La storia che vi stiamo per raccontare affonda nelle radici della mitologia di Destiny, fin dal primo capitolo. Vi parleremo del leggendario Felwinter, dei Signori del Ferro e, ancora una volta, di Rasputin. Questa è una storia di tradimenti, di menzogne, di padre e figlio separati e costretti a confrontarsi nella tragedia.
Scopriremo, infine, la reale natura della menzogna di Felwinter.

Lord Felwinter, con l’Elmo e la Menzogna omonimi in pugno, immaginato da Gammatrap.

Un accenno intrigante
Anni orsono, una delle armi più potenti e iconiche di Destiny 1 poteva essere ottenuta combattendo nell’allora spietato Stendardo di Ferro. Il laconico Lord Saladin Forge e la storia dei suoi fratelli ormai scomparsi, erano solo una nota a piè pagina della lore; nessuno sapeva cosa fosse accaduto perché i leggendari Signori del Ferro scomparissero lasciando dietro solo Saladin. Il nostro Guardiano avrebbe potuto però ottenere una replica delle loro armi durante la contesa, e parte di quelle armi conteneva un accenno di storia, una sottile vena di lore che apriva mondi. Una di queste armi era il Menzogna di Felwinter.
Il nome stesso era una porta che si apriva verso qualcosa su cui per anni i maggiori esperti di lore e i giocatori di Destiny si sono interrogati a lungo.
Ma prima di scoprire finalmente l’ultimo tassello di questa storia affascinante, dobbiamo porci la fatidica domanda: chi era Felwinter?

Uno degli scorci del Picco di Felwinter.

L’Exo misterioso
Felwinter fu risvegliato dal suo Spettro in qualche momento imprecisato dopo il Collasso, durante l’Epoca Oscura, quando i Signori del Ferro e quelli della Guerra si combattevano senza tregua – i primi per proteggere gli innocenti sopravvissuti e i secondi per la supremazia territoriale e il dominio dei popoli.

“Un Exo Asceso era in piedi, stordito, nel mezzo di quella che sembrava una gigantesca biblioteca. Non era mai stato qui prima; per quanto potesse ricordare, non era mai stato da nessuna parte prima. Non aveva memoria di nulla e tutto ciò che su cui poteva fare affidamento era il nome che gli era stato dato da uno strano drone d’argento. Un nome che non riconosceva neppure: Felwinter.
Attorno a lui c’erano scaffali giganteschi e dorati, metà dei quali danneggiati, disseminati di libri stracciati e casse cilindriche incrinate. Calpestò un libro e ne ruppe il dorso mentre camminava. Il piccolo drone lo seguì.
“So che non ti fidi di me”, disse. “Ma non hai scelta. Chi altri ti è rimasto?”
“Non lo so”, disse Felwinter. Ci pensò per un attimo. “Non so nulla.”
“Esatto. Quindi dovresti ascoltarmi.”
“L’inizio”, tratto dal libro “Il Bugiardo”.

Felwinter, un Exo, viene trasformato in Guardiano dal suo Spettro, riportato in vita dentro quella che sembra una biblioteca dentro un bunker, distrutta dagli effetti del Crollo.
Una delle prime cose che avviene, superato il disorientamento iniziale, è la presa di coscienza che egli è un Exo, che lo porta a stabilire che qualcosa non era andato per il verso giusto.

“Ascoltami molto attentamente. Stanno arrivando per te. Ti chiederanno un nome. Il tuo nome è Felwinter.”
“Non penso che questo sia il mio nome.”
“Lo so. Tu dillo comunque.”
“Perché non riesco a ricordare il mio nome? Ho sempre ricordato il mio nome. Qualcosa non va. Sono stato danneggiato durante l’elaborazione della Cripta?”
“Non so nulla della Cripta di Pietrafonda. È stato prima del mio arrivo.”
“Cosa diavolo sei?”
“Non ti fidi di me.”
“No.”
“Ti fiderai.”
“Sei un piccolo drone presuntuoso. Cosa te lo fa pensare?”
“Nessun altro ti aiuterà. È uccidere o essere uccisi là fuori.”
Astuzia dell’Inverno”, armatura

Stabilito che non è un problema inerente al suo essere Exo, Felwinter è nelle cure di Felspring, il suo Spettro. Diventerà un potente Portatore di Luce, affine alla classe degli Stregoni, ma sarà perseguitato da quel che sembra una maledizione.

