L’Albero dalle ali d’argento è finalmente una realtà fisica nel mondo di Destiny. Perché è così importante che si sia manifestato? Analizziamo la sua lore annale, che risale ai tempi dei primi anni di Destiny 1, in riferimenti a margine del testo, supposizioni, messaggi e simboli nascosti nel gioco da tempo immemore.

La struttura in apparenza rocciosa al centro del labirinto del Giardino Nero. Grazie alla lore “Rivelazione”, siamo riusciti a identificare questa struttura con il tronco mozzato dell’originale Albero dalle ali d’argento.

Il primo Albero
“L’albero nel Giardino dai rami argentati. L’aria che lo circonda è pesante e ispira violenza in coloro che la respirano. Frammenti di corteccia disastrosa si staccano dall’albero e ricoprono il terreno. Nulla crescerà nella sua ombra. Esso brilla fievolmente al crepuscolo. Ha raggiunto la sua entelechia con ogni corpo esanime, con ogni civilizzazione andata in rovina, con ogni foglia tramutata in strumenti di rovina.
La Giardiniera non si smuove facilmente; permane tra le erbacce, inginocchiandosi nella polvere tangente, con i guanti ricoperti da un misto di terra remota e linfa metallica. Ella ascolta la musica degli insetti tra i fiori, l’unguento che inizia a colare dalle felci, il graffiare tenue del Verme sottostante, e non te, e certamente non le tue richieste di aiuto.”
“Mk. 44 FATE LARGO”, armatura.

Gli “MK. 44 FATE LARGO”, un’esotica che è presente fin da Destiny 1 e che in Destiny 2 ha subito un potenziamento narrativo con l’estensione della sua lore, legandosi direttamente alle “Ali della Rovina”, anche come estetica.

Le primissime menzioni del nostro Albero le abbiamo da due armature esotiche dei Titani, i Fate Largo e le Ali della Rovina, risalenti nella prima occorrenza in Destiny 1. Assieme all’Albero, viene menzionata per la prima volta la Giardiniera, creando così una fortissima sinergia tra questi termini e questa lore di natura ignota, che hanno catalizzato un enorme fascino nel tempo. Si comprendeva già da allora che questa lore collegava tre elementi importantissimi tra loro: il Giardino Nero, il Viaggiatore e questo misterioso Albero.
Un resoconto completo di cosa il termine “Giardiniera/e” significhi nella lore di Destiny è possibile trovarlo in questo precedente e dettagliato articolo, ma basti sapere che si tratta del nome che il Viaggiatore aveva prima della nascita dell’universo e del tempo, quando si trattava di un’entità differente e divideva lo spazio adimensionale del Giardino con il Vagliatore. Quest’ultimo è chiaramente il nostro interlocutore nella lore dei “Fate Largo”, in quanto la frase finale lascia ben pochi dubbi, in quanto ci suggerisce come la Giardiniera ascolti ogni cosa nell’universo ma “non te, e certamente non le tue richieste d’aiuto” – un cinico accenno alla refrattarietà del Viaggiatore nel suo stato attuale. 
Questa lore ci è importante e, assieme a Rivelazioni, colloca l’esistenza di un Albero dalle ali d’argento al centro del Giardino Nero, nella sua forma iniziale, prima dell’inizio del tempo. Questo albero ha una natura controversa, persino nella sua descrizione. L’Albero, infatti, ha un’infausta influenza su chi gli sta attorno, portando rovina, violenza e sterilizzando il terreno su cui la sua ombra si proietta. Non sono di certo attributi positivi.
Questo primo e originale Albero, verrà abbattuto durante la prima, furiosa lotta tra il Giardiniere e il Vagliatore. Il suo tronco fumante giace al centro del labirinto del Giardino Nero e per anni, i Guardiani che l’hanno visitato lo hanno scambiato per una formazione montana (“mesa” in inglese), visibile nello sfondo. Questo tipo di albero, da quel che si intuisce dal testo che lo riguarda, pare abbia uno scopo programmatico, che sia cioé un diagramma delle possibilità, che incorpori dunque tutta la conoscenza maturata durante il Gioco della Vita fatto tra il Giardiniere e il Vagliatore, generando la vita, le specie, le civiltà per poi portarle alla loro conclusione. Si tratta di un complesso sovrapporsi di principi astratti e funzioni pratiche – un accumulatore di dati di una simulazione che esiste nel contempo di una filosofia non tangibile. Di tutto questo, ne abbiamo parlato in questo articolo.

