far cry 5Nei precedenti mesi Ubisoft ha dimostrato di non volersi più sedere sugli allori di Brand celebri e successi passati. Dopo aver svecchiato saghe celebri come Assassin’s Creed, aver supportato splendidamente titoli come Rainbow Six Siege (diventato una delle punte di diamante degli E-Sports) e The Division (attualmente il miglior Loot-Based Shooter in commercio… provare per credere) ed essersi presentata con nuove IP della caratura di Mario + Rabbids, è normale che fossimo in trepidante attesa di vedere cosa avrebbero partorito le menti del team di sviluppo di Far Cry 5 per ringiovanire una formula che dopo quattro iterazioni all’insegna del “More of The Same” e una digressione nel periodo preistorico, necessitava di un cambio di rotta deciso e coraggioso. Invece, contrariamente alle richieste dei fan di tutto il mondo, Ubisoft ha deciso di non modificare l’ossatura di uno dei suoi “marchi di fabbrica” più celebri ma di creare, invece, un grossissimo More Of The Same in grado di racchiudere il meglio di tutte le precedenti incarnazioni del brand. Far Cry 5 è effettivamente il miglior esponente di una saga a tratti spompa e vittima delle sue meccaniche, ma l’abilità del team di sviluppo nel cucire un ottimo comparto narrativo e una forte dose di autoironia alle meccaniche già rodate dai precedenti successi lo ha reso indubbiamente il Far Cry migliore di sempre.

Benvenuti a Hope County

Aaaaahhh… le gioie della vita di campagna. Coltivare i propri campi, pascolare il gregge e suonare il Banjo accompagnati solo dal canto del vento fra le spighe di grano. Peccato che a Hope County tutto questo sia un vago ricordo e che il vostro alter ego virtuale lo scopra durante il suo primo giorno di lavoro (Eh già! La sfortuna del principiante non è esclusività di Leon Kennedy). Il nostro novellino, infatti, verrà trascinato nell’inferno della pacifica contea di Hope, fittizia location situata nel cuore della America più rurale e tradizionalista, oppressa dalla famiglia Seed un gruppo di psicopatici dalle tendenze fanatico-religiose che è riuscita nel corso degli anni a convertire la parte debole della popolazione in una milizia armata e votata al credo del Padre, il nuovo istrionico antagonista creato da Ubisoft. Come da tradizione, infatti, non poteva mancare in un capitolo di Far Cry un villain caratterizzato in maniera quasi esasperata… solo che Ubisoft questa volta ha voluto esagerare inserendone addirittura quattro, tutti ben scritti e sapientemente stratificati. L’intera famiglia Seed riesce a distaccarsi parzialmente dalle esagerazioni, a tratti surreali, di Vaas Montenegro e Pagan Min acquisendo una caratterizzazione che riesce ad inserirsi maggiormente nell’arco narrativo. Proprio in merito alla trama di questa quinta iterazione abbiamo trovato ottima la scelta di ridurre al minimo le situazioni ironiche o esageratamente surreali confinandole, ed esasperandole fra testicoli di toro e minacce aliene, in tutte le storyline associate alle missioni secondarie presenti nel titolo. Le tematiche di Far Cry 5 risultano crude e narrate in maniera appagante, alcuni villain riescono davvero a farsi odiare e l’ottima caratterizzazione data a questi ultimi porterà la maggioranza dei giocatori a voler portare a termine l’arco narrativo principale. Non stiamo parlando ovviamente di un copione che vuole prendersi troppo sul serio, stiamo sempre parlando di Far Cry, ma risulta apprezzabile l’intento di renderlo maggiormente stratificato e di omaggiarlo di una scrittura credibile e conivolgente nella sua visione d’insieme. Se dovessimo muovere una critica all’impianto narrativo dovremmo puntare il dito al contesto storico scelto dagli sceneggiatori. Nel 2018 risulta poco credibile che una forza armata, seppur giustificato in maniera consona, possa isolare completamente una Contea nel cuore dell’America. Sicuramente ambientare l’intera vicenda a cavallo fra gli anni 70 e 80 avrebbe dato quel pizzico di realtà maggiore all’opera e offerto un contesto più in linea con l’azione esagitata di alcuni momenti.

Far Cry 5

Credi, Prega, Obbedisci!

Addentrandoci nei meandri del gameplay di Far Cry 5 non possiamo che cominciare dall’intelligente partizione della mappa di gioco proposta dai ragazzi di Ubisoft. Dopo un brevissimo tutorial, che vi permetterà di districarvi nelle meccaniche base del gioco, vi ritroverete di fronte alla vastissima contea di Hope County, completamente esplorabile fin dal principio ma suddivisa in tre macro-regioni ognuna ricolma di attività lievemente diversificate e interconnesse alla storyline del membro della famiglia Seed che ne detiene il comando. Per confrontarvi con Il Padre, difatti, dovrete prima eliminare i tre membri della sua famiglia, liberando le zone della contea dalla loro oppressione e salvando i vostri colleghi presi in ostaggio. Se ad un primo colpo d’occhio il tutto può apparire tremendamente monotono sono proprio i tre archi narrativi, strutturati come delle mini campagne per giocatore singolo, a rendere il tutto scorrevole ed interessante permettendovi di cadenzare in totale libertà il vostro tempo di gioco. Fronteggiare un membro della famiglia Seed richiederà l’ottenimento di un