Rasputin, in un terminale dei bunker.

La furia della Mente Bellica
Ovunque vada, infatti, Felwinter viene seguito dalla caduta di meteore… che scoprirà essere dei satelliti (warsat per la precisione). Prima di imparare a evitarli, ne verrà distrutto parecchie volte. La sua sofisticata architettura proprietaria da Exo è impossibile da riparare anche per lo Spettro, che preferisce riportarlo in vita allo stato iniziale; impariamo così che la tecnologia dell’Età dell’Oro è un mistero anche per gli stessi Spettri del Viaggiatore.
Sopravvissuto alla pioggia di warsat, Felwinter incontra nuovi nemici: telai da combattimento che recano lo stesso simbolo dei warsat, sembrano dargli una caccia spietata e appaiono in grande numero ovunque egli vada. Non si spiega tutto questo e un’altra Portatrice di Luce, una certa Gryphon-11, si porrà le stesse domande, suggerendogli che probabilmente la Mente Bellica è sulle sue tracce e sembra anche molto decisa a toglierlo di mezzo.
Ma Felwinter risponderà confuso: “Cos’è una Mente Bellica?”

Imparerà a sue spese che Rasputin non è un’entità che è abituata a darsi per vinta facilmente. Per sfuggire alla sua persecuzione, Felwinter troverà una soluzione: una montagna impossibile da scalare per gli esseri viventi comuni, dove si trova una fortezza impenetrabile che gli permetterà di rimanere fuori dall’onniveggenza di Rasputin. Il problema, non da poco, è il fatto che un Signore della Guerra, Lord Castor, ne occupava già il territorio.
Felwinter lo ucciderà, sparando al suo Spettro e spingendo lui dal picco, per poi occupare quello che sarà da quel momento in poi noto come il Picco di Felwinter. In questo modo, dichiarerà aperte le ostilità anche con questa violenta fazione.
Sul Picco, Felwinter finalmente troverà la pace dagli assalti di Rasputin e non lo lascerà mai per tutta la vita, se non per portare a termine delle missioni estremamente importanti.

Il famoso Picco di Felwinter, ospitante l’Osservatorio di Vostok, ex fortezza del Signore della Guerra Castor, trono di Felwinter e base operativa dei Signori del Ferro. Oggi ospita il Tempio del Ferro, il luogo dove Saladin ha fatto erigere il memoriale a perenne ricordo dei suoi compagni caduti.

Aderenza ai Signori del Ferro
Lord Timur, uno dei più importanti Signori del Ferro, notò Felwinter. I due erano accomunati dal loro interesse per la Mente Bellica. Felwinter, infatti, a lungo si era interrogato assieme al suo Spettro, su come l’Età dell’Oro possa essere letteralmente esplosa in pochissimo tempo, costellando di città e colonie l’intero sistema solare – uno sforzo titanico. Felspring conclude che gli uomini di quell’epoca avevano sviluppato una tecnologia fuori dal comune, in grado di creare qualsiasi struttura in pochissimo tempo. Non lo sapevano ancora, ma stavano teorizzando l’esistenza della SIVA.
Afflitto dal problema di proteggere il villaggio ai piedi del Picco e incuriosito dalla ricerca di Lord Timur nei confronti di Rasputin, Felwinter si convince a fare una proposta ai Signori del Ferro.

“Radegast sbuffò. “Allora? Rinunceresti al Picco per la causa?”
“Se lo faccio, la mia gente otterrà la protezione dei Signori del Ferro?”
Timur diede una pacca sulla spalla di Felwinter – una mano gigantesca che colpiva un oggetto immobile – e Radegast sorrise, solo un po’. “Lascia che ti conduca da Saladin”, disse. “Ti parlerà della Città.”
“Il Signore del Ferro”, dal libro “Il bugiardo”.

Il Picco diventa dunque la base operativa dei Signori del Ferro, e Felwinter può iniziare a indagare assieme a Timur sulla Mente Bellica, la misteriosa SIVA e… forse, le sue stesse origini. Ma prima di questo, la terribile contesa con i Signori della Guerra doveva essere portata a termine.

