A cura di Gabriele Cuscino e Lorenzo Domenis.

Di macchine misteriose, a volte impossibili, il mondo di Destiny ne è costellato. Molte di queste sono diventate dei veri e propri simboli, che si confondono con l’ambiente o a cui siamo talmente abituati che non ne consideriamo più la natura. Ma quali misteri si nascondono dietro questi macchinari, qual è la loro origine e cosa possono raccontarci che ancora non sappiamo?
In questa prima parte del nostro viaggio, affronteremo i misteri legati ad alcune di queste macchine, cercando di capirne le origini, gli scopi e il funzionamento.

Il Motore Profetico, in movimento (il portale anteriore è sigillato, la posizione è quella di stand-by).

Il Motore Profetico

“All’istante, le tecnidi collassarono al suolo, come fossero marionette a cui avevano appena tagliato i fili. Tutte, tranne Kelda Wadj, che era immersa in una luce accecante. Si alzò, levitando nell’aria e iniziò a sfibrarsi, particella per particella.

L’amata, saggia Kelda Wadj esplose e poi collassò su sé stessa quasi nel medesimo istante, formando una singolarità che bruciò ancora e ancora, ma che non distrusse nulla attorno a essa.

Per quindici giorni e quindici notti, la singolarità bruciò liberamente.

Al sedicesimo giorno, fu iniziata la costruzione del Motore Profetico, che incluse la singolarità formata dall’onnimaestra dentro il proprio cuore.”
“Oracolo”, tratto dal libro “La Città Sognante”

Il Motore Profetico è un dispositivo situato all’interno della Città Sognante, molto ben noto ai giocatori di Destiny 2: Forsaken. Esso, infatti, permette la comunicazione e l’accesso al mondo del trono di Mara, tramite un’offerta specifica.
Ma quali sono le sue origini e il suo vero funzionamento?
Il Motore sembra sia nato da una circostanza altamente misteriosa. Un giorno come un altro, quando gli Insonni avevano già creato la loro Città Sognante, le tecnidi si ritrovarono tutte connesse telepaticamente tra loro, pur essendo in aree diverse. Esse parlarono all’unisono, con voce alterata.

Il Motore Profetico aperto, dopo aver inserito un’offerta alla console di controllo più in basso. In questa modalità, il motore è in grado di aprire un wormhole che conduce al mondo del trono di Mara Sov.

“++ CHI SIETE VOI, CHE COSTRUITE UNA CITTA’ DENTRO I NOSTRI PENSIERI?++”
“Oracolo”, tratto dal libro “La Città Sognante”

Mara enuncia quindi il suo nome alla voce sconosciuta, ma le viene risposto in modo criptico.

“++ERRATO. ESSA E’ L’ECPIROSI. NOI SIAMO IL TESSUTO DELLO SPAZIO-NULLO++”
“Oracolo”, tratto dal libro “La Città Sognante”

Mara riconosce la presenza di un qualche tipo di enigma dietro quelle parole. Si affretta a lasciare la sala di Riven, dove si trovava in quel momento, per evitare di instillarle dei desideri involontari.
Risponde alle voci sconosciute.

“Errato. Voi siete gli Antichi. Siete l’idea che dà forma al fato.”

Quella voce proclamò ancora, forte e chiara come l’origine dell’universo, tuonando con curiosità spassionata.

“++ ESSA SI CREDE SAGGIA. COME E’ POSSIBILE CHE UN ESSERE DEL GENERE ABBIA RAGGIUNTO UN TALE LIVELLO RIVELATORIO?++”
“Oracolo”, tratto dal libro “La Città Sognante”

Il motore è anche in grado di fungere da strumento di comunicazione tra un mondo e l’altro.

