Negli anni, Destiny è diventato noto per aver aperto più domande di quante le poche risposte date abbiano potuto soddisfare. Alcuni dei più grandi misteri di Destiny hanno trovato risposta in Destiny 2, ma vi sono altre istanze che hanno catturato la nostra immaginazione e sono rimaste prive di riscontro, fino a oggi. Proviamo a fare un elenco di quelli che, secondo noi, rimangono i misteri irrisolti meno noti ma tra i più affascinanti di Destiny.

Le maliarde sono una diretta evoluzione della forma di madre del popolo-krill – in un certo senso, tutte discendenti da Taox.

Taox
“Io sono Taox, madre sterile, maestra dei figli del Trono di Osmio.
Poiché sono madre, la mia vita è lunga. La mia sterilità mi pone al di sopra delle piccole battaglie politiche della corte.
Solo io sono in grado di vedere gli schemi della sopravvivenza. Solo io ho progettato i grandiosi motori che muovono la Corte di Osmio. Ora…
Solo io posso agire per salvare il mio regno.”
Libri del dolore,
“II: Il verso dell’odio”,
Verso 1:2

Alle origini della specie dell’Alveare, vi è una lunga lotta per la sopravvivenza della loro precedente iterazione, quella del popolo-krill. Si tratta di una specie molto debole, la cui vita è ridotta a pochi anni e che è vittima di predatori ed elementi che ne aumentano la mortalità in modo esponenziale. Questa specie, proveniente da un asteroide precipitato sul gigante gassoso Fondamento, sappiamo essersi organizzata in due fazioni ben distinte, abitanti due placche diverse di terra galleggiante sul mare di ammoniaca: la Corte del Trono d’Osmio e quella dei Bevitori d’Elio. Taox era una delle Madri Sterili della prima corte – una creatura che per via del suo stato, aveva una vita molto più lunga di altri ma non poteva riprodursi.
Sentendo che la morte del re del Trono d’Osmio era vicina e temendo per la sua famiglia, Taox tradì, invitando i rivali dei Bevitori d’Elio a invadere i loro territori. Il popolo d’Osmio fu soggiogato e il suo trono fu affidato a Taox.

Il Re di Osmio ha tre eredi rimasti, ciascuno di due anni:
Xi Ro, la più giovane e più coraggiosa, che vorrebbe diventare un cavaliere.
Sathona, la più intelligente, che vorrebbe diventare una madre.
Aurash, figlia navigatrice, che sogna l’oceano infinito.

[…] Nessuna di loro sarà una degna erede. Nessuna di loro saprà proteggere la Corte di Osmio dalla furia del Fondamento. Xi Ro sa combattere, ma non comandare. Sathona sa pensare, ma non combattere. La curiosità di Aurash la porterà lontana dai suoi doveri. Temo per il futuro di tutti i figli.

Presto il Re di Osmio si rinchiuderà nel planetario reale per studiare le lune. Radunate i vostri cavalieri, o bevitori d’elio, e invadete il nostro continente. Uccidete le tre eredi. Io sarò la vostra reggente della Corte di Osmio e costruirò motori per voi.
Libri del dolore,
“II: Il verso dell’odio”,
Verso 1:2

Taox regna con il tradimento, usurpando il trono del defunto Re d’Osmio, fino al ritorno delle eredi legittime, fuggite prima di poter essere uccise. Ammantate del nuovo potere donato loro dai Vermi di Fondamento e completamente pervase dalla vendetta, le figlie sono completamente trasformate dall’unione con le larve dei Vermi: Xivu Arath, Savathûn e Auryx (la futura Oryx). Le tre sorelle hanno stretto un patto di sangue contro Taox, che verrà soddisfatto solo con la sua morte.

“Io sono Xi Ro, figlia minore del re morto. Riprenderò la Corte di Osmio e ucciderò la traditrice Taox. Sul mio occhio sinistro, giuro vendetta.”
Il giuramento è suggellato nel sangue.
Libri del dolore,
“III: Il giuramento”,
Verso 1:3

Il complesso patto coinvolge un elemento differente per ogni sorella – come i loro tre occhi: Xi Ro giura di distruggere Taox; Sathona di diventare una madre procreatrice; Aurash di scoprire cosa sta muovendo le lune di Fondamento (allineate per volere del Leviatano di Fondamento e del Viaggiatore). Ma nel complesso, esse giurano la morte della traditrice e il riscatto della guida del proprio popolo.

Da quel momento, Taox fugge e chiede asilo e aiuta tutte le civiltà nemiche dell’Alveare, che vengono così attaccate e spazzate via durante la campagna di distruzione di Oryx, in modo sistematico. 24.000 anni dopo, Taox viene trovata in criostasi dentro una nave alla deriva nello spazio dai Dakaua, un’altra razza in seguito sterminata da Oryx e consigliata dalla traditrice su come attaccare l’Alveare per distruggerlo. Questa è l’ultima volta che abbiamo notizie di lei, ma sappiamo bene che nessuno dei tre fratelli è mai riuscito a scovarla e a mantenere il patto di sangue, uccidendola.