Gammatrap immagina l’esito di uno dei tanti duelli tra Shaxx e Felwinter, prima che quest’ultimo riesca a convincerlo a cedere il suo territorio ai Signori del Ferro e farlo schierare con le forze della Città. Shaxx, armato della sua immensa forza bruta, ebbe sempre la meglio fisicamente su Felwinter, ma alla fine la persistenza dello Stregone vinse.

La fine della guerra
Con Felwinter a bordo, i Signori del Ferro concludono la guerra contro i loro avversari di sempre.
Felwinter si rende noto per le sue imprese non solo sul campo, ma anche sul tavolo delle trattive. Riesce a convincere Shaxx a unirsi alla loro causa, dopo giorni di duelli in cui il potente ex Signore della Guerra lo ha più volte ucciso. Felwinter è anche interessato alla fortezza di Shaxx, che ospita un bunker segreto di Rasputin, dimostrando che lo Stregone ha sempre uno scopo segreto in mente in ogni sua azione.

Analogamente a Shaxx, uno dei più potenti Signori della Guerra, Lord Citan, viene invitato a discutere su un’alleanza dallo stesso Felwinter, che lo raggiunge nella sua fortezza per parlamentare. Ma le cose non vanno come programmato; dopo il rifiuto della sua offerta di aggiungere Citan alle file dei Signori del Ferro con i suoi territori, lo Stregone capisce che Citan ormai rifiuta il cambiamento inevitabile e che non cederà mai. Infrangendo il Decreto del Ferro, Felwinter attacca Citan, in un combattimento fulmineo che lo vede addirittura produrre una spallata da Titano – un trucco ereditato dalla Titanide Lady Jolder – che sopprime ogni resistenza dell’avversario. Questa è una delle rare volte in cui una classe di Portatore di Luce sovrascrive un’altra, ma Felwinter è un personaggio del tutto eccezionale, come impareremo, e non sorprende questa sua abilità alla luce della sua reale natura.
Con una veloce mossa, infine, estrae il suo celebre fucile a pompa e pone fine per sempre alla lotta.

“Il fucile a pompa di Felwinter schioccò come un tuono – una volta per il Signore della Guerra e ancora un’altra per il suo Spettro.”
Grimorio, “Lord Felwinter”.

La versione di Destiny 2 del “Menzogna di Felwinter” è molto fedele alla sua “riproduzione”, presente in Destiny 1, sia come estetica che come prestazioni.

Il fucile divenne leggendario, noto a tutti come “Menzogna di Felwinter“. Per anni, gli utenti di Destiny e gli esperti della lore si sono interrogati sul significato di questo nome (una bugia nella bugia), che veniva minimizzato dallo stesso Felwinter, per capire cosa fosse realmente quella “menzogna” citata. Spesso si disse che rappresentava i mille segreti di Felwinter, come la violazione del Decreto del Ferro, che vietava ai Portatori di Luce di abusare del proprio potere e di uccidere, quando ha letteralmente giustiziato Citan (e altri come Lord Dryden) a sangue freddo. E altro ancora si aggiunse a questa teoria. Ma Felwinter aveva davvero un unico, grande segreto, la cui origine è stata svelata in modo molto emozionante proprio nella “Stagione dell’Intrepido“, attraverso la quest per riottenere il suo fucile e il libro della lore chiamato “Il bugiardo”.

“Mi piace solo il nome. Non significa niente.” —Lord Felwinter a Lord Timur
“Menzogna di Felwinter”, arma.

Felwinter è rappresentato in una delle statue del memoriale dei Signori del Ferro, in quella che un tempo fu la sua dimora sul Picco. La sua scomparsa ha lasciato molte più domande che risposte.

La strada per la verità
Prima di imbarcarsi nell’impresa di ottenere i segreti della Mente Bellica, Felwinter riuscì a trovare con Felspring un bunker del Serafino in cui finalmente il velo del suo passato fu strappato. Il mistero riguardo alla caccia spietata che Rasputin gli ha sempre dato e dalla quale si è dovuto nascondere sul Picco ma anche la reazione delle console dei bunker che si riattivano alla sua sola presenza… tutto stava per avere una risposta.
In quel bunker, infatti, Felwinter ebbe accesso a una serie di dati che fecero emergere il nome di un protocollo di Rasputin finora inedito, usato solamente una volta, e dall’enigmatico nome di SIDDHARTA GOLEM.

