La Bungie ha finalmente rivelato cosa ci aspetta per la prossima espansione di Destiny 2, in arrivo per settembre 2020 e abbiamo anche messo mano alla nuova stagione, con il suo importante ponte per il futuro.
In un misto di vecchie conoscenze e destinazioni finora viste solo su concept art, si prosegue il recupero di materiale che da anni stimola la discussione tra gli amanti di lore e i giocatori più navigati, riproposto in una veste nuova.
Tante le novità di questa presentazione, le copriremo al meglio possibile qui, in attesa di una nutrita serie di sviluppi per il futuro.

Il nuovo DLC: rotta verso Europa
Come anticipato, nel DLC di settembre che ha per nome un esplicativo “Oltre la Luce“, la nuova destinazione è Europa, la più piccola delle lune galileane del gigante gassoso Giove. Ricoperta di ghiacci, Europa ha fatto capolino più volte nella lore di Destiny 1 e 2, ma soprattutto l’abbiamo scorta in delle emozionanti visuali panoramiche finora solo viste come concept art, come quelle viste nei caricamenti o nelle installazioni dei contenuti aggiuntivi in D1.
Già il teaser anticipava l’arrivo di Eris Morn sulla superficie completamente avvolta dai ghiacci di Europa mentre, lottando contro i venti spietati, avanzava fino a un punto in cui una misteriosa energia le si sprigionava dalle mani. Ora sappiamo perché. Assieme al Ramingo, Eris si trova davanti a un personaggio che pensavamo di non rivedere o risentire mai più: l’Ignota Exo.
Il sospetto di un suo ritorno c’era, vista la nuova attrice assoldata per doppiarla e assegnata a un ruolo segreto leakata tempo fa, ma le parole di Luke Smith che la condannavano ad aver “esaurito il suo compito” lasciavano poche speranze a chi, venendo da D1, non ha mai compreso la sua linea narrativa e ha sempre cercato di capire cosa ne è stato e quali erano gli scopi di questo personaggio che ci ha accompagnato durante la primissima campagna di gioco – rappresentando a tutti gli effetti il primo, grande mistero del franchise.
L’Ignota annuncia che “nel mio mondo ho visto l’Oscurità trionfare” e che non è disposta a lasciare che questo accada anche qui. Si confermano dunque le teorie che l’Ignota, ovvero Elsie Bray, la sorella di Ana e figlia di Clovis Bray, trasformata in Exo tempo fa, viene dunque dal futuro… o da una linea temporale parallela.

Sopra, vediamo il design ambientale della Braytech, scartato dal secondo DLC di Destiny, “La Mente Bellica”, molto simile a quello che vediamo sotto, invece, preso dal prossimo DLC. Nell’immagine sottostante, inoltre, possiamo vedere nel riquadro evidenziato delle figure molto simili agli Exo, trasportate in un vettore. Sembra un più che evidente collegamento con la Cripta di Pietrafonda e il suo bagaglio di lore, retonnizzato su Europa nonostante le tracce evidenti che la collegavano a Encelado.

Avvistiamo nel trailer una panoramica di quello che ci aspetta su Europa: strutture dell’Età dell’Oro intrappolate tra i ghiacci, quasi identiche alla famosa concept art di Europa scartata in via di pre-produzione di D1.
A prima vista, si parla di strutture che portano la firma indelebile della Braytech. Si possono vedere gli interni, che hanno un design raffinato di sci-fi classica, che ci riportano ad altre concept art del passato mai utilizzate – come quelle della serie de “La Mente Bellica“, scartate per qualcosa di più classico e meno espanso. Ne parleremo in seguito, ma alcune strutture viste nel trailer corrispondono alle informazioni che abbiamo sulla Cripta di Pietrafonda e gettano l’ombra di qualcosa di importante che potrebbe spiegare il legame dei Bray con la situazione attuale, inclusa l’Ignota.

La “nuova” veste dei Caduti su Europa, sotto il controllo di Eramis. Le forme dei dispositivi a cui sono connessi ricordano quelle della SIVA e, considerando che Eramis (la baronessa loro leader) è la medesima che ha organizzato il colpo alla Torre in “Ora Zero”, questa somiglianza ha delle grandi implicazioni.