Taox è, a conti fatti, il più antico nemico dell’Alveare e l’ultima sopravvissuta del popolo-krill, la specie pre-verme, proto-Alveare – entrambe cose che la rendono un personaggio totalmente affascinante. La sua presenza nella lore marginale è importantissima, poiché essa potrebbe rappresentare la chiave di volta per la sconfitta definitiva dell’Alveare, in quanto giurata nemica. Taox ha insegnato alle sorelle Xi Ro, Sathona e Aurash (le versioni iniziali di Xivu Arath, Savathûn e Oryx) molto di quello che sanno, soprattutto ha ispirato a Sathona l’idea di assumere la forma di Madre nella sua trasformazione definitiva in Savathûn. Varie teorie la vogliono essere Eris Morn, giustificando il suo aspetto (il popolo-krill aveva tre occhi come l’Alveare) e il suo odio per l’Alveare stesso, ma sappiamo bene che le origini di Eris e il modo in cui ha ottenuto quell’aspetto sono ben altri.
Una teoria che potremmo avanzare è che Taox sia la persona anziana e saggia (chiamata “strega”) che Lavinia Garcia Umr Tawil incontra alla fine del suo viaggio attraverso le dimensioni e le realtà della materia per incontrare i Nove. Ma, in realtà, non ci sono molte prove al riguardo e il destino di Taox, seppur noi pensiamo sarà sempre legato alla caduta dell’Alveare, è ancora sconosciuto.

Oryx non ha mai perso la speranza di scovare Taox e di giustiziarla, portando a termine il giuramento che lo lega alle sorelle e che lui reputa tra i suoi precetti più importanti – al punto di ricordare al figlio Crota, appena nato, che uccidere Taox è un dovere suo e suo soltanto.

“[…] ti conferisco il nome di Crota, divoratore della speranza.
Ho compiuto un giuramento, figlio mio, ho giurato di distruggere Taox. Non ti conferisco questo compito. 
Rimarrà nelle mani di tuo padre.”
Libri del dolore,
“XXXVI: Divoratore della speranza”,
Verso 4:6

La campagna di distruzione di Oryx ha portato enormi cambiamenti nel nostro universo, causando la fine di innumerevoli civiltà… ma anche la nascita di nuove, terrificanti creature.

Il Corvo Perfetto

“Ecco l’ira di Oryx, accumulata per diecimila anni. Ecco l’amputazione dorata: la caduta di Taishibeth, la fine di un’era. Abbiamo colpito i mondi di Taishibeth come tamburi di guerra e abbiamo urlato di gioia tra le nostre lune, nere mentre loro sbattevano orbitali argentate e luminose reti-stellari, ove i piccoli corvi solari Taishibethiani si rannicchiavano e morivano non nati.”
Libri del dolore
“XXX : Un’amputazione dorata”,
Verso 4:0 

Nella loro celebre campagna di distruzione, Oryx e le sue sorelle si prefiggono di passare a fil di Logica della Spada tutto l’universo possibile, portando alla fine ogni civiltà indegna di poter competere con la loro filosofia e con la loro forza.
Una di queste civiltà, tra le numerose cadute, è quella dei Taishibethiani. Si tratta di un popolo pacifico, composto da creature ornitoformi – uccelli evoluti. La loro cultura è dedita al piacere e non sono pronti per quello che li sta per colpire. 
Oryx distrugge il loro mondo in dieci passi e nulla può la loro arma segreta: la Corvo-imperatrice. Questa creatura, la più potente tra i Tai, possiede una forza tale da scavare dei solchi su una luna con i suoi artigli. Tale potenza è comunque nulla contro Oryx, il Re dei Corrotti, che apre una “ferita” nel tessuto spazio-temporale e la risucchia, corrompendola. Nasce così il Corvo-Perfetto, un mostro di enormi proporzioni, che si lancia agli ordini di Oryx alla distruzione del suo stesso popolo.

“Al settimo passo il Corvo-Perfetto esce dallo squarcio di Oryx e con le sue ali ricopre l’intera Taishibeth. Mai più nascerà un Taishibethiano. Lei è perfetta, esegue la volontà di Oryx.”
Libri del dolore
“XXX : Un’amputazione dorata”,
Verso 4:0 

Supponendo le dimensioni abnormi di questa creatura, uno dei suoi poteri sembra essere inversamente proporzionale ai suoi precedenti compiti, ovvero portare la sterilità eterna sui Tai – che rappresenta sia una temibile dimostrazione della sua forza, sia una perfetta sintesi di come la Corruzione inverta la natura del corrotto.
Questa creatura mostruosa è citata nei Libri del Dolore e non appare in nessun altra forma in Destiny, ma la sua potenza e la sua presenza impressionante ci fanno chiedere che fine abbia fatto. Sappiamo che Savathûn, la sorella di Oryx, ha attualmente il controllo dei Corrotti, ed è quindi lecito supporre che il Corvo-Perfetto sia nelle sue mani (come lo è Quria). Non possiamo, dunque, non chiederci se mai lo vedremo in-game: una tale, possente e spaventosa creatura sarebbe un perfetto quanto formidabile avversario per un raid che coinvolga Savathûn, considerando anche la sua capacità di volare – che introdurrebbe una meccanica interessante.

Il leviatano di Titano

L’Arcologia di Titano, da sempre nasconde misteri che sono stati celati agli occhi dei giocatori.

Come molti veterani di Destiny 2 sapranno, è possibile avvistare un’immensa creatura nei mari di metano di Titano. Dalla piattaforma ovest della pattuglia, ma anche dall’interno dell’Arcologia (come per esempio durante l’assalto de “L’Occhio di Savathûn”) abbiamo una manifestazione di questo essere, che appare come un enorme creatura sottomarina, vermiforme, dalla sagoma familiare. Sebbene le due apparizioni differiscano di qualche dettaglio, la creatura dovrebbe essere la medesima, riferita popolarmente come leviatano di Titano, o più semplicemente il “mostro marino”.

La creatura marina si mostra nella parte interna dell’Arcologia, dove fu avvistata in-game per la prima volta.

