Grazie al vostro supporto e all’invito di Activision e Bungie, siamo volati a Los Angeles per assistere dal vivo al Gameplay Reveal di Destiny 2, ma soprattutto per provarlo in prima persona portandovi del materiale esclusivo e tante succose novità. Si è trattato di un evento colossale in cui è stata invitata quasi tutta la community di Destiny: da streamer e fansite fino ad account twitter e giocatori degni di nota. Se vi siete persi il live stream, vi rimandiamo al nostro articolo riassuntivo con tutte le informazioni rilasciate dallo stesso team di sviluppo durante la conferenza. Se siete a caccia di nuove informazioni e impressioni da parte di chi ha speso centinaia di ore sul primo capitolo, siete nel posto giusto.

La Campagna

Partiamo subito parlando della storia di Destiny 2 e del mondo senza luce di cui tanto si è discusso in questi ultimi giorni. Così com’è stata mostrata nel trailer, la prima missione inizia con una cinematica d’apertura in cui i vari leader della torre scoprono di star per ricevere un grossissimo attacco da un momento all’altro.

I Cabal attaccano la Torre con lo scopo di arrivare al Viaggiatore, la cui cattura risulta nella modifica delle abilità dei Guardiani, costretti a combattere senza Luce.
Gli NPC garantiscono una forte presenza scenica in mappe molto più grandi del precedente capitolo, gli asset di gioco risultano però pressappoco gli stessi di Destiny 1.

In pochi secondi la situazione peggiora drasticamente e l’arrivo di una gigantesca flotta Cabal trova la torre spiazzata e in difficoltà. Mentre l’ultima città della terra viene rasa al suolo, il vero obiettivo del nemico è il Viaggiatore, che tramite un enorme congegno viene intrappolato per cominciare a essere distrutto. I guardiani vengono profondamente indeboliti da tutto questo e, mentre procederemo nella campagna, stando a quanto detto dal team Bungie, i nostri guardiani si troveranno a dover combattere senza la Luce, perdendo parte dei loro poteri ma al contempo sviluppando nuove abilità.
Partendo da questa base, la storia sembra promettere bene e quel che abbiamo potuto provare con mano, per quanto limitato alla sola prima missione, sembra confermare che finalmente tutto si sta muovendo nella direzione giusta. Se prima i membri della torre erano semplici voci che ci guidavano nella nostra missione, ora sono direttamente nel campo di battaglia con noi, combattendo tramite azioni scriptate che da un lato, lasciano ovviamente al giocatore il grosso del combattimento, dall’altro creano una grandiosa presenza scenica che coinvolgono il giocatore e lo rendono più protagonista che mai degli eventi di gioco.

 

Una campagna che, già dai primissimi minuti ci comunica quanta attenzione sia stata dedicata al feedback raccolto durante il primo capitolo, con personaggi da un fortissimo carattere e l’immancabile dualismo di Bungie che alterna scene epiche e seriose a stravaganti gag che incarnano la figura dell’esilarante Cayde-6. Le mappe di gioco sono molto più ampie di quanto abbiamo visto su Destiny 1, la cura degli scenari e il generale level design ci sembra un bel passo avanti rispetto al primo capitolo anche se ,con uno sguardo più approfondito, tanti asset sembrano esser stati riciclati e il feel generale a livello tecnico dà la sensazione di star continuando a giocare lo stesso gioco. Necessario sottolineare che tutto quello che abbiamo visto è in pre-release e la versione finale potrebbe essere ancora levigata.

Il Gameplay

Ciò che distingue il secondo capitolo di Destiny è assolutamente il Gameplay. Partendo dall’ottima base raggiunta negli ultimi anni e ricostruendo da zero tanti concetti gli sviluppatori sono riusciti a creare qualcosa di unico. Anche se la primissima impressione impugnato il pad è quella di star giocando allo stesso gioco, ben presto si viene colti da un’ondata di piccole ma sostanziali novità. Tanto per iniziare, le Abilità di Classe sono un nuovo concetto introdotto in Destiny. Quando con le sottoclassi tutte le nostre abilità venivano modificate in maniera sostanziale, ora possiamo far affidamento a un elemento chiave che contraddistingue definitivamente gli stregoni, i titani e i cacciatori. I primi, possono scegliere se creare un campo di rigenerazione o uno che applica dei buff a danno e resistenza, i secondi possono creare una barriera per difendere i propri compagni dagli attacchi frontali, gli ultimi hanno la possibilità di schivare e ricaricare le munizioni delle proprie armi oppure ricaricare molto velocemente la barra del corpo a corpo. La scelta della classe è ora più incisiva che mai e modificherà sostanzialmente il nostro stile di gioco e la maniera con cui ci relazioneremo con i nostri compagni mentre affrontiamo le sfide più difficili.

