Ripercorrendo la vita di Clovis Bray, il patriarca fondatore della BrayTech, attraverso i suoi diari, gli stralci di lore di Destiny 1 e gli avvenimenti di “Oltre la Luce”, abbiamo tratto una sorta di biografia dal lungo respiro, incentrata sull’ossessione e l’ambizione di questa figura monolitica (documentata in questo lungo video – una collaborazione tra me e Lorenzo “Divus” Domenis, che vi consigliamo caldamente di integrare con questo articolo il prima possibile). 
Ma esistono molte altre storie legate a questo personaggio, che vanno oltre la narrazione che già conosciamo, che sono affiorate nel tempo. Con la lore chiamata “Lamento dell’eredità”, riviviamo gli ultimi momenti dell’esistenza della Cripta e della colonia del Vespro prima dell’invasione Vex, attraverso gli occhi di Exo membri dell’Exoscienza Bray e delle loro memorie, recuperate dai loro inerti corpi Exo su Europa.
Questa è forse la più incredibile tra le storie dell’Età dell’Oro e, dopo aver dipinto Clovis come un uomo senza scrupoli, megalomane e in delirio di onnipotenza, vi sorprenderà dal profondo con una nuova, profonda verità.

L’intelligenza artificiale clonata dalla mente originale di Clovis, denominata “Clovis IA” è il guardiano onnipotente della Cripta di Pietrafonda.

La transustanziazione di Clovis
Nel lungo video sopracitato, abbiamo lasciato Clovis ormai trasferitosi nel grande archivio della Cripta di Pietrafonda con una scansione quantica. Nelle 24 ore che precedono questo trasferimento, Clovis è ormai in coma, giunto al termine della sua vita innaturalmente estesa finora.
In questo contesto, continuano le spedizioni sullo statite di Volantis 2082 per sottrarre il liquido radiolarico ai Vex e alimentare così la produzione degli Exo. Sebbene la dottoressa Elsie Bray, ormai una Exo anche lei (e nostra Ignota), abbia più volte richiesto lo smantellamento del portale Vex su Europa, Clovis non l’ha mai ascoltata e si è persino spinto a resettarla per impedire che questo suo pensiero si trasformasse in una vera e propria ribellione. L’idea fissa di Elsie è che i Vex avrebbero prima o poi trovato il modo di usare il portale per invadere Europa, come è nella loro natura, lanciando un’offensiva definitiva. Nel momento in cui Clovis scivola nel coma e la sua mente viene preparata per la scansione quantica finale, i Vex, finalmente, decidono di muoversi.

““Dottoressa Bray, abbiamo un problema”, esordisce il dottor Ruiz.
Fantastico. Mi chiedo cosa sia andato storto.
“Dimmi”, risponde la dottoressa Bray.
“Noe-2 ha individuato un errore critico nel nostro sistema di sorveglianza nello spazio oltre il portale. I sensori sono disconnessi. In questo modo è impossibile prevedere a cosa andremo incontro.”
“È mai capitato in precedenza?”
“…No.”
La dottoressa Bray resta un istante in silenzio. Poi ordina: “Disattivalo.”
“Abbiamo bisogno dell’autorizzazione.”
“Autorizzo io.”
“Della SUA autorizzazione.”
Clovis è restio ad affidarle il controllo sulle decisioni importanti. La fa diventare matta.
“Ascolta, Esteban. Al momento, Clovis è in coma attaccato a un respiratore. Probabilmente morirà nelle prossime 24 ore. Quindi, con tutto il rispetto, d’ora in avanti prendo io il controllo…”
FORTI RUMORI MECCANICI
Cos’è stato? Veniva dal portale. Il rumore attira l’attenzione di tutti. Sta arrivando qualcosa!
FORTE ESPLOSIONE
“MINOTAURO! APRITE IL FUOCO!

“MEMORIA RECUPERATA: KNOX-4” dal libro “Lamento dell’eredità”

L’inevitabile accade, dunque: i Vex sciamano su Europa dopo aver preso il controllo del portale per Volantis. Clovis ha aperto un vaso di Pandora che potrebbe aver posto il nostro sistema solare nell’area d’interesse dei Vex in primo luogo, creando una delle basi per impedire la ripresa dell’umanità dopo il Crollo.
Avendo dunque perso il controllo del portale, Elsie fa ritorno alla Cripta, dove si confronta con la Clovis IA, ma la situazione che trova è sorprendente. L’IA ha preso la decisione di risvegliare il corpo Exo con la mente originale di Clovis al suo interno prima del dovuto; Clovis-1, dunque, si trova risorto e disorientato, nel bel mezzo di un’invasione aliena. La scelta dell’IA è legata alla sua ipotesi che Elsie non sia  sopravvissuta all’assalto Vex; il piano di Clovis sul suo ritorno come Exo non poteva essere ulteriormente ritardato e messo a rischio, tenendo anche in conto che lo stesso Clovis-1 è una risorsa fondamentale del sistema difensivo, come vedremo in seguito.
Elsie fa presente alla Clovis IA che è questione di tempo e i Vex sciameranno su Europa, spazzando via qualsiasi cosa. Clovis IA le rivela che ha un piano preciso, quello di sviarli su Marte e poi sulla Terra.