Il nuovo Albero dalle ali d’argento, che sorge nella Culla su Io, l’ultimo luogo toccato dal Viaggiatore prima del Crollo.

Il secondo Albero

“C’è un secondo albero, ovviamente. È cresciuto e da esso il Guardiano ha preso un Seme che intendiamo studiare. L’Albero dal quale questo si è generato è stato abbattuto nel Giardino Nero, dunque questa potrebbe essere un’opportunità rara. Sto solo ora iniziando a svelare i suoi segreti più superficialmente custoditi. È fluido in natura: no, Asher, non fisicamente. Agisce come un motore di integrazione, incorporando ciò con cui entra in contatto nella propria struttura. Si nutre di energia paracausale. La Luce. L’Oscurità. Stanno combattendo per il dominio in ogni sua particella.”
“Seme di un Albero dalle ali d’argento”, artefatto.

Il secondo Albero ha un’origine quanto meno misteriosa. Sappiamo che pone le radici dentro la struttura nota come la Culla, su Io. Si tratta dell’ultimo luogo visitato dal Viaggiatore prima dell’avvento del Crollo. Alla dichiarazione dello SKYSHOCK EVENT di Rasputin, l’arrivo di una forza aliena ostile nel sistema, il Viaggiatore si è spostato da Io sulla Terra, sopra la zona che sarebbe poi diventata l’Ultima Città. Il lavoro su Io è rimasto incompiuto… ma l’influenza del Viaggiatore su quel satellite di Giove è visibile. La Luce lo permea e sembra fluire in forma di energia liquida nel suo mantello e sulla sua crosta.
In passato, da Io si sono generati dei potenti impulsi di energia legati alla Luce, che solo il nostro Guardiano poteva percepire – un chiaro sintomo del fatto che il satellite e il Viaggiatore sono ancora collegati tramite il tessuto unico della Luce. L’origine di questi impulsi era proprio la Culla e ne parleremo in seguito.
Questa misteriosa struttura è sempre stata oggetto di speculazioni e, dalla distanza che la relega in uno sfondo di gioco, possiamo notare che ha degli elementi simili a quelli di una cittadella, con tanto di arco e mura. 
La scoperta di un nuovo Albero nella Culla è avvenuta a causa dell’arrivo di una Piramide che, piazzandosi in volo statico sopra essa, la colpisce con un flusso di energia. Raggiungendone l’origine, presumibilmente al centro della struttura, l’Albero e il Seme ai suoi piedi sono stati scoperti.
Non è chiaro se l’Albero sia stato piantato dal Viaggiatore o dalla Piramide, ma tenendo conto della lore pregressa al riguardo, sembra sia stato un progetto avviato dal Viaggiatore/Giardiniere, che la Piramide ha soverchiato e riconfigurato.

L’arfefatto di questa stagione è letteralmente un seme dell’Albero dalle ali d’argento. Il suo potere è quello di nutrirsi dell’Oscurità, ma il suo nucleo è lucente. Quando terminerà la stagione, saremo probabilmente chiamati a seminare questo artefatto, con esiti ancora difficili da prevedere.

Il Seme

“Nel Giardino cresce un albero dalle ali argentate. Le foglie sono la rovina, la corteccia il disastro. Dei semi non si professa parola.”
“Ali della Rovina”, armatura.