Il Gameplay in Destiny 2 rimane familiare ai giocatori del primo capitolo ma introduce sostanziali novità che faranno sì che la scelta della classe modifichi sostanzialmente lo stile di gioco e il modo in cui ci si relazionerà con i propri compagni

Oltre a questo, il sistema di salti rimane lo stesso, anche se rivisto in alcuni piccoli dettagli, in generale il salto sembra (a un primo impatto) più alto e semplice da comandare, ovviamente cambia a seconda della scelta del giocatore (3 tipi di salto per ogni classe) ma a confermarci le migliorie apportate è la possibilità di poter scendere rapidamente a terra quando si è in aria, evitando spiacevoli situazioni in cui, a causa di un salto, si è rimasti troppo tempo esposti di fronte al nemico. Il forte lavoro svolto nel rendere il gioco ancora più divertente da giocare si palesa nelle nuove sottoclassi, completamente ripensate. Nonostante quanto provato fosse limitato a una sola sottoclasse nuova e due vecchie, c’è davvero tanto di cui parlare.

Insieme a piccole novità sul sistema di salto, le sottoclassi rappresentano l’area del gameplay più toccata dalle modifiche, oltre ai cambiamenti effettuati a quelle esistenti, sono state aggiunte altre sottoclassi che, per quanto abbiamo potuto provare risulta molto divertente e utile ai fini di un gameplay più dinamico.

Prendendo come esempio la sottoclasse Pistolero per il cacciatore, si passa dai tre colpi di pistola d’oro a ben 6 sostanzialmente modificati in termini di danno (confrontandolo con il primo) ma estremamente più divertenti ed efficaci. Un’evoluzione simile la troviamo sul titano Assaltatore, in cui pugno della distruzione può essere attivato molteplici volte per infliggere danni a più gruppi di nemici. Parlando ora dell’unica nuova sottoclasse che abbiamo potuto provare, la Lama dell’alba per lo stregone, viene caratterizzata da una serie di abilità molto più divertenti rispetto alla sua controparte del primo Destiny. Lama dell’alba fa spiccare il volo al giocatore, tenendolo sospeso in aria quando mira e dandogli un significativo vantaggio tattico durante molte situazioni. Il corpo a corpo dello stregone è ancora possente, anche se tolti i vari perk che fornivano uno scudo extra. Il forte della nuova sottoclasse viene una volta attivata la super abilità, con un semplice balzo siamo in aria a lanciare devastanti onde di fuoco ai nostri nemici che infliggono un danno molto significativo. Un cambiamento sostanziale che garantisce, allo stato attuale e stando a quanto mostrato nei trailer, un gameplay sempre divertente da giocare indipendentemente dalla sottoclasse scelta. Chiudendo il discorso sulle sottoclassi, sarà interessante capire cosa ci aspetta in futuro e se quelle originali avranno ancora un ruolo su Destiny 2 o se saranno completamente sostituite.

Indubbiamente e oltre ogni cosa, il Gameplay di Destiny, unito a un Gunplay divertente ed efficace, riesce ancora una volta a conquistarci, rendendoci molto soddisfatti di quanto visto durante l’evento e senza lasciarci particolari dubbi se non una forte curiosità di provare con mano tutte le nuove sottoclassi annunciate e vedere come queste modificheranno la nostra esperienza di gioco.