Con un teletrasporto, Mara raggiunge il cospetto della onnimaestra Kelda Wadj, trovandola a levitare da terra, il naso e le orecchie sanguinanti, gli occhi fissi nel nulla. In quel momento, in varie parti della Città, le altre tecnidi erano connesse allo stesso modo, pietrificate in aria, sanguinando.
Quando Mara chiede se le entità misteriose siano loro ostili, esse si proclamano insultate e iniziano a sfaldare in particelle luminose la onnimaestra Kelda, davanti agli occhi atterriti di Mara, che vede pian piano la sua vecchia amica esplodere in una pioggia di luce, per poi collassare su sé stessa, nell’esatta maniera in cui una stella troppo pesante collassa in un buco nero. Ed è infatti una singolarità quella nasce da questo collasso. Dopo sedici giorni, gli Insonni costruiscono il motore profetico attorno alla singolarità che fu Kelda.

Le circostanze della nascita del motore sono quindi molto estreme e misteriose. Torneremo sull’identità delle forze senzienti che hanno contattato e posseduto le tecnidi in seguito. Sconosciute, invece, sono la loro volontà e lo scopo dietro le loro azioni. Il termine usato per definire Mara Sov, “ecpirosi”, deriva dal greco ἐκπύρωσις (ekpýrosis), ovvero “uscito dal fuoco”, nel senso creazionistico del termine. Si tratta di un concetto legato alla filosofia greca degli stoici e indica l’idea che l’universo è nato dal fuoco e al fuoco ritornerà durante la sua fine, stabilendo un ciclo preciso di centomila anni. Il fuoco come generatore è una intensa sovversione della naturale propensione del fuoco di distruggere, che indica un influsso divino, acasuale cioé, che può sovvertire i principi della fisica. Ciò che nasce dal fuoco, in molte religioni, è potente e divino. Nelle leggende greche, il fuoco è attributo degli dei finché Prometeo non lo ruba per donarlo agli uomini. Non sappiamo perché Mara sia stata definita in questo modo, ma è possibile che le entità abbiano rilevato in lei la presenza di due elementi paracausali fusi assieme, la Luce e l’Oscurità, uniti in modo sorprendente a formare una nuova vita. Si tratta di una generazione quasi divina cioé, nata da poteri ultraterreni. Si meravigliano anche della sua saggezza, ritenendola forse impossibile per una creatura del genere, piuttosto terrena. Il riferimento all’ecpirosi potrebbe anche sottolineare l’idea di un ciclo, come ce ne sono tanti in Destiny.

All’interno di un buco nero si trova una singolarità nuda. Le leggi della fisica, in questo spazio sconosciuto, cessano di avere un comportamento prevedibile dai nostri canoni di conoscenza.

La trasformazione di Kelda in singolarità è emblematica. Una singolarità in fisica cosmologica, è un punto in cui si sviluppa una forza gravitazionale che tende all’infinito, previsto dalla Teoria della Relatività di Einstein ma che non può da essa essere spiegato. Le forze in gioco richiedono l’intervento di una teoria quantistica della gravità, che ancora non siamo riusciti a sviluppare – la cosiddetta “Teoria del tutto”, che unisce cioé la fisica relativistica dell’immensamente grande, a quella quantistica dell’immensamente piccolo, il santo Graal di ogni fisico. I buchi neri sono singolarità, come anche lo fu il nostro universo poco prima del Big Bang, quando era compresso in una zona infinitamente piccola.
Una singolarità sfida le leggi della fisica, al punto che al suo interno la fisica comune non può funzionare. È, conti fatti, un luogo dove si sviluppa la paracausalità.
La funzione del motore, che contiene in sé dunque una singolarità, è duplice: esso apre portali dimensionali (a questo punto wormhole, diremmo) per connettere e fare accedere ad altri mondi; inoltre, agisce come sistema di comunicazione tra questi mondi e il nostro. Per funzionare correttamente, il motore  assorbe il potere paracausale generato caricando il Pozzo Cieco con la Luce dei Guardiani. Attraverso questa “offerta”, il pozzo si attiva, utilizzando l’energia ricevuta per connettere le dimensioni tra loro. Uno dei luoghi a cui connette è Eleusine, il mondo del trono di Mara e, sempre attraverso esso, possiamo anche comunicare con la regina, senza attraversarlo.Immagine 3 – le antenne del motore profetico.

