Con la chiusura della Stagione degli arrivi, si conclude un importante arco di Destiny 2. Titano, Mercurio e Io, tra le altre destinazioni, verranno lasciate indietro. Cosa accadrà ai personaggi che li popolano? Quale è il destino di Rasputin, disattivato dall’arrivo delle Piramidi? E quale è il ruolo dei Nove?
Tramite due importanti datamining, di libri di lore (“Coercizione ed emersione“) e di dialoghi in-game, possiamo iniziare a dare delle risposte concrete.

Avviso SPOILER: quelle che seguono sono interpretazioni basate su materiale non ancora rilasciato e/o che potrebbe essere non ancora stato affrontato in-game.

Video sui dialoghi dataminati con il software Grinsor Audio Tool.

Io e Asher Mir
Da un dialogo con Zavala, veniamo a conoscenza del destino di Asher Mir. Sembra sia deciso a rimanere su Io e combattere e Zavala, conoscendolo bene, rievoca in questo il suo spirito combattivo di Guardiano perseverante.
Dalla lore sappiamo anche che Asher è impegnato in degli esperimenti per verificare i poteri delle Navi Piramidali, ora che ha un soggetto estremamente vicino su cui provare. Tra questi, lancia dei proiettili sperimentali con un railgun verso la nave, per capirne le conseguenze della loro scomparsa. Poco prima di raggiungere la nave, infatti, essi scompaiono dall’esistenza – esattamente come è avvenuto con le armi di Rasputin lanciate da Ana nell’intro della stagione.
Tuttavia, non arrendendosi, Asher crea un modo di verificare la telemetria anche dopo che i proiettili scompaiono, scoprendo qualcosa d’incredibile:

Asher sorrise. Erano ancora lì, tenuti nel campo della Piramide. Visivamente non rilevabili, segnali ridotti all’impercettibile, ma ancora fisicamente lì.
Il modo in cui la Piramide stava compiendo questa impresa non era importante al momento, sebbene la sua mente fosse invasa da fantasie di energia di punto zero. La domanda che lo spingeva a riflettere era la seguente: che cosa faceva la nave ai proiettili mentre rimanevano sospesi nello spazio periferico della sua disgustosa presenza?

E perché?
“Asher: Osservazione”, dal libro “Coercizione ed emersione”.

L’energia di punto zero è, in fisica, lo stato quantistico con più bassa emissione energetica possibile, uno stato legato al vuoto. Cosa questo possa rivelarci è per ora impossibile dirlo ma… la Piramide non distrugge ciò che le viene lanciato contro. Che sia una informazione utile per poter escogitare un sistema di penetrazione?
Eris parla di Asher come un caro amico e Zavala teme per lui ma accetta il suo destino e con lui quello di Io.

Titano, Sloane e il mostro dei mari
Sembra che Sloane sia decisa ad affrontare una battaglia aerea con la Piramide che, sappiamo dai dati in possesso, giungerà su Titano come ha fatto per Io, fluttuando sopra l’Arcologia. Una grande evacuazione avverrà, rimuovendo l’avamposto dell’Avanguardia dal satellite di Saturno, mentre il Ramingo ed Eris riflettono sul perché le Piramidi hanno deciso di raggiungere Titano. Se la presenza su Io è giustificata da quella dell’Albero dalle Ali d’Argento, su Titano sembra che sia il potere di Savathûn a muovere l’ago della bilancia.
Oppure, colpo di scena, potrebbe essere il misterioso leviatano dei mari.
Per la prima volta in modo estensivo, la misteriosa creatura che sappiamo vivere dentro gli oceani di metano liquido di Titano, viene discussa da vari PG, tra cui Eris e il Ramingo. Viene definita “antica”, e “non un serpente”, come Eris ci tiene a precisare. Possibile, dunque, dalla silhouette già intravista e dalla nuova descrizione, che sia confermato come un essere legato all’Alveare, non forse un Verme (differente forma e dimensioni) ma qualcosa di simile, probabilmente legato a Savathûn.
La presenza della Piramide, forse, ci porterà a scoprirne l’origine, infine.

Il mistero dei Fari e il destino di Vance sembrano connessi.