“Ma cosa sarebbe SIDDHARTHA GOLEM?” mormorò Felwinter.
Felspring frugò di nuovo il codice da cima a fondo, con un ritmo nervoso ed esitante, poi si fermò. Poi riprese a scorrere il codice, fermandosi di nuovo. Scorse il codice, si fermò ancora. “Aspetta.” La sua voce tremò, ma solo leggermente. “Vedi? Questa è la prima volta che viene menzionato SIDDHARTHA GOLEM. È …” Fece una pausa, poi proseguì, più lentamente, “Dice: ‘Inizializzazione del caricamento di SIDDHARTHA GOLEM su DSC-342.'” Esitò un istante. “DSC, Felwinter.”
Felwinter rimase in silenzio, pensando, ma senza capire. “DSC?” chiese.
“Deep Stone Crypt [Cripta di Pietrafonda nda]” Adesso stava quasi sussurrando. “SIDDHARTHA GOLEM era un Exo.”
Felwinter abbassò lo sguardo su se stesso, sulle sue mani. Le rigirò, studiando il metallo consumato dei suoi palmi.
Il silenzio riempì il bunker quasi fino a farlo esplodere.
A Felwinter sembrò che fossero passati anni prima che uno dei due parlasse di nuovo. Per tutto il tempo, Felspring lo guardò, immobile nell’aria.
“Sei tu”, sussurrò.”
“La scoperta”, dal libro “Il bugiardo”.

Qui dobbiamo fare un lungo passo indietro, per chiarire la portata di questa scoperta. E più precisamente, dobbiamo esaminare un messaggio di Rasputin inserito in questa lore, che ne spezza il flusso narrativo cronologico, interrompendo il racconto di Felwinter e dandoci un prezioso insight sul piano di Rasputin.

“Questa è una RISORSA DISCRETA IMPERATIVA (NESSUNA REVISIONE UMANA) (NESSUNA REVISIONE AI-COM) (sicuro / AUTARCH).
Avviare il caricamento SIDDHARTHA GOLEM su DSC-342 per valutare l’integrità delle strutture morali.

[…]

Iniziare la revisione umana posto che la moralità tattica non sia costituita da MEZZANOTTE.
“L’esperienza è l’insegnante di tutte le cose.”
“SIDDHARTHA GOLEM” dal libro “Il bugiardo”

Rasputin, in un momento imprecisato prima del Crollo, attiva la “risorsa discreta” (una routine cioé che non deve essere approvata da altri che Rasputin) del protocollo SIDDHARTHA GOLEM, per “valutare l’integrità delle strutture morali” e iniziare dunque una “revisione umana” a patto che non sia attivo MEZZANOTTE IMPELLENTE (MIDNIGHT EXIGENT), ovvero il protocollo finale in cui la morale di Rasputin è sospesa per cause di forza maggiore (nel nostro caso, il Crollo).

Cosa significa? La risposta l’abbiamo nella citazione tratta dal “De Bello Civili” di Giulio Cesare: “la consuetudine è la maestra di tutte le cose” (“Rerum omnium magister usus”), che vuol semplicemente dire che imparare di prima mano è il modo migliore per apprendere. Rasputin, dunque, vuole imparare qualcosa in modo direto… nella fattispecie, la moralità che guida gli esseri umani, per migliorare il proprio bagaglio emotivo, il giudizio critico, i propri protocolli di attivazione… insomma, la sua di moralità. Per fare ciò, attiva un protocollo formato da due nomi ben precisi e, come ben sappiamo, Rasputin spesso usa nomi mitologici e riferimenti letterari per sintetizzare le sue ragioni a livello lessicale e sistematico: SIDDHARTHA e GOLEM. Il primo è il nome originale del Buddha, l’essere illuminato che ha dato vita alla religione relativa, il cui viaggio spirituale alla scoperta della verità e dell’illuminazione può essere accomunato con il desiderio di un viaggio di scoperta interiore di Rasputin. Il secondo è un essere della mitologia ebrea, statua inanimata a cui può essere donata la vita tramite la cabala ed essere asservita al proprio padrone. La natura del golem è interessante e parleremo di questo in chiusura, per dare qualcosa su cui riflettere.