Abbiamo la presenza dei Caduti, non si capisce in quale capacità, visto che non vi è ombra di Variks (che sappiamo essere a capo del Casato del Crepuscolo, l’unica casa rimasta nella lore). Eramis, invece, proclamatasi “Kell dell’Oscurità”, prenderà il controllo di queste forze. Sebbene il nome non susciti immediatamente reazione, è noto che la baronessa ha una lunga storia in Destiny. Menzionata fin da “Il Casato dei Lupi” è emersa costantemente in molte lore legate a Variks e al Ragno. Eramis è la mandante del colpo alla Torre mirato a sottrarre il Pandemia Perfezionata dagli archivi dei criptarchi, che abbiamo sventato in “Ora Zero“. La sua fame di tecnologia dell’Età dell’Oro l’accomuna a ogni Caduto, e sospettiamo che il suo interesse non sia solo legato alle Navi Piramidali ma anche agli ambienti Braytech presenti su Europa, di sicuro custodi di tecnologie di incredibile portata e applicazione per i Caduti. Ricordiamo che Eramis guida una fazione eretica scissasi dal Casato dei Diavoli e che questi ultimi, per tradizione, hanno rappresentato i Caduti con le vedute più radicali, sfruttando tecnologie proibite come la SIVA e modifiche pesanti al proprio corpo. Sembra dunque naturale che adesso inseguano il tabù più condannato dalla loro razza: l’integrazione con l’Oscurità, nonostante il giuramento dei Caduti di non usare mai il potere che li ha distrutti in passato, facendoli appunto cadere in disgrazia.
A giudicare dalla cover del DLC, Eramis sarà il nemico della campagna principale e di certo, il catalizzatore che ci porterà a usare l’Oscurità come sottoclasse (vedi parte successiva). Delude forse la mancanza di Variks e di una linea narrativa che risolva in qualche modo il problema dei Caduti, una di quelle razze narrativamente inconcludenti e deludenti da molto, moltissimo tempo, ma c’è spazio sicuramente per ben sperare.

Il Ramingo assieme all’Ignota Exo ed Eris. Il personaggio dell’Ignota, rivelatasi essere la sorella di Ana Bray, Elsie, e figlia di Clovis, è al centro di innumerevoli speculazioni fin dalla sua primissima apparizione in Destiny 1. Approfondiremo la sua presenza in futuro, ma per ora basti sapere che il suo ritorno non è affatto casuale e porta con sé implicazioni di grande peso.

La presenza di Eris e del Ramingo assieme aveva fatto sollevare più di un sopracciglio durante il rilascio dei teaser-trailer ma ora, grazie alla narrativa della nuova stagione, sappiamo che una sinergia tra i due è stata avviata, e che la nostra iniziativa sulle Navi Piramidali passa proprio da loro. Appare evidente che questa linea verrà continuata con successo fino a settembre, dove si incontreranno con l’Ignota per formare una triplice alleanza piena di prospettive interessanti, tra i ghiacciai di Europa.

Una Cacciatrice attiva una Super legata all’Oscurità. L’Ignota Exo si dichiara la nostra guida in questa terra incognita, ma possiamo già stabilire da questo primo suggerimento nel design, che l’Oscurità avrà a che vedere con l’elemento del freddo – un riferimento più che chiaro alle storie del Ramingo.