Le lenti posizionate perpendicolarmente in una stanza al di sopra del Motore Profetico.

Possiamo osservare, su una camera posizionata sopra il tetto di quella del motore, sono presenti delle enormi lenti montate su supporti orientabili, simili a quelle di un faro. Il loro scopo è probabilmente quello di concentrare le distorsioni gravitazionali della singolarità per aprire una fessura nel tessuto spazio-temporale dell’universo.
Ma perché creare una singolarità usando una persona, una tecnide? Forse, il volere delle creature misteriose era proprio quello di dare una coscienza a questa singolarità, di modo che essa potesse eseguire il volere di chi vuole attraversarla.
Sappiamo oggi che queste entità misteriose non sono altro che una delle razze aliene più enigmatiche di Destiny, ovvero gli Antichi. Mara li chiama per nome, ma è anche riferito da alcuni dialoghi delle tecnidi durante le pattuglie. Da questi dialoghi, emerge che il Motore Profetico sia stato creato in accordo con le forze degli Antichi e indipendentemente dal potere degli Ahamkara, come se durante quella trance le tecnidi e la stessa Kelda abbiano accettato di propria volontà di partecipare a questa creazione. Kelda si sarebbe dunque sacrificata volontariamente per divenire l’oracolo parte del motore, il suo cuore pulsante. Il motore, dunque, sembra realizzato con un materiale che, secondo Shuro Chi, aiuta lo scambio di energia tra le tecnidi e gli Antichi, ovvero l’ametista. La presenza massiccia di ametista nella Città Sognante è dunque da connettere all’intromissione degli Antichi nella vita degli Insonni, in quanto sembra che essi vivano in una dimensione spazio-temporale sovrapposta alla nostra e lo spazio che occupa la Città corrisponde a quello che occupano i loro pensieri. L’ametista, sembra, avrebbe permesso di mettere in collegamento questi due piani.

L’ametista, che forma gran parte della struttura rocciosa interna della Città Sognante, sembra essere molto diversa da quella terrestre, in quanto in grado di essere scolpita e usata come materiale da supporto per strutture di grandi dimensioni. Inoltre, sembra essere in grado di fungere da medium di comunicazione tra entità di dimensioni diverse, se opportunamente sfruttata.

Una piccola nota riguardo proprio questi alieni… il modo molto singolare con cui parlano, usando il maiuscolo e due simboli “+” in apertura e chiusura di ogni frase, è parte del mistero. Esiste una sola creatura in tutta la lore di Destiny a parlare in questo modo e la ritroviamo nei Libri del Dolore. Si tratta del Leviatano di Fondamento, agente della Luce, ucciso da Oryx nel momento della sua ascesa. Dato che le entità parlano al plurale, possibile che la razza del Leviatano si sia messa in comunicazione con gli Insonni e che abbiano creato il motore per poter comunicare?

++I MIEI OCCHI SONO APERTI. IL MIO SGUARDO E’ LUNGO++
Grimorio, “Libri del Dolore”
Verso 1:8, “Il Leviatano”

Il mistero dietro gli Antichi verrà affrontato in un altro articolo, in un futuro prossimo.

La sala centrale del bunker della Mente Bellica su Io.

Menti sussidiarie di Rasputin
Io è una delle location più affascinanti è meglio realizzate dell’intero secondo capitolo di Destiny. Luogo ricco di misteri, sulla superficie della luna gioviana troviamo scheletri di creature ormai fossilizzate, l’enorme e imponente Pyramidion Vex ma anche una struttura che si collega alla più potente Mente Bellica mai creata: Rasputin. Durante l’avventura “Arecibo” (il cui nome deriva da un radiotelescopio usato alcuni decenni fa per inviare un messaggio circa la natura umana e il pianeta Terra nello spazio), ci viene chiesto di indagare su strani macchinari che emettono un suono, o per meglio dire una musica,  capace di “ipnotizzare” i Vex. Procedendo nell’avventura, scopriamo che il proprietario di questi bizzarri oggetti musicali altri non è che Rasputin, o almeno una parte di lui rimasta separata dal nucleo centrale che, come sappiamo grazie al DLC “La mente bellica”, si trova nel Bacino di Hellas su Marte. Ora due quesiti sorgono spontanei: come faceva questa “rimanenza” di Rasputin ha ipnotizzare i Vex? Rasputin fungeva da mente centrale a cui poi si collegavano altre menti sussidiarie?

