocazione.

Il Tempio di Crota

L’accesso è disponibile anche dal Tempio di Crota, che è effettivamente il luogo dove il giocatore penetra per la prima volta nell’universo sotterraneo dell’Alveare e dove incontra le loro forze in un violento attacco di massa, una volta approdato sulla Luna. Storicamente importante, questa zona è ricordata soprattutto per essere stato il punto in cui Vell Tarlowe perì, durante l’assalto del Primo Fireteam Crota alle forze dell’Alveare (oltre che per un divertente meme su Peter Dinklage che urla “We’ve woken the Hive!“)

Varie concept art per le strutture dell’Alveare sulla Luna. La stessa Bocca dell’Inferno ha cambiato forma nel tempo, arrivando ad assomigliare in precedenza alle forme del Leviatano di Destiny 2, per poi assumere la forma finale di grande cratere che sprofonda dalla superficie fino al cuore del nostro satellite.

La Bocca dell’Inferno è anche il luogo la cui attività dell’Alveare ha cominciato di nuovo a fibrillare dopo la morte di Riven in Forsaken. Sappiamo infatti da Aunor che sono stati rilevati segni di attività sospetta negli ultimi periodi. Nel seguente messaggio accusa di questo particolare problema la distrazione dei Guardiani nei confronti di Azzardo.

“Ogni Particella di Oscurità che viene lasciata nelle sue mani significa lasciare a sé stesso per un altro momento il fenomeno paracausale nella Città Sognante. Un altro istante ancora in cui i nostri nemici spingono sui confini delle zone morte sulla Terra. Nell’assenza di Luce, anche la Bocca dell’Inferno si agita.”
Messaggio da Aunor, II

Analogamente, abbiamo una preziosa testimonianza su ciò che potrebbe essere l’antefatto agli avvenimenti di Shadowkeep, dai rapporti degli Occulti, il servizio segreto di Ikora Rey (redatti e analizzati in questo articolo).
Uno di loro, l’agente FEN-092 (che si sospetta essere nient’altro che lo zio di Tess Everis, ovvero Fenchurch Everis), riporta una storia alquanto singolare, iniziata con una serie di mal di testa durante una pattuglia intorno alla Bocca dell’Inferno.

Quando mi svegliai mi resi conto che il mio mal di testa non era migliorato. Preparai la mia armatura e uscii dalla mia tenda, per ritrovarmi di fronte a uno Schiavo, immobile davanti a me. Rimase fermo mentre mi avvicinai, senza fare alcun movimento per attaccarmi. Sparai un singolo colpo, uccidendolo immediatamente. Nell’esaminarne il corpo notai, incastonato nella sua gabbia toracica, un solido frammento nero, formato di un materiale sconosciuto. Il frammento somigliava a una scaglia o una scheggia di un oggetto molto più grande, non dissimile a un pannello fotovoltaico ad alta efficienza.

Dopo aver esaminato senza successo il frammento, decide di agire.

A questo punto, infransi il protocollo e non chiamai i rinforzi. Raccolsi invece il frammento, sperimentando all’istante una vivida allucinazione: ero alle spalle di VIP #0704, mentre lei stava medicando uno squarcio di oltre 15 centimetri sulla coscia dell’agente ERI-223. Entrambe erano in tenuta da combattimento. Centinaia di frammenti di quel materiale sconosciuto galleggiavano a mezz’aria attorno a noi, apparentemente il risultato della frammentazione del relitto di una nave lì vicina, un modello irriconoscibile fattura.
ERi-223 guarda quindi nella mia direzione e dice: “Патетическая.”

Frammento, dal “Libro dell’Intelligence Rubata”