Usare l’Oscurità per cambiare il gioco
Dai dialoghi del trailer, appare chiaro che Elsie sarà la nostra guida nel manipolare l’Oscurità come nuova sottoclasse. Non sappiamo perché questo avvenga, ma abbiamo una rapida impressione giocando la nuova stagione e tenendo a mente le “amichevoli” parole dell’essere incontrato al termine di Shadowkeep. Le Navi Piramidali sembrano essere qui perché vogliono qualcosa da noi, non da invasori dunque, ma da visitatori, qualunque cosa questo significhi e implichi. Donarci il loro potere è il passo successivo di questo interesse nei nostri confronti, già mostrato in passato.
Come affermato nella live successiva al reveal hostata da Dr. Lupo, Luke Smith ha dichiarato che “queste nuove super non saranno delimitate dal vecchio sistema di D2, ovvero il diagramma a ‘diamante’, ma da un tipo di sistema nuovo”, lasciando intendere che quello che i fan hanno sempre richiesto potrebbe finalmente avversarsi: il ritorno di un sistema di rami di super e abilità dinamico e non più bloccato da meccaniche che favoriscono i casual gamer e rendono la personalizzazione quasi inesistente. Questo è un ulteriore passo verso un’evoluzione naturale del sistema di D1 (come ce ne saranno molti altri, vedremo) e verso la transizione definitiva a “FPS MMORPG”. Una conferma ulteriore viene dalle stesse parole di Luke Smith, che non lesina nell’affermare che “le super in D1 avevano un feeling più vicino a quello che abbiamo sempre voluto, rispetto a D2”. Qualcosa che molti utenti hanno sempre saputo e ribadito negli anni.
L’arrivo di rami personalizzabili, inoltre, darebbe un boost non solo alle dinamiche di gioco PvE, ma anche a quelle PvP, rinnovando le meccaniche del Crogiolo, ormai stantie e in urgente necessità di cambiamento, liberandole dallo strapotere di meta basati quasi esclusivamente su armi. I nuovi rami, inoltre, garantirebbero uno sfruttamento delle Esotiche come veri e propri modificatori di gameplay, e non implementatori di poteri e abilità che un tempo erano presenti in D1 e che sono stati eliminati per via degli alberi bloccati, aggiungendo una profondità di gioco e una diversità che riteniamo essere fondamentale nell’esperienza di Destiny.

A livello di lore e di morale di gioco, l’utilizzo dell’Oscurità apre molte porte, che esploreremo in un prossimo articolo dedicato al cambio di vedute all’orizzonte.

La nuova schermata del Director. Come è possibile notare, le varie destinazioni citate nell’articolo sono state rimosse e la Terra tornerà a essere centrale nella nostra futura esplorazione. La permanenza della ZME e di Nexus sollevano interessanti quesiti, quanto invece quella di destinazione legate a DLC maggiori fanno comprendere quanto le meccaniche introdotte in quei medesimi DLC sono fondamentali per il corretto funzionamento della struttura di Destiny 2.

L’evoluzione di Destiny
Come annunciato più volte in passato, Destiny ha raggiunto il punto di saturazione. Con un peso di ben oltre 115 GB, Destiny in futuro dovrà riorganizzare il suo spazio. Gli eventi presenti, le destinazioni, le missioni speciali (come Ora Zero e il Sussurro del Verme), i dungeon… dovranno essere rivisti e alcuni di questi elementi verranno eliminati dal mondo di gioco nel prossimo DLC – anche contando che la Bungie ha imputato all’eccessiva complessità di gioco dei problemi come il reset cronologico dei personaggi di qualche tempo fa. In passato, delle voci anonime di Bungie confermarono che il motore di gioco di D1, ai tempi della pre-produzione, necessitava di circa 8 ore per essere caricato online dopo anche il più insignificante dei cambiamenti, come quello dello spostamento di una piccola roccia. Questa scarsa flessibilità pare sia stata traslata in D2, causando i ben noti problemi di “mancato immediato intervento” a ogni situazione d’emergenza vista negli ultimi anni. Il peso ulteriore e progressivo delle release non ha fatto che aumentare questo problema come un effetto valanga.
Usando il termine Destiny Content Vault (da questo momento riferita come “DCV”), la Bungie crea un sistema di archiviazione di tutte le attività che rientrano nelle categorie descritte sopra, che attiverà quindi un ciclo di destinazioni e attività che sarà diverso per ogni stagione.
A fare le “spese” di questo tipo di sistema a settembre, saranno le seguenti destinazioni: Titano, Marte, Io, Mercurio e il Leviatano. Le destinazione rimaste includeranno Europa, come già detto, Nessus, la Luna, la Terra (che includerà la ZME e il Cosmodromo) la Riva Contorta e la Città Sognante. In particolare, il Cosmodromo tornerà per una ragione molto semplice: la mappa è già presente in memoria per fare da livello tutorial a chi si arriva su Destiny tramite New Light, essendo quindi necessaria, la Bungie ha deciso di renderla disponibile per tutti – un gradito ritorno per chi ha nostalgia delle lande desolate della Russia di D1.
In aggiunta a questo, ci saranno altri graditi ritorni:

  • Stagione 12
    – Verrà introdotto l’assalto “La Volontà di Crota“, con il famigerato ritorno di Omnigul, potenzialmente.
  • Stagione 13
    – Il Cosmodromo sarà implementato in quasi tutta la totalità disponibile in D1;
    – Verranno introdotti gli assalti “La Tana dei Diavoli” e “D.A.G.A. caduta“, anche questi direttamente da D1.
  • Destiny 2 Anno 4
    – Ritorno del primo Raid di D1, “La Volta di Vetro“.
In un sorprendente annuncio durante la live del reveal, la Volta di Vetro tornerà nell’Anno 4, con tutto il suo bagaglio di importanza storica e di gameplay. Ricordiamo, infatti, che al di là del potere della nostalgia, la Volta introdusse al mondo il sistema di Raid in Destiny, oltre che le meccaniche fondamentali che stanno alla base di quasi tutti gli altri Raid esistenti.

In aggiunta a questo, ci saranno molti altri cambiamenti e dettagli da sapere che verranno introdotti a settembre con il nuovo DLC. Come ogni update di grosse dimensioni, il DLC “Oltre la Luce” sarà un’occasione di cambiamenti generali.

  • Tre nuovi Raid saranno introdotti quest’autunno, incluso uno nuovo ambientato nella Cripta di Pietrafonda, su Europa come parte dell’espansione;
  • Ci saranno nuovi modi per guadagnare Esotiche originariamente legate a destinazioni e contenuti di attività che entreranno nella DCV e saranno quindi rimossi dal gioco;
  • Gli Assalti disponibili saranno basati su un pool di possibili candidati da destinazioni attive. Quando una destinazione entra nel DCV, anche i suoi Assalti verranno archiviati di conseguenza;
  • Le playlist delle mappe del Crogiolo rimarranno una combinazione delle migliori mappe di Destiny 1 e 2;
  • Gambit e Gambit Prime vengono fusi in un’unica modalità, assieme al loot pool relativo.

Un particolare che molti fan gradiranno è che il DCV non è soltanto un archivio per Destiny 2… ma conterrà anche l’intero Destiny 1. A partire dal Cosmodromo completo a settembre, infatti, i contenuti originali di Destiny 1 verranno immessi in-game secondo un piano prestabilito, in maniera momentanea e ciclica, come tutti i contenuti della DCV. Facile è far risalire l’introduzione della Luna lo scorso ottobre come un primo esperimento di questo nuovo sistema, che ha avuto un discreto successo. Destiny, del resto, è sempre stato concepito come un mondo in evoluzione, che può basarsi sul passato per proiettarsi sul futuro, ma che logiche commerciali differenti hanno portato verso differenti direzioni. Come dicono Luke Smith e lo stesso Deej nel TWAB rilasciato a seguire del reveal, la Bungie ha investito risorse e denaro in Destiny 2, e sembra che questa piattaforma sia l’ideale per portare avanti il franchise e, forse, per concluderlo definitivamente.

Eris Morn è la prima a comprendere l’importanza del contatto avuto con l’Oscurità. In questa stagione comprenderemo quanto impatto avrà nel nostro futuro.

La stagione degli Arrivi e le implicazioni narrative importanti
L’arrivo delle Navi Piramidali è un punto di svolta in Destiny. La narrazione che le vede dalla parte ostile è messa in dubbio da varie azioni compiute dai sui occupanti finora: la connessione ricercata in Shadowkeep, per esempio e la non aggressività che li ha accompagnati all’entrata nel sistema solare. L’unico atto non pacifico è la disabilitazione di Rasputin, che però sembra corrispondere a una risposta di un atto di aggressione molto poco avveduto da parte di Ana Bray nei confronti delle navi, colpite da armi orbitali della Mente Bellica.
Parleremo diffusamente delle possibili ragioni dei visitatori in un articolo dedicato alla lore, ma possiamo già introdurre l’idea che saremo presto portati davanti a una decisione morale non facile. Non è di certo arduo catalogare come negativi gli intenti dei nemici finora combattuti, come l’Alveare o i Cabal, ma Destiny si è sempre mosso molto bene nelle zone di grigio… da Toland a Osiride, da Rasputin stesso al Ramingo… per non parlare della disperazione dei Caduti e la logica deterministica dei Vex. La sfida è solo iniziata e, come annunciava tempo fa il Principe Uldren, potremo trovarci ben presto ad attraversare una linea di confine tra due mondi e due modi di vedere le cose, per capire quale sia la giusta direzione. Come ben afferma Eris all’inizio di questa stagione, il dialogo con l’Oscurità è iniziato… sarebbe folle non farne parte.

