Per anni, dal fatidico primo filmato in cui il Viaggiatore si rivelò agli uomini della spedizione Ares su Marte, ci siamo chiesti le domande fondamentali su Destiny: chi è il Viaggiatore? Cosa vuole? Perché ha scelto noi?
Proviamo a unire le informazioni che abbiamo finora per tratteggiare una teoria unica, un tentativo di spiegazione universale degli eventi.

Una delle innumerevoli iterazioni del Viaggiatore in fase di concept, pre-produzione.

Quello che sappiamo sul Viaggiatore
Ci sono alcuni punti estremamente chiari nella storia di Destiny riguardante il Viaggiatore, che provengono da fonti certe e che non sono confutabili in gran parte.
Li riassumeremo per punti.

  1. Il Viaggiatore sembra esistesse prima del nostro universo, prima che la freccia del tempo iniziasse a muoversi, assieme all’entità di natura opposta nota come il Vagliatore, in un luogo chiamato il Giardino. Quando viveva in quel luogo, il suo nome era Giardiniere (o Giardiniera, se vogliamo seguire l’inglese in modo più stretto e ignorare l’errore italiano).
  2. Le due entità si occupavano di lanciare simulazioni dell’evoluzione dell’estinzione della vita.
  3. Non esistendo ancora il tempo, le simulazioni venivano avviate dal Giardiniere e concluse dal Vagliatore sempre allo stesso modo.
  4. Una discordanza tra le due entità ha dato inizio all’universo come noi lo conosciamo in forma di spazio e tempo.
  5. La nascita dell’universo ha sancito anche la nascita delle due forze opposte Luce e Oscurità.
  6. Al momento dello scisma, il Giardiniere è diventato l’entità nota con il complesso di definizioni Viaggiatore-Forma-Cielo-Luce. Il Vagliatore è invece diventato Oscurità-Senzaforma-Profondo
  7. Il Viaggiatore sembra in fuga dal suo opposto.
  8. Il Viaggiatore ha toccato altri mondi prima del nostro, come quello degli Ammoniti, o l’unione di razze nota come l’Armonia. Anche i Caduti sono stati graziati della sua presenza sul loro mondo natale.
  9. Alcuni di questi mondi, come quello dei Caduti, è stato solo una tappa momentanea. Sembra che, infatti, egli cercasse qualcosa in particolare. In altri, invece, il Viaggiatore sembra aver abbandonato la sua postazione per la contaminazione del suo piano da parte dell’Oscurità (Armonia, Ammoniti per via della Campagna di Distruzione di Oryx, per esempio).
  10. Il Viaggiatore ha trovato la Terra e ha deciso di sua spontanea volontà di rimanere anche dopo il Crollo.
  11. La sua permanenza fa parte di una strategia a lungo termine, iniziata con la creazione degli Spettri e, come conseguenza, dei Guardiani.
  12. Il Viaggiatore è parzialmente inerte, ma continua a vivere in qualche modo e trasmette immagini a chi è in grado di riceverle (soprattutto gli Oratori tramite dispositivi appositi, ma anche il nostro Guardiano).
  13. Durante la Guerra Rossa, il Viaggiatore si è parzialmente risvegliato, causando un’onda d’urto nel tessuto della Luce che si è riverberata nell’intero universo.

Quello che sappiamo sulla Luce e sull’Oscurità
Analogamente, ci sono alcuni punti fermi sulla forza nota come Luce che possiamo qui riassumere con una più che vaga certezza che siano corretti.

  1. La Luce è una forza paracausale, che cioè interrompe la normale catena di causa ed effetto che dà vita alle leggi della fisica nel nostro universo, permettendo il loro essere raggirate.
  2. La Luce ha un suo opposto, chiamato Oscurità, ma non sappiamo in che modo differiscono le due forze, precisamente.
  3. La Luce può essere infusa a un essere vivente, permettendogli di conseguenza di alterare le leggi della fisica.
  4. La Luce fa parte di un tessuto unico, che permea ogni cosa nell’universo, in ogni tempo e spazio, contemporaneamente (Teoria di Ulan-Tan).
  5. L’Oscurità permette una resurrezione simile a quella dei Guardiani, tramite una dimensione chiamata Piano Ascendente.

Dato che non si sa quasi nulla sull’Oscurità, più precisamente sul modo in cui può interferire o essere manipolata da esseri viventi, passeremo sopra un tentativo di descriverla o d’includerla in questo ampio discorso, se non come possibile “causa” delle azioni del Viaggiatore.