Andiamo con ordine, partendo dalla prima domanda. Sappiamo che i Vex non sono creature puramente meccaniche, bensì sono un esoscheletro manovrato dal fluido radiolare che di solito alloggia nel torace dell’unità (i veri Vex sono le creature microscopiche viventi nel fluido, in pratica). È possibile ipotizzare che la musica emessa dagli snodi di Rasputin su Io fosse in grado di disattivare gli esoscheletri Vex, rendendoli quindi inoffensivi. Oppure, ipotesi ancora più suggestiva, Rasputin riesce a interagire con le coscienze Vex, andando a isolarle dalla rete e riuscendo a renderli inermi e pacifici. La possibilità che Rasputin abbia appreso importanti nozioni circa i Vex si concretizza grazie allo stretto rapporto che intercorreva, durante l’Età dell’Oro, tra Clovis Bray – i creatori dello stesso Rasputin – e il Collettivo Ishtar, la struttura di ricerca su Venere dove venivano condotti esperimenti sui Vex. Possiamo ragionevolmente ipotizzare che Rasputin abbia avuto accesso alle ricerche sui Vex del Collettivo, in questo modo potrebbe aver scoperto un modo per mettere in stand-by le unità Vex minori come Goblin, Arpie e Hobgoblin. Ad ogni modo, gli snodi di Rasputin celano ancora diversi enigmi, rimanendo delle vere e proprie reliquie di un passato ormai in gran parte perduto. Cosa si cela dietro la musica e le citazioni di Rasputin? Difficile rispondere.

Una delle caverne dei settori perduti di Io.

Passiamo ora al secondo interrogativo: Rasputin aveva menti sussidiarie? A quanto pare sì. Sin dai primi concept della trama di Destiny, oltre a Rasputin venivano citate altre menti belliche denominate Athena (attiva su Venere) e Charlemagne (dislocata su Marte) mentre Rasputin era il guardiano della Terra. Questa partizione ha, quasi sicuramente, subito un retcon a livello di trama che ha Rasputin l’IA centrale nonché custode di tutto il Sistema Solare con alcune menti sussidiarie di supporto. Queste menti minori erano sotto il controllo diretto di Rasputin.

“Quando il Collasso colpì, le grandi Menti Belliche combatterono e morirono. Rasputin cadde con loro.”
Grimorio, Rasputin.

Nel momento in cui Rasputin attivò i suoi protocolli di difesa del Sistema Solare durante le prime fasi del Crollo prese il controllo diretto di tutte le menti sussidiarie, che rimasero poi isolate dalla mente centrale quando lo stesso Rasputin rimase “bloccato” su Marte. Ecco perché, sia nel corso di Destiny sia di Destiny 2 vanilla, ci è sembrato di interagire con Rasputin nel Cosmodromo e su Io senza, in realtà, aver mai interagito direttamente con lui.
Questa “rivelazione” giunge appunto come una revisione della precedente idea di Destiny sulle Menti Belliche, in particolare sull’esistenza o meno di altre menti al pari di Rasputin. Charlemagne era, nella vecchia e ormai famigerata prima stesura di Joe Staten, una Mente Bellica a sé stante, al centro di una quest esotica che aveva come obiettivo il recupero dell’Aculeo dal suo bunker. Tracce di questa storia sono ancora rilevabili qui e là, ma in alcuni passaggi di Destiny 1 e 2, determinati dialoghi mirano a correggere questi errori di continuity (e Destiny 2 ne è il maggiore esempio).