Dopo essere stata per anni una mera indiscrezione, una simpatica easter egg da far notare al giocatore meno smaliziato, il leviatano è stato finalmente citato nella lore recente, quando il Ramingo ed Eris Morn dialogano alla fine di uno degli eventi di Contatto della corrente stagione. Il Ramingo lo chiama “serpente” e “longboi in the soup”, ma Eris ribadisce che non è affatto un serpente, ma un “antico Leviatano di potenza inenarrabile”.
Sebbene sia sempre stato materia di leggenda e gli avvistamenti mai del tutto verificabili, persino la pragmatica Sloane crede nella sua esistenza. Uno scansionabile su Titano, inoltre, mostra che gli scanner sottomarini dell’Arcologia sono ancora funzionanti e mostrano un grosso oggetto in movimento:

Questo sistema veniva usato per rilevare i veicoli sottomarini in fase di attracco al porto dei cantieri navali. Molto strano… funziona ancora e sta rilevando qualcosa. C’è… qualcosa sotto di noi… ed è qualcosa di veramente, veramente grosso.
Trascritto dallo scansionabile sull’Osservatorio della Sirena, Titano.

La creatura marina serpentiforme che è possibile avvistare dalla piattaforma in pattuglia sembra essere fisiognomicamente differente da quella visibile in altre zone.

Vari video sono disponibili sulla enorme creatura, di cui alcuni fuori mappa (minuto 2:00) che mostrano un corpo più longilineo di quel che appare, che sembra essere alterato da un gioco di ombre attraverso gli oblò ma si mostra al naturale fuori mappa. Da altre riprese, come questa, è possibile verificarne l’immensa lunghezza e alcuni dettagli come le appendici caudali, e la sua notevole somiglianza con il reale pesce nastro.

Ma qual è la vera natura di questo mostro sottomarino? Data la presenza massiccia della contaminazione dell’Alveare, possiamo supporre che abbia la stessa provenienza, soprattutto grazie a un confronto tra la sua sagoma e la forma delle larve dei vermi presenti nelle zone infestate – considerando anche che una creatura normale non potrebbe vivere in un oceano composto di metano. Potrebbe essere, a tutti gli effetti, una mutazione da proto-verme, che potrebbe un giorno evolversi in uno dei Vermi-déi dell’Alveare. O, semplicemente, è una enorme easter egg in stile pulp, alla Jules Verne. Con la scomparsa di Titano all’orizzonte, probabilmente non sapremo mai la verità.

La sala dove affrontiamo Calus al termine del raid de “Il Leviatano”. La materia violacea sembra essere un prodotto collaterale del Vino Regale, legata in qualche modo ai poteri degli Psionici. La forma della presa d’aria alle spalle di Calus è derivata dalla bocca del vascello.

Calus e il Leviatano
Fin dalla sua prima apparizione nella campagna base di Destiny 2, l’ex imperatore dei Cabal, Calus, ha rappresentato un grande mistero, a tutt’oggi mai risolto. La sua presenza fisica, dapprima intesa come quella di un Cabal colossale (come incarnato nell’incontro finale del raid relativo), si è rivelata un enorme bluff. Calus, infatti, ha a disposizione una infinita teoria di enormi simulacri artificiali, dei robot con le sue fattezze, che ha evidentemente fabbricato per rappresentanza (oltre a essere una chiara allusione meta-reale sulla natura dei raid e della rigiocabilità degli eventi di Destiny).

Calus, un tempo l’imperatore dei Cabal, fu detronizzato dalla rivolta capeggiata da Ghaul, in cui molti membri della sua corte, inclusi familiari, furono coinvolti, tradendolo nel peggiore dei modi. Fu poi esiliato nella sua immensa nave, il Leviatano, rinchiuso sul ponte del Serraglio, costretto a viaggiare nel cosmo con il suo entourage (una corte fasulla, composta dai suoi lealisti) su una rotta che non poteva essere modificata. Questo avvenne all’incirca durante il periodo del Crollo sulla Terra.
Sulla reale natura di Calus, in molti si sono posti il dubbio, compresi i suoi stessi cortigiani. L’ultima volta che viene visto di presenza è poco dopo uno degli incontri che sembra aver cambiato la sua visione dell’universo, che viene documentato accuratamente dal suo consigliere Psionico. 

La lunga, quasi infinita teoria di automi che Calus ha creato per sopperire alla sua assenza fisica, soprattutto nei confronti dei sudditi intrappolati con lui sul Leviatano.

“Divinità risponde a divinità! Il vuoto nell’anima di Calus ha chiamato, e QUESTA COSA è la risposta: i sistemi di comando del Leviatano sono andati in avaria quando hanno visto cosa ci aspettava. Ci stiamo finendo dentro alla deriva!

Calus è chiuso nella sua sala di osservazione. Le sue trasmissioni colpiscono la COSA e rimbalzano indietro distorte da forze intollerabili. Abbiamo dovuto radunare i nostri pensieri in concerto per provare a capire cosa stesse accadendo, ma tutti temevamo di riuscirci, così abbiamo iniziato a balbettare come bambini e non ha funzionato.

Sono questi, i margini dell’universo? Lo spazio non può avere fine. Prosegue all’infinito. Ma un buco nell’eterno sarebbe una sorta di margine: un vizio, un difetto, un luogo al di fuori di un luogo…”
“Annotazione IV”, dal libro della lore “Confessioni”

Il Leviatano divora un pianeta. La cittadella in cima alla prua del vascello è il luogo dove risiedono la maggior parte dell’equipaggio, che potremmo definire veri e propri cittadini. Il Pinnacolo Siderale è in vista al centro della stessa, con le sue due stelle binarie artificiali. L’artista Dorje Bellbrook voleva donare un design molto più squadrato al vascello, ma si è poi orientato su uno più curvo, in quanto il Leviatano è una nave che precede il marziale periodo del design Cabal instaurato da Ghaul.