Il Viaggiatore, con l’ultimo barlume d’energia disponibile, genera gli Spettri dopo il Crollo.

La strategia del Viaggiatore
Ciò che sappiamo finora ci induce a credere che il Viaggiatore, come entità della Luce, abbia un intento preciso, che non ci è del tutto comprensibile, e che faccia parte di una vera e propria strategia sulla lunga distanza, che è iniziata nel momento in cui ha trovato negli esseri umani (in tutte le loro forme, da Exo fino a Insonni) uno dei suoi fattori principali.
Determinato questo, il Viaggiatore ha compreso che era il momento di rimanere fermo sulle sue posizioni, mantenendo il terreno. All’avvento del Crollo, un evento che non possiamo che definire come previsto dal Viaggiatore, quest’ultimo ha messo in atto la fase finale del suo piano – una nuova mossa sulla scacchiera eterna del gioco con il suo rivale, il Vagliatore. Questa mossa siamo noi, i Guardiani, i portatori di Luce.
Che si sia il perno dell’intera questione è chiaro – da un punto di vista meta realistico, siamo i protagonisti della storia perché utenti, ma da un punto di vista narrativo, avremmo potuto non esserlo. Eppure, il Vagliatore non manca di farci notare che siamo l’obiettivo della sua invasione del nostro sistema solare, possibilmente dell’intera guerra contro il Viaggiatore. Le sue parole sono fondamentali per dare ragione alla nostra tesi:

Fu il giardiniere che ti scelse tra i morti. Io non lo avrei fatto. Non è da me. Ma ora che qualcuno ti ha affidato qualcosa di sé, sei diventato incredibilmente ed eccezionalmente speciale. Quel rifugiato errante fece una scelta, quella di spendere il proprio potere per dire: “Dimostro che ho ragione. Scommetto che, offrendo un potere che trascende la fisica e la fiducia nella libertà assoluta, la gente sceglierà di costruire e proteggere un regno gentile cinto da lance. E di non cadere in tentazione. E di non arrendersi al conflitto. E di non cedere al cinismo secondo cui, siccome tutti gli altri sono buoni, allora posso concedermi di essere un po’ cattivo”.
“La scommessa”, dal libro “Rivelazioni”

Appare subito chiaro che molti dei punti sopracitati sono confermati e da un’autorità notevole: il Viaggiatore ci ha scelti e facciamo parte di una sua strategia, di un piano per far valere la sua filosofia sui massimi sistemi sopra quella del suo opposto, il Vagliatore. Siamo un’affermazione filosofica e una risposta evolutiva, un concentrato ideologico. Il Vagliatore, dal canto suo, vuole vincere questa guerra di principi e di pensiero, come descritto nelle nostre precedenti teorie in questo articolo, che consigliamo di leggere per avere un quadro più completo.

“Tu sei l’argomentazione ultima del giardiniere. Non avrei altro desiderio se non di convincerti che io sono l’unica via, quella giusta.”
“La scommessa”, dal libro “Rivelazioni”

Questa è la “scommessa” che il Vagliatore fa su di noi, che titola il libro delle sue rivelazioni.
Ma il nostro scopo non si esaurisce sul piano teorico, sul confronto indeterminabile nel mondo delle idee.

Gli Ahamkara, come Riven dalle Mille Voci, sono una delle pochissime entità nel mondo di Destiny che hanno compreso di vivere dentro un mondo di fantasia.

La realtà dietro la realtà
Abbiamo già discusso (in questo articolo) sull’esistenza di entità in Destiny che hanno ben chiara la natura dell’universo in cui vivono. Si tratta di menti come quella degli Ahamkara e di Savathûn, che hanno compreso che la realtà in cui vivono tutti i personaggi di Destiny, tranne il nostro, è una finzione orchestrata dalla razza umana. E noi soltanto abbiamo il potere di evadere e di tornare alla realtà dietro la realtà – il nostro mondo.
Il Vagliatore (e di contro il Viaggiatore) è una di queste entità e ce lo dimostra prendendosi gioco dello stesso nome dell’intera franchise, in modo astuto e abile.

