A cura di Lorenzo Domenis e Gabriele Cuscino

Bungie ha finalmente svelato i contenuti dell’Anno 3 di Destiny 2, mostrando l’espansione Ombre dal Profondo che uscirà il 17 settembre di quest’anno su Xbox One, PlayStation 4, PC e Google Stadia – esatto Destiny 2 sbarca anche sulla nuova piattaforma Google, proprio per il suo lancio.

La malefica ombra di una nuova fortezza si staglia contro la Terra dalla superficie della Luna.

NUOVI INCUBIVECCHI NEMICI

Ombre dal Profondo ci condurrà nuovamente sulla Luna, un’ambientazione che non vediamo dai tempi del primo Destiny. Il nostro satellite apparirà piuttosto diverso rispetto al passato, tra i nuovi elementi spicca una massiccia fortezza popolata da incubi prodotti dall’Oscurità. I Guardiani saranno chiamati ad affrontare le loro grandi paure provenienti dal passato, ecco spiegata la presenza di nuovi ma anche di vecchi nemici quali Crota, Skolas, Ghaul, Omnigul, Taniks, Phogoth e altri ancora. 

In questa battaglia non saremo soli, saremo assistiti da Eris Morn, personaggio che avrà un ruolo cruciale in Ombre dal Profondo. Bungie ha diradato subito un importante dubbio: Eris non sarà l’antagonista, bensì una preziosa alleata. A livello di lore, il suo personaggio verrà approfondito. Chi sarà il grande antagonista? Savathûn non si è vista per ora…

Confermato anche il ritorno di un’altra location simbolica di Destiny ossia il Giardino Nero, avremo inoltre nuove informazioni su Mara Sov e, probabilmente, sulla misteriosa guerra che sta combattendo.

Eris Morn farà il suo grande ritorno, finalmente!

In generale, Bungie con Ombre dal Profondo intende aumentare la componente rpg di Destiny 2 (ne parlaremo più avanti nel dettaglio), dando una svolta decisa al titolo per quanto riguarda questa componente senza sottovalutare l’importanza del gioco di squadra e, in generale, in compagnia con gli amici. Ombre dal Profondo è un contenuto stand-alone, non richiederà nessun contenuto precedente (nemmeno I Rinnegati). Questo cambiamento si potrebbe inserire nell’ottica della fine della partnership con Activision, in quanto i maggiori contenuti dell’annual pass sono stati sviluppati da un loro team interno, i Vicarious Visions, che adesso non lavorano più con Bungie. Che il modello dell’annual pass venga superato con Ombre dal Profondo?

UN FUTURO MULTI PIATTAFORMA

Come anticipato, l’obiettivo di Bungie è quello di abbattere le barriere tra i giocatori, come mai fatto prima di adesso dal franchise, e riforgiare Destiny in un nuovo futuro.
Il primo di questi grandi cambiamenti sarà il cross save, ovvero la possibilità di attivare l’opzione per la condivisione del proprio profilo su ogni piattaforma prevista: Xbox One, PS4, PC, e ogni dispositivo supportato da Google Stadia. Questo significa poter accedere al proprio personaggio e al suo equipaggiamento, storia e progresso da ogni versione del gioco. Un passo fondamentale per unire le community (anche se non si è parlato di cross play ancora). Qualcosa che, sembrerebbe dalle parole di Noseworthy, era stato impedito dalle precedenti politiche di pubblicazione.

In seno a questo annuncio, anche quello della transizione verso Steam, che diventerà la nuova piattaforma di lancio del franchise su PC e la notizia che non ci saranno più esclusive per Sony, in un tentativo, forse, di appianare ed equalizzare le differenze tra le varie community e renderla una singola, grande esperienza social.

Luke Smith e Mark Noseworthy ci spiegano il loro progetto di unificare la community di Destiny.

DESTINY: NEW LIGHT

Nell’ambito di questa nuova gestione del franchise, si inserisce New Light, una versione di Destiny free to play, destinata a rappresentare l’entry level per chi non ha mai giocato alla serie. Questo prodotto va a coprire il problema che spesso i nuovi giocatori accusano, quello di non avere le idee ben chiare su come funzionano DLC, stagioni e contenuti, per poter entrare nel vivo dell’azione e giocare con i propri amici. New Light risponde a questa domanda includento tutti i contenuti di Destiny 2 Anno 1, ovvero i due DLC “La Maledizione di Osiride”, “La Mente Bellica”, tutte le attività fondamentali (campagne della storia, Assalti, Crogiolo, Azzardo e Raid) e tutte le destinazioni. Queste ultime includeranno anche le zone della Città Sognante e della Riva Contorta, pur mantenendo però le campagne e gli altri contenuti di Forsaken bloccati per l’acquisto separato. Il livello di potere inziale sarà al cap attuale, ovvero 750.