Mercurio e Vance
Abbiamo da tempo scoperto l’origine del Culto di Osiride e, nel libro della lore “Prove e Tribolazioni“, scopriamo anche l’origine delle Prove di Osiride. Fratello Vance, il curatore delle Prove per lungo tempo prima dell’odierno Saint-14, organizzò le prove per verificare un comportamento curioso di alcune strutture Vex di Mercurio del tutto uniche: i Fari. Ogni volta che un Guardiano veniva ucciso durante un match di Crogiolo, infatti, un tipo di suono particolare veniva emesso da una di quelle strutture.
Vance ha dunque creato le Prove per sottoporre un particolare Faro a studi ulteriori, producendo tutte le morti di Guardiani necessarie per ascoltare i suoni bitonali prodotti dal Faro. Non siamo di certo nuovi alle manifestazioni sonore dei Vex (basti pensare agli Oracoli e alle loro combinazioni monotonali), ma qui si va oltre. Nel momento in cui la Guerra Rossa esplode, la Luce viene persa dai Guardiani. Nel medesimo istante in cui questo avviene, una uccisione durante le Prove diventa definitiva, senza che lo Spettro possa riportare in vita il suo Guardiano. Fratello Vance ha l’opportunità di seguire questo evento più unico che raro:

“Un contendente è stato sconfitto nel preciso momento in cui la Luce gli veniva strappata via, lo Spettro distrutto dall’esplosione di una granata a impulsi. E in quell’istante, il più incredibile dei fenomeni è avvenuto: il Faro mi ha parlato, cambiando però la chiave. Un re diesis minore, se non sbaglio. Prima ero stato solo esposto ad armoniose note bitonali. Le implicazioni, come non ho mancato di specificare alla Regina Mara Sov, non si potevano ignorare
“Nittalopia”, dal libro “Prove e tribolazioni”.

I suoi studi hanno attratto l’attenzione di Osiride che, a un certo punto, si è presentato da Vance per raccoglierne i dati, dicendo che quello che ha scoperto Vance è…:

“”…è abbastanza pericoloso da spazzare via dall’esistenza ogni uomo, donna e bambino. Ti stai trastullando con forze al di fuori del tuo controllo”, lo rimproverò Osiride. “Questo è l’ultimo avvertimento: lascia questo Faro. Considera l’idea di una vita più semplice. Metti su famiglia. Componi della musica. Abbandona Mercurio e quest’impresa folle.”
Idolatria“, dal libro “Prove e tribolazioni”.

Il mistero dei Fari di Mercurio è tuttavia fitto per Osiride stesso, che affidandoli a Saint non lesina nel dirgli che non ha idea di cosa rappresentino, se non che hanno un fine ben preciso (come ogni cosa creata dai Vex) e che sono pericolosi.

All’arrivo delle Navi nel sistema, Fratello Vance afferma che i suoi studi sono arrivati al termine, sembra, dopo che gli eventi della Meridiana lo hanno spinto a credere che il suo selvaggio sfruttamento da parte dei Guardiani in cerca di armi e loot, abbiano accelerato il destino dell’umanità. Fanatico, persistente e in preda a manie di grandezza, Vance trova un nuovo scopo sembra, e decide di penetrare nella Foresta Infinita, cantando la celebre canzone di Destiny composta ed eseguita da Paul MacCartney, “Hope for the future“, sfondando la quarta parete in una singolare quanto bizzarra evenienza.
Dentro la Foresta, sembra, Vance incontra la copia di se stesso – non è chiaro se è generata dalla stessa Foresta come simulazione o è di una differente provenienza. Non è neppure chiaro se sia una versione di lui stesso, tratta da una differente linea temporale.

L’Exo sperimentale per Rasputin? Concept art scartata da “La Mente Bellica”.

Marte, Ana e il destino di Rasputin
La parte da leone in queste nuove rivelazioni la fanno quelle su Rasputin.
Facciamo un breve passo indietro.
Nella lore settimanale sul sito Bungie rilasciata poco prima dell’arrivo della Stagione dell’intrepido, Ana viaggiava nel sistema solare di pianeta in pianeta, scoprendo delle strutture non segnalate appartenute alla Braytech. Si trattava delle Pillory Station, enormi stazioni sotterranee ancora attive, dentro le quali il Progetto Echo è stato sviluppato durante l’Età dell’Oro.
Assieme a Jinju (il suo Spettro) e Rasputin stesso collegato via impianti neurali con Ana, fanno una scoperta incredibile all’interno di una di queste strutture.

Ana Bray trasferisce Rasputin dentro un corpo Exo?