Come si evince dal rapporto dell’agente degli Occulti, il cristallo è in grado di connettersi con la mente di chi viene in contatto e di creare allucinazioni audiovisive molto complesse, se non addirittura visioni temporali collegate ad altre persone. Quella che vediamo assieme a una non identificata persona (non sappiamo ancora chi è VIP #0704, forse Petra Venj o Mara Sov) è nient’altro che Eris Morn, con il suo nome in codice da Occulta di ERI-223. Attorno a lei, centinaia di frammenti in sospensione, del tutto uguali a quelli che hanno causato l’allucinazione dell’agente ma anche il comportamento bizzarro dello Schiavo. Sono frammenti di un vascello sconosciuto schiantatosi lì vicino. Questo, unito all’idea che somiglino a un pannello fotovoltaico, ci fa sospettare che si tratti di tecnologia dell’Età dell’Oro, proveniente forse dall’Aeronautics of China, che sembra essere un’entità molto prominente in questo nuovo DLC (dalle ambientazioni alle armi, come detto in precedenza). Una delle nuove armi esotiche, una mitragliatrice pesante, porta lo shader della AoC e vari elementi di design affini, e ha come fonte di energia quella che sembra una larva dell’Alveare o un qualche tipo di insetto a esso legato. Che l’AoC abbia sviluppato una tecnologia che sfrutta l’Alveare e ora, ci si sta ritorcendo contro?

La mitragliatrice pesante presente come modello reale al GuardianCon 2019. Come si vede, all’interno del suo meccanismo di fuoco è presente un involucro d’ambra contenente un qualche tipo di insetto, forse una forma protolarvale di Alveare.

Questa potrebbe essere la premessa di Shadowkeep, la scoperta di una nuova tecnologia dell’Alveare o dell’Età dell’Oro che, usata contro i Guardiani, è in grado di manifestare fisicamente le loro paure, i loro incubi. Che, in questo caso, sono rappresentati da tutti i potenti nemici uccisi in passato nelle attività più impegnative, ritornati a nuova vita. Sappiamo inoltre che Eris è al centro dell’avvenimento scatenante di Shadowkeep, quindi la visione dell’agente FEN-092 e le implicazioni dell’AoC assumono nuova importanza.

L’interno della Bocca dell’Inferno
Il complesso all’interno della Luna è immenso. La tecnologia dell’Alveare ha scavato e trasformato gran parte del satellite e attualmente è impossibile dire fino a che estensione e profondità si ramificano le loro oscure camere, volte e abissi. I segreti contenuti dentro questa fortezza sono infiniti. Luoghi come La Tomba del Mondo nascondono gli archivi di tutte le civiltà e i mondi distrutti dall’Alveare, a perenne memoria della Campagna di Distruzione portata avanti da Oryx. Infinite porte e camere sigillate nascondono segreti mai svelati. Una di quelle porte, infatti, ha rivelato l’accesso nascosto alla prima quest esotica di Destiny, per ottenere il Fuso Martellante.
Nelle profondità oscure delle Fosse dell’Evocazione, Phogoth giace incatenato al suolo, in attesa di liberarsi e scatenare la sua furia. La sua gigantesca catena è ancorata attraverso vari livelli e piani ed è possibile scorgerla molto prima di giungere alle Fosse – un geniale sistema di anticipazione visivo-narrativa che la Bungie ha raramente messo in campo.
Nella camera che ospita il cristallo dell’anima di Crota, possiamo ammirare un’enorme struttura ossea, simile a quella di una balena, le cui costole gigantesche si estendono in altezza, appartenuta a misteriose creature estinte che, si pensa, siano state usate dall’Alveare per scavare i tunnel nel sottosuolo.

Sopra, l’Altare di Oryx, nella sua forma concettuale; sotto, la sua forma finale in Destiny 1 prima e quella rimasterizzata di Shadowkeep dopo.

In una zona di questo immenso labirinto sotterraneo, possiamo trovarci al cospetto dell’Altare di Oryx, un’altra delle misteriose macchine di Destiny (come quelle di cui abbiamo parlato in articoli passati come questo e il suo seguito). Si tratta della prima volta in cui si fa menzione del nome del Re dei Corrotti in Destiny, senza tuttavia contestualizzarne l’identità.
Il macchinario, alieno nell’aspetto e nel funzionamento, sembra essere lo strumento con cui la progenie di Crota supplisce al rituale del sacrificio a Oryx, consegnando lui il tributo attraverso il tempo e lo spazio per soddisfare la Logica della Spada. La sua designazione di “altare”, in questo senso, toglie ogni dubbio. Pensiamo sia più per l’interruzione dei tributi a causa nostra che per la morte del figlio Crota che Oryx abbia deciso di invadere personalmente il sistema solare.
Proprio l’Altare di Oryx farà il suo grande ritorno, sembra, in Shadowkeep, anche se considerata la sua distruzione in Destiny 1 e il fatto che Oryx è defunto, è possibile che la struttura sia stata ricostruita con un destinatario diverso (Savathûn?) o sia del tutto inattiva.