Il Leviatano raggiunge una zona dell’universo dove non v’è nulla, a causa di un cataclisma devastante occorso eoni prima. Lì, qualcosa dal Vuoto raggiunge Calus e lo trasforma mentalmente, dandogli la visione della fine della realtà per opera dell’Oscurità. Inoltre, i comandi del Leviatano vengono alterati e tornano in mano a Calus, che è ora libero di accedere a tutta la nave.
Questa è anche l’ultima volta che Calus viene visto in carne e ossa dai suoi sudditi.

“Le repliche robotiche che produce sono simili a lui in maniera inquietante. O, almeno, simili al Calus che ricordo. Ho la netta sensazione che la sua vera forma non sia più quella dell’Imperatore che conoscevo. Forse adesso è solo una bocca: sorridente, ridereccia, divoratrice di tutto ciò che solletica i suoi appetiti…
Ma preferisco credere che abbia ancora un’anima. Altrimenti, perché sarebbe venuto da me? L’unica spiegazione che mi viene in mente è che ci tiene a sapere cosa penso di lui.“
“Annotazione VII”, dal libro della lore “Confessioni”

Il Pinnacolo Siderale con le sue due stelle binarie artificiali.

Calus, dunque, scompare fisicamente all’interno della sua enorme nave-corte, il Leviatano. Esistono molte teorie che vogliono Calus essere uno Psionico in realtà – un vero e proprio smacco, in quanto gli Psionici sono i paria della cultura Cabal, una razza schiavizzata e sfruttata. È di certo una teoria interessante, soprattutto in relazione al suo amore per gli Psionici (voleva liberarne l’intera razza prima del colpo di stato di Ghaul), ma supponiamo che i poteri mentali di Calus derivino dal suo consiglio di Psionici ma anche dall’assunzione di Vino Regale, la misteriosa sostanza violacea che permea le sue sale e che viene ottenuta divorando i pianeti con il Leviatano. Questa teoria, tuttavia, non corrisponde alla lore, in quanto il suo consigliere descrive le sue copie robotiche come “simili a lui in maniera inquietante”, cosa che confermano che la sua reale natura è quella di un colossale Cabal. O almeno… lo era in principio.
Una teoria molto più interessante, dunque, prende piede basandoci su questo e coinvolgendo l’elemento chiave della presenza di Calus: il Leviatano.

Concepita come un’enorme raffigurazione di un angler, una rana pescatrice, il Leviatano è ispirato a una creatura vivente nel mondo natale dei Cabal, un’enorme bestia di terra, che divorava intere città e che veniva venerata come un dio dagli antichi Cabal. Allo stesso modo di quell’animale, il Leviatano di Calus è un divoratore… ma di mondi, che vengono risucchiati dentro la sua enorme cavità anteriore e polverizzati per essere trasformati in materiale ed energia dai processi interni della nave (e per creare il già citato Vino Regale). Il Pinnacolo Siderale che si trova in cima a questa cavità-bocca, ha delle micro-stelle binarie artificiali, che provvedono ad alimentare con la loro enorme energia da fusione nucleare l’intera struttura. Attorno al Pinnacolo, si erge un’intera città che non abbiamo mai esplorato, cosa che invece è stato possibile per l’infinito labirinto dell’interno della nave – e che si sospetta ospiti il trono imperiale e l’alloggiamento della maggior parte dei residenti.

Due versioni della medesima creatura, il leviatano originale che devasta il mondo natale dei Cabal, durante i loro tempi preindustriali, apparentemente. Questa enorme bestia è entrata a far parte delle loro tradizioni, probabilmente da un punto di vista religioso oltre che sociale. Come possiamo vedere, una figura simile all’imperatore, sorge davanti alla distruzione, mostrando due simboli di triangolo dietro la schiena: sono molto probabilmente, la rappresentazione pittorica del leviatano, della sua bocca (triangolo superiore) e della sua coda (triangolo inferiore). Il simbolo della bocca si è tramandato fino a Calus ed è identificato con lui stesso.

Il Leviatano è il fulcro fondamentale del potere di Calus, l’oggetto che è diventato la sua rappresentazione e per questo la nostra teoria vi gira attorno: di Calus udiamo solo la voce, che tuona da ogni parete della sua nave, e percepiamo la sua volontà attraverso le sue strutture… perché, in qualche modo, Calus è il Leviatano. Non si tratta solo di una speculazione di tipo filosofico, ma un’ipotesi fisica. In qualche modo, scomparendo dopo aver conosciuto il Vuoto, Calus si è fuso con la sua stessa nave, che è anche la sua casa, la sua isola d’esilio, la sua corte, il suo sistema di sostentamento, e dunque il suo corpo.
Il suo consigliere pensa che egli sia ormai solo una enorme bocca parlante, e ode la sua voce tuonare come se provenisse dall’intera nave per la prima volta dopo questo evento.

“Per tutta la nave, dalla comodità della sua sala di osservazione, RIECHEGGIA LA RISATA DI CALUS.”
“Annotazione IV”, dal libro della lore “Confessioni”

L’incombente enormità del Leviatano, che sovrasta l’orbita di Nessus, nell’atto di divorarlo. Calus e la sua nave sono più legati tra loro di quanto si creda.