“Jinju continua: “Ho seguito il download del mainframe da Pillory. Quelle stazioni dovrebbero servire a frammentare la mente di Rasputin nel caso in cui diventasse … uh … insubordinato. “
“È disgustoso.”
ECHO sembra essere stato un programma d’emergenza che si attiva in seguito a questa evenienza. Avevano anche uno schema di riferimento del suo cervello.”
Ana si prende un momento per cercare di assimilare le informazioni.

“Un modello di riferimento cerebrale aiuterebbe a creare la stabilità del contenimento dopo il processo di partizionamento. È come una veranda per il tuo cervello “.
“Qui va avanti.” Jinju continua: “Il tuo nome appare come cross-reference dappertutto, Ana. Gateway di rete neurale. Psicolinguistica. Mappe cerebrali Exo con profili candidati. Sembra che Clovis Bray stesse sincronizzando il nucleo di base di Rasputin con degli ospiti selezionati”.
“Oh.” La mente di Ana ormai non si fermava più. “Per cosa però? Rilasciarlo dal contenimento e clonarlo? Un pulsante di riavvio piuttosto elaborato, direi. Immagino che con un Exo potresti anche creare un’intelligenza artificiale piuttosto potente, ma con più limitazioni controllabili di una Mente Bellica. “”

“Eredità, Parte II”, dalla lore settimanale del sito Bungie.

Clovis Bray, l’eminenza grigia dietro la Braytech, Rasputin e centinaia di altre implicazioni tecnologiche e sociali dell’Età dell’Oro, aveva previsto un piano d’emergenza se la Mente Bellica, ovvero Rasputin, eccedesse nella sua programmazione al punto da divenire ribelle. La rampancy è uno stato teorico secondo le quali alcune IA futuristiche potrebbero impazzire se operanti per troppo tempo o se sottoposte a tipi diversi di stress – da quello informativo a quello psicologico o strutturale, ecc.
Benché sappiamo molto di Rasputin (leggere questo macro-articolo come riferimento) e sappiamo anche che i Bray lo hanno creato per avere piena autonomia, quello che abbiamo appreso sembra un piano d’emergenza studiato per avere in mano un ulteriore sistema di sicurezza. Il progetto ECHO, dunque, frammenterebbe la mente di Rasputin e lo compatterebbe in una partizione Exo, creando così un Rasputin di forma umana molto più controllabile di quanto lo sia se fosse ancora collegato alla rete interplanetaria della Mente Bellica. Suona familiare?
Ebbene, nelle famose concept art perdute già presentate in altri articoli e riportate nuovamente qui, ispirate al Supercut di Joe Staten, Rasputin viene trasferito da Ana Bray dentro un Exo sperimentale, totalmente diverso dagli Exo come li conosciamo noi (negli artwork addirittura con aureola). Questo avvenimento viene finalmente confermato dalla lore “Scatola Nera” (“Ana: Black Box“) del libro “Coercizione ed emersione“, con il recupero del telaio Exo sperimentale. Inoltre, i dialoghi dataminati vedono Zavala annunciare l’arrivo di Ana alla Torre (non si sa in quale capacità, se come Avanguardia dei Cacciatori o meno), mentre Eris e il Ramingo parlano del suo tentativo di salvare Rasputin dal destino che le Navi Piramidali gli hanno inferto rispondendo al suo attacco: la disattivazione totale.
Ana, quindi, compie una mossa geniale, se dobbiamo seguire questo filo narrativo consequenziale: usare un sistema di sicurezza progettato per intrappolare Rasputin all’opposto, ovvero per salvarlo. Il titolo della lore “Scatola Nera” ci permette di ben sperare, in quanto con la nostra conoscenza dei processi di Rasputin, sappiamo che potrebbe riferirsi all’insieme di subroutine legate alla sua moralità – che significa che Rasputin conserverebbe la personalità che si è evoluta nel tempo fino a oggi, inclusi i grandi passi avanti fatti nella stagione precedente.
Possiamo quindi intuire che nel prossimo DLC vedremo giungere in Torre Ana assieme a un Rasputin Exo, forse non al pieno dei suoi poteri, ma comunque un personaggio incredibilmente interessante, vedendo finalmente avverarsi una delle storie cancellate da Destiny 1 più note ai fan della lore.

L’Emissaria dei Nove era un tempo una Guardiana, una Titanide chiamata Orin.