Le implicazioni narrative non sono immediatamente palesi in questa nuova stagione, in quanto appare chiaro fin dall’inizio che, come nelle precedenti, la lore e la storia in-game si evolveranno solamente all’inizio e alla fine della stagione. Esistono due nuovi libri di lore molto promettenti, dataminati puntualmente da Isthar Collective, sui quali ci soffermeremo il prima possibile, ma per ora le cose sembreranno svolgersi molto lentamente.

“Profezia” è il nuovo dungeon stagionale e si ambienta nel reame dei Nove, alla ricerca di una risposta indecifrabile a una domanda impossibile: cos’è l’Oscurità?

I contenuti della stagione sono in generale molto poco riconcilianti: con l’utilizzo del Ramingo nel mix del gameplay, ritornano delle meccaniche da Azzardo e da Verdetto, discretamente invise alla community fin dalla famosa stagione che lo riguardava in prima persona. Se il nuovo evento pubblico è una versione di Azzardo riveduta per la Pattuglia, il nuovo dungeon rilasciato questa notte, “Profezia“, sembra essere una nuova versione di Verdetto, meno complessa dal punto di vista delle meccaniche, ma più estesa e difficile dal punto di vista pratico. Il Ramingo, infatti, ci chiederà di penetrare dentro il regno dei Nove, per giungere al cuore della questione attuale, chiedendo loro di presenza la reale natura dell’Oscurità. Una domanda importante, dal punto di vista della lore soprattutto, ma che temiamo sia uno specchietto per le allodole per allungare il tiro fino a settembre con meccaniche e personaggi già presenti come asset passati. Se il dungeon in sé ha dei momenti interessanti e una grande estetica neon-retrofuturistica, come quella che definiamo una versione di Destiny della “casa delle scale” di Escher, a prima vista sembra essere poco avvincente rispetto a ciò che abbiamo visto in passato.

Molti content creator e gran parte della community hanno trovato la scorsa stagione poco accattivante e ripetitiva, eccessivamente focalizzata su un evento non risplendente di luce propria e sulla collezione di taglie. Datto in particolare ha sottolineato come la lore e la storia generale di Destiny 2 nelle ultime stagioni, abbia prodotto solo larghe aspettative e poca sostanza, privando il giocatore di vere figure negative in-game contro cui aspirare allo scontro e motivare il giocatore, relegandole invece nelle ombre del “dietro le quinte” della lore. Il continuo riciclare della Legione Rossa come red herring per sviluppare sottotrame che tendono ad altri soggetti è un trope fin troppo sfruttato, che non ci ha quasi mai abbandonato fin dalla primissima stagione. E, nella Stagione dell’intrepido e in quella dell’alba, il gioco si è ripetuto esattamente allo stesso modo e si spera che la Bungie cambi corso in fretta.

Il piano di rilascio dei prossimi grandi contenuti di Destiny 2 è largamente anticipato da Bungie. La volontà di dare una risposta alle nostre aspettative è precisa in questo senso – una rassicurante tabella di marcia per confermare il futuro (la fine) di un franchise che si è sempre sviluppato nell’ombra fino a oggi, tra dissensi e scontento.