“Mia dolce, ingenua nipote. L’umanità non ha mai avuto speranze contro i Vex e quelle vite sono il prezzo da pagare. Inoltre, ogni vita perduta equivale a un Exo guadagnato. Un altro soldato che si unisce alla lotta contro i Vex. Gli Exo sono il futuro. Bray è il futuro. La nostra eredità: questo è tutto ciò che conta”, ribatte l’IA. Il nuovo arrivato ascolta attentamente. Sarà anche come un foglio bianco, spogliato di tutto, ma questa faccenda non sembra piacergli per niente.”
“MEMORIA RECUPERATA: WEN-1” dal libro “Lamento dell’eredità”

Clovis IA, che incarna la personalità dell’originale Clovis Bray nel modo più veritiero possibile, non si smentisce: pur di salvaguardare il sogno di Bray e la sua eredità, ogni cosa è sacrificabile, persino la Terra, il pianeta natio del genere umano. Un genere umano che, agli occhi della logica di Clovis Bray, è ormai obsoleto e non vale più la pena di essere difeso. La sua forma finale è quella dell’Exo, che è anche la migliore per fronteggiare qualsiasi minaccia.

““Ovunque ci siano vite da salvare, quello è il mio posto”, ribatte il nuovo arrivato. Sembra stranamente determinato.
“Il tuo posto”, interviene l’IA, “è accanto alla tua famiglia. Accanto a me.”
“Ogni briciolo del mio istinto mi dice di stare alla larga da te”, risponde l’Exo. Bella risposta per un nuovo arrivato.
Scommetto che, se la dottoressa Bray potesse sorridere, lo farebbe. Prende un’arma da una cassa e la lancia al nuovo arrivato. “Forse sei pronto, dopotutto”, dice. Il nuovo arrivato resta fermo, in attesa di nuovi ordini. Sembra in grado di maneggiare un’arma. È più pronto di quanto ci si aspettasse.”
“MEMORIA RECUPERATA: WEN-1” dal libro “Lamento dell’eredità”

La reazione di Clovis-1 è una grande sorpresa, forse, ma c’è molto di più dietro questo semplice accenno di conflitto interiore tra due forme di Clovis che sono le due facce della stessa medaglia. Qui abbiamo un primo spiraglio di grandezza dietro la mancanza d’etica e di empatia di Clovis, che anela in tutta la sua storia. Questo elemento è la prima grande fluttuazione nel piano originale di Clovis Bray.
Elsie e Clovis-1 si mobilitano a cercare sopravvissuti e a salvare il salvabile. Sono intenzionati a fermare l’invasione Vex o a sottrarre dalla morte più persone ed Exo possibile… ma Elsie non teme di far sapere che il suo piano è distruggere l’intera installazione una volta messo in salvo il personale.
La guerra contro i Vex si sviluppa in una escalation che vede Elsie e Clovis-1 opporsi fieramente alla logica di Clovis IA, proprio nel momento in cui il piano originale della IA viene sfidato definitivamente, con Elsie e Clovis-1 che portano in salvo i sopravvissuti dal Vespro.

““Elizabeth!” echeggia una voce familiare. Oh, no. È l’IA. Ha preso il controllo dei nostri canali di comunicazione. Riusciamo a sentirlo tutti. “Non osare mettere piede su quella nave.”
“Levati dalle palle, nonno”, ribatte lei.
“E tu, mio nuovo amico? Cosa farai?” chiede l’IA. Si sta rivolgendo all’Exo senza nome. Cosa diavolo avrà in mente?
La dottoressa Bray volge lo sguardo verso l’Exo senza nome. Scuote la testa, come a dire di non rispondere nulla. Ma lui sembra furioso. Sembra furioso con lei sin dal momento in cui sono arrivati qui.
“Dimmi chi sono, e non farò nulla”, dice l’Exo. Un dramma familiare? Proprio ora?
La dottoressa Bray è fuori di sé. “Non abbiamo tempo per queste cose!”
“Mio caro amico, mi sorprende che tu non ci sia ancora arrivato”, risponde l’IA.
“Sono Clovis Bray. Come te”, dice l’Exo.
“Esatto. Clovis-1”, ribatte l’IA, come inebriata.
“Ma non riesco a ricordare nulla della mia vita.”
“È per via della progettazione. La tua forma emozionale è stata semplificata fino ai minimi termini, come per tutti gli Exo. Ma se mi aiuti a impedire che i miei amici fuggano, ti dirò tutto quello che vuoi sapere sulla tua vita.”
Cala il silenzio. La dottoressa Bray scuote ancora la testa rivolta a Clovis-1. “Ti prego”, dice, “non abbiamo bisogno di un altro Clovis.” L’ho sentita parlare in maniera sincera altre volte, ma mai così. È quasi come se… lo stesse implorando.
Clovis-1 e la dottoressa Bray si scambiano uno sguardo.
“Levati dalle palle, vecchio”, risponde Clovis-1 tramite i suoi sistemi di comunicazione. La reazione sorprende visibilmente la dottoressa Bray. Ci sorprende tutti. Meno male.
“Quindi ti rifiuti ancora di accettare il tuo dio. E sia”, risponde l’IA.
Cosa diavolo significherà mai tutto ciò…
FORTE ESPLOSIONE
SISTEMI OFFLINE

“MEMORIA RECUPERATA: HECTOR-6” dal libro “Lamento dell’eredità”

Per la Clovis IA, e dunque per Clovis Bray stesso, la salvaguardia dell’umanità è del tutto subordinata alla preservazione dell’eredità dei Bray – il perpetrare del sogno degli Exo.