Il restyle visivo dell’Altare coinvolge l’illuminazione principale come tutte le location dell’Alveare da Destiny 1 a Destiny 2, dove i valori sono stati spostati dalla tendenza verso i colori freddi a quelli caldi (in Shadowkeep a maggior ragione, vista la nuova scelta cromatica). Questo viene confermato nel vidoc, quando si parla degli effetti di illuminazione usando come esempio anche l’Altare di Oryx e i corridoi della Sala della Notte.

Un test di palette realizzato per questo articolo.
I valori di illuminazione dell’Alveare sono cambiati dai colori più freddi di Destiny 1 al tendente a quelli più caldi in Destiny 2, e Shadowkeep non farà altro che sottolineare questa differenza. In origine, le concept art dell’Alveare hanno mostrato che la palette tendeva ai colori più caldi e accesi (vedere immagine sotto), mentre una decisione di produzione successiva ha fatto virare su una palette più fredda, con colori come blu scuro e verde. Possiamo dire che questa di Shadowkeep è una linea artistica che continua a svilupparsi sulla coerenza con Destiny 2 vanilla ma anche sul ritorno alle origini di preproduzione di Destiny 1. Da notare che questa scelta ha come scopo quello di rendere l’illuminazione più drammatica, per causare un effetto di tensione.

Le architetture e le strutture presenti sulla Luna sono state generate, quindi non trasmutate da precedenti esistenti. Ciò che vediamo spesso in Destiny 2 è un tipo di ambiente mutato da “qualcos’altro” ad Alveare (Titano, soprattutto) e abbiamo un assaggio più veritiero del loro stile architettonico solamente sulla Riva Contorta, quando visitiamo il relitto precipitato durante la Battaglia di Saturno. Sulla Luna possiamo ammirare cosa sia l’architettura dell’Alveare nelle sue forme più estese e raffinate, incontaminate. Queste forme saranno anticipazioni alle simili eppure diverse ambientazioni di grande respiro come quelle dell’Astrocorazzata, che verranno molto tempo dopo.


Dall’alto: il portale per il Reame Ascendente di Crota che si affaccia sull’abisso della Bocca dell’Inferno in via di formazione e la fortezza dentro la quale il principe dell’Alveare attende. Possiamo anche ammirare l’inquietante Superanima di Crota che incombe sul suo Mondo del Trono, come un malefico occhio, definito da Toland “la stella di Crota”.

Il Reame Ascendente di Crota
Discendendo da una piattaforma-portale intrisa di magia dell’Alveare, posta sopra la Bocca dell’Inferno, il lungo condotto viene catalizzato in un varco dimensionale, che conduce al Mondo del Trono di Crota. In un crescendo di atmosfere e architetture aliene e ultraterrene, il giocatore avanza verso il nemico finale, ammirando ancora una volta l’ambientazione più pura dello stile dell’Alveare. Sotto lo sguardo terribile della Superanima, infine, si svolge lo scontro finale.
Questa è anche la prima volta che il giocatore giunge in un Reame Ascendente e lo fa per diretto invito di Crota, che per la Logica della Spada deve permettere di essere sfidato.

Sopra: la location che un tempo ospitava il cristallo dell’anima di Crota.

Sotto: la stessa location in Shadowkeep (notare il cambio di palette). A confermare la probabile inattività del portale per il reame ascendente di Crota, sembra che nella nuova espansione si affronterà l’incubo di Crota dentro la sala che un tempo ospitava il cristallo della sua anima, che quindi non ci sarà un ulteriore accesso al suo reame ascendente come è avvenuto durante il Re dei Corrotti.

In Shadowkeep, come si evince dal vidoc, sembra sarà possibile discendere (almeno in parte) dentro la Bocca dell’Inferno senza usare il portale di Crota, oppure raggiungere la parte inferiore delle piattaforme percorribili in pattuglia, come avveniva in Destiny 1. Sarà interessante vedere come questa possibilità sarà sfruttata.