“Non esiste il destino. Siamo noi che, andando avanti, determiniamo il cosa e il come. Né il giardiniere né io sappiamo per certo di essere eternamente e universalmente nel giusto. Ma non possiamo far altro che essere ciò che siamo. Tu puoi scegliere.”
“La scommessa”, dal libro “Rivelazioni”

Solo noi possiamo scegliere, dunque. Oltre a essere l’ago della bilancia morale in questa storia, siamo anche il perno attorno al quale due realtà, di finzione e non, ruotano.

Gli Spettri, per quanto scontata sia questa affermazione, sono parte integrante della strategia di sopravvivenza del Viaggiatore.

Comprendere il piano
Ora che abbiamo ben chiari quali sono le premesse, possiamo comprendere quale sia la reale strategia del Viaggiatore, il suo piano sulla lunga distanza.
La creazione degli Spettri e dei Guardiani ha comportato una cosa molto importante: dividere il potere della Luce da un singolo, enorme obiettivo (il Viaggiatore) a centinaia di minuscoli obiettivi (i Guardiani).
Questo non ha solo dei vantaggi tattici che si sono dimostrati validissimi in passato (un singolo Guardiano può entrare non visto dentro una nave come l’Astrocorazzata e distruggerla dall’interno), ma ha anche delle pesanti implicazioni.

“La tua scoperta è senza precedenti. Se l’alveare era in grado di danneggiare il Viaggiatore attraverso questo frammento perduto del suo rivestimento, la teoria di Ulan-Tan potrebbe essere vera: tutta la Luce rimane interconnessa attraverso lo spazio e il tempo. Non possiamo lasciare che i nostri nemici sfruttino questo potere per ferirci.” – Ikora Rey
Grimorio, “Camera della Notte”.

Applichiamo l’ormai comprovato concetto di Ulan-Tan: la Luce è un singolo tessuto unico e noi siamo tutti interconnessi quando la usiamo ed essa è parte di noi. I Guardiani rappresentano l’unità, e l’unità i Guardiani. Cosa vuol dire? Che il Viaggiatore è noi, e noi siamo lui, non c’è differenza a livello di fisica teorica.
E cosa stiamo facendo da quando abbiamo avviato Destiny per la prima volta? Una singola cosa soltanto, costante, comune a tutti i giocatori del mondo: crescere di potere. Un tempo, il termine “Potere” era in realtà “Luce”, a sottolineare questo legame. Ognuno di noi si è impegnato a potenziare la propria Luce, ma essendo noi interconnessi con tutta la Luce, anche la totalità è diventata più potente e di conseguenza anche il Viaggiatore. Il suo non è un atto deliberatamente altruistico, ma una precisa strategia di autoconservazione che prevede noi come suo mezzo di attuazione diretto.

La conferma ci viene, come sempre, dal Vagliatore, che non lesina di farci rivelazioni su rivelazioni, al contrario della sua controparte:

“Per me sei prezioso. Per il giardiniere sei solo un mezzo per raggiungere il fine. Per me sei magnifico. Magnifico. Dentro di te hai la cosa che vale più di ogni altra.
“La scommessa”, dal libro “Rivelazioni”

La misteriosa entità, dunque, se riuscirà nel suo intento di convincerci a passare dalla sua parte, che le sue ragioni sono più logiche e il suo sistema migliore, non solo vincerà a livello ideologico, ma il Viaggiatore perderà tutta la sua forza finora acquisita, quando la nostra Luce verrà convertita in Oscurità. Tutta forza che convergerà altrove. La Bungie, avendo commutato “Luce” in “Potere”, quasi in sottovoce qualche anno fa, ha operato un cambiamento lessicale minimo ma dai significati enormi. Grazie alla generalizzazione del nostro indirizzo morale, adesso possiamo far sì che questo “Potere” sia dalla parte della Luce o dell’Oscurità – abbiamo una scelta, creata dalla stessa scelta del termine.
Per questo, il vero scopo del campione dell’Oscurità non è quello di distruggerci, ma di permearci, di ottenere il nostro favore – un classico delle religioni che contemplano il libero arbitrio come ago della bilancia tra bene e male, solo che qui abbiamo due diverse filosofie e questo dialogo si combatte a colpi di meta realtà e paracausalità. Passando dall’altra parte non solo affermeremmo la validità di una tesi sulla costruzione della realtà rispetto a un’altra, ma daremmo anche al Vagliatore il potere accumulato in questi anni (sottraendolo al Viaggiatore) e la chiave per accedere al nostro mondo reale. La frase del Vagliatore “dentro di te hai la cosa che vale più di ogni altra“, infatti, è un chiaro riferimento a cosa è contenuto dentro il nostro Guardiano, ovvero l’utente reale. Di tutti i personaggi di Destiny, i Guardiani sono diversi per questo e, tra tutti loro, il nostro in particolare. Potremmo estendere questo concetto a tutti i personaggi reali di Destiny, ovvero tutti i giocatori: il nostro Guardiano, alla fine, è soltanto un NPC qualunque, che si è risvegliato con noi come utenti al suo interno. Ancora metafisica e metarealtà, il Viaggiatore tramite lo Spettro, ha infuso un utente reale dentro un personaggio qualunque, ed è per questo in ultima analisi che ogni Guardiano perde i ricordi… perché è diventato una nuova persona, ovvero noi stessi.