Il conflitto dei Clovis Bray
Con la distruzione della nave di evacuati, la linea di demarcazione tra l’IA e il nuovo Clovis-1 viene marcata con il sangue ed è ormai invalicabile. È chiaro: il rapporto tra Clovis IA e 1 è ormai rotto, la catena che li unisce spezzata. Lentamente ma inesorabilmente, la loro storia fa emergere un antico dilemma morale, filosofico e psicologico, che tormenta il genere umano e lo affascina da almeno 5 secoli. Il dilemma della natura contro l’educazione (“nature versus nurture”).
Cosa forma veramente un essere umano, forgiandone carattere e capacità? È una forte base genetica (“buon sangue non mente”) o l’ambiente dove cresce e si sviluppa? Clovis Bray è sempre stato in possesso di una grande mente, che lo ha spinto a sviluppare grandi idee in progetti che hanno efficacemente trasformato la vita dell’essere umano su più livelli. L’Età dell’Oro non potrebbe definirsi tale senza l’influenza immensa della sua corporazione nell’evoluzione dell’umanità. Ma tale genio è stato piagato da una totale mancanza di etica ed empatia, persino nei confronti della sua stessa famiglia, come possiamo desumere dai suoi diari personali e dalle interazioni con le sue nipoti.

MESSAGGIO A BRAY, ANASTASIA
Anastasia, sono tuo nonno. Sono su Europa e sto lavorando a qualcosa di veramente eccitante. Comprendo che sarai probabilmente riluttante a una qualsivoglia richiesta di collaborazione, considerando ciò che ricordi del trattamento di tuo padre…
So anche che hai lottato a lungo contro i tuoi dubbi sulla tua appartenenza… di certo facilitati dalla mia attitudine verso il tuo comparto genetico.
Facciamo ammenda di ciò. Hai perso abbastanza tempo dietro quella macchina paranoica. Entrambi siamo ben consci che i tuoi tentativi di sistemare il problema dell’acquisizione di valori è solo un fasciare una ferita etica.
Stato messaggio: non inviato.

MESSAGGIO A BRAY, WILHELMINA
[…] Sai quanto valore io dia alle menti che possono reggere il passo con la mia. Ricordo con piacere i tuoi tentativi di bambina di spiegare il mito del lupo alfa. La verità, mi dicesti, è che il cosiddetto lupo alfa non è un maschio dominante, ma semplicemente il patriarca della famiglia.
Ricordo con meno affetto, invece, ma con uguale rispetto le tue accuse sul mio assumere il ruolo di patriarca immortale e totalitario nel chiudermi a te. “Megalos kryos pateras”, mi chiamasti, in un greco molto sgrammaticato. Il giorno del funerale di mio figlio.
Permettimi di dimostrarti a cosa stavo pensando quando i miei pensieri non erano dedicati alla mia famiglia.
Vieni su Europa. Aiutami.
Stato messaggio: non inviato.

MESSAGGIO A BRAY, ELISABETH
“Conosco il tuo segreto. Pensavi di potermelo nascondere? Elisabeth, tengo traccia di ogni minimo cambiamento nella tua espressione genetica. So persino quando rutti. Sei la mia progenie! Sei la cosa più importante dell’universo per me, perché sei un’estensione di me stesso!
Stato messaggio: inviato.
Diario di Clovis Bray, dall’edizione da collezione di “Oltre la Luce”.

Anche quando sembra provare empatia e affetto paterno verso le sue nipoti, Clovis tradisce sempre arroganza e ambizione, duplicità, secondi fini e senso di superiorità. Le sue ragioni sono supreme e non si può discuterne. Sfruttare la malattia genetica di Elsie (causata tra l’altro dalla sua manipolazione del genoma del padre) è uno di questi segni inequivocabili sull’etica di Clovis.
La sua ambizione sfrenata, pari solo al suo intelletto, lo ha spinto a concepire il sogno di diventare il LUCA – acronimo di “Last Universal Common Ancestor”, ovvero l’ultimo antenato universale comune, una sorta di nuovo punto di genesi per la specie umana del futuro. Non indugiando in quelle che chiama “maledetta falsa modestia e dannata vanità…”, Clovis interpreta sé stesso come la chiave di volta non solo per la sopravvivenza umana, ma anche per la sua necessaria evoluzione sulla scala naturale universale.
Questo suo obiettivo recondito lo ha posto in una situazione in cui i dilemmi morali ed etici non potevano che essere ostacoli, che andavano rapidamente superati e con il minimo sforzo e rumore. La sua mancanza di scrupoli e la sua freddezza nell’eseguire i suoi esperimenti per portarlo sempre più vicino al necessario passo per l’evoluzione – l’immortalità Exo – caratterizzano il suo operato fino alla fine.