Viene citata anche la DSC, che non è altro che la “Deep Stone Crypt”, ovvero la Cripta di Pietrafonda, il luogo dove nascono gli Exo di cui abbiamo parlato a fondo in questo articolo – il che conferma due cose: il SIDDHARTA GOLEM è un Exo; Rasputin ha da sempre avuto accesso a quel sistema (un elemento davvero intrigante).

Dunque, il SIDDHARTA GOLEM è un Exo, creato da Rasputin per sperimentare in prima persona la moralità e il modo di pensare umano, per poi integrare queste conoscenze nei suoi sistemi. Non si comprende se è una copia delle sue routine di base e della sua personalità o se l’Exo è di fatti una sua estensione mentale, quasi come una trinità computazionale. Quello che sappiamo è che questo Exo è di fatti Felwinter.

Lord Felwinter, immaginato in una fan art con le sue armature esotiche indosso.

Il figlio perduto
Felwinter è dunque un essere unico al mondo: in parte Portatore di Luce, in parte Mente Bellica, un Exo con dei poteri incredibili, cosa che ha dimostrato più volte potendo superare la barriera delle classi dei comuni Guardiani.
Perché Felwinter non ricorda nulla al riguardo?
Il SIDDHARTHA GOLEM viene chiaramente ucciso durante il Crollo, all’interno di una biblioteca, dove si risveglierà secoli dopo, riattivato dallo Spettro Felspring, che lo ha riportato in vita come Portatore di Luce. In quel momento, l’Exo dimentica ogni cosa della sua vita precedente, come sempre accade. Il suo potenziale incredibile è quindi di fatto passato al servizio del Viaggiatore – un’evenienza che a Rasputin non piace particolarmente. Il suo progetto, dunque, va terminato ora che ne rileva di nuovo la riattivazione ma che, ovviamente, non risponde più al suo controllo.
Felwinter, il figlio di Rasputin, va dunque ucciso.

“SIDDHARTHA GOLEM rilevato nel SETTORE OR41-S.
Condizioni di riattivazione sconosciute. SIDDHARTHA GOLEM identificato con traccia energetica legata a [O] 
Sequestro automatizzato in remoto delle risorse non riuscito.
Iniezione remota automatizzata del pacchetto wetware HELMINTH non riuscita.
Iniezione remota automatica del pacchetto hardware CATACOMB non riuscita.
Invoco DAGA DI ABSALOM. 
A esecuzione avvenuta, tutte le risorse interessate riprenderanno la sospensione a lungo termine di MEZZANOTTE IMPELLENTE.
‘E piango ancora di più, perché piango invano.’”
“SIDDHARTHA GOLEM” dal libro “Il bugiardo”

All’identificazione di Felwinter come Portatore di Luce (ricordiamo che il [O] è un glifo che usa Rasputin per identificare il Viaggiatore) Rasputin esegue il protocollo DAGA DI ABSALOM (“ABSALOM KNIFE”), che richiama a giusto proposito la storia biblica di Assalonne (“Absalom” in inglese), il figlio di Re Davide ucciso durante una ribellione contro il padre. Da qui inizia la persecuzione di Felwinter da parte di Rasputin.

Particolarmente di impatto è la frase finale che accompagna il sofferto attivare di questo protocollo, la decisione di uccidere il proprio figlio (che è una parte di se stesso materialmente ma anche sentimentalmente, come ogni figlio lo è dei propri genitori). È tratta da una poesia di Thomas Gray, “On the death of Richard West”, dedicata alla morte dell’amico, e l’ultima strofa recita:

[Inglese]
 “I fruitless mourn to him that cannot hear,
And weep the more because I weep in vain.”

[Italiano]
“Vano è il mio lutto per lui che non mi può udire,
“E piango ancora di più, perché piango invano”.

Rasputin mostra quindi di aver effettivamente appreso dagli uomini ciò per cui il progetto SIDDHARTHA GOLEM era stato creato: la moralità, le emozioni, l’umanità. Ordinare la distruzione del proprio figlio, una parte di sé, è una scelta non priva di conseguenze per lui.