Mondi da esplorare e nemici da sconfiggere

Nonostante la componente esplorativa sia solo stata mostrata nei trailer visti durante la conferenza di Bungie, giocando le varie attività tra campagna e assalti è bastato guardarsi attorno per capire come l’universo di gioco sia profondamente cambiato in termini di dimensioni. Le mappe di gioco sono molto più ampie, gli scenari più aperti e dettagliati, i nemici e le interazioni tra l’IA del gioco più marcata rispetto al passato. Tutto questo è stato molto esplicito una volta provato l’assalto The Inverted Spire, in cui si assiste a un notevole sviluppo verticale di tutto il livello. In questo assalto i nostri guardiani saranno chiamati a investigare uno scavo in delle rovine Vex. Dopo aver affrontato i primi nemici cominciamo ad assistere a forti cambi di scena man mano che ci avviciniamo alla zona del boss, ora siamo immersi nei coloratissimi panorami di Nessus, ora siamo in un vasto campo di battaglia con i Cabal che vengono letteralmente catapultati nell’azione, e infine ci ritroviamo in delle rovine Vex ad affrontare The Modular Mind, boss dell’assalto.

La mappa di gioco è molto più vasta rispetto al passato, gli scenari sono più dettagliati e aperti e le attività sono caratterizzate da una forte varietà con cambi di scenari e nemici molto frequenti.

Come già anticipato, la parola chiave di questo assalto è “verticale”: arrivati allo scontro finale ci ritroviamo in una stanza chiusa in cui presto farà l’apparizione il boss. Una volta effettuato un po’ di danno, questo rimuoverà un “livello” facendoci cadere sempre più in basso e modificando sia i suoi attacchi che i nemici attorno a lui. Arrivati al livello finale, il pavimento prenderà periodicamente fuoco costringendo il giocatore a saltare e rimanere in vita mentre si evitano i centinaia di colpi provenienti dai Vex sparpagliati nella mappa. Nel disperato scontro finale quando il guardiano è sul punto di avere la meglio, il boss comincerà a inseguire i guardiani cercando di calpestarli o lanciarli nel liquido elettrizzato che circonda l’arena, nel mentre tanti minion rincorreranno i giocatori facendosi esplodere nel tentativo di sconfiggere i guardiani.

Nonostante le dinamiche estremamente familiari, l’esperienza di gioco è divertente e assolutamente rigiocabile, soprattutto se consideriamo quanto un semplice modificatore cambierà la difficoltà dell’assalto e i modi in cui i guardiani dovranno affrontare la nuova sfida.

E’ ancora difficile capire la reale qualità degli assalti che saranno proposti in Destiny 2, ma considerando gli ottimi risultati ottenuti nel primo capitolo e il buon punto di partenza rappresentato da quanto provato a Los Angeles, non vediamo l’ora di scoprire quali altre sfide dovranno affrontare i nostri guardiani.

Bungie e nostalgia

Da notare in qualsiasi attività un “ritorno alle origini” da parte di Bungie, da sempre contraddistinta da un forte dualismo tra l’epico e il comico.

Il buon Pino lo Spazzino (così è stato simpaticamente rinominato dai giocatori della nostra community), continua il suo onorato servizio in una situazione disperata, deliziandoci con simpaticissime canzoncine mentre caos e distruzione ci avvolgono in una singola missione della campagna. Da qui, la parola “nostalgia” comincia a prendere senso. Sono infatti tanti gli scenari a cui abbiamo assistito che sembrano rimandare a quanto visto nel primo capitolo.

Mentre la mancata caratterizzazione dei personaggi del primo capitolo non è migliorata se non con l’arrivo del DLC “Il re dei Corrotti”, il ritmo serio è facilmente spezzato da situazioni simpatiche od osservazioni fuori luogo. Durante l’assalto che abbiamo giocato, non era raro infatti sentire simpatiche osservazioni da parte del nostro spettro o di chi comunica con il nostro guardiano durante l’intero svolgimento dell’attività. Tra i tanti esempi che si possono trovare, uno calzante per introdurre l’argomento successivo di questo paragrafo è proprio il robot che continua a pulire lo stesso angolo della torre nonostante tutto stia andando a pezzi.
Insieme agli scenari, che talvolta riprendono i tanti concept art visti sul primo Destiny, molti asset e modelli sembrano particolarmente simili, oltre all’interfaccia dell’inventario particolarmente simile a quello a cui siamo abituati.
Arrivati a questo punto, è impossibile criticare la scelta del team di sviluppo, che ha comunque garantito un sistema efficiente ed Elementale per la gestione del nostro inventario, mantenendo al contempo un feel “familiare” che ci ha subito fatti sentire a casa.