Sopra, il marchio del Casato dell’Esilio. Da notare lo stile molto simile a quello dei glifi dell’Alveare.

Sotto, dal grimorio, i colori verdi di un Reietto e di uno Stiletto del medesimo casato.

Il Casato dell’Esilio
Una particolare fazione di Caduti abita da tempo sulle lande lunari. Si tratta del Casato dell’Esilio. Dopo la Battaglia della Breccia del Crepuscolo, i casati dei Caduti sono tornati divisi, disperdendosi nei rispettivi territori. Gli esiliati si formarono in quel momento, riunendo assieme rinnegati, elementi caduti in disgrazia e fuggitivi. Assieme formarono un nuovo clan di Caduti, che non osservano alcuna delle regole precedenti, che non venerano alcun Servitore come dio o si affidano ad alcun Kell né Arconte.
Caratterizzati dalla livrea verde, i membri di questo casato hanno dato vita a un’altra fazione, molto nota ai giocatori di Destiny 2: si tratta di quella degli Infami, controllata dai Baroni, otto ex membri del Casato dell’Esilio fuggitivi, che hanno portato agli estremi la loro indipendenza dai Servitori, il loro essere ribelli e contro ogni precetto del proprio popolo.
Il Casato dell’Esilio ha una presenza stabile sulla Luna in Destiny 1 e per un motivo molto importante: essi vogliono dimostrare di essere degni membri del popolo Eliksni, dei Caduti, combattendo un nemico potente con le loro proprie forze, ovvero l’Alveare. Questa loro decisione si nota anche dall’adozione della livrea verde (un colore legato all’Alveare) e del loro marchio, che rispecchia fedelmente lo stile dei glifi dell’Alveare.


Sopra: il ketch ti Taniks, adesso base del Casato del Crepuscolo e possibile Settore Perduto esplorabile.
Sotto: Taniks, lo Sfregiato e Andal Brask.

Il Casato del Crepuscolo
Confermato nel vidoc, adesso il Casato dell’Esilio ha lasciato posto al Casato del Crepuscolo che, ricordiamo, riunisce da Destiny 2 vanilla tutti i casati dei Caduti sotto un unico stendardo, inclusi quindi gli Esiliati. Varie zone della Luna sono state confermate come controllate da questi Caduti, inclusa Ancora della Luce e una zona precedentemente inesplorabile in Destiny 1 e visitabile solo tramite l’Assalto “Il Ladro d’Ombre“. Si tratta del ketch di Taniks lo Sfregiato, noto assassino Caduto di grande importanza in Destiny 1, in quanto (tra le tante altre cose) uccisore del predecessore (e fraterno amico) di Cayde-6 come Avanguardia dei Cacciatori, il noto Andal Brask, che ha causato appunto la riluttante “promozione” di Cayde a nuovo mentore. Questo importante dettaglio ci spinge a ipotizzare che la Bungie inserirà un qualche tipo di omaggio a Cayde nella nuova location, probabilmente scopriremo di più sulla storia della morte di Andal e della lore aggiuntiva sarà disponibile sul passato di Cayde e sulla loro amicizia.

Un incubo Vex nei pressi di un portale Vex in apparenza molto antico, dentro quello che sembra il sottosuolo lunare.

I Vex sulla Luna
Un misterioso accenno visivo nel vidoc ci mostra un incubo simile a un Minotauro gigante, che si aggira nei pressi di una struttura Vex sotterranea. Questa è una situazione inedita, in quanto la presenza Vex sul suolo lunare non è mai stata rilevata in entrambi i giochi. Dal fotogramma in questione, possiamo notare come gli incubi (o questo particolare incubo) emettano una ragnatela eterea nera, quasi come fossero radici. Abbiamo già visto questa rappresentazione grafica in passato, in relazione al Giardino Nero. Essendo il raid di questa stagione ambientato proprio nel Giardino, potrebbe essere possibile che la Luna giochi un ruolo particolare nel collegare queste location o ricollegare l’intero filo narrativo in questo senso. Sono le strutture nuove di Shadowkeep frutto di manipolazione Vex? Che i Vex siano riusciti finalmente ad appropriarsi del sistema ontologico della Logica della Spada e possano simularne il potere e ogni cosa correlata a esso? Sappiamo che in passato i tentativi dei Vex di penetrare i segreti dell’Alveare sono stati molteplici e hanno dato vita a memorabili nemici: Atheon della Volta di Vetro e soprattutto Quria, la cui ombra sembra aleggiare su tutto dall’inizio di Forsaken.
Parleremo del raid in un prossimo articolo, con interessanti scoperte e teorie.