Così come l’Albero, il Seme è sempre stato presente nella lore di Destiny fin dal primo capitolo. Artefatto di questa stagione, sembra sia in grado di assorbire la Luce o l’Oscurità esattamente allo stesso modo dell’Albero.
Il suo scopo è sconosciuto e verrà probabilmente rivelato al termine della stagione corrente, quando l’artefatto terminerà il suo ciclo vitale nelle meccaniche di gioco e una cutscene ne illustrerà lo scopo finale.

Le “Ali della rovina” sono la prima, vera menzione del titolo di “Giardiniera” e dell’albero stesso, non ché del seme di cui “non si professa parola”. Presente sin da Destiny 1, è una Esotica che ha sempre portato dentro di sé una lore misterica, legata direttamente al Viaggiatore e alla sua origine.

Possiamo ipotizzare che, essendo il Seme e l’Albero a cui è legato, dei veicoli per l’Oscurità (almeno per il momento), esso sarà in qualche modo responsabile del nostro brandire l’Oscurità come sottoclasse nel prossimo DLC. Sappiamo che Eris sta sfruttando l’Albero per ottenere una comunicazione diretta con le Piramidi, per cui è possibile che il Seme, in realtà, faccia lo stesso ma che abbia come tramite noi. Il messaggio è, chiaramente, non testuale ma concettuale: il dono del potere dell’Oscurità.

Altri alberi?
Nei libri del dolore, si viene a conoscenza del “Gift Mast”, o “Albero Consacrato”, un dono del Viaggiatore al collettivo di razze che compone la civiltà dell’Armonia.

“L’albero consacrato!
Esso si staglia sopra il sistema solare, come un monumento all’inganno, emettendo una luce argentata e cantando una ninnananna con le onde radio, composta da placanti menzogne.”
Libri del dolore, verso 5:4
“XLVI: L’Albero Consacrato”.

Viene descritto come un immenso raggio di luce accecante, ma la sua origine è spiegata in seguito.

“L’ALBERO CONSACRATO. Quando il Viaggiatore lasciò Armonia, creò un monumento dal getto polare del buco nero. Ora nel getto si trova un albero maestro cavo che canta nella radianza.”
Libri del dolore, verso 5:3
“XLV: Li sbatterei tutti in cella”

Questo artefatto, in ogni caso, non è una mera decorazione: si tratta di un sistema per trasformare i gettiti di particelle del buco nero attorno i mondi dell’Armonia in un’arma devastante – una variante del teorico Propulsore di Shkadov, un tipo di propulsore stellare.
L’Armonia, infatti, usa questo dono del Viaggiatore per difendersi dagli attacchi dell’Astrocorazzata, appena varata da Oryx, e dall’immensa flotta dell’Alveare. I colpi dell’arma sono potenziati dalla radianza della Luce concentrata e si dimostrano estremamente potenti, al punto da costringere Oryx a cambiare strategia d’invasione.
La Corte di Oryx abbatte l’albero e Oryx lo divora dopo aver distrutto l’Armonia. 
La descrizione di questo artefatto sembra allontanarlo dal nostro Albero dalle ali d’argento e, quanto meno, il termine “mast” è più da riferirsi a un albero maestro di una nave, piuttosto che a un reale albero. È infatti probabile che il riferimento sia legato all’idea del propulsore stellare, inteso come parte di una nave. Ma è comunque singolare che il Viaggiatore abbia usato ancora una volta una simbologia legata a un albero per creare un monumento da lasciare alla civiltà dell’Armonia, un tempo sua protetta. 

“Adamo ed Eva”, di Albrecht Dürer. L’albero della conoscenza e del bene e del male è al centro del mito del Giardino dell’Eden di matrice cristiano-ebraica.