Unendo a queste conoscenze l’idea finale della teoria di Ulan-Tan, ovvero il principio della simmetria, dell’equilibrio e alle affermazioni di Mara Sov ed Eris su cosa questo equilibrio dovrebbe rappresentare, sappiamo che le condizioni in cui ci troviamo – l’essere l’ago della bilancia – sono il fulcro stesso dell’opera di Destiny, il cui nome stesso (sbeffeggiato dal Vagliatore) è un importante indizio della nostra importanza in questo gioco cosmogonico ed escatologico: siamo noi stessi il destino.

Yaldabaoth, il demiurgo. Il Viaggiatore potrebbe essere un demiurgo, volontario o involontario, parte di un’entità superiore ancora sconosciuta.

L’ingerenza dello gnosticismo
Abbiamo parlato a lungo dello gnosticismo in un articolo passato ed è logico applicare l’idea ancora una volta qui ma anche grazie a ciò che emerge dal libro della lore “Rivelazioni”. Il cosmo, creato quasi per errore, per un capriccio, è in balia di demiurghi dalle idee non chiare. Essi sono esseri dai poteri mostruosi, degli Yaldabaoth privi di controllo, che non lesinano ad alterare il mondo e la nostra realtà per i propri fini. Forse, Viaggiatore e Vagliatore – i nostri demiurghi – sono parte di una più grande entità ancora sconosciuta, una forza che unisce i due mondi di idee separate… non ci è dato saperlo. Ma per citare le inquietanti parole di Clovis Bray:

“L’universo è la mappa di qualcuno.”
Grimorio, “Frammento di Spettro: Clovis Bray”.

La validità delle teorie di Ulan-Tan è stata spesso ribadita negli articoli precedenti, come una specie di verità sussurrata inserita nella lore in modo mellifluo in D1 ed esplosa poi in D2. Un’altra delle prove della sua grande importanza è il suo eterno ritorno – sappiamo dal datamining che le nuove armature del prossimo Solstizio avranno tutte una lore legata alle cronache dei seguaci di Ulan-Tan. 

Infine, che la gnostica abbia un grande valore all’interno della mitologia cosmogonica di Destiny emerge anche dal fatto che uno dei più talentuosi tra gli scrittori della sua lore, Seth Dickinson, l’abbia già usata in un racconto dove due entità paracausali si affrontano in un duello molto simile tra quello del Viaggiatore e del Vagliatore (“Sekhmet Hunts the Dying Gnosis: A Computation”), come già accennato altrove.

Forse, un tempo, Vagliatore e Giardiniere erano uniti in un luogo senza tempo e spazio che era molto simile al concetto di monade, laddove invece i due demiurghi sono rispettivamente corrispondenti alle forze del keroma (l’assenza, il vuoto) e del pleroma (la pienezza divina). Questa ipotesi affascinante potrebbe spiegare un altro passaggio della nostra teoria, che affronteremo in chiusura.

Le nostre azioni, la nostra stessa esistenza, sono fondamentali perché il mondo di Destiny possa trovare equilibrio.

L’ago della bilancia
Da come si stanno evolvendo le dinamiche narrative in Destiny, siamo di fronte a un imminente scontro d’ideologie, filosofie e sofismi, corroborate da uno scontro di potenze fisiche e metafisiche. Se il vero passo avanti si potrà fare solo attraverso l’equilibrio, dobbiamo prima capire come questo equilibrio è inteso. Ancora una volta, ricorriamo ai seguaci di Ulan-Tan, che con i loro scritti hanno proseguito nello studio delle teorie del loro maestro. Questa nuova lore proviene da una nuova, potente iniezione della storia di Ulan-Tan attraverso le già citate armature del Solstizio, dataminate recentemente. Come già spiegato, l’eterno ritorno di questo nome e della dottrina della Simmetria è un chiaro segno che è qui per restare, per prepararci al futuro che verrà.