“Non sbagliavo nell’affermare l’esistenza di Charlemagne, ma ero in errore sulla sua vera natura. Se non avessimo compiuto ulteriori ricerche, non avremmo mai sospettato l’esistenza delle menti belliche sussidiarie”
Tyra Karn

Rasputin, nonostante un intero DLC a lui dedicato, continua a custodire gelosamente i suoi segreti, pronto a intervenire nuovamente in nostra difesa quando la prossima minaccia entrerà nel Sistema Solare e sappiamo che questa minaccia sta già arrivando…

Continamente scansionata da un anello di sensori rotante, l’Anomalia rimane silenziosa e i suoi segreti ermeticamente sigillati, celati al nostro sguardo.

L’Anomalia sulla Luna
Di assoluto fascino è uno dei macchinari più misteriosi di sempre in Destiny 1, che è stato sotto gli occhi di molti giocatori senza che si domandassero mai la sua origine e il suo scopo. Si tratta dell’Anomalia sulla Luna.

“I rapporti rivelano che chi trascorre del tempo in prossimità dell’Anomalia riferisce sintomi di insonnia, alcuni così gravi da richiedere un ricovero ospedaliero. La direttiva della Città riguardo il suo esame, prevede l’utilizzo di apparecchiature e sensori da remoto, fino a che non si potrà avere un quadro più chiaro dei dati in possesso.”
Grimorio, “L’anomalia”.

Dentro un enorme laboratorio di ricerca dell’Età dell’Oro sulla Luna, Mare Cognitum, controllata da Rasputin, si trova l’Anomalia, una struttura di natura sconosciuta. Trattasi di un’armatura poligonale, formata da lastre pentagonali unite a formare un dodecaedro. Le lastre hanno esternamente l’aspetto di sistemi di dissipamento di calore, con il tipico pattern a griglia. L’intera struttura è circondata da un sistema di scansione rotante ad anello, il cui aspetto richiama l’Età dell’Oro (tecnologia legata alla Mente Bellica) e il cui scopo o funzionamento sono altrettanto sconosciuti. I dati raccolti da questo strumento di scansione non sembrano essere reperibili in alcuna delle strutture di ricerca del laboratorio, di cui si conosce anche il nome, K1.

L’installazione K1 vista dalla parte che si affaccia sul Mare Cognitum, sulla Luna.

L’Anomalia sembrerebbe causare delle alterazioni fisiologiche e neurologiche sugli organismi a lei prossimi. In particolare, uno dei sintomi è uno stato di insonnia che può variare dal leggero all’estremamente grave. Questo suggerisce che l’oggetto sconosciuto possa in qualche modo generare delle interferenze con le onde alfa del cervello umano. Le emanazioni osservate dai ricercatori della Città sono comunque delle intense fluttuazioni elettromagnetiche, sufficienti per causare questo tipo di sintomi se non danni neurologici ben più gravi. Le emanazioni sono l’unica attività registrabile, in quanto l’involucro esterno dell’Anomalia sembra insondabile a qualsiasi strumento moderno dell’epoca dei Guardiani

La mappa dettagliata della struttura dove l’Anomalia è collocata (oggetto visibile verso il centro). Si tratta di una mappa del Crogiolo di Destiny 1.

Il legame tra Rasputin e l’Anomalia è riconducibile a tre elementi chiave: il primo, il simbolo di Rasputin disseminato ovunque nell’installazione K1; il secondo, la chiara natura della tecnologia che circonda l’Anomalia, che porta la firma della Mente Bellica; infine, un caso  documentato in cui l’interazione tra un Guardiano e l’Anomalia ha causato una rara reazione diretta proprio da Rasputin.

