A distanza di 3 anni dalla parentesi roguelike di Dungeon of the Endless e da Endless legends, Lo studio Amplitude torna con il seguito nominale della loro prima produzione: Endless Space 2. Appartenente al genere degli strategici a turni, l’opera del team francese avrà ancora le 4 x come pilastro, explore expand exploit e exterminate, che rappresentano molto banalmente le meccaniche base di questa tipologia di strategici. Nonostante il nome dell’opera suggerisca di essere un seguito del primo Endless Space, in realtà riprende molte delle meccaniche viste in Endless Legends evolvendone ulteriormente la formula e sfruttando sempre la figura degli Endless, come perno centrare della narrazione.

Le Famose 4X

Quello dei 4x è un genere molto particolare perché nonostante gli anni trascorsi dagli esordi di questa specifica categoria di strategici, le meccaniche di gioco sono cambiate pochissimo e tutte le produzioni di questo tipo si differenziano soltanto per ambientazione, o qualche aggiunta peculiare che le identifica.

Ed è proprio questo il caso di Endless, una saga che sin dalla sua nascita ha affascinato moltissimi giocatori grazie al mito creato proprio attorno a queste creature ormai estinte. E con Endless Space 2 il team di Amplitude compie un ulteriore passo in avanti verso la giusta direzione,  senza stravolgere il genere, ma affinando quelle caratteristiche peculiari di cui vi ho parlato poco fa che conferiscono all’opera una propria identità. Al primo avvio, quando selezioneremo una nuova partita, ci verrà offerta la possibilità di affrotnare un tutorial, con ben tre livelli di difficoltà che rappresenteranno la nostra esperienza con questa categoria di strategici, rendendolo ideale sia per gli esperti del genere, che per i neofiti dei 4x firmati Amplitude o 4x in generale.

Il tutorial è ben strutturato, senza dubbio uno step obbligatorio per i novellini che grazie a finestre di dialogo specializzate, e tooltip mirati potranno presto imparare i rudimenti del titolo di Amplitude. E anche ai più pratici in termini di strategici, l’ambiente risulterà presto familiare, non soltanto per impostazione generale che è rimasta praticamente invariata dai classici 4x, ma anche per la nomenclatura dove termini come “diplomazia” o “sicenza” indicano sempre le stesse risorse in questo tipo di produzioni. Bisogna anche ammettere che come tutorial non è nemmeno troppo banale perché viste tutte le casualità che caratterizzano lo svilupparsi delle partite, persino alla difficoltà più semplice, riesce ad offrire una sfida considerevole.

Entrando nel vivo dell’ azione

Una volta superata questa prima frase introduttiva, potremo iniziare delle vere e proprie partite contro altri giocatori o contro il computer. All’inizio di ogni match, potremo scegliere la nostra razza tra le 8 proposte, ognuna caratterizzata da tratti e abilità peculiari che ne caratterizzeranno lo sviluppo.

 

All’inizio della partita disporremmo soltanto del nostro pianeta natale, che fungerà da fulcro per il nostro impero e di un paio di navi. Il nostro compito primario sarà quello di espanderci, colonizzando a nostro piacimento altri pianeti e sistemi con delle navi colonia. Inizialmente molti di questi pianeti presenteranno condizioni climatiche o strutturali non idonee alla vita, ma grazie a delle ricerche specifiche potranno essere terraformati, eventualmente alterati e popolati, arrivando verso una fase intermedia delle partite dove saremo in grado di espandere in modo capillare il nostro impero tra i vari sistemi della galassia in cui si svolgerà la partita.
Ogni singolo sistema poi avrà una sua gestione interna dove potremo gestire i singoli cittadini, le strutture che vorremo costruire, il focus principale del pianeta (ad esempio se concentrarsi sulla ricerca scientifica o sul guadagno di denaro), eventuali risorse di lusso e lo status generale. Oltre ai giocatori inoltre, saranno presenti anche delle razze minori, che potremo conquistare militarmente o annettere al nostro dominio dopo aver raggiunto un certo grado di fiducia e aver completato una specifica impresa. Pari passo dell’espansione fisica seguirà uno sviluppo scientifico, che ci consentirà di effettuare ricerche gradualmente sempre più importanti e che ci consentiranno di ottenere benefici unici, talvolta indispensabili per alcune azioni particolari, come ad esempio la colonizzazione di giganti gassosi.

Ci troveremo davanti a 4 rami di progresso, rispettivamente quello militare, quello economico, quello scientifico e quello espansionistico, che conterranno ricerche specifiche per quella tipologia, divise in tier di importanza e che potremo sviluppare contemporaneamente. Altrettanto importanti saranno infine lo sviluppo economico e quello diplomatico. Il primo avrà come valuta principale il Dust, la moneta di gioco, che potremo utilizzare per accordi commerciali con altri imperi e per mantenere attive le strutture create sui vari pianeti. Il secondo invece, vedrà come valuta dei punti diplomazia, utilizzabili sia per eventuali accordi diplomatici con imperi o razze minori, sia per velocizzare la produzione dei pianeti o la ricerca scientifica.
Insomma, l’ abc per un titolo 4x. E’ grazie però ad alcune meccaniche particolari che Endless Space riuscirà a distinguersi da un più classico Civilization.