Prima dell’invenzione della dottrina della Simmetria, la dialettica per analizzare l’Oscurità era di stampo morale. […] Quindi, [Luce = Bene], e [Oscurità = Male].
“Marchio del Solstizio (Maestoso)”, armatura

Quando la sicurezza della mura della Città diedero terreno fertile per la crescita di intellettuali e ricercatori, questa dialettica si spostò su una visione più olistica.

Fu in questo contesto intellettuale che Ulan-Tan propose per la prima volta la dottrina della Simmetria. La sua ipotesi scartò la premessa dell’Età Oscura che l’Oscurità e la Luce fossero di natura morale. Invece, egli postula che la nostra comprensione morale di Luce e Oscurità erano esperienze soggettive di forze assolute.

Se si accetta che i concetti di Luce / Oscurità e Bene / Male non sono perfettamente allineati, allora devono necessariamente esistere spazi subliminali in cui [Luce = Male] e [Oscurità = Buono]. Se ciò fosse veritiero sarebbe il massimo trionfo del relativismo morale. 

[…]
—Estratti da “Ulan-Tan, santo eretico””
“Marchio del Solstizio (Maestoso)”, armatura

Le armature del Solstizio 2020 sono la chiave di lettura della lore di fine stagione e dell’inizio della nuova fase con “Oltre la Luce”.


Comprendiamo dunque che, essendo due forze di natura opposta ma non di contenuto morale, che potrebbero essere intercambiabili in un contesto di eventi ben preciso, ci rendiamo conto che le parole di Mara ed Eris, sull’equilibrio sono da prendere con le pinze: un mare fatto di acido non è un ambiente equilibrato dove la vita può svilupparsi, per esempio, e vi sarebbe solo morte. Ma la giusta quantità di una forza sovrastante, può permettere l’equilibrio.
La morale delle due fazioni da scegliere – un bias tipicamente umano – è discussa anche in seguito, quando Eris ottiene un’altra comunicazione dalle Piramidi mentre è ai piedi dell’Albero dalle foglie d’argento, analizzandone il messaggio sulla parola chiave “Contrasto”.

“L’inverno è malvagio? CAUSA malvagità. Ci spinge a scelte malvagie attraverso ristrettezze e dolore. Ma l’inverno è il risultato di circostanze naturali. Anche se avesse una mente, non potrebbe mai scegliere di diventare un’estate senza fine. Ci ferirebbe sempre, semplicemente essendo se stesso. Questo lo rende malvagio?
E se dovessimo usare il ghiaccio per costruire rifugi e armi, diventeremmo malvagi noi stessi?
Per sopravvivere all’inverno occorre conoscerlo. Per sopravvivere all’Oscurità occorre… una nuova idea di bene e male. Un’idea che non crolli nell’indifferenza morale.”
“CONTRASTO”, tratto dal libro della lore “L’esegeta singolare”.

L’arrivo della prima Piramide su Io ha innescato una serie di eventi, tra cui lo stabilirsi di un filo di comunicazione diretta, seppur bisognoso di una complessa esegesi.

E ancora, le Piramidi ci suggeriscono che il Viaggiatore è un ostacolo che dobbiamo superare, qualcosa che ci protegge ma ci limita – probabilmente riferendosi al nostro essere sbilanciati verso una direzione piuttosto che un’altra, bloccati in un impasse morale che non ci permette di crescere oltre la sua ombra.

Come avanzato in precedenza, noi pensiamo che i Guardiani e il nostro Guardiano in particolare, siano l’ago della bilancia per ottenere l’equilibrio tra le forze in gioco. Laddove gli Insonni hanno rappresentato una perfetta fusione di Luce e Oscurità, essi non hanno scelto volontariamente di intraprendere questa strada. L’unione tra le due forze sembra debba avvenire tramite un atto di pura volontà, come il Vagliatore ci suggerisce più volte. Forse, questo processo inizierà a metabolizzare in noi con l’arrivo su Europa, dove una Piramide verrà approcciata per la prima volta in modo diverso, non da invasori, non da aggressori in difensiva, ma da esploratori – un’immagine poetica che nella sua composizione ricorda di proposito l’approccio dei tre astronauti della missione Ares al Viaggiatore su Marte. Saremo, finalmente, in contatto con l’altra parte della storia, l’altra campana da ascoltare, un nuovo simbolico inizio. I messaggi che costantemente stiamo ricevendo tramite Eris e l’Albero dalle Ali d’Argento, uniti a quelli ricevuti già dal misterioso artefatto recuperato dentro una delle Navi Piramidali alla fine di Shadowkeep (di cui si parla qui), sono un’altra mano tesa nei confronti di una verità alternativa ma non necessariamente falsa.