New Light offre un grande punto di inizio per i nuovi giocatori, che saranno chiamati a vivere la nascita del proprio Guardiano là dove è iniziato tutto in Destiny 1, ovvero nel Cosmodromo, per poi giocare la prima missione di Destiny 1 rimasterizzata e rinnovata, fino al momento in cui il Guardiano recupera la nave e approda alla Torre, dove troverà tutti i contenuti di cui sopra ad aspettarlo, dietro un graduale ma veloce sistema di progressione e sblocco. L’obiettivo, insiste il game director Luke Smith, è infatti quello di permettere al giocatore di entrare in meno di 15 minuti nel mondo di Destiny e poter giocare i contenuti che vuole con i propri amici.

Lo schema dei perk personalizzabili di un artefatto familiare… l’Occhio del Guardiaporta del Giardino Nero.

GRANDI CAMBIAMENTI STRUTTURALI

La community di Destiny lo ha sempre chiesto a gran voce e Luke Smith ha finalmente rivelato nel vidoc della presentazione che accadrà: Destiny 2 diventerà un FPS MMO con un nuovo orientamento RPG. Cosa significa questo? 
Il cambiamento al sandbox prevede un’ampia e capillare personalizzazione dell’equipaggiamento, dove i perk potranno essere creati o spostati per costruire il set perfetto, creando il Guardiano che l’utente ha sempre sognato. Smith tiene a precisare che i tempi in cui si sceglievano dei set up esteticamente brutti per avere dei perk migliori sono finiti. Il nuovo sistema appare complesso e intrigante, di certo ne risentiremo parlare prima della data di lancio in un altro vidoc, ma possiamo già notare un gradito ritorno: gli artefatti da Destiny 1. 
In aggiunta ai cambiamenti al sandbox abbiamo l’arrivo delle finisher, ovvero delle mosse finali con cui giustiziare il nemico con delle particolari animazioni diverse per ogni classe.

Non è stato affrontato in modo particolarmente approfondito, ma anche l’ambito PvP verrà modificato, ribilanciato e rivisto. I developer ammettono che per troppo tempo il PvP è stato messo da parte e che adesso stanno riparando a questo problema. Torneranno modalità celebri e il parco tra cui scegliere verrà ampliato. Mappe nuove e… forse vecchie (c’è stato un accenno alla storica mappa lunare di Prima Luce). Il sandbox tra PvP e PvE non verrà, inoltre, ulterioremente separato. I developer vogliono che il feeling delle armi e la memoria muscolare del giocatore, rimanga lo stesso in ogni esperienza di gioco, con i dovuti cambiamenti, chiaramente.

Alla domanda del moderatore Datto sul ritorno delle Prove dei Nove, Luke ha glissato, dicendo che i cambiamenti al PvP necessitano monitoraggio e, forse, in futuro permetteranno il rientro delle Prove che, lo ricordiamo, mancano ormai dalla quarta stagione.

I numerosi membri della Bungie presenti in studio durante la live.

IL FUTURO DI DESTINY

Come considerazione finale, non possiamo che rendere omaggio allo sforzo che Bungie sta compiendo per riprendere il timone della sua creatura, dopo una deriva che aveva lasciato la community con l’amaro in bocca per molte scelte non proprio oculate. Come ribadisce Smith, Destiny tornerà a essere un franchise con due soli voci in capitolo riguardo il suo futuro: la Bungie e la community. Gli sviluppatori hanno dichiarato di voler separare la propria visione dalle logiche commerciali che hanno pilotato molti degli eventi a essa legata – e qui possiamo solo citare le scelte fatte durante il controllo del franchise da parte di Activision, che vengono spesso citate in modo indiretto.

Luke Smith risponde anche direttamente alle accuse della community di voler riciclare troppi contenuti. La Luna, per esempio, è stata un sfida per loro: la sua area è stata raddoppiata e il dipartimento artistico ha raccolto il guanto della sfida per rivisitare con la tecnologia moderna e la visione odierna del franchise, un luogo ormai storico di Destiny 1. E con esso, si immagina, anche temi e personaggi mai dimenticati.

Di carne al fuoco, insomma, ce ne è tanta e la Bungie ha deciso di fare le cose in grande, cambiando dove era necessario e innovando dove possibile. Staremo a vedere se queste ambizioni reggeranno quando si scontreranno con la realtà.