Il Tocco distintivo di Amplitude

Ad esempio, è presente un sistema di politca interno al proprio impero. Ogni cittadino, ogni struttura, ogni ricerca incoraggerà un determinato partito (religioso, industriale, militare, pacifista, scientifico e ecologista), e seguendo lo sviluppo dell’imperò andrà a crearsi un vero e proprio senato, con dei rappresentati per ogni partito. Saranno presenti delle leggi, che altro non saranno che bonus e malus, e ogni venti turni ci saranno delle votazioni, che in base al risultato, riconfermeranno o modificheranno l’istituzione al momento al potere. Inoltre i cittadini non avranno tutti lo stesso peso. Razze differenti, avranno orientamenti differenti, quindi con l’espandersi del nostro impero dovremo anche tenere conto delle diverse razze che ingloberemo e dei diversi cittadini che popoleranno i nostri mondi. Sarà dunque premura del giocatore tenere d’occhio il quadro generale della scena politica, perché ad esempio una vittoria dei pacifisti durante una guerra contro un altro giocatore, sicuramente causerebbe diversi problemi interni, come ribellioni o colpi di stato.

Un’altra caratteristica molto importante riguarda la presenza di un vero e  proprio sistema di quest. Nel corso delle partite infatti dovremo affrontare missioni solitarie, cooperative o competitive con gli altri imperi, che al raggiungimento di un determinato traguardo (ad esempio, essere il primo a scoprire un pianeta specifico, o totalizzare complessivamente un certo quantitativo di dust) ricompenserà il giocatore o i giocatori coinvolti. La presenza di queste missioni riesce a rendere le partite certamente più avvincenti, alla lunga però, pian piano che si imparano a conoscere le diverse razze selezionabili, queste imprese risultano essere ripetitive e prevedibili.

Saranno inoltre presenti degli eroi, ottenibili in seguito al completamento di alcune quest o trovando l’accademia, luogo in cui vengono addestrati, e che avranno una certa importanza. Ne esisteranno di diverse razze, e potremo assegnarli ad un sistema o ad una flotta. Avranno un proprio nome, uno skill tree che potremo sviluppare grazie ai punti abilità che otterremo con il progresso del loro livello e che disporranno di una nave personale. Avranno anche uno specifico orientamento politico, quindi sarà molto importante valutare a dovere in quale sistema posizionarli.

 

Un comparto militare.. insolito

Arriviamo infine a parlare della componente militare di Endless Space 2, senza dubbio l’aspetto più carente della produzione. Sarà strutturata su due fronti: navi spaziali e truppe di terra o da invasione. Le navi spaziali le utilizzeremo per muoverci tra i sistemi, per aggiungere pianeti lontani o difendere i nostri dall’orbita. Nonostante la presenza di archetipi di base tra cui poter optare, molto interessante la possibilità di personalizzare i diversi modelli di nave, modificandone gli armamenti, le difese, o alcune statistiche base come la velocità di movimento. Una volta che una nave arriverà in un sistema controllato da un nemico, potremo far partire l’invasione utilizzando le truppe di terra (fanteria, carri armati e velivoli), e scontrarci contro quelle in difesa.

Il sistema è ben strutturato, e con la presenza di tattiche precise da poter sfruttare rende le battaglie molto interessanti. Il problema è che quest’ ultime vengono decise tramite un algoritmo, accompagnate da una sequenza video che mostra la nostra flotta scontrarsi contro quella nemica. Non potremo intervenire in nessun modo. Una volta dato il via, uno schieramento ne uscirà (totalmente o parzialmente) vincente, e l’altra vinto. E per quanto questi filmati le prime volti risultino parecchio piacevoli da seguire, mostrando l’ottimo design delle unità, alla lunga risulteranno stucchevoli e verranno skippati, passando direttamente al resoconto della battaglia.

 

Poesia per gli occhi

In questa tipologia di giochi, un ruolo chiave lo gioca l’ interfaccia e i diversi menù che conterranno tutte le statistiche che potrebbero servirci. Su questo fronte il team francese ha realizzato un layout quasi perfetto, pulito e funzionale, che mette a schermo tutte le informazioni primarie necessarie. Meno convincente invece è la struttura dei sottomenu, ben organizzati, ma di cui si dimentica facilmente l’ubicazione. E soprattutto nelle prime partite, si perderanno diversi minuti a ricercare determinate finestre.

Il comparto artistico risulta davvero ben realizzato e molto ispirato. Dall’ interfaccia utente al design delle unità. Degne di nota saranno anche delle sequenze cinematiche che appariranno a tutto schermo quando scopriremo un nuovo pianeta, e che nonostante la breve durata, ci permetteranno di farci un’idea delle condizioni climatiche e della flora e fauna locali. Un’aggiunta non necessaria ma sicuramente apprezzabile.

L’unico problema che abbiamo incontrato nelle diverse ore di gioco, riguarda i tempi di caricamento tra un turno e quello successivo quando le partite raggiungeranno i circa 150 turni, diventando troppo duraturi e pesanti da gestire.

PRO  CONTRO
  • Meccaniche interessanti
  • Interfaccia funzionale
  • Ottimo comparto artistico
  • Lentezza nei caricamenti nelle partite lunghe
  • Alcuni menù troppo nascosti

 

Conclusione
Endless Space 2
8
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Videogiocatore da sempre, nato con con la Ps1 e cresciuto con Ps2 e Xbox. Amante degli FPS (Qualcuno ha detto HALO?!), apprezza quasi ogni genere. Esclusi gli horror. Condivide l'amore per i videogiochi tra il suo canale Youtube e diverse testate giornalistiche.