Simbologia dell’Albero
L’albero, come simbolo religioso, sociale e artistico, è da sempre un potente richiamo per il genere umano. Generalmente, l’albero rappresenta il collegamento tra le varie sfere dell’esistenza: i rami albergano nel mondo divino, il tronco si erge nel mondo terreno e le radici attecchiscono nelle profondità della sfera dei mondi sotterrannei.
Nella mitologia, è un elemento presente in quasi tutte le culture. Abbiamo, per esempio, l’Albero della Conoscenza del Bene e del Male, di origine ebraica. Il mito si differenzia molto da quello Cristiano, e coinvolge il pensiero filosofico di un male separato dalla psiche umana e dal bene, isolato nei frutti dell’albero prima del loro essere consumato da Adamo ed Eva, che ne hanno quindi interiorizzato l’essenza, integrandola nella natura umana. Si hanno anche complesse interazioni con la cabala, ma la sostanza è una: l’albero era un contenitore di due filosofie opposte, un separatore anche, che impediva che esse venissero mescolate. Ricordiamo anche che il mito del Giardino dell’Eden è parzialmente riflesso sul Giardino Nero, così come la faida tra Abele e Caino nella lotta tra Giardiniere e Viaggiatore. La nascita del nostro universo e del tempo stesso, scaturiscono dalla fine del Gioco tra le due entità e nel momento dell’abbattimento dell’Albero – un evento simile alla nascita della civiltà umana per la cultura ebraica, avvenuta al momento della cacciata dal Giardino dell’Eden.

L’Albero della Vita, con le dieci Sephiroth. Il suo complesso sistema di interdipendenze e connessioni è al centro dei misteri della cabala ebraica.

Un altro importante albero è l’Albero della Vita, di matrice ebraica ma probabilmente derivato dalla cultura egizia e mesopotamica.
Si tratta di un diagramma che contiene dieci sfere, o nodi (chiamate sephiroth), che rappresentano ognuno un centro energetico e che nell’insieme è una stilizzazione dell’universo. Questo albero è al centro di una complessa filosofia legata al divino e al rapporto tra questo e il terreno, il mondo degli uomini. Oltre a essere una schematizzazione dell’universo, è anche la rappresentazione del processo di creazione, nell’ordine preciso che parte dalla prima sephiroth in alto (il concepimento divino) e termina con l’ultima (la sfera del mondo degli uomini). L’Albero dalle ali d’argento potrebbe imitare questo concetto, nascondendo dentro di sé un principio di creazione, l’insufflazione divina permanente della vita (il Viaggiatore che crea i Guardiani), imposto dall’alto verso il basso (il mondo degli uomini distrutto dal Crollo). Affrontare un paragone tra l’Albero della Vita ebraico e quello presente in Destiny è un lavoro filosofico titanico, al punto da esulare dallo scopo ridotto di questo articolo, ma è affascinante poterli porre l’uno a fianco all’altro.

Classica rappresentazione di Yggdrasil, con i diversi reami e persino il ponte Bifrost, che collega Midgard ad Asgard. La simbologia dell’axis mundi, del collegamento dei diversi piani è presente anche in questo.

Nella mitologia norrena, l’albero è forse la migliore rappresentazione riscontrabile dell’axis mundi, il pilastro che regge i mondi celesti e quelli terreni, che crea cioé una mediazione tra sfere d’esistenza come detto sopra. Yggdrasil, il frassino del mondo, è il supporto sul quale la vita esiste, anche a livello spazio-temporale. Gli dei e gli sciamani hanno il potere di muoversi tra i mondi usando questo asse che li collega, che rende tutti piani dimensionali interconnessi. Questi piani, questi mondi, sono comunque minacciati da entità esterne ad essi ma che vivono sull’albero stesso, come Niddhog, la serpe che ne rosicchia costantemente le radici. Il fatalismo nordico sull’escatologia, la fine di tutto, è sempre presente anche nelle fondamenta stesse sulle quali il loro universo si poggia.
Yggdrasil è anche l’albero alla quale Odino si impicca, sacrificandosi a se stesso e con le proprie mani, per ottenere la conoscenza dell’alfabeto runico e, quindi, della magia. L’idea dell’albero come frutto di conoscenza ma anche di medium con cui interagire con diversi piani, potrebbe essere una delle chiavi di lettura per identificare lo scopo del nostro Albero.

Da sempre al centro di innumerevoli speculazioni, la Culla è stato l’ultimo luogo visitato dal Viaggiatore prima del Crollo e il simbolo della sua opera rimasta incompiuta.