Sarebbe estremamente poetico che Calus si fosse fuso con la nave che ne è anche il simbolo del potere e della filosofia e, in qualche modo, renderebbe l’intero vascello stregato.
Come sia avvenuta questa fusione non è facile da ipotizzare, anche se gli immensi poteri degli Psionici sono stati tramandati all’imperatore per sua volontà. Gli Psionici vivono in un mondo mentale interconnesso, una collettività psichica – qualcosa di simile alla dimensione oscura in cui i giocatori vengono esiliati durante la fase finale del primo raid del Leviatano. Non è dunque assurdo ipotizzare che Calus abbia usato questo potere per fondersi con la nave.

Un’altra ipotesi è legata alle ossa di Ahamkara in suo possesso, che Calus ha cercato di usare per evitare il golpe di Ghaul, ma senza successo. È possibile che, questa volta, il desiderio dell’imperatore sia stato esaudito e che, forse, il suo fondersi con il vascello sia anche un effetto collaterale dell’aver espresso un desiderio agli infidi Ahamkara, che sono noti per il loro giocare con la sintassi delle frasi e i significati delle parole.
Calus è una figura controversa e dai poteri sconosciuti, dotato di grande sapienza, da cui possiamo aspettarci tutto. È stato persino in grado di usare l’Inno Anatema contro il nostro Guardiano. Si tratta di una clausola paracausale, incapsulata nella sintassi del linguaggio, usata spesso dagli Ahamkara e dai Vermi (il famoso “O mio [aggettivo]”), che lega chi la pronuncia al soggetto destinatario. Se Calus sa come usarla, i suoi poteri sono oltre la nostra attuale comprensione… e forse è la spiegazione del fatto che ogni volta che ci ha chiamato, noi abbiamo risposto senza protestare.

Nell’attesa di poter confermare o sconfessare l’affascinante teoria che vede Calus ormai fuso al proprio vascello, il Leviatano e Calus continuano a mantenere i loro segreti, che porteranno con loro quando, a novembre, il Leviatano abbandonerà Destiny come destinazione. Quello che accadrà è anch’esso un mistero da scoprire.

La storia dell’Afelio sembra essere direttamente connessa al mondo degli Insonni e agli innumerevoli misteri e fatti non completamente chiari della Città Dimenticata.

L’Afelio
Una delle creature assieme più misteriose e temibili dell’intero pantheon di Destiny è sicuramente l’Afelio.
Nominata per la prima volta in “I Rinnegati“, si tratta di una creatura intimamente legata agli Insonni e sulla quale è finora stato mantenuto il segreto. Uno dei più potenti predatori mai catalogati, l’Afelio è di una ferocia letale e le sue incursioni sono conosciute anche ai Cabal, che ne mantengono un’accurata documentazione sul loro Mondo Ateneo X. Sebbene le notizie siano molto scarse, esistono due lore che ne parlano in modo diretto e indiretto, ovvero Imponente I e Bamberga. Quest’ultima lore, però, è quella fondamentale per la sua comprensione: fornisce, infatti, sia una diretta descrizione di una serie di attacchi di Afelio sia un termine chiave che ci permette di ricollegarla a Imponente I e ipotizzare la vera natura della creatura (notare che la traduzione è personale, in quanto nella traduzione ufficiale vi è un grave errore di comprensione del testo e vari calchi dall’inglese).

“Molto amati erano i Fissionatori, che ci hanno donato l’energia in un mondo privo di elementi petrolchimici. Possano perdonarci per le orribili storie che sono sopravvissute alla loro memoria. In particolare, che dimentichino i raccapriccianti racconti sul reattore di piombo fuso e i dodici che furono impalati dalle loro stesse barre di controllo, e del Nucleo-che-Perseguitava.”
“Imponente I” dal libro della lore “Marasenna”

Questa descrizione, riportata dai (non tanto affidabili) Cavalieri Gensym, ci rimanda al momento in cui gli Insonni arrivano nel mondo che sarà chiamato Effluente, e lo trovano privo di combustibile fossile, in quanto teoricamente generatosi come sacca dimensionale dal nostro universo solo poco tempo prima. Senza questa preziosa risorsa, gli Insonni sono costretti a usare la tecnologia della loro nave, l’Esodo Verde, per sopravvivere. È possibile che il nucleo della nave stessa sia stato usato per creare una sorta di centrale nucleare raffazzonata, atta a generare energia sufficiente per la sopravvivenza dei 900 membri dell’equipaggio, ora divenuti i primi Insonni. A gestire questa instabile centrale erano degli ingegneri chiamati Fissionatori (“Fissioneers”), che avrebbero dovuto essere celebrati come eroi ma che divennero, di fatto, il centro di leggende e speculazioni dopo che una tragedia li colpì.

L’asteroide Bamberga.

Sembra, infatti, che a un certo punto un incidente abbia generato un qualche tipo di creatura all’interno del nucleo del reattore, risultando nella morte violenta dei dodici degli ingegneri, impalati tramite le barre di controllo della centrale. Questa emanazione viene chiamata il Nucleo-che-Perseguita, e si può intuire che si tratti di una qualche entità senziente che si sia generata dal nucleo del reattore nucleare – o che forse rappresenti il risultato di una fusione tra i Fissionatori e lo stesso nucleo. Le intenzioni della creatura sono violente, come si capisce dalla terribile fine dei Fissionatori.
Il Nucleo-che-Perseguita è diventato, assieme alla truculenta leggenda della sua origine, una sorta di uomo nero per gli Insonni, che lo usano per spaventare i bambini.