“[H.R.] // Che ne dici del dito indice? //
[P32] Uhh … no.
[H.R.] Le estremità rimangono insensibili. // Ci sono sensazioni? //
[P32] Fantasma. Ho prurito in un punto che vorrei grattare. Mi sento il petto pesante, come se qualcuno ci si fosse seduto sopra.
[H.R.] Sebbene le terminazioni nervose siano attaccate con successo al dispositivo, non stiamo generando potenziale d’azione.
[C.B.] Helga, non sta funzionando.
[H.R.] Comunque è un progresso. Dovrai accontentarti.
[C.B.] Di solito non mi accontento mai di niente.
[P32] Ehi… ho difficoltà a respirare…
[H.R.] Sta subendo un grave infarto miocardico. //  Unità mediche a rapporto. // Temo che la mia ipotesi precedente fosse corretta e il corpo umano nella sua attuale evoluzione non può sostenere lo sforzo fisico richiesto dalla convivenza con parti artificiali.
[C.B.] Allora dovremmo evolverci.
[H.R.] Oh, certo. Farò un rapido balzo di cento milioni di anni nel futuro.
[C.B.] Abbiamo avuto alcuni interessanti progressi nella modificazione post-trascrizionale – splice genico – con primati, pesci e alcuni uccelli. E se creassimo esseri umani più resistenti? Potrebbero sopportare l’esposizione a questo procedimento?
[H.R.] Sono un’ingegnera, non una genetista. Non ho idea se il tuo ideale di uomo-scimmia possa gestire un braccio di metallo.
[C.B.] È una sintesi così riduttiva e priva di gusto di ciò che sto proponendo.
[H.R.] È piatto. Lo abbiamo perso.
[C.B.] Beh, sai come si dice. Se non riesci con la prima…”
“TEST N° 312: Connessione arto Exo.” dal libro “Registrazioni laboratori Bray – CONFIDENZIALE”.

In questo scorcio di ciò che veniva sperimentato (e con che disumana freddezza) nei laboratori Bray, abbiamo vari modi di comprendere Clovis Bray. Oltre a un cameo della futura co-fondatrice dell’Armeria Nera, Helga Rasmussen (all’epoca ancora una scienziata della BrayTech), abbiamo anche vari altri esperimenti dentro questo libro di lore in particolare, che passano dal sottoporre i “volontari” a ingestione di liquido radiolarico, fino al costringerli a varcare dei portali Vex sfasati nel tempo. Tutti esperimenti che, nemmeno a specificarlo troppo, finiscono in modo estremamente truculento e si chiudono con un commento freddo di Clovis, quasi ironico, come quello riportato sopra.
Clovis Bray è un uomo con un sogno, ma forse, è l’uomo sbagliato per portarlo a termine.

Gli Exo, con le loro problematiche e i loro glitch apparentemente insolubili, forniscono una inaspettata conferma che l’essere umano è qualcosa di più dei suoi singoli elementi isolati.

La risoluzione di un antico dilemma
Ma cosa cambia dunque in Clovis-1? Il piano del gerarca della BrayTech era quello di trasferirsi in un corpo Exo per assurgere a divinità di diritto, sconfiggendo il suo corpo ormai decadente e la conseguente morte stessa. Ma trasferirsi in un Exo comporta la fine della propria mente come la consideriamo: il problema del DER, di cui abbiamo parlato approfonditamente qui, necessita la cancellazione della memoria come soluzione permanente. Il riassetto dei ricordi è, realisticamente, anche un riassetto della personalità. Leggendolo in un’altra chiave, annullando il bagaglio di esperienze di una persona ne si annulla anche l’influenza subita dai fattori ambientali sulla sua personalità basica. Rimane così non una vera e propria tabula rasa, ma una base genetica di fondo che, nel caso di Clovis Bray, è in parte responsabile del suo grande intelletto.
Questo approccio è basato sulla considerazione di una scienza relativamente nuova nel dibattito tra “natura contro educazione”. Si tratta dell’epigenetica.

Ciò che costituisce la ragione del comportamento umano è stato nei millenni considerato materia di accesi dibattiti, che vedevano opporsi chi credeva che fosse completamente racchiuso nel nostro essere fin dalla nascita e chi pensava fosse frutto della crescita nell’ambiente di sviluppo. Dibattiti filosofici al riguardo vedevano, per esempio, Platone affermare che la conoscenza è innata nell’uomo, in contrapposizione all’idea della “tabula rasa” di Aristotele, che pensava che l’ambiente fornisse tutto il materiale necessario allo sviluppo della personalità. Nel 1700 questo dibattito fu elevato a nuovi scontri intellettuali quando le correnti internaliste ed empiriche della filosofia collisero. Visioni religiose si frappossero alle varie teorie di pensiero, ritenendo che il vero materiale che forma un uomo si trovi dentro l’anima immortale. L’avvento della psicanalisi ha creato una grande focalizzazione sul fattore ambientale ma anche sugli istinti primari presenti all’interno della psiche umana, stabilendo un primo equilibrio tra le due parti, come avviene nella psicologia dinamica della scuola freudiana, e iniziando a dirigere il dialogo verso un approccio più completo.
La chiave per risolvere questo dilemma, infatti, è come spesso accade una via di mezzo mediata dalla scienza, che con l’avvento di tecniche più recenti ha isolato le irrazionalità dal discorso con il metodo scientifico. In particolare, l’avvento della scienza della genetica e la genomica ha cambiato radicalmente la nostra idea di cosa effettivamente rende un essere vivente quello che è. L’epigenetica, che abbiamo già citato, ha infine creato una convergenza tra questi studi moderni, evidenziando come le interazioni con l’ambiente tendano ad attivare determinate parti del nostro genoma in base allo stimolo e alle necessità, di fatto portando a risultati diversi. L’essere vivente si considera dunque su due lati differenti ma in sinergia tra loro: il genotipo, ovvero l’insieme di informazioni genetiche di un individuo, e il fenotipo, l’espressione di quelle informazioni a livello fisiologico, fisico (come la morfologia, la biochimica) e persino l’insieme dei suoi comportamenti. Un classico esempio è il codice genetico che determina il possibile colore degli occhi (genotipo) e l’effettivo colore degli occhi risultante (fenotipo). Determinate qualità genetiche, dunque, possono o non possono essere attivate dall’influenza ambientale, ma l’interazione costante tra l’aspetto fisiologico e quello sociologico in un essere vivente è l’elemento chiave che porta allo sviluppo del suo comportamento: questo tipo di interazione avviene persino all’interno del feto non sviluppato, quindi ben prima della nascita. Considerare le due cose come separate è un grave errore e un doveroso aggiornamento in merito ha portato alla riconsiderazione di molte teorie della psicologia ma non solo. Queste nuove scoperte hanno reso ancora più assurde e antiquate determinate convergenze ideologiche della concezione eugenetica dell’essere umano degli ultimi due secoli, stabilendo che esso è molto di più della somma delle sue parti, superando le pericolose teorie di stampo razzista che nel recente passato hanno preso fondamentale parte alla giustificazione di massacri programmati, guerre mondiali, pulizie etniche e altre simili follie.