Il ritorno dei Nove
Vari dialoghi con i Nove e l’Emissaria rivelano che quest’ultima potrebbe liberarsi dal giogo dei Nove, tornando a essere Orin. I Nove sembra produrranno delle simulazioni dei pianeti che scompariranno nel DLC di settembre, nel loro spazio dimensionale, dove andremo per motivi sconosciuti. Queste simulazioni mancano di elementi fondamentali presenti invece nella realtà, come strutture particolari e altro.
L’emissaria, inoltre, ci confermerà che il termine “Forgotten blade” ovvero “Lama dimenticata”, era riferito a Eris, in quel famoso video in cui i Nove donano al Ramingo un frammento del loro reame, stabilendo un patto con lui prima di Forsaken. Questa è una grande rivelazione, che implica che era Eris una di quelle personalità su Destiny che eludono la comprensione dei Nove.

Orin, infine, farà un “gioco” con il Ramingo, una illusione ci sembra di capire, dove mostra al Ramingo un mondo dove la Luce è accecante ed esistono creature che soffrono poiché non possono morire. Questo è un universo accecante, dove la vita è una gabbia peggiore della morte. Un’altra visione mostra un secondo Crollo, oscurità ovunque, talmente profonda che nessuna luce può esistere. Questo è un universo morto e freddo.
Con queste due allegorie allucinatorie, Orin cerca di spiegare al Ramingo cosa accadrebbe in un mondo senza equilibrio dove la Luce ha trionfato (il primo esempio) o dove l’Oscurità ha vinto (il secondo). Tutto ciò non fa altro che spiegare la posizione dei Nove riguardo la dicotomia, che approfondiremo in un articolo a breve sulle motivazioni di Luce e Oscurità e sul loro modo di combattere questa guerra.

Esiste anche un dialogo forse meno interessante, ma curioso, dove Orin chiede al Ramingo se può fidarsi di noi dopo la nostra denuncia nei suoi confronti alle autorità. Si parla chiaramente della scelta tra Aunor e il Ramingo operata qualche tempo fa, di cui abbiamo ampiamente parlato in questo articolo.

Le Piramidi ci parleranno ancora in chiusura della Stagione degli arrivi.

Il piano finale dell’Oscurità
L’Oscurità, a fine stagione, si proclamerà di nuovo come “la vita”, rispetto alla Luce che è la parte perdente. Zavala chiederà a Eris come poter sfruttare questo dialogo, ora che sembra chiaro che le Navi sono in realtà venute in pace. Il Titano è estremamente calmo mentre parla di questo, come se accettasse l’evidenza che siamo ormai in una trattativa. Eris, d’altro canto, conferma che saremo costretti a usare le stesse armi dell’Oscurità, possibilmente contro di essa, confermando l’arrivo della nuova sottoclasse dell’Oscurità, la Stasi.
Infine, in un dialogo parlato tramite il nostro Spettro invaso dall’Oscurità, essa ci dirà:

[Inglese]
“Remember, in Darkness there is only strength. Only life. Ancient power awaits you on Europa”

[Italiano]
“Ricorda, nell’Oscurità esiste solo la forza. Solo la vita. Un potere ancestrale ti attende su Europa”.

Zavala sorprenderà nei dialoghi finali, condonando l’uso dell’Oscurità a patto che venga adoperata come arma per difenderci da un male più grande, possibilmente l’Oscurità stessa. Zavala dimostra quindi di crescere oltre la sua dimensione statica degli ultimi tempi, aprendo la sua mente a posizioni non più conservative (come già abbiamo visto nei confronti di Eris).

Conclusioni
La lore trapelata nel datamining del libro mancante e dei dialoghi è potenzialmente fondamentale. Si tratta di un ponte unico verso Europa, di un importante mix di storie che vengono citate nuovamente (il leviatano di Titano per dirne una) e di trame che vengono ricollegate in modo miracoloso (le concept art scartate, il Supercut). L’arrivo delle Navi in ognuna delle destinazioni che verranno eliminate a settembre sembra avere ognuno un preciso scopo. E ogni lore del vendor di quella destinazione offre spunti interessanti e storie ancora più misteriose dei misteri che volevano risolvere.
Adesso abbiamo molti più elementi per giudicare il teatro dello scontro di settembre e nuove speranze per la storia di Destiny di raggiungere un picco di chiarezza e di senso di finalità.