Visioni della Luce
Nella missione “Visioni della Luce”, su Io, il nostro Guardiano ha sperimentato (e non per la prima volta) un tipo di comunicazione diretto con il Viaggiatore. Questo tipo di contatto è avvenuto subliminalmente. Ogni evento della missione, a parte l’invasione dei Corrotti, è stato vissuto solamente tramite i sensi del Guardiano, come Ikora specifica:
Uno di questi eventi è il fenomeno della colonna di Luce e degli impulsi che partono proprio dal centro della Culla. Questa è in assoluto la prima volta che la struttura viene usata per qualsiasi scopo in Destiny 2, ed è interessante che avvenga in questo modo. Consideriamo anche il background di Io: un luogo sacro agli Stregoni, dove la Luce del Viaggiatore è penetrata sotto la sua crosta, dove Ulan-Tan ha deciso di porre la sua residenza dopo essere diventato persona non grata alla Torre. E proprio nel famoso Bosco di Ulan-Tan, il nostro Guardiano si ritrova a difendere degli alberi dalla corruzione, restituendoli alla Luce. In questo contesto, il Viaggiatore ci parla, usando le voci e i dialoghi di famosi Guardiani del passato.

Questo fenomeno era già avvenuto quando abbiamo ripreso le sottoclassi ai tempi della campagna della Guerra Rossa, e si ripete qui, in Forsaken, per ottenere le nuove sottoclassi. Anche lì, il Viaggiatore aveva usato un medium per comunicare con noi, tramite parole ed eventi passati. Questo denota due o tre fatti. Il Viaggiatore e il Vagliatore usano dei mediatori per conferire con noi, come il dio biblico usava l’arcangelo Metatron, poiché probabilmente non saremmo in grado di comprendere una comunicazione diretta o ci danneggerebbe. Usare un sistema di riferimento culturale comune è un ottimo metodo per comunicare con qualcuno, soprattutto se le due culture sono separate da un grado di contesto diverso – low level context il nostro, contro high level context, quello del Viaggiatore). 
La scelta di Io, della Culla e del Bosco di Ulan-Tan e i suoi alberi per comunicare con noi è un importante simbolo, che possiamo ritrovare anche nella prima evenienza di contatto diretto, nella foresta oscura della ZME – ancora una volta, alberi. Nella foresta, in particolare, notiamo come le strutture del Viaggiatore, nelle concept art originali, si fossero letteralmente fuse con la vegetazione, come se la sua originale natura di Giardiniere si riflettesse nella sua essenza moderna. Possiamo addirittura vedere un proto-Albero dalle ali d’argento in una vecchia concept art – una struttura organica sicuramente generatasi attorno a uno dei frammenti caduti nella ZME. Nel dettaglio, la struttura mostra un pattern che sembra plasmare l’ambiente circostante a sua immagine e somiglianza (vedere paragrafo successivo).

La misteriosa corruzione dell’Albero, che lo sta avvolgendo partendo alla cima – e dunque dalla parte più vicina al mondo più distante da noi… un’altra simbologia che si riconnette all’axis mundi concepito come ponte tra due mondi.

Il Viaggiatore cerca di riprodursi?
Una delle ipotesi legate all’Albero si basa sul fatto che sia evidentemente conteso tra le due fazioni in gioco, la Luce e l’Oscurità. Questo porta a pensare che sia parte di un processo comune alle due forze, qualcosa come la riproduzione. In passato, Osiride ha ipotizzato che il Viaggiatore fosse un incubatore di divinità, un argomento che abbiamo affrontato qui, ma è anche possibile che l’Albero sia a sua volta un meccanismo riproduttivo che abbia come risultato finale la nascita di un secondo Viaggiatore. Nel momento in cui le Piramidi ne hanno preso possesso, abbiamo notato che l’Albero ha iniziato ad assorbire Oscurità invece che Luce, mutando forma quasi radicalmente. E’ possibile osservare come la sua forma adesso sia simile a quella di una piramide nella sommità, cosa che confermerebbe con un effetto contrario l’ipotesi: le Piramidi stanno generando un’altra piramide, forse? Questo spiegherebbe perché ci sono molte Piramidi e un solo Viaggiatore, ovvero, le Piramidi hanno dato la caccia al Viaggiatore in ogni sistema, eradicandolo e prendendo possesso di un eventuale Albero piantato da lui in loco, per generare un’altra Piramide.
Un’altra ipotesi in seno a questa è che il Viaggiatore potrebbe aver avviato il processo di riproduzione, ma che l’Oscurità ne corromperà il risultato, ricollegandoci a una famosa affermazione detta sottovoce da Xûr in passato:

[Inglese]
“Your Traveler has a dark mirror”

[Italiano]
“Il tuo Viaggiatore ha un doppio oscuro”

Questo artwork è ispirato alla nascita dei Vex, chiamato “An Entelechy of Zero and Ones”, ovvero “Un’entelechia di zeri e uno”, dall’autore Joseph Biwald. Il termine “Entelechia” si riconnette ad Aristotele e, trasversalmente, ancora una volta allo gnosticismo.

L’Entelechia, Aristotele e gnosticismo
Un termine in particolare spicca nella lore legata all’Albero originale del Giardino Nero, in questa citazione dall’Esotica “MK.44 FATE LARGO”: “Esso brilla fievolmente al crepuscolo. Ha raggiunto la sua entelechia con ogni corpo esanime, con ogni civilizzazione andata in rovina, con ogni foglia tramutata in strumenti di rovina.”

Se dobbiamo attingere al significato aristotelico, il termine qui è usato per definire la pienezza della forma raggiunta dall’Albero originale, il suo scopo finale appunto. Come risultato, intere civiltà sono andare in rovina e ogni sua parte è diventata dannosa per la vita. Questo concetto si riconcilia con lo scopo dell’Albero del Giardino, probabilmente legato al Gioco della vita di cui abbiamo parlato in apertura. Quell’Albero è dunque un possibile modello della simulazione che il Vagliatore e il Giardiniere usano per portare avanti il loro gioco evolutivo sulle possibilità, un vero e proprio diagramma, un programma che ha un inizio e una fine e che vive nel campo astratto della teoria ma anche nella realtà fisica – concetti difficili per noi da capire ma perfettamente normali in un mondo come quello delle entità paracausali di cui stiamo parlando, dove non esiste lo spazio e il tempo.
Il termine “entelechia” è usato anche in ambito gnostico, ovviamente, per indicare la monade, che potrebbe essere l’ulteriore entità dietro la Luce e l’Oscurità, il tutto in uno descritto nell’articolo precedente, che si addentra a una spiegazione globale della trama principale di Destiny. Viene anche usato per descrivere lo scopo finale dei Vex da Osiride, la convergenza, la riduzione dell’universo a un ordine comprensibile.

“I Vex non inseguono la Luce, né tantomeno l’Oscurità. Il loro scopo è la Convergenza, la riduzione di ogni vita nella sua più semplice, più insignificante forma. Un’entelechia di zero e uno.”
“Funzione Kairos”, armatura.

Questi corsi e ricorsi sono importanti, perché confermano concetti tramite la ripetizione e abituano a una linea di pensiero. Abbiamo affrontato il ripetersi di queste argomentazioni nell’articolo sulle ingerenze gnostiche, e in quello legato alle origini del Viaggiatore e della sua nemesi.

Il Giardino Nero è forse una delle prime rappresentazioni del concetto del labirinto, scivolato nel mondo di Destiny quasi inconsciamente. Al centro del labirinto, di questo percorso quindi, si ergono i resti del primo Albero dalle ali d’argento.