Questa nuova, complessa considerazione dell’essere vivente, rivive nella storia di Clovis-1 e di Clovis Bray. Grazie alla particolare natura e condizione degli Exo, Clovis-1 diventa il Clovis Bray alternativo, una mente superiore in un fisico superiore (quello dell’Exo) al servizio di tutt’altro spettro di intenzioni, permeato di un’etica che gli viene fornita questa volta dall’influenza giusta: quella di Elsie Bray. La sua base genetica si scontra dunque su una realtà ambientale diversa, che ne forgia un differente cammino, alla luce del medesimo potenziale ereditario, trasformando l’entità negativa di Clovis Bray in una forza positiva.

Un indizio del destino di Clovis-1 lo possiamo rinvenire in una zona dell’Exoscienza Bray su Europa, abbandonato su un tavolo da ricerca.

Il destino di Clovis-1
“Clovis-1 si collegò e il Protocollo d’Addestramento Exo partì. Le sue statistiche erano oltre ogni cosa mai vista finora. Numerosi record furono infranti. Ma era chiaro che sarebbe stato così: Clovis lo aveva costruito per questo. Lui voleva essere il migliore, da vivo o morto.”
“MEMORIA RECUPERATA: ANJOLI-7” dal libro “Lamento dell’eredità”

Facendolo fuggire da un destino fatico del tutto simile a quello di molti eroi della mitologia greca, il cambiamento in Clovis-1 lo instrada in un percorso eroico. E come tutti gli eroi tragici, il suo destino lascerà una profonda eredità, che dona il titolo al libro della lore che ne racchiude le gesta.

“Vediamo di cosa sei capace, allora,” disse la Dott.ssa Bray e puntò a un armadietto per le armi sigillato. Dentro c’erano due armi. Una era un luccicante Fucile a Impulsi, l’altra una incredibile Spada con una lama del tutto simile a una catena a motore. Quella roba sembrava in grado di tagliare anche il titanio. Tentammo inutilmente di bypassare i sistemi di sicurezza dell’armadietto mentre Clovis-1 stava allenandosi.
Ma quando si avvicinò lui stesso, l’armadietto lo scansionò.
“Bentornato, Clovis” disse, mentre si apriva. E lui prese quell’arma tra le mani e sorrise.
“Tu dovresti prendere quell’altra,” disse Clovis-1 alla Dott.ssa Bray.
“Ah, dovrei?”
“In che altro modo potremmo mai sembrare favolosi mentre abbattiamo i Vex assieme?”
Lei annuisce. Prende il fucile e se lo allaccia dietro le spalle. È proprio cazzuta. La Dott.ssa Bray prende qualcos’altro dall’armadietto e lo mette in tasca. Sembra un banco di memoria. Perché mai ne avrebbe bisogno?
“Come te la senti?” disse la Dott.ssa Bray.
“Come se fosse stata fatta apposta per me,” Clovis-1 ammira la fattura della Spada.
“A conti fatti, è proprio così”, una voce riempie l’aria dal sistema di interfono. Ancora l’IA. Sempre all’erta. Sempre in ascolto.”
“MEMORIA RECUPERATA: ANJOLI-7” dal libro “Lamento dell’eredità”

Clovis IA ormai accetta la scelta di Clovis-1 e gli dona dunque lo strumento fatico per la sua redenzione: il Lamento, la terribile spada che fu forgiata fin dall’inizio per lui, è l’arma del destino che mette in atto la fase finale della sua trasformazione. Clovis-1 si dirige quindi con decisione sul sentiero tracciato per lui dagli eventi, come Perseo quando ottiene le armi divine per sconfiggere la Medusa. E se in questa epica rilettura della lore di Destiny secondo i dettami del Monomito Clovis IA è il Guardiano della Soglia, Elsie è il suo Mentore, in una inversione di ruoli poetica. Con la giusta visione del suo scopo finale e gli strumenti necessari ormai in suo possesso, Clovis-1 diventa una inarrestabile macchina di morte per i Vex, trasformandosi nell’eroe di Europa e nell’uomo che Clovis Bray avrebbe dovuto e potuto essere.