Armi, equipaggiamento e gestione del personaggio

Come anticipato, l’inventario è simile ma presenta comunque dei cambiamenti, così come il sistema delle armi. Le primarie ora sono divise in cinetiche e armi a energia (con danno Elementale). Facendo un paio di esempi, è possibile quindi giocare con un doppio cannone portatile o alternare velocemente tra un fucile automatico e un ricognizione. Armi speciali come fucili a pompa, fusione o fucili di precisione, fanno ora parte delle Power Weapon, una categoria in cui rientra qualsiasi arma capace di uccidere con un colpo solo, fatta solo eccezione per le sidearm che rimangono nella categoria dedicata alle armi con danno Elementale. Tra le novità troviamo le submachinegun, ottime nel combattimento ravvicinato e i lanciagranate, un’alternativa al lanciarazzi caratterizzata da una buona versatilità. In un gioco come Destiny, è davvero difficile riuscire a definire l’efficacia di una nuova categoria di armi avendone provate solo un paio. Le Submachinegun danno il loro meglio a distanze ravvicinate e basteranno pochi passi di distanza per notare un sostanziale calo dei danni inflitti. I lanciagranate sono rapidi ed efficaci, se un gruppo di nemici ci infastidisce è possibile decimarli sparando svariati colpi, se il nemico è distante sarà necessario calcolare bene la traiettoria del colpo, lasciando la vittoria ai lanciarazzi in caso di scontro a distanza. Continuando il discorso Power Weapon, i fucili di precisione non sembrano avere nulla di nuovo almeno allo stato attuale, mentre i fucili a pompa sembrano ancora più devastanti di quelli a cui siamo normalmente abituati.

Ottima la sensazione e la potenza dei cannoni portatili che, insieme ai fucili a impulsi, si confermano piacevolissimi da utilizzare in moltissime circostanze. Nulla da segnalare per gli automatici e le sidearm, che rimangono più o meno lo stesse. Non siamo rimasti particolarmente convinti dei ricognizione, estremamente lenti e forse fin troppo noiosi da utilizzare.

La gestione del personaggio cambia totalmente rispetto a quella vista sul primo Destiny. Accedendo al menu della sottoclasse ci ritroviamo in una nuova schermata contenente tutte le abilità del nostro guardiano. Nella nuova interfaccia è facilissimo localizzare l’elemento che vogliamo modificare e scegliere la sua alternativa. I tre salti, le tre granate, i due poteri di classe, i vari perk, tutto sarà gestito in modo da avere chiaro fin da subito la sua alternativa e le due differenze senza dover passare da icona a icona al fine di trovare l’elemento che ci interessa. Nello scrivervi queste impressioni, ricordiamo che l’arsenale a nostra disposizione era molto limitato e che riteniamo impossibile arrivare a un verdetto avendo provato così poco. Vi ricordiamo che tutto potrebbe probabilmente essere cambiato una volta terminato lo sviluppo del gioco.