La teoria della Simmetria è anche un riferimento meta testuale ai punti affrontati finora. Una delle definizioni della simmetria è la qualità di un qualcosa di essere composto da parti esattamente identiche intorno a un asse. Quell’asse, in questo momento, è il nostro Guardiano, che separa le due parti della stessa forza, divise in Luce e Oscurità. In fisica, la simmetria è raggiungibile in altri modi, come quella dei fenomeni che si ripetono in modo identico nel tempo e nello spazio. Quello che conosciamo, dunque, è solo una parte di quello che possiamo capire e il nostro punto di vista è contaminato dalla nostra morale, dal nostro giudizio.

La chiusura di questa storia, noi crediamo, non sarà un conflitto totale, ma uno interiore, che si estende ai massimi sistemi dell’universo. Forze come l’Alveare e i Vex, rappresenteranno ancora l’avversario classico, non difficile da interpretare, da grindare e impilare in numeri su numeri, ma pur sempre una nota a margine della vera lotta, un prodotto di scarto. L’Oscurità sarà una sfida, un viaggio del tutto diverso, che non sarà possibile compiere con le armi in pugno e correndo, ma camminando mano nella mano con le proprie idee e scendendo a patti con i nostri preconcetti morali fallaci. 
Eris se ne sta rendendo conto. Persino Zavala sta cambiando lentamente idea – entrambi famosi per le loro morali prima inamovibili, ora malleabili.

L’arrivo delle Piramidi ha posto tutto in dubbio ma, in realtà, sembra essere parte di un piano molto antico, che si è messo in moto forse prima dell’arrivo della razza umana.

Un ponte tra i due mondi
Il nostro differente approccio all’Oscurità può porre le basi per un’altra ipotesi ancora sulle intenzioni del Viaggiatore: che fosse da sempre questo il suo scopo? Andare oltre la Luce, in modo che tramite noi, si possa di nuovo tornare a parlare di una unità dal dualismo, una monade cioè, per parlare in termini gnostici (e ricongiungerci all’idea precedente)? L’idea di usarci come un ponte tra i due mondi potrebbe essere la base di un’altra linea narrativa… quella che ci vede pacificare ogni ostilità e appianare ogni divergenza. E’ possibile che il Viaggiatore ci stia usando come dei veri e propri cavalli di Troia per portarci a contatto con l’Oscurità? Già nel presente, il Vagliatore ci ha detto più volte che è affascinato dalla nostra esistenza e che per lui siamo preziosi, per i motivi che abbiamo spiegato. È importante ribadirlo, perché secondo la sua logica non saremmo mai dovuti esistere. Questa prima crepa nell’immensa struttura ideologica del Vagliatore potrebbe essere proprio l’accesso che il Viaggiatore vuole che troviamo, la soglia che vuole che noi varchiamo. Solo gli avvenimenti di Europa, sembra, potranno chiarire queste intenzioni. 

Dal momento in cui lo Spettro ci ha scelti, abbiamo il destino dell’universo nelle nostre mani, letteralmente. La nostra esistenza, le nostre azioni, sono l’affermazione di una filosofia rispetto a un’altra, di un principio contro un altro… ma potrebbero anche essere il punto di contatto tra due realtà apparentemente all’opposto. Oltre a rappresentare una convergenza tra il mondo immaginario di Destiny e quello reale dove viviamo.

Dove ci porterà questo scontro tra giganti?
In qualunque modo finisca questa storia, è chiaro ormai che, dato le potenze e le filosofie in campo, la nostra lotta non è del tutto finalizzata come pensiamo. 
Affronteremo a breve la simbologia e l’idea che si cela dietro all’Albero e lo congiunge a questa teoria. Ma come sempre, lasceremo socchiusa la porta verso le possibilità che la storia di Destiny sta mostrandoci: qual è la giusta realtà per cui vale la pena di combattere?