“Sembra che un dolore persistente risieda dentro Clovis-1. Come se combattesse non solo per chi abbiamo perso, ma anche per colmare un vuoto che fu occupato dalla paura nella vita precedente. La stessa paura che, probabilmente, ha portato ognuno di noi su Europa fino alle porte dell’inferno… e ce le ha fatte spalancare.
Quel vuoto adesso inizia a colmarsi nuovamente, ma questa volta non con la paura, ma con l’amore.
La Dott.ssa Bray si staglia al suo fianco, impavida, fucile in mano, guidando la carica con ferocia e forza di volontà.
Questi sono i leader di cui avevamo bisogno. Leader guidati dalla speranza.”
“MEMORIA RECUPERATA: NOE-2” dal libro “Lamento dell’eredità”

La caduta di un eroe
“Cadiamo. Ci rialziamo.
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10.
Combattiamo fianco a fianco. Riusciamo a farci strada attraverso Europa fino al Ponte di Vetro, dove giace il portale.
Cadiamo. Ci rialziamo.
11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20.
Ancora e ancora, combattiamo. Cadiamo. Ci rialziamo. Si ripete all’infinito.
21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30.
Ogni volta sempre più vicino. Ogni volta, sempre più cadaveri di Vex si aggiungono alla pila. Non fa altro che aizzarli a continuare. Sciamano sempre più veloci, combattono sempre più ferocemente… il loro numero aumenta sempre di più. Sanno perché siamo qui.
Ci scatenano addosso tutto quello che hanno.
Ma Clovis-30 e la Dott.ssa Bray sono inamovibili – la Spada squarcia senza sforzo, colpo dopo colpo.
31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40.
Il fucile risuona come un tuono, salva dopo salva. E un certo numero di banchi di memoria comincia a friggersi per il rapido abuso dei reset. Alcuni di noi non torneranno mai più. Lo sappiamo. Ma continuiamo a rialzarci.
41, 42, 43.”
“MEMORIA RECUPERATA: NOE-2” dal libro “Lamento dell’eredità”

Gli Exo che combattono a fianco di Elsie e di Clovis-1 assistono al loro nobile sacrificio e al loro inflessibile impegno a combattere contro l’ineluttabilità. Clovis viene distrutto e resettato più volte, fino a diventare di fatto Clovis-43 – un numero vicino a un altro che ci è terribilmente familiare e, con grave emozione, cominciamo a comprendere la verità.
Alcuni Exo odono il terribile suono del Lamento che squarcia il metallo degli esoscheletri Vex, tra mille scintille, mangiandone ogni molecola; quello stridio, che riempie l’aria mentre Clovis-43 brandisce l’enorme lama distruttrice, gli fa guadagnare un nome di battaglia. Il nome è familiare anch’esso, risalente a un’altra figura leggendaria, della mitologia irlandese, che produce un suono del tutto simile, terribile e straziante, presagio di morte inevitabile.

Clovis-43 ed Elsie mettono in salvo tutti i superstiti Exo su Europa e si preparano ad abbandonare il satellite. Il piano della Clovis IA, quello di spingere l’offensiva Vex su Marte e poi sulla Terra, è ormai fallito. Nonostante l’IA abbia fatto di tutto per salvare l’eredità Bray, il sacrificio dell’umanità intera per farla ascendere a una nuova forma d’esistenza è parso una follia a Elsie e così a Clovis-43, che adesso sono decisi a porre fine per sempre al dominio di una idea insana – un prodotto collaterale di un sogno nobile.

Tornando nella Cripta, Clovis-43 rivela a Elsie che è giunto il momento di disattivare la Clovis IA. Elsie non può che essere d’accordo – la Cripta di Pietrafonda è giunta al termine della sua esistenza e con essa non può che scomparire anche l’ideale che l’ha fondata.
Clovis IA sa cosa l’attende e non riesce o non può opporre resistenza. La luce svanisce dai suoi occhi quando entrambi sigillano i comandi dopo averlo disattivato.
Ma rimane ancora qualcosa di Clovis al mondo, seppur in diversa forma.

“”Ho un’ultima richiesta.”
“Sei sicuro? Oltre a questo, non c’è più fluido radiolarico, sai…?”, mi dice.
Molte delle anime che abbiamo perso per mano dei Vex e di Clovis sono scomparse per sempre. Ma siamo riusciti a salvare qualcuno. Li abbiamo portati via dalla luna. Ora ci siamo solo noi. Pronti a separarci per sempre.
Capisco la sua apprensione. Elsie aveva appena trovato un nonno degno di questo nome, e ora sto per subire un nuovo riavvio. Merita di sapere il perché.
“Quando abbiamo aggiunto la banca dati E1-815 alla tua configurazione, hai riacquisito tutti i tuoi ricordi passati. Ricordi della tua famiglia. Delle tue sorelle. Di tuo fratello. Di tua madre e tuo padre. Del dolore. Della perdita. Del senso di colpa.”
“Sì…”
“Elsie, sono stato io a causare tutto questo.”
“Non sei lui.”
“Sarò per sempre il suo fantasma. Non importa quanto proviamo a ignorarlo. E tu… tu meriti di essere libera da una persona del genere.”
China il capo, accettando le mie parole. Il dolore che provo è incommensurabile. Ci fu un mondo in cui essere una famiglia felice. Ma non è questo mondo. Entrambi lo sappiamo.
Poggio un tablet davanti a lei.
“Cos’è?”
“È il suo diario personale. È tuo, se lo vuoi. Chiudilo da qualche parte, se non lo vuoi. È quasi interamente cifrato, comunque. Ne ho letto un pezzo. Il tipo di persona che ero… dominato dalla paura. Ossessionato dall’eredità. Non diventerò così. Non di nuovo. È ora che tu e gli altri giovani Bray decidiate se ricostruire una vostra eredità, nel modo giusto, o se radere tutto al suolo.”
Si legge in viso la sua voglia di farlo. E forse lo farà, un giorno.
“Ok, allora”, dice.
Non so come si fa a dirsi addio. Ma lei lo sa. Mi tira a sé, dandomi il primo abbraccio che ho mai ricevuto. Mi stringe forte. Assaporiamo il momento. Un sogno di quel che avrebbe potuto essere. Un fugace sguardo attraverso lo specchio.
Vorrei poter versare una lacrima. Non importa, l’ho comunque sentita solcarmi il viso. E anche lei l’ha percepita.
“Mi faresti un favore?” le chiedo.
“Tutto ciò che vuoi.”
“Il soprannome che mi aveva dato quell’Exo… potresti aggiungerlo alla mia configurazione? Insieme al mio numero?”
Scoppia a ridere. È bello sentire la sua risata per un’ultima volta. “Non ti dispiace affatto, eh?”
“Mi sta iniziando a piacere.”
“E sia… Banshee.”
Entro nella capsula. Le porte si chiudono. La saluto con la mano.
Vediamo cos’ha in serbo il numero 44.”
“MEMORIA RECUPERATA: CLOVIS-43” dal libro “Lamento dell’eredità”