Una serie di indizi fondamentali giungono a noi dalla lore di “Bamberga” – che è, curiosamente, il nome non solo di una cittadina tedesca, ma anche di un asteroide reale che si trova in orbita nella fascia che compone l’Atollo. Questi elementi ci permettono di mettere assieme tutte le tracce che abbiamo finora. L’intera lore tratta di un elenco di tutti gli incidenti che hanno coinvolto l’Afelio in certa misura e che vengono registrati dagli Insonni.

“SEGUE SOMMARIO DEGLI INCIDENTI RELATIVI ALL’AFELIO (D’INTERESSE, MA NON CLASSIFICATI).
INFORMAZIONE RICEVUTA APR 09-18T02:29:45+00:00 DA PALADINO NOLG, RITENUTO SOBRIO, AFFIDABILE, SINCERO. NOLG HA RIFERITO DI “UNA CREATURA LUMINOSA” ALL’ESTERNO DELLA SUA IPERNAVE “RAPPRESAGLIA” PRIMA DEL SALTO LUCE DI ROUTINE.
LE SCANSIONI DELL’IPERNAVE “RAPPRESAGLIA” INDICANO PICCHI RADIOATTIVI (5 SIGMA) SU TEPC, CPDS E RAM. CDP SENZA EFFETTO.”
“Bamberga”, dal libro della lore “La Città Sognante”.

Da qui otteniamo tre informazioni importantissime: l’Afelio è singolare, quindi un’entità solitaria; il suo aspetto è luminoso; emette radiazioni.
Nel resto di questa lore, viene citato il nome “Nucleo-che-Perseguita” da degli Insonni vittima di un altro attacco dell’Afelio, dove muore Namqi, l’Insonne che era il compagno di Orin, la Guardiana che divenne poi l’Emissaria dei Nove. Assieme a lui, muoiono circa 300 Insonni, l’intera popolazione della stazione spaziale Amestris, che è talmente contaminata dalle radiazioni da essere abbandonata alla deriva nello spazio. L’attacco viene definito come “evento SKYSHOCK”, un protocollo della Mente Bellica che descrive un’invasione aliena ostile del sistema solare, con grande capacità di distruzione (lo stesso usato da Rasputin durante il Crollo per annunciare l’arrivo dell’Oscurità).

“[…] T-3-B: STANNO URLANDO! STANNO URLANDO TUTTI!
T-3-A: CALMA! AIUTO! QUAL È IL CANALE?
T-3-B: IL NUCLEO, IL NUCLEO, IL NUCLEO-CHE-PERSEGUITA!
T-3-A: SILENZIO! QUAL È IL CANALE?!?
T-3-B: OH NO, VI PREGO, VI PREGO SEGUE TRASMISSIONE DISTURBATA
T-4: ORIN, SONO IO. NAMQI. NON CREDO DI RIUSCIRE A TORNARE A CASA. MI DISPIACE TANTO. VOLEVO… VOLEVO SOLO DIRTI CHE TI AMO SEGUE TRASMISSIONE DISTURBATA.”
“Bamberga”, dal libro della lore “La Città Sognante”.

Esplorando la Città Sognante, il Guardiano si imbatte nelle Tecnidi, che lo istruiscono a compiere dei pellegrinaggi. In uno di questi, una terrificante storia dell’Afelio viene rivelata.

Il termine “Nucleo Inseguitore” è stato erroneamente usato in questa traduzione italiana, ma in inglese corrisponde al “Nucleo-che-perseguita” di “Imponente I”. Questo importantissimo dettaglio ci permette di connettere l’Afelio e le sue caratteristiche alla leggenda del Nucleo-che-Perseguita degli Insonni, confermando in qualche modo che queste due creature sono la medesima, in realtà: una singolare entità unica della sua specie, che emette luce blu e che genera un immenso campo radioattivo.

Erano state fatte ipotesi più colorite riguardo l’origine dell’Afelio e, per molto tempo, chi vi scrive ha anche pensato che l’Afelio potesse essere uno degli Araldi mandati da Mara contro l’Astrocorazzata, poi corrotto da Oryx e assetato di vendetta per la morte dei suoi simili contro gli Insonni – un’ipotesi certamente affascinante, ma sulla quale non esistono prove. Inoltre, l’esistenza dell’Afelio nelle cronache degli Insonni, precede di gran lunga quella della fine degli Araldi mandati contro Oryx.
Le Tecnidi di Mara, nella Città Sognante, hanno ricevuto una descrizione dell’Afelio nel momento della morte delle loro compagne, ghermite da questo oscuro predatore. Lo descrivono in modo confuso, ma sono d’accordo sul suo aspetto luminoso.

“Le Tecnidi che vedi qui sono morte mentre erano in connesse tra di loro in una trance. A volte, quando sei in comunione non puoi vedere cosa si sta avvicinando… come l’Afelio. Le loro ultime parole furono queste “Prima luccicava… poi strisciava… poi urlava.”
Dalla missione in pattuglia: “Pellegrinaggio: Giardini di Esilia”.

Reattore nucleare immerso in acqua nel nucleo dell’ “Advanced Test Reactor (ATR)” – un reattore di ricerca localizzato nell’Idaho National Laboratory, negli USA. L’effetto Cherenkov si palesa tramite un intenso bagliore blu.

Avendo unito tutti i dati a nostra disposizione su questa potente ma elusiva creatura, abbiamo un altro filo logico da seguire. Se l’Afelio emette radiazioni e una intensa luce blu, possiamo di certo collegare le due cose al cosiddetto “Effetto Čerenkov” (o “Cherenkov”), che si manifesta nel nucleo delle centrali nucleari e che causa un’intensa luce blu. Oltre alle radiazioni stesse, l’Afelio potrebbe emettere energia ad Arco, che corrisponderebbe alle emissioni di luce blu ma anche al fatto che, come sappiamo, combacerebbe con la teoria che quella ad Arco sia energia generata dalla fissione nucleare – come suggerisce un dialogo random di Banshee, sulla Torre:

“’L’energia dell’arco non è solo elettricità. È molto più complicato di così. Fissione.’ —Banshee-44”
Dialogo casuale di Banshee, sulla Torre.