Aspettando le tenebre
Il programma della Bungie è stato rivelato fino al 2022, in una mossa prima d’ora mai fatta dalla casa di Seattle nei confronti degli utenti, piuttosto che degli sharholders, che vedrà i tre maggiori DLC, “Oltre la Luce“, “La Regina dei Sussurri” e “Eclissi” susseguirsi in un crescendo narrativo che porterà alla probabile conclusione del franchise, a quasi dieci anni dal suo inizio, come previsto dal programma decennale annunciato all’epoca.
La scelta è anche una precisa risposta alle lamentele di fan e content creator che prevedevano con scontento l’arrivo di un Destiny 3 e un futuro “dover ricominciare tutto da capo” (un errore che Bungie ammette essere alla base della partenza negativa di Destiny 2 e che ha dovuto risolvere in più di un anno di modifiche e sforzi), ma anche dell’idea di una storia che sembrava non tirare mai le fila. Nel prossimo DLC, infatti, affronteremo l’Oscurità di petto; in quello successivo (per un cavillo narrativo che spiegheremo in un prossimo articolo di lore) tornerà Savathûn; nel terzo DLC si chiuderà la lotta tra Luce e Oscurità.
La strada è quindi illustrata in modo rassicurante, per dare un senso di chiusura del cerchio e per liberare le menti dalle preoccupazioni, per farle concentrare sul presente.

Il Ramingo, l’Ignota Exo ed Eris si dirigono verso la Nave Piramidale su Europa. Considerate le ramificazioni della lore su Europa, diramate nel nostro precedente articolo, è possibile che questa nave sia da sempre stata su Europa e quindi non faccia parte di quelle arrivate in questa stagione.

Il ricollegarsi al passato è parte di questo sistema di comunicazione che Bungie ha adottato: il ritorno del Cosmodromo, per esempio, un tassello estremamente importante… ma anche il ritorno del Raid considerato tra i più importanti e affascinanti della storia di Destiny e dei videogiochi in generale: la leggendaria Volta di Vetro, al centro di uno dei momenti di aggregazione della community tra i più eccezionali, di cui parliamo in questo articolo. In questo insieme, si inserisce l’importante annuncio di un altro Raid, quello della Cripta di Pietrafonda – uno dei posti più favoleggiati di Destiny fin dal principio, su cui le speculazioni non sono mai finite e che era oggetto della nostra teoria per il futuro ritorno di Clovis Bray e sulla rivelazione delle origini degli Exo. Questi sono più che contentini per i fan, sono vere e proprie fette di gloria di un franchise che ha creato una tradizione orale, un sistema di abitudini, una storia comune. Il linguaggio che ha scelto Bungie è fondamentale per impostare la comunicazione finale con gli utenti e non possiamo che approvare.

La scoperta dell’Albero Argenteo ha delle implicazioni enormi e un impatto imponente sulla lore di Destiny – un’esplosione narrativa iniziata silenziosamente in D1 come citazioni ai margini del testo e le cui diramazioni ci stanno raggiungendo con potenza effettiva solo adesso. In futuro, racconteremo questa storia con rinnovato entusiasmo.

Nell’ottica di questo “riabbracciare” la community, la lore che inizia a presentarsi dalla Stagione degli arrivi è fondamentale nello stabilire il dialogo. Ci sono incredibili legami con parti di lore perduta dai Libri del Dolore, leggende dei Grimori di D1 quasi dimenticate, che compongono le fondamenta della narrazione dell’epica di Destiny, silenziosa ma efficace. Parliamo dell’Albero Argenteo, del suo collegamento alla storia del Viaggiatore e del Vagliatore, del suo legame con il mistero del Giardino Nero, di ciò che rappresenta per noi e ha rappresentato per altre specie a cui è stato donato. Parliamo della verità sul Crollo e della reale natura del progetto Exo. Parliamo, infine, del motivo per cui il Viaggiatore ha creato i Guardiani. Quale mistero nasconde la Culla? Perché le Navi Piramidali ci considerano una forza da acquisire invece che dei nemici da combattere?
E perché Savathûn, che ci ha eluso finora, ha deciso di esporsi e di uscire allo scoperto rinunciando al suo potere degli inganni?
Parleremo di tutto questo nei prossimi articoli, per far fronte ai due nuovi libri di lore introdotti e alle centinaia di elementi nuovi inclusi con la stagione, che porteranno avanti la storia fino a settembre in quello che, ormai, consideriamo l’arco narrativo conclusivo di una saga incredibile.