La rivelazione non può che essere straziante. Con il suo nuovo nome, quello di battaglia guadagnato sul campo ma anche tramite la fiducia e l’amore di chi lo seguiva, Clovis si sacrifica alla sua 44esima iterazione, diventando colui che conosciamo tutti come Banshee-44.
L’ultimo reset è fatale per i banchi di memoria già compromessi, che ne vengono irreversibilmente danneggiati. La memoria a lungo termine viene cancellata, quella a breve termine quasi del tutto incapacitata a una funzione corretta.  Ed è ironicamente la stessa memoria recuperata di Clovis-43 a raccontarci come l’eroe muore e viene dimenticato.
Elsie stessa è commossa di fronte al valore di quest’uomo, che fin dall’inizio ha sostituito il cinico Clovis Bray originale nel suo cuore, assumendo il ruolo del nonno che lei non ha mai avuto. E questo Clovis, dall’alto del suo valore, decide di sacrificare tutto questo per lei, l’amata nipote, e per l’intero genere umano che non dovrà mai più essere sottoposto alla sua lucida tirannia. Il sacrificio, infatti, è la perdita del suo passato, una scelta conscia, la rinuncia alla sua personalità tramite la perdita dei banchi di memoria che Clovis-43 sapeva avrebbe subito. Banshee-44 è il prodotto di questo sacrificio, un nuovo inizio, che possa prendere il suo posto senza le colpe del passato, con una nuova grandezza.
Il sacrificio di Clovis-43 assieme alla caduta della sua nemesi e alter ego (nonché parte di sé stesso), la Clovis IA, è il cerchio che si chiude sul mito, in una tragedia persa nel vortice del tempo, di cui non rimangono che memorie corrotte ed echi di grandezza.
Termina così, con una rivelazione epica nel mondo di Destiny, l’esistenza delle due facce di Clovis Bray, quella dell’eroe, quella dell’antagonista – un doppio specchio scuro che affonda le sue radici nel mito alle origini della nostra umanità.

La Stella del Mattino

Il sogno si estingue
Giudicare Clovis Bray ci è stato facile finora, ma la storia di Banshee/Clovis-1 ha segnato un nuovo solco sulle nostre certezze, incrinandole. Tutti possiamo essere salvati, basta solo sapere come. A volte, rinunciare al passato è una di queste possibilità, un modo per cambiare e diventare ciò che abbiamo sempre voluto o potevamo sempre essere.
Sull’identità di Banshee abbiamo sempre avuto dei dubbi, e persino Cayde-6 ha mostrato in passato una curiosità spinta al riguardo – segnale che Bungie aveva in mente questa rivelazione da tempo. In un vecchio Grimorio di Destiny 1, Cayde frugava nell’archivio dell’Avanguardia per varie risposte su domande triviali, anticipando l’arrivo di Nessus e di Io in Destiny 2 e, una volta richiesta la cronologia delle ricerche, abbiamo avuto questo testo interessante:

“?> di cosa stavamo parlando
> ULTIME 50 RICERCHE EFFETTUATE SU TUTTI I DISPOSITIVI, ORDINE CRONOLOGICO:
> “vero nome banshie” “vero nome banshie-44” “password di default armadietto fucili da ricognizione” “occhio gigante viaggiatore” “occhio gigante pianeta” “occhio gigante alieno” “occhioni alieni” “elimina cronologia immagini” “come faccio a eliminare immagini” “impostato per sbaglio occhioni alieni come sfondo del terminale” “quanto costano nuovi terminali” “sconto avanguardia per nuovi ter~XXX”
Grimorio, “Frammento di Spettro: Cayde-6”

La damnatio memoriae della parte eroica di Clovis Bray è certamente una delle più grandi perdite nell’universo di Destiny. Ma ci apre un interessante cammino che va al di là della nostra concezione di moralità ed etica, come spesso sta accadendo ultimamente nella lore. L’idea è che, per quanto grandioso ed eroico, l’alter ego di Clovis Bray non è riuscito a imporre la sua impronta sulla realtà come lo ha fatto il patriarca della BrayTech. Il sogno di Clovis Bray, infatti, ha avuto una risonanza che è andata ben al di là della sofferenza e della spregiudicatezza del suo operato. Attraverso l’ambizione sfrenata di un uomo solo e la sua capacità di inquadrare una visione del futuro talmente lungimirante da essere fuori dal tempo, l’umanità intera ha effettivamente sconfitto e trasceso la morte.

Come la definiva nel suo diario, Chiarezza e la Cripta sono state davvero una fonte di seconde possibilità, soprattutto per egli stesso, che ha in parte riparato alla sofferenza causata – ma paradossalmente, con gli stessi mezzi.

