The Room: Old Sins è il quarto capitolo di una serie di puzzle game ideati da Fireproof Games rilasciati su Android e iOS.
Al contrario di molti puzzle game, il titolo di Fireproof non si limita a uno studiato level design e a stimolare la sola logica di chi si cimenta nello scoprire i segreti del gioco.
Come tutta la serie di The Room, il titolo presenta una trama, sebbene per nulla invasiva, che si intreccia in maniera sempre più dettagliata di gioco in gioco, fornendo un’idea gradualmente crescente di ciò che accade nell’universo creato dalla casa indipendente; la storia dietro i vari titoli è infatti continua, sebbene godibile anche separatamente attraverso i vari capitoli.
Ma non è solo la trama a stuzzicare l’interesse del giocatore, poiché questa fa solo da contorno all’impressionante cura dei dettagli posta su ogni oggetto presente nell’universo di gioco, che accompagnata da un sonoro profondo, riesce a coinvolgere il giocatore come mai prima nella scena, riuscendo a farlo immedesimare nel protagonista e a immergerlo, letteralmente, nel mondo di gioco.

La casa delle bambole…

La saga di The Room ha luogo, come si può intuire dal titolo, in una stanza, in cui è solitamente posta l’attenzione su un particolare oggetto al centro della stessa che dovremo esaminare attentamente, insieme al contesto in cui è situato, ponendo grande attenzione ai dettagli per mettere insieme i pezzi di questa storia frammentata, tenuta insieme dalle lettere o pagine di diario che troveremo ogni volta che inizieremo un nuovo livello.
In linea con gli altri capitoli, il gameplay si basa sulla manipolazione degli oggetti che ci troviamo davanti e spesso sarà necessario servirsi di una lente che ci permette di vedere e interagire con altri elementi in maniera diversa. Nel caso di The Room: Old Sins, troveremo la lente nella valigetta iniziale del protagonista per poi spostarci sul punto di focus principale del capitolo, una casa delle bambole che riproduce fedelmente il luogo in cui ci troviamo.

Il gameplay intuitivo, la grafica e il sonoro coinvolgenti e una trama misteriosa sono i punti forti del quarto capitolo della saga di The Room. La storyline superficiale risulta gradevole e non troppo impegnativa, narrata attraverso piccole cinematiche e pagine di diario da scoprire in ogni stanza, ma il mistero di fondo che collega i titoli Fireproof rimane e affascina catapultandoci in un mondo pieno di intriganti enigmi da risolvere!

Una volta “entrati” nella casa delle bambole servendoci della lente, dovremo risolvere enigmi esaminando le varie stanze una per una, finché non vi sarà più nulla da scoprire e le stanze verranno avvolte da dei tentacoli neri, rendendole inaccessibili.
All’interno di ogni stanza troveremo un libro, che una volta aperto rivelerà volta per volta le parole nel diario di due coniugi, Edward e Abigail, i quali descrivono le proprie emozioni, scoperte e frustrazioni in forma scritta. Come negli altri capitoli della saga, l’elemento misterioso e oggetto di ricerca dell’uomo è il Nullo, di cui si sa molto poco tranne che sia un elemento molto potente e pericoloso, cosa che la donna ha intuito fin da subito e che porta a una divisione tra i due.
Sebbene la trama principale sia relativamente semplice da seguire, resta ancora poco chiaro il collegamento più profondo tra i vari titoli, intriso come sempre di mistero e senso di scoperta.
Il gameplay anche questa volta si presenta molto intuitivo, l’interazione col mondo di gioco è resa in maniera molto realistica richiedendoci di manipolare gli oggetti come faremmo nella vita reale attraverso l’uso del multi-touch con tanto di feedback sonoro ad accompagnare le interazioni.

…è più vera che mai.

È proprio l’unione dei due elementi, grafica e sonoro, che dona realisticità al titolo, garantendo un’immedesimazione nell’azione senza pari su un gioco mobile.
Il team non smette di sorprenderci creando scenari sempre più dettagliati con una grafica sempre più ricca.


Piacevole anche l’integrazione con piccole cinematiche che spezzano la monotonia del fare avanti e indietro tra i vari punti di interazione e danno un maggior senso di progresso e soddisfazione.
Il sonoro si divide tra una soundtrack di base che riprende i titoli precedenti, ma varia insieme agli effetti per rendere ancora meglio il senso di inquietudine e realisticità ogni qual volta si interagisce in modo particolare con gli oggetti.

Per Concludere…

Al contrario del capitolo precedente che presentava diverse opzioni di ending in base agli enigmi intrapresi nel gioco, questa volta sembra essercene solo uno, risolto da una cinematica finale alquanto interessante che lascia la porta aperta a un possibilissimo seguito.
Sebbene la scelta sia probabilmente basata una continuità della storyline nella saga, questa scelta penalizza la rigiocabilità del titolo, che per quanto divertente, non riesce più a stuzzicare i giocatori con la sfida di trovare nuovi puzzle da risolvere.
Il titolo riesce comunque a intrattenere il giocatore tra le 4 e le 7 orette di gioco, in base alla velocità di risoluzione degli enigmi e all’utilizzo opzionale degli aiuti forniti sotto forma di indizi.
Una nota più che positiva è la totale localizzazione del titolo in Italiano, cosa non scontata visto che si parla comunque di una software house indipendente e self-publish.
In conclusione, il titolo è di ottimo intrattenimento, complesso al punto giusto senza diventare frustrante, con una discreta ripetitività nella presentazione degli enigmi, probabilmente più semplice dei titoli precedenti, ma più interessante e ben curato a livello di trama e cura dei dettagli, con una grafica e un sonoro sorprendentemente ben fatti per un titolo del genere.
Completo e interessante è un titolo da non perdere per gli amanti del genere che cercano un modo semplice di tenersi attivi ma rilassarsi con un gioco mobile.

PRO

CONTRO

  • Ottimo Gameplay
  • Grafica e sonoro immersivi
  • Grande cura dei dettagli
  • Storyline intrigante
  • Scarsa rigiocabilità
  • Enigmi alla lunga prevedibili