Il labirinto come simbolo, pianta del Giardino?
Uno dei simboli più potenti legato all’Albero, al Viaggiatore e al Vagliatore, è il labirinto. Il primo indizio della sua presenza lo abbiamo nella struttura stessa del Giardino Nero, che è del tutto simile al tipico labirinto di siepi. Il centro, come in ogni labirinto, è il cuore della sua esistenza e nasconde i segreti che la sua struttura è concepita per nascondere – in questo caso, il ceppo troncato del primo Albero dalle ali d’argento.
Un’altra delle sue istanze è quella con più ricorrenze in assoluto in Destiny 2, ovvero la variante del labirinto di Chartres.

Sopra: modello del motivo del labirinto di Charters quasi identico a quello del sigillo “Precursore” di Destiny 2. Sotto: labirinto di Chartres classico.

Si tratta di un tema architettonico tardo-antico di matrice cristiana, la cui più celebre rappresentazione è appunto quella del pavimento della cattedrale di Chartres. Si tratta di un grande disegno labirintico circolare, che corrisponde al tipo unicursale, ovvero che non rappresenta un enigma da risolvere ma un percorso condizionato. Lo scopo era quello di entrare nello schema dalla sua singola entrata e poi seguire l’unica via per raggiungerne il centro e poi tornare indietro – un cammino salvifico, che si presume venisse usato in sostituzione dei pellegrinaggi a Gerusalemme. Questo tipo di labirinto non rompicapo è basato su un modello più antico, quello cretese.

La prima e più chiara presenza di questo simbolo molto interessante è sul sigillo Precursore, ottenibile in questa stagione. Tuttavia, la texture del labirinto è stata usata in innumerevoli destinazioni su Destiny 2, a volte in modo del tutto segreto. Possiamo riscontrarla nell’area intorno alla Culla visibile in background su Io, in varie posizioni (sia fisicamente in-game, che sulla mappa di gioco); è stata avvistata tramite due fuorimappa sia come sfondo nascosto nell’area del boss del Sussurro del Verme, sia addirittura nella struttura interna del frammento del Viaggiatore nella ZME. Queste occorrenze sono estremamente singolari e denotano probabilmente l’uso del simbolo come easter egg, ma anche come messaggio subliminale. Questo modo di riutilizzare la simbologia e i glifi nel mondo di Destiny è stato in passato riscontrato in numerose occasioni – una delle più emblematiche è quella che riguarda il diagramma di Alpha Lupi, come analizzato in questo articolo. La predominanza del simbolo del labirinto in tempi recenti, porta a credere che abbia quasi sostituito il diagramma di Alpha Lupi come importanza e come elemento ricorrente che simboleggia l’origine della lotta tra Luce e Oscurità nel Giardino.

Abbiamo citato un altro tipo di presenza di questo simbolo… ed è il caso più singolare di tutti. Si tratta di due concept art, di cui una apparentemente slegata da Destiny 2.
La prima di queste concept art è di certo la più celebre: mostrata nella fase di installazione su console, si tratta del corrispettivo di D2 di una concept art altrettanto famosa di D1, quella con le navi piramidali. Mostra, cioè, qualcosa di infinitamente avanti nella storia, legato alla sua trama principale, di cui non v’è ancora traccia in-game. Parliamo della concept art che raffigura una misteriosa città oscura, con una statua del Viaggiatore in nero e in catene, mentre il cielo viene solcato da navi piramidali. Se controlliamo con attenzione, vi sono delle statue velate identiche a quelle riscontrate dentro la Nave visitata sulla Luna e alla fine del Raid “Il Giardino della Salvezza”. Si tratta del simbolo del Velo, con molta probabilità, e quello che rappresenta questo artwork potrebbe essere una delle città di un pianeta dove il Velo è la fazione predominante. Queste statue mostrano anche il simbolo del labirinto inciso in oro, collocando così questo simbolo come un anello di congiunzione tra il Viaggiatore e la sua nemesi, risalendo al Giardino Nero e all’origine del loro legame.

Il simbolo del labirinto è presente anche in questa celeberrima concept art che ritrae un mondo controllato dal Velo, la fazione allineata con l’Oscurità. Si trova nelle colonne, sovrastante le due statue velate presenti anche nelle navi piramidali.