Forse, l’idea delle radiazioni potrebbe anche spiegare il misterioso nome della creatura: l’afelio, infatti, è un termine astronomico che descrive la maggiore distanza di un corpo celeste dalla stella attorno al quale orbita. Di conseguenza, il bombardamento di radiazioni da parte della stella è quello di minore intensità quando questa posizione è raggiunta. Che il nome stesso sia un avvertimento? Stare lontani dall’Afelio, infatti, non serve solo a non attirare la sua attenzione, ma anche a evitare di essere inavvertitamente uccisi dalla sua emissione di radiazioni.

L’Afelio è protagonista di un altro evento importante, legato a Sjur Eido, la potente prima Ira della Regina Mara Sov, che morì in circostanze misteriose. Sjur, infatti, tenendo fede alla sua nomea di guerriera e cacciatrice leggendaria, è infatti l’unica sopravvissuta a un attacco dell’Afelio di cui si ha conoscenza. Eppure, nemmeno l’impavida Sjur (da quel che ci risulta) ne ha descritto l’aspetto o ne ha approfondito le origini. Si spera che, in un futuro in cui della lore aggiuntiva legata a Sjur emerga, si sveli qualcosa sull’Afelio.

In questo video da noi realizzato, si possono udire i singolari suoni dentro il “Riposo dell’Afelio”.

Nella Città Sognante esiste un altro mistero riguardo l’Afelio: un Settore Perduto ne porta il nome, tradotto in italiano nel seguente:

[Inglese]
Aphelion’s Rest

[Italiano]
Riposo dell’Afelio

Il termine “rest” può essere considerato come “riposo” anche nel senso di “riposo finale”, “morte”. Il Settore Perduto, dunque, potrebbe essere in qualche modo un cenotafio se non proprio una tomba della temibile creatura. Al suo interno, si può trovare un altare, circondato da cerchi che emettono un misterioso suono. Che sia forse un’ara votiva per placare la furia di questo essere inarrestabile? Se si fa attenzione, sotto quel suono ridondante, si può quasi udire un respiro, come se qualcuno stesse dormendo. L’intero luogo, dunque, potrebbe essere una gabbia che racchiude il dormiente Afelio in un qualche campo di forza? È una ipotesi affascinante, quanto terrificante.

Quel che sappiamo fino a oggi, tuttavia, ci fa confermare la definizione dei Cabal: l’Afelio è il più potente predatore del sistema solare e, seppure non sappiamo se mai lo incontreremo, il suo nome è tale da far tremare i mondi, che esso può “devastare interamente in un battito di ciglia”. 

Uno dei misteri mai svelati in Destiny è rappresentato dall’elemento che più di tutti ci è vicino: gli Spettri.

Gli Spettri
Pur avendoci accompagnato letteralmente dal primo momento che abbiamo aperto gli occhi su Destiny, gli Spettri sono una delle creature (o dispositivi) più misteriosi di tutto il franchise.
Sappiamo che ogni Spettro cerca un preciso Guardiano e, a volte, può impiegare secoli per trovarlo. Questa ricerca è istintiva, gli stessi Spettri non riescono a dare una spiegazione sui criteri usati… ed è singolare per qualcosa che dovrebbe essere una macchina. La storia di Fritto Misto, uno Spettro che per secoli ha vagato nel sistema solare senza trovare il suo Guardiano, è esemplare:

“[…] ‘Scansiono spesso i cadaveri. Ma scansiono anche altre cose. Non lascio mai niente al caso.’ Fritto Misto fluttua lieve, educato, quasi a rendere omaggio. “Scusatemi un momento!” Si volta a scansionare un pezzo di plastacciaio torto.
Lo guardano. Nkechi scuote il capo.
‘Dai, lascialo in pace”, le sussurra Agu all’orecchio. “Scansionando ogni singolo rottame dell’Atollo, prima o poi troverà qualcuno. Chissà quanti cadaveri, o arti e organi vari, fluttuano qui attorno…’
‘Sì, lo dicevamo anche quando lo abbiamo trovato su Marte, prima che esplorasse la Breccia del Crepuscolo”, risponde Nkechi.
‘Già. A questo punto, tornerei a controllare tra un paio di mesi. Chi lo sa? Forse è fortunato e troverà il più grande guardiano di tutti i tempi.’”

“Fritto Misto”, dal libro della lore “Storie di Spettri”.

Questo eccentrico Spettro troverà in Uldren il suo Guardiano, come tutti ben sappiamo. Ma perché un tale particolare comportamento, ovvero affidarsi all’istinto quando si è una macchina? Questo è uno spunto per parlare delle origini degli Spettri.
Generati dal Viaggiatore al momento del Crollo, abbiamo parlato di una loro possibile funzione vitale per il gioco che si sta svolgendo tra Luce e Oscurità in questo articolo. L’avvento degli Spettri segna anche l’avvento dei Guardiani, che sono Insonni, Exo o Umani riportati in vita anche molti secoli dopo grazie alla tecnologia del Viaggiatore che vi infonde la Luce. I cadaveri vengono riportati in vita grazie allo stesso sistema con cui si viene “ressati” a ogni morte da Guardiano: lo Spettro riavvolge il tempo, trovando un momento in cui si può inserire e ripristinare la struttura vivente del Guardiano. Questo è stato recentemente confermato in una lore riguardo uno Spettro che non riesce più a riportare in vita il suo Guardiano, rimasto intrappolato in un ordigno Vex (una easter egg su come ogni tanto i Guardiani rimangano bloccati in caduta libera in alcune parti della mappa di gioco):