PvP 4v4 e Countdown

E’ molto raro che un gioco passi da un numero di giocatori più ampio a uno più basso, Destiny 2 vede infatti la completa trasformazione della sua componente PvP, passando da scontri fino a 6v6 al nuovo massimo di 4v4. Una scelta molto interessante spiegata da tante dinamiche che si comprendono velocemente una volta provata la nuova modalità Countdown. Definendola al meglio, pensate alle Prove di Osiride o a Eliminazone, aggiungete un massimo di 4 rianimazioni per turno e una bomba da innescare o disinnescare a seconda del turno. I giocatori dovranno infatti decidere l’obiettivo da attaccare (A o B) e sfruttare l’intera mappa di gioco a proprio vantaggio. Sono presenti due “casse” di munizioni per Power Weapon, ognuna dal lato opposto del centro mappa. Per ottenere la vittoria il team che attacca deve innescare la bomba o sconfiggere tutti guadagnando così un punto, in maniera simile il team che difende dovrà uccidere tutti i giocatori o disinnescare la bomba dopo che è stata innescata, in ogni caso, una volta ottenuta una vittoria da parte di uno dei due team, comincia un nuovo turno. Il forte della modalità è il poter tenere d’occhio tutto quello che succede nella partita. Nell’interfaccia, oltre al classico radar, avremo un resoconto dei guardiani della partita (alleati e non), con relative sottoclassi e indicatore della Super. Ogni volta che un giocatore muore l’interfaccia segnerà che quel giocatore in particolare, contraddistinto dall’emblema della sua sottoclasse, è stato attualmente sconfitto. Avere così tante informazioni sulla partita cambia drasticamente l’approccio al PvP, ora molto più ragionato rispetto al passato. Affrontare un guardiano significherà dover sostenere uno scontro non indifferente, caratterizzato da un time-to-kill più alto e dalle abilità di classe. La scomparsa delle armi secondarie e l’introduzione del concetto di Power Weapon modificano sostanzialmente gli scontri, aggiungete una riduzione dell’aim-assist e avere la meglio su un guardiano significherà usare bene le proprie risorse e piazzare bene i colpi delle nostre armi, malgrado tutto le super sono protagoniste della modalità Countdown. Arrivati verso gli ultimi turni, i giocatori cominceranno ad avere le loro super abilità cariche che saranno immediatamente segnate nell’interfaccia della modalità. Qui entrano in gioco le armi con danno elementare, che infliggono un danno non indifferente nel caso l’elemento coincida con la sottoclasse del proprio nemico. Se vediamo che l’ultima super rimasta nel team nemico è un titano assaltatore, sarebbe opportuno equipaggiarsi un’arma ad arco in modo da poterlo fronteggiare una volta che questo attiva la sua super. Raccogliere le munizioni per le Power Weapon può rappresentare un vantaggio non indifferente, tuttavia, visti i ritmi di Countdown, è molto probabile ritrovarsi a finire le partite senza aver avuto la possibilità di raccoglierle.

Esprimendo un paio di pareri sul bilanciamento e quanto provato, per quanto ancora in fase embrionale, Coundown è una modalità divertente e competitiva. Il team play è più necessario che mai e una buona comunicazione di squadra è la chiave per la vittoria indipendentemente dall’abilità del giocatore. La scomparsa dei pompa e dei cecchini che dominavano il crogiolo del primo Destiny hanno creato scontri più lunghi e combattuti ma mai noiosi o monotoni. Radunate un quarto giocatore nel vostro fireteam, conquistare la vittoria non sarà facile!

Conclusioni

Abbiamo passato giusto qualche ora in compagnia di Destiny 2, l’unica cosa che ci viene in mente è che vorremo spenderci tante altre ore. Quando in passato abbiamo sottolineato quanto Bungie ascolti realmente il feedback della propria community, tutto trova nuovamente conferma in questo promettente sequel. Siamo di fronte a quella che sembra essere una vera campagna cinematica, con ambientazioni mozzafiato e una storia drammatica che vede i guardiani venire sconfitti da un micidiale attacco da parte dei cabal all’ultima citta della terra e in particolar modo del viaggiatore. Ci sono tante feature interessanti che dovranno ancora essere mostrate, parliamo dell’esplorazione libera, della possibilità di viaggiare da un mondo a l’altro senza tornare in orbita, delle “Avventure”, ovvero, storie secondarie che il giocatore trova esplorando l’universo di gioco, i dungeon che contengono un bottino segreto e tante informazioni sulla storia del gioco. Gli assalti sono ancora una volta ben costruiti e divertenti da giocare più e più volte, le nuove sottoclassi sembrano pensate per favorire il divertimento del giocatore e le abilità di classe danno un vero senso alla scelta del personaggio. La componente PvP o Crogiolo sembra aver preso una delle migliori direzioni di sempre, aumentando time-to-kill e limitando il fenomeno “one shot” che contraddistingueva il multiplayer del primo capitolo grazie a pompa, cecchini, fusione e chi più ne ha più ne metta. In chiusura, siamo già molto convinti di questo secondo capitolo, che si presenta come una nuova avventura adatta a tutti i giocatori indipendentemente dal loro tempo a disposizione o dal preferire un’esperienza “single player”. Destiny 2 si prospetta essere il gioco online definitivo, con un forte focus ad abbracciare una marea di nuovo giocatori e riconquistare tutti coloro che sono usciti delusi dal primo capitolo. Ancora una volta Bungie non si smentisce e non vediamo l’ora di scoprire cosa ci aspetta in questa nuova e intrigante avventura.

Destiny 2 si prospetta essere il gioco online definitivo