L’altra occorrenza del simbolo è molto particolare. Circa due anni fa, Mark Goldsworthy (uno degli artisti che si occupano degli skybox di Destiny 2) ha postato su Artstation un lavoro personale – che non è stato eseguito cioè nella fase di concept di Destiny 2 – dove viene raffigurata una terra desolata con vari simboli del labirinto vergati sul suolo, come fossero quasi cerchi sul grano. Uno di questi è estremamente prominente e non è difficile rivedere in tutta questa scena un richiamo alla Culla di Destiny 2. L’immagine si chiama semplicemente “Labyrinth”. Facciamo un distinguo, perché in inglese “labyrinth” significa appunto un dedalo di tipo unicursale, mentre il classico labirinto rompicapo, creato quindi per confondere, è il “maze”.
“Labirinto”, dal greco “λαβύρινθος”, “labyrinthos”, richiama il significato di “costruzione con intricati corridoi”, quindi un confusionario dedalo; nel nostro caso è tutto il contrario, e cioé ci indica una direzione ben precisa attraverso un’apparente confusione. L’artwork, inoltre, ricorda molto da vicino la sovrapposizione dei simboli che è possibile vedere sulla mappa di gioco, in concomitanza con la posizione della Culla, su Io (vedere sopra).

Il lavoro personale dello skybox artist di Destiny 2, Mark Goldsworthy, chiamato “Labyrinth”. L’immagine corrisponde quasi perfettamente ai simboli presenti sulla mappa in-game di Io, nei pressi della Culla.

È logico supporre, a questo punto, che sia questo il vero significato del simbolo, quello di guida attraverso la confusione, o l’inconoscibili. Applicando questo concetto alle conversazioni che Eris ha con le entità dietro le Piramidi, possiamo dedurre che queste ci stiano guidando attraverso il caos di quello che sappiamo ma soprattutto di quello che non sappiamo, portandoci verso un presunto dischiudere della verità. Il simbolo è però attribuibile a entrambe le entità coinvolte, come abbiamo visto, quindi appartiene sia alla Luce, sia all’Oscurità in egual modo. Questo vuol dire che, probabilmente, fa capo a una terza entità che potrebbe collegare le due forze – la famosa unità iniziale di cui parlavamo in questo articolo. O, ancora più sottilmente, il simbolo identifica entrambe le parti poiché ne raffigura l’origine: il Giardino.

Tre immagini differenti dello stesso luogo, la foresta oscura sulla Terra. Il frammento del Viaggiatore ha plasmato l’ambiente circostante, riproducendo la propria struttura ma, in ogni caso, procedendo con un pattern del tutto simile a una “crescita”, come se stesse riproducendo una struttura simile a un albero – una ramificazione di se stesso.

In conclusione
Abbiamo visto come l’Albero sia un importante elemento in tutta la storia di Destiny, fin dalla sua concezione. Si tratta di un simbolo focale, a sua volta legato ad altri simboli fondamentali e a concetti base della filosofia che si sta sciogliendo dal groviglio della lore giorno per giorno.
È estremamente difficile prevedere cosa accadrà al termine della stagione, a quale scopo le nostre azioni e quelle della Piramide nei confronti dell’Albero porteranno e che ruolo avrà quest’ultimo e il Seme in tutta la continuità. Ciò che è certo è che un grande cambiamento è in arrivo e che questo si collegherà direttamente agli avvenimenti che ci porteranno a brandire l’Oscurità su Europa, a novembre – un cambiamento che verrà quasi certamente veicolato dall’Albero (comunicazione testuale) e dal Seme (comunicazione concettuale).Se l’Albero fornisce un contesto ideologico, il Seme ci darà una connessione fisica a quel contesto, collegandoci con quel potere dell’Oscurità a cui i dialoghi con le Piramidi ci stanno preparando. Come l’Albero della Conoscenza o Yggdrasil, questo è un ponte per qualcosa che va al di là dei nostri limiti, l’axis mundi che ci porterà a una nuova visione d’insieme dell’universo, che finora abbiamo ignorato o male interpretato.