“[…] Cosa facciamo quando riportiamo indietro i nostri guardiani? Qual è il magico fulcro del procedimento? Siamo come le fornaci probabilistiche della Città, che distorcono il vuoto quantico in nostro favore per generare materia?
Forse. Chissà. Ma certi membri di un culto di cui non farò il nome hanno una loro lettura della questione. “Quando lo riporti indietro”, mi dissero, “devi avere uno schema… un’immagine che ti fornisca le informazioni di cui hai bisogno. E dove trovi questo schema?
Semplice. In una linea temporale adiacente. Un luogo in cui egli è ancora vivo e intatto. E quando c’è un grande pericolo, quando la probabilità di morte è troppo alta, quelle linee temporali si riducono di numero e diventano difficili da intercettare. È così nascono le zone in cui rianimare un guardiano è quasi impossibile.”
“Nessuna rianimazione per i dispersi”, dal libro della lore “Storie di Spettri”.

La distruzione di uno Spettro porta alla perdita della Luce che il Guardiano adopera, il che rende lo Spettro un importante filo che collega il Guardiano al Viaggiatore, al tessuto universale della Luce.
L’ingenuità degli Spettri e il loro modo insolito di agire è ascrivibile a una sola cosa: un comportamento umano, non meccanico, non logico. Dunque, è possibile che gli Spettri siano stati umani un tempo? O comunque, degli esseri viventi?
La prova ulteriore di questa teoria viene dalla cutscene di introduzione di Destiny 2 vanilla. Sentiamo il nostro Spettro introdurci alla storia, ma la sua voce è pulita, priva delle interferenze elettroniche e del timbro freddo da macchina a cui siamo stati abituati: è la calda voce di un essere vivente, un essere umano. Quando poi la cutscene mostra il momento in cui gli Spettri nascono, la voce assume nuovamente il timbro da Spettro che conosciamo.

Il video, dunque, ci sta sottilmente suggerendo che gli Spettri erano qualcos’altro un tempo e che al momento del Crollo il Viaggiatore li ha trasformati in Spettri, sottraendoli dal loro mondo e impiantandoli nel nostro. Ma cosa sappiamo di questo loro mondo? Una misteriosa lore risalente al Grimorio di D1, forse ci introduce a questo luogo mai visto.

Oltre.
È un posto, un posto che proietta ombre e emozioni.
Un posto vero, ne son sicuro.
Un caldo sole blu, facciamo. E altri soli. Cinque? No, preferisco sette. Penso ad una stella gigante con una famigliola di sei soli più piccoli, e si possono passare nottate e giorni interi contando tutti i pianeti intorno a quei soli… solo che non ci son più pianeti. Non più. I poteri sovrani hanno eliminato tutti i mondi, e forse anche qualche nana bruna, visto che c’erano. Con quei detriti foggiarono una chiusura topologica, piegando lo spazio e il tempo, sigillati dietro porte che fanno entrare solo quelli che conoscono la parolina magica. Le ossa di centinaia di pianeti furono levigate e stese per terra, come un pavimento, uno smaltato e grazioso pavimento, uno spazio vivente. Un pavimento grande quanto millemila mondi, che raccoglie la feroce gloria dei sette soli. Per la luce, per il cibo. Per la bellezza. E nulla fugge. Né calore, né gravità. Nemmeno il più piccolo e glorioso dei suoni.
Potrebbe essere ovunque. Potrebbe vivere nel gelo in mezzo alle galassie, o piegato in mezzo alla materia, così vicino da poterlo sfiorare anche ora…

Me lo ricordo e forse è esattamente come lo sto descrivendo. Sette soli avvolti nella magia. O forse è qualcosa di interamente opposto. Un posto ancora pingue di vita. Con un’abbondanza di anime senzienti, alcune decenti, magari altre un po’ meno, e tutti camminano o fluttuano, o rimbalzano per le dimensioni. Fatto sta che la popolazione di questo regno celato vive in una bottiglia così perfettamente nascosta che non riescono a vedere oltre i loro stessi confini. Queste circostanze alterano la mente in modi molto specifici.
Ma, Oltre è il nome che danno ad un misterioso e fugace regno che non riescono a vedere.
Il quale, ovviamente, è il nostro.
“Frammento di Spettro: Spettri”, Grimorio.

Questa lore, importantissima quanto poco conosciuta, ci introduce a un mondo sconosciuto, composto da elementi che comprendiamo poco. Si tratta di un altro luogo nello spazio? Di un altro universo? Forse il Viaggiatore non è solo una sfera di Dyson, ma contiene anche una fessura verso un altro mondo? Impossibile rispondere al momento… ma sappiamo che questo universo esiste, da qualche parte; ed è da lì che gli Spettri provengono… dove sono qualcos’altro, prima di divenire Spettri.

Conclusione
Molti sono i misteri rimasti irrisolti finora in Destiny e molti sono stati i tentativi di dar loro una soluzione. Abbiamo già affrontato alcune di queste tematiche in altri articoli, come quello in cui parliamo dei macchinari misteriosi, citando specie come gli Antichi, per esempio, di cui si sa poco o nulla. Ci auguriamo che, in futuro, questi misteri saranno risolti e nel migliore dei modi, senza deludere le aspettative covate per anni e anni.