Una misteriosa paratia blindata si apre nel bunker Seraph sulla Luna. Il mistero di Felwinter sta per essere risolto.

La vera menzogna
Felwinter, dunque scoprì la sua vera natura molto prima della sua fine… ma cosa avvenne nel momento della sua morte e quale è la reale natura della sua menzogna?

In Destiny 1, la carta Grimorio “Lord Timur” introdusse la ricerca di Felwinter e Timur per i siti della SIVA, la tecnologia che Felwinter credeva fosse indispensabile per creare una nuova Età dell’Oro. Questo racconto era incompleto, in quanto la lore completa è stata rivelata solo quest’anno sul sito Bungie per il lancio della “Stagione dell’Intrepido”, gettando una nuova luce su cosa avvenne nella mente di Felwinter durante quel dialogo. Per la prima volta, abbiamo combinato qui le due lore in questo articolo, dando la visione completa di quello che avvenne durante quella spedizione (evidenziandone una in corsivo da Destiny 1, l’altra in grassetto da Destiny 2), l’ultimo passo che ci porterà a capire la natura della menzogna di Felwinter.

“Dove mi stai portando?” Felwinter si affianca a Timur con gli occhi vigili e pronti ad anticipare un altro attacco.
“Sei un po’ troppo ossessionato da queste ‘menti belliche’.” Timur si ferma e fissa l’orizzonte mentre percepisce qualcosa; non un pericolo, ma una scoperta. Tira a sé il suo compagno Signore del Ferro. “Dimmi, mio caro amico Felwinter,” dice sussurrando, “cosa significa la parola Serafino per te?”
Fece finta di nulla quando Timur gli chiese dei Serafini. Timur era facile da irritare e questo faceva sentire la situazione ancora nelle sue mani.
Felwinter si china per sussurrare a sua volta. “Teologia dell’antica Terra? Conosco bene il suo potere; si può fare buon uso delle trappole della fede e dei suoi miti.”
“Voi exo siete assurdi!” Il gioco dei sussurri è giunto al termine. “Ti sei mai chiesto cosa potesse esserci prima? O come quel numero si è inciso nella tua… ‘pelle’? Ti vedi mai nei sogni? Il…”
Uno stiletto, poi un altro, e un altro ancora. Felwinter si abbassa e sfodera la sua arma da supporto. Timur odia le interruzioni e la sua faccia ne è testimone. Una sferzata di Luce ad arco cresce nelle sue mani ed erutta incontrastabile, facendo evaporare all’unisono quel branco di cani meccanici nelle vicinanze.
Timur afferra Felwinter, riportandolo a terra e dice: “Ti sei mai chiesto cos’è quel richiamo nel tuo vuoto di memoria, dove i confini del passato straripano in quelli del presente?” È tornato il gioco dei sussurri. “È un prurito che non puoi estirpare, non è così? Beh, forse puoi.”
Felwinter sentiva la tensione dell’attesa. Sentì il mondo contrarsi attorno a sé, fino a che tutto cesso di esistere tranne la sua arma da supporto nella sua mano. Udì il suo Spettro sussurrargli nella radio del casco: “Aspetta.
“Credi che io sia uno di loro? Che tutti gli exo siano…”
Era così stanco di fuggire.
La sua arma da supporto si allineò alla nuca di Timur.
Timur sorrideva con la sua voce quando aggiunse: “Lord Felwinter, so bene chi sei e tu non sei né una mente bellica, né tanto meno uno dei loro burattini.“
Il braccio di Felwinter crollò, abbandonandosi al suo fianco, come se tutta la sua energia fosse scivolata via in un solo attimo. Era impossibile, ma sentì il cuore come fosse più leggero.
Avvicinati e osserva.” Compie un gesto, come se stesse lanciando un incantesimo sulla sabbia. “Segui le mie orme; quest’area è tappezzata di insulse trappole dei caduti.”
“Lord Timur”, Grimorio
“Rimembranza”, lore rilasciata sul sito Bungie.net

Felwinter, credendo di essere stato “scoperto” da Timur, era pronto a ucciderlo alle spalle, fino a quando Timur non cessa di essere una minaccia per lui, rivelando involontariamente di non sapere in realtà nulla su di lui. Timur non saprà mai di essere stato sul punto di essere ucciso; per Felwinter, che non si sapesse nulla sua reale entità prima di diventare Portatore di Luce era importantissimo, al punto da essere pronto a uccidere un suo compagno a sangue freddo, colpendolo alle spalle. Questa è infatti la menzogna di Felwinter e il suo terribile peso. La descrizione dell’arma trovata alla fine della quest “La bugia” (tradotto malamente in italiano) è il completamento del dialogo di quando Felwinter e Felspring scoprono la verità, dentro il bunker Serafino, che finalmente getta luce su un mistero durato dal primo anno di Destiny 1.