Sopra: trailer “Moon Destination Reveal”.
Sotto: varie immagini delle misteriose strutture rossastre di Shadowkeep. Sebbene il titolo italiano ignori del tutto la componente architettonica, in inglese abbiamo un chiaro riferimento alla struttura del “keep”, il mastio, la torre più possente di un castello. Per estensione, si usa per definire una struttura fortificata nella sua interezza. L’informazione, dunque, è che non si tratta di un tempio o di altro, ma di una vera e propria fortezza, costruita quindi per difesa, elemento dimostrato peraltro dalla grande quantità di trappole e ostacoli che si possono vedere nel più recente trailer (sotto).

Teorie e visioni
La Luna, come altre destinazioni di Destiny 1, ha una grande storia alle spalle e il suo ritorno, che coincide con un revamp nostalgico di molti nemici e NPC, ha di certo il suo peso. Dagli stralci di trailer visti finora, possiamo comunque intuire che qualche location è destinata a fare il suo ritorno in versione aggiornata, cosa che non può che essere gradita. Resta da vedere quanto questo fattore sia presente nel prossimo DLC. La reintegrazione graduale degli ambienti di Destiny 1 in Destiny 2 sarebbe ideale, in quanto gli stessi developer hanno pienamente riconosciuto lo status di FPS MMORPG di Destiny 2 e la produzione di un eventuale Destiny 3 sembra essere stata postposta in favore al perfezionamento della formula attuale. Tornare alle vecchie destinazioni riaggiornate potrebbe solo avere senso, anche se una totale reintegrazione sembra poco plausibile. La speranza è che non avvenga un semplice “omaggio” come quello del Cosmodromo per la quest del Signore del Tuono –  un gradito ritorno ma anche una beffa nei confronti di una delle location più complesse e storiche di Destiny 1.

Misteriose ombre, simili a quelle di Guardiani, aleggiano ovunque in Shadowkeep. Che si tratti degli incubi che rappresentano i Guardiani caduti nel terribile giorno del Grande Disastro? Quest’ultimo è il momento storico in cui l’Avanguardia lanciò una massiccia incursione sulla Luna per fermare Crota, causando la morte di centinaia di migliaia di Guardiani, massacrati dal Principe dell’Alveare. Questo avvenimento segnò una nota nera nella storia dell’Ultima Città, portando al riesame di tutte le politiche di intervento dell’Avanguardia e all’attuale situazione di “cautela prima di tutto” che abbiamo imparato a criticare.

Resta da vedere come le nuove strutture si andranno a fondere con l’ambientazione precedente, quale che sia la loro natura: il loro stile architettonico, infatti, seppur rimembrante le strutture moderne della progenie di Crota, ha alcuni dettagli e una palette molto diversi. Ci troviamo di fronte a strutture più recenti di quelle antichissime dell’Astrocorazzata, più rifinite e organiche, in linea con lo stile moderno presente già sulla Luna. Importante è anche far notare come attraverso dei calcoli visivi sul poco materiale disponibile al momento, si possa collocare la nuova struttura di Shadowkeep all’altezza della Sala della Saggezza della vecchia Luna (vedi parte iniziale dell’articolo). Questa location è importante perché è un breeding ground, ovvero una delle aree sotterranee dove l’Alveare fa crescere le larve dei vermi. La posizione è confermata dalle foto che abbiamo usato per spiegare il cambio di palette poco sopra: si tratta del corridoio principale della Sala della Saggezza di Destiny 1, rivista per Destiny 2: Shadowkeep.

In conclusione, sarà interessante vedere come la natura e la presenza di queste strutture verranno spiegate, considerato che non sono mai state né avvistate né menzionate durante le nostre precedenti visite sul satellite.
Attendiamo con ansia ulteriori sviluppi, tenendo bene a mente la storia della Luna e ciò che finora ci ha mostrato, tra misteri e rivelazioni.