[u.1:01] Una titanide ha provato a prendere a pugni l’Anomalia una volta, finché questa si è aperta.
[u.2:01] E cosa è successo dopo?
[u.1:01] Niente. Ma il giorno successivo, allo stesso medesimo istante del precedente, un warsat è precipitato sulla sua testa. Boom. Colpo diretto. Traiettoria precisa dall’orbita bassa al suo teschio. Coincidenza? Forse.
[u.2:01] Sta bene?
[u.1:01] Sì. Ma non ha più osato dare pugni all’Anomalia.
Grimorio, Frammento di Spettro “L’Anomalia”

Si tratta dell’unico caso documentato in cui l’Anomalia si è aperta, rivelando il suo contenuto. Dai dati in possesso riguardo la storia appena citata, possiamo desumere che la titanide in questione fosse Wei Ning: si tratta di una donna e titanide, appunto, che aveva l’abitudine di prendere a pugni qualsiasi cosa (addirittura l’Oscurità stessa, se avesse potuto) e che era molto famigerata nel Crogiolo. Essendo l’Anomalia esplorabile solo durante i match in Crogiolo, i conti tornano.
Se Rasputin ha deciso di colpire la titanide con un warsat come avvertimento, significa che egli è dietro il controllo dell’Anomalia o che essa ha un qualche valore importante per la Mente Bellica. E, tra le altre cose, se una Guardiana indomita e spesso per questo sconsiderata come Wei Ning ha smesso di importunare l’Anomalia, significa che quello che ha visto (o il timore verso Rasputin) sia stato sufficiente a farle cambiare idea.
L’Anomalia rimarrà per sempre uno dei grandi misteri legati all’incredibile personaggio di Rasputin, ma forse abbiamo un piccolo indizio sulla sua reale natura facendo dei cross-reference non solo sulla lore ma sulle concept art. L’Anomalia, infatti, ha la medesima forma di un engramma, soltanto in dimensioni maggiorate.

La forma a dodecaedro degli engrammi (sopra, uno di tipo esotico) è identica a quella dell’Anomalia (sotto, in visione frontale).

Gli engrammi sono un quarto tipo di stato della materia, in cui quest’ultima risultata criptata e nella sua forma più pura. Questo stato fu creato artificialmente dalla corporazione di Clovis Bray, nella fattispecie da Willa Bray, si desume per comprimere e trasportare meglio le informazioni della materia senza deteriorarle e per renderla indecifrabile a chi non possieda la chiave di decrittazione. Possiamo quindi desumere che la struttura K1 sulla Luna possa essere stata creata da Clovis Bray, la cui mano è anche dietro la creazione di Rasputin, con lo scopo di generare il primo engramma o comunque di portare avanti l’esperimento di Willa su questo nuovo stato della materia. La gestione della struttura è stata quindi verosimilmente affidata a Rasputin e la presenza del laboratorio sulla Luna potrebbe essere un’indicazione della necessità del vuoto come elemento di sperimentazione. Da qui, ipotizzare che gli strumenti di scansione attorno all’Anomalia non siano per nulla quel che sembrano è un passo breve. L’idea, infatti, è che il dispositivo rotante non serva a esaminarla ma a contenerla o a mantenerla attiva. Sembra, infatti, che Rasputin si sia preoccupato che questo particolare macchinario fosse sempre in funzione, nonostante il Collasso e nonostante l’Alveare.

Allo stato odierno, l’Anomalia è sotto la giurisdizione dell’Avanguardia, che ha instaurato una stretta sorveglianza per evitare che le forze dell’Alveare presenti sulla Luna interferiscano con essa, essendone naturalmente attratte. Shaxx, cogliendo l’opportunità dell’ottimo stato di preservazione di K1, ha deciso di farla diventare un terreno di scontro per il Crogiolo, sotto l’ombra imponente e silente dell’Anomalia.

Il Vitalis in una concept art di Jesse Van Dijk della versione pre-alfa di Destiny 1.