“Non possiamo dirlo a nessuno
“Hai idea di quanto sia potente una Mente Bellica? So che te ne rendi conto. Perché abbiamo passato dei secoli a sfuggire a una di esse.
“Non sono solo potenti. Intelligenti. Conservano ogni segreto dell’Età dell’Oro, dall’arrivo del Viaggiatore fino al Crollo.
“Immagina se la gente realizzasse tutto ciò… che tu, da qualche parte nella tua testa, custodisci tutto questo. Pensaci.
“Quindi no, non possiamo dirlo a nessuno.
“Tu sei qualcosa di… totalmente nuovo. Parte Guardiano, parte Mente Bellica. Non esiste nessun altro come te.
“… per questo il Viaggiatore credo mi abbia mandato da te.
“Ma nessun altro capirebbe. E Rasputin non cesserà mai di inseguirti. Di inseguirci.
“Mai.
“Quindi siamo solo noi due, Felwinter. Tu ed io.
“Questa è la nostra menzogna… e solo nostra.”
“Menzogna di Felwinter”, arma.

Rasputin scatena la SIVA e i suoi telai da combattimento contro Felwinter e i suoi compagni, i Signori del Ferro, in questa rappresentazione olografica degli ultimi istanti di vita del figlio perduto.

La fine di Felwinter
Il celebre Signore del Ferro e Stregone, incontra la sua fine per mano di Rasputin.
Ciò che per anni abbiamo creduto come una sfortunata evenienza di circostanza, è in realtà frutto di un elaborato piano.
Al termine della nuova quest, Rasputin ci fa accedere a una parte segreta del bunker sulla Luna, dove troviamo degli ologrammi che rappresentano gli ultimi momenti di vita di Felwinter. Rasputin ci racconta una storia e Ana Bray la traduce per noi.

“In un’epoca di grande prosperità, un re Tiranno mandò suo figlio tra il popolo per comprenderne lo stile di vita”
“Il tempo passò, anno dopo anno, finché una gran calamità si abbatté sul regno. 
“Al termine del disastro, il figlio del Tiranno non era più lo stesso.”

“Il figlio del Tiranno si allontanò dal padre e divenne un guerriero.
“Il Tiranno rincorse suo figlio per mari, monti e campagne.
“Pensò: ‘Se non posso avere mio figlio, allora nessuno potrà’.”

“Il re finì per ritorcere l’amore del proprio figlio verso il popolo contro quest’ultimo.
“Gli promise una miracolosa tecnologia in grado di ricostruire il regno.
“E quando il figlio venne a farne richiesta, scatenò una grande piaga su di lui.
“Ne rimase distrutto.
“Il re riconobbe la colpa della sua grande tirannia, e pianse amaramente.”
Trascritto dalla missione “La bugia”.

La missione finale della quest ci riporta con potenza alla mitologia di Rasputin, alla sua importanza nella lore, che affonda in ogni direzione del franchise.

Rasputin ci rivela che la conoscenza della SIVA fu fatta trapelare appositamente da lui stesso, per attirare il figlio, Felwinter, di nuovo nei suoi reami. Quando fu in suo potere, egli scatenò il potere della SIVA, dandogli la direttiva di distruggere tutti gli intrusi Portatori di Luce dell’ormai tristemente noto Sito-6, la Tomba del Ferro. Così, i Signori del Ferro, attirati dalla buona volontà di Felwinter di salvare i sopravvissuti del Collasso, vengono sterminati in quello che è il prologo della storia de I Signori del Ferro.
L’arco si conclude, Felwinter adesso riposa dentro i reami di Rasputin e la Mente Bellica, meritandosi il nome che le altre menti sussidiarie gli diedero tempo fa (il Tiranno), ne piange la fine, da solo, per i secoli a venire.