In verità, Chiarezza è davvero la fonte delle seconde possibilità.”
Diario di Clovis Bray, pagine mancanti.

Il sogno di Clovis, costruito sul dolore, è diventato una luce di speranza, un fiore che nasce dalla palude. Possiamo giudicare Clovis in molti modi, ma alla luce delle azioni di Clovis-1 e dei risultati della Cripta di Pietrafonda, la nostra visione è impari e iniqua. Non siamo nella giusta posizione per comprendere o giudicare. Come possiamo, infatti, accostarci a un giudizio etico su qualcosa così enorme come la vittoria sulla mortalità?

Il sogno, dunque, riecheggia in noi e nei nostri tempi. Quando il primo fireteam di Guardiani insegue Atraks-1 nei meandri della Cripta, sconfiggendolo, emerge dalla stazione orbitante Stella del Mattino. Questo è un luogo dove le sperimentazioni più truculente e immorali sono state portate avanti da Clovis, incluso un sistema di alimentazione nucleare degli Exo in grado di causare distruzione di massa. Il nome stesso della stazione è un chiaro riferimento biblico a Lucifero, e alla vecchia concezione del male della mitologia pre-illuminista. L’idea che la conoscenza sia negativa nei sistemi religiosi è quasi una costante universale. La sete di conoscenza predispone un’attitudine indagatoria nei confronti della realtà, che può andare a collidere con i dogmi religiosi nati per impedire che il castello di carte e il sistema morale delle religioni siano messi in discussione ed esposti a fallacie logiche. Dunque, Lucifero è il ricercatore della conoscenza per eccellenza e Clovis, paragonandosi a lui, ricalca l’idea che per conoscere veramente devi essere libero da dogmi morali ed etici.
Eppure, nonostante le problematiche legate alle scelte di Clovis Bray, dobbiamo riconoscergli il grande merito di aver compiuto non solo un passo quasi definitivo verso il superamento della mortalità… ma anche un altro importante obiettivo è stato raggiunto: l’utilizzo di una forza legata all’Oscurità senza che questa abbia preso il controllo della situazione. Benché ci sia ancora da discutere sul Lungo e Lento Sussurro in futuro, Clovis Bray è riuscito a combinare la tecnologia Vex, l’effetto paracausale e neghentropico dell’Oscurità e la tecnologia dell’Età dell’Oro scoperta grazie al Viaggiatore, in un unicum incredibile, superando ogni tipo di immaginazione. La fontana dell’eterna giovinezza, come la chiama Clovis, non è solo l’illusione di un folle, ma il coronamento di un sogno tramite la più alta scienza che l’umanità abbia mai prodotto. È un cambiamento evolutivo su larga scala, che sovverte ogni filosofia esistente. E forse, ci piace crederlo, questo ha confermato la scelta del Viaggiatore di rimanere con noi durante il Crollo, perché ci siamo davvero dimostrati speciali e unici nell’equilibrare le forze del cosmo.

Clovis IA si risveglia quando i Caduti violano la Stella del Mattino. Le sue parole sono pregne di significato e ci raggiungono da un tempo ormai dimenticato.

Torniamo ai nostri Guardiani, che affrontano la zona esterna della stazione Stella del Mattino. Saltando tra le stelle sulle appendici della struttura, accompagnata dalle note della struggente “Deep Stone Crypt Lullaby” (che consigliamo di ascoltare mentre leggete queste ultime righe), la Clovis IA viene riattivata dal sistema di sicurezza risvegliato dall’invasione dei Caduti. Benché non comprenda cosa stia accadendo, perché dalla sua disattivazione per mano di Banshee-44 ed Elsie è passata un’era e il Crollo stesso, il suo primo pensiero è la preservazione del sogno.
Le sue parole, prive di emozione ma sulle note della traccia musicale indimenticabile, rimangono impresse in questo momento forse tra i più emozionanti dei raid recenti di Destiny, dove il sogno di Clovis Bray si fa di nuovo vivo e pulsante, come quello di un’intera civiltà che anela fin dalla notte dei tempi a sconfiggere il più oscuro degli avversari: la morte.
Mentre ci parla, noi ripensiamo a questa incredibile storia, alle due facce della stessa medaglia e con queste sue parole da oltre il tempo, chiudiamo la storia di Clovis Bray, l’antagonista e allo stesso tempo l’eroe più grande tra gli uomini.

“Intelligenza artificiale attivata. Vi state divertendo, intrusi? È di grande importanza per voi sapere l’entità del danno catastrofico che state arrecando oggi. Non ingannatevi. Questa struttura non è il semplice, arido lavoro di qualche patetico scienziato. Questa è la dimora costruita dal genio di Clovis Bray I° stesso. In essa alberga la salvezza dell’umanità. La fontaine de jouvence. Il tutto reso possibile grazie al Controllo Chiarezza. Magnifico, non è vero? Un’entità proveniente da una dimensione oltre la nostra e la risposta all’eterno dilemma dell’umanità: la mortalità. Se dovesse cadere nelle mani sbagliate, il genere umano e l’intero universo sarebbero ineluttabilmente condannati. Non ho modo di convincermi che le vostre non siano altro che quelle “mani sbagliate”.
Sarete sottoposti a un giudizio pari a quello divino per questo. Che esso possa gravare su di voi per l’eternità.”
Clovis IA, trascritto dal raid “La Cripta di Pietrafonda”.