Il Vitalis
Collocato nell’area dell’Oratore, sulla vecchia Torre di Destiny 1, il Vitalis è quell’immenso macchinario composto da strutture concentriche roteanti sul quale molti si sono interrogati in passato.
L’intero macchinario sembra essere una specie di stazione di monitoraggio dello stato del Viaggiatore, che è rappresentato da un modello olografico al suo centro – si possono intravedere gli squarci al di sotto della sfera schematica che lo identificano in maniera incontrovertibile come un suo modello in scala. Apparentemente ne esamina le fasi di emissione di Luce, cercando di carpirne delle variazioni che potrebbero indurre a credere a un possibile risveglio o più semplicemente (come il nome latino sembra suggerire) che potrebbero comunicarci delle informazioni sulla sua attuale salute.
Questa ipotesi è sostenuta da degli annunci che sistematicamente possono essere uditi in Torre, dagli speaker:

[Inglese]
“Traveler approaching zenith.”
“Traveler entering zenith.”
“Traveler entering declining phase.”
“Traveler exiting epicycle. Returning to main cycle.”
“Traveler at minimum valence. The Light persists.”

[Italiano]
“Il Viaggiatore si avvicina allo zenit.”
“Il Viaggiatore entra nello zenit.”
“Il Viaggiatore entra nella fase declinante.”
“Il Viaggiatore esce dall’epiciclo. Ritorno al ciclo principale.”
“Il Viaggiatore è ai valori minimi. La Luce persiste.”

Dalla serie di annunci si comprende come la Torre tenga sotto osservazione il Viaggiatore e che questi abbia dei cicli ben precisi che si ripetono giornalmente e che sono con tutta probabilità rilevati tramite il Vitalis.
L’Oratore si occupa di gestire questo monitoraggio e sembra a volte servirsene per instaurare o per discernere un mezzo di comunicazione con il Viaggiatore tramite i segni della sua attività. La speranza di carpirne un messaggio, dunque, che in ogni caso non giunge mai.

“E ancora silenzio. Nient’altro che silenzio”.
Oratore, trascritto da un dialogo casuale in-game

È curioso notare che gli annunci usano termini come epiciclo e zenit, legati alla scienza che studia le orbite dei corpi celesti – curioso perché il Viaggiatore non sembra muoversi affatto in alcun modo, su alcun asse. Di conseguenza, assumiamo che sia un sistema per definire l’emissione energetica (concordato con l’ultima frase “Il Viaggiatore è ai valori minimi. La Luce persiste”).
Il design del Vitalis ricorda da vicino quello di una centrifuga per simulare la forza dell’accelerazione (misurata in “G”), come quelle in uso alla NASA per testare la resistenza degli astronauti a forti accelerazioni. È un macchinario reso famoso in modo non ortodosso anche da film come Il tagliaerba. Il modello è realizzato da Jesse Van Dijk, uno dei responsabili storici del dipartimento artistico della Bungie.

Il concept animato in 3D di Jesse Van Dijk per il Vitalis, fase pre-aplha di Destiny 1.

Abbiamo la certezza che il progetto del Vitalis risalga quantomeno all’Epoca Oscura, in quanto sia nello spazio sociale del Picco di Felwinter, sia nella mappa Crogiolo di Vostok, è possibile accedere a una grande sala a volta dove giace in frantumi un Vitalis non più funzionante, danneggiato dal tempo e dalle intemperie.
È quindi chiaro che fin dall’Epoca Oscura lo strumento veniva utilizzato dai Signori del Ferro per studiare il Viaggiatore e le sue fasi. Felwinter, uno Stregone Exo particolarmente pratico della tecnologia dell’Età dell’Oro e probabilmente legato a Clovis Bray, potrebbe essere stato il suo ideatore. La locazione è infatti il picco che prima di diventare il Tempio del Ferro era la sua personale dimora e si sa, in aggiunta, che ospitava un “osservatorio”, che possiamo quindi identificare con la zona dove giace il Vitalis distrutto. La relativa carta del Grimorio mostra appunto la cupola dove si trova il Vitalis.

Sopra: il rudere del Vitalis su Vostok, Picco di Felwinter. Sotto: l’Osservatorio, dentro al quale il Vitalis giace inattivo da secoli.

Questo Vitalis precedente è dunque da considerare il modello di quello che fu in funzione sulla prima Torre, a sua volta distrutto durante l’invasione Cabal della Guerra Rossa.

Voci non confermate assumono che il progetto del Vitalis risalga all’Età dell’Oro in realtà, in quanto si credeva che l’umanità del tempo usasse i cicli e le fasi del Viaggiatore come nuovo strumento di misurazione del tempo e che quindi il Vitalis fosse nient’altro che un gigantesco orologio. L’interessante conseguenza dello studio di questo macchinario misterioso è che apprendiamo di queste fasi del Viaggiatore appunto, che si riferiscono alla quantità di Luce generata o misurabile. Il Viaggiatore, dunque, ha avuto (e probabilmente ha ancora) un’attività energetica fluttuante e talmente regolare da essere misurata con costanza.

Il Vitalis di scala portatile che è possibile osservare alla postazione di Ikora Rey sulla Torre di Destiny 2. Modelli in simile scala sono presenti su Io in varie locazioni.

Dopo la distruzione della prima Torre, il Vitalis è andato perduto come abbiamo già detto. Sembra che dei suoi modelli in scala portatile siano stati creati dagli Stregoni e in particolare usati da Ikora in Destiny 2. Alla sua postazione, infatti, possiamo trovarne uno. Su Io, dove Ikora è andata per il suo pellegrinaggio di meditazione, ne troviamo sparsi su tutta l’area esplorabile, collegati a dei dialoghi di Spettro. Uno di questi lo definisce erroneamente un “modello in scala del sistema solare”, mentre gli altri due dialoghi enfatizzano invece lo studio che gli Stregoni e altri in passato hanno dedicato alla figura del Viaggiatore, sottolineando che questi modelli in scala del Vitalis servano proprio a questo.

Misteriosi simboli caratterizzano le parti esterne dei bracci del Vitalis della Torre.

Altre osservazioni sul Vitalis hanno portato alla luce degli elementi simbologici molto interessanti. I bracci del macchinario sono infatti ricoperti di strane scritte indecifrabili (alcuni addirittura simili alsistema di numerazione dei Precursori di Halo, il precedente, storico lavoro Bungie), mentre altri simboli sono invece riconoscibili. Uno, in particolare, un triangolo, si ritrova spesso sulle armi di Destiny 1, come l’Aculeo, il Malvagio Karma e uno dei decori del Vituperio, ovvero l’Iconoclasta. Si tratta di una versione dell’Occhio del Drago, un simbolo di origine germanica che combina il simbolo per “minaccia” e quello che indica una scelta tra “male” e “bene”.

Il simbolo chiamato “Occhio del Drago”, di origine Germanica.

Il simbolo in questione sembra essere particolarmente legato all’Oratore, in quanto si ripete anche sui tre gradini concentrici della base del Vitalis, come pattern; essendo l’Aculeo (e molto probabilmente anche il Malvagio Karma) armi che in passato sono state purificate dall’Oratore per renderle utilizzabili dai portatori di Luce, è intuibile che questo simbolo abbia direttamente a che fare con l’autorità dell’Oratore o che, in omaggio al suo significato storico di cui sopra, indichi che un oggetto creato dall’Oscurità è ora stato mutato in qualcosa al servizio della Luce. Questa teoria sembrerebbe confermata dalle osservazioni sul modello del Vitalis di Vostok, che non sembra mostrare alcun simbolo invece: essendo stato costruito prima che la figura dell’Oratore diventasse importante, darebbe consistenza all’ipotesi.
Tuttavia, in mancanza di alcuna posizione ufficiale nella lore del gioco, il mistero permane.

In alto: il mirino dell’Aculeo mostra il simbolo triangolare dell’Occhio del Drago durante la mira, sulla zona del cane. Al centro: il primo decoro, chiamato “Iconoclasta”, sfoggia il triangolo (appena visibile vicino al calcio). In basso: il Malvagio Karma mostra il triangolo come pattern ripetuto sui fianchi dell’arma ma anche come simbolo del relativo perk “Catena di Maledizioni” all’interno del suo menu interno.