La fine dei Signori del Ferro, incluso Felwinter, è la parte finale del piano di Rasputin per riportare a sé il figlio perduto.

Particolari importanti
Se tutto questo vi suona familiare, La storia di Felwinter ci ricorda da vicino oltre che episodi biblici e mitologici di varia natura, il supercut di Joe Staten. Rasputin, inizialmente, era un Exo, che veniva rapito dall’Alveare e che dovevamo recuperare nella missione della campagna di base di Destiny 1 pre-reboot. Si sarebbe poi rivelato essere un drone della Mente Bellica. Quella storia, come tanto altro, fu riscritta pesantemente, il contenuto sull’Exo di Rasputin cancellato.

Non è solo l’unica ripresa che la Bungie ha fatto in questa nuova lore… ricordate questo articolo su Rasputin di qualche tempo fa? Bene, la concept art che presentammo fu scartata da “La Mente Bellica” ma la vediamo adesso reintrodotta in-game qui, confermando la nostra teoria sul fatto che quel dispositivo simile a uno Sputnik è il nucleo originario dal quale Rasputin è stato sviluppato da Clovis Bray, che fu creato inizialmente per gestire le stazioni spaziali umane e per guidare la missione Ares.

La vecchia concept art scartata da “La Mente Bellica” prende finalmente forma qui. L’antico nucleo di Rasputin, quando ancora era una IA dedicata al controllo ambientale delle stazioni spaziali, è stata conservata in modo molto sentimentale dalla Mente Bellica, in questa sorta di “album dei ricordi” situato nella parte più profonda del bunker sulla Luna, dove riposa anche ciò che rimane di Felwinter.

I resti di Felwinter, posseduti dalla SIVA, vengono affrontati dal nostro Guardiano, alla fine de “I Signori del Ferro”. Ma nessuno ci vieta di pensare che la coscienza di Felwinter sia stata effettivamente riassorbita da Rasputin, scaricata nei suoi database. Questo perché Rasputin si prende l’onere di costruire una vera e propria tomba ideale per il figlio, priva di corpo in realtà, ovvero un cenotafio. Che Felwinter, dunque, esista ancora, sepolto per sempre da qualche parte negli archivi della Mente Bellica?

L’odio iniziale di Osiride nei confronti di Rasputin è palese nella intro della “Stagione dell’Intrepido”. Tra le tante cose, lo Stregone lo addita come “assassino” e “traditore”. Questo perché Felwinter, oltre a tutto ciò che era, fu anche il maestro di Osiride, assieme a Nirwen (rif. “Progenie del Giardino 1”) e la sua distruzione da parte di Rasputin deve essere stato un duro colpo per lui. Questo spiega anche come Osiride abbia sviluppato capacità non comuni agli altri Guardiani e perché conosca da così tanto tempo la Mente Bellica, al punto da chiamarlo “vecchio”.

Il cenotafio di Felwinter, che custodisce il fucile a pompa appartenuto al Signore del Ferro.

Infine, il parallelismo con il golem ritorna in tutta la storia come una nota a margine di grande importanza. Nella cultura ebraica, la leggenda dice che il golem può essere attivato se viene inscritta magicamente la parola emet (אמת”, ovvero “verità” in ebraico) sulla sua fronte. Per togliere la vita al golem, invece, basterebbe rimuovere la lettera ”א” in emet, trasformando così il significato dell’iscrizione da “verità” a “morte” (“met”). L’insegnamento qui è facile da intuire: la verità è vita, la menzogna è morte. I significati cabalistici sono anche ulteriori ma è logico supporre che la storia di Felwinter si ricolleghi tutto alla verità e al suo contrario: alla verità dell’esistenza (gli Exo come i Guardiani perdono i loro ricordi e non sanno più chi sono), alla verità delle proprie intenzioni. La menzogna è l’inganno, la morte, il tradimento dei sentimenti. Rasputin tradisce i sentimenti imparati tramite il figlio che viveva tra gli uomini, condannandolo a morte in un paradosso morale.
Una verità, aggiungiamo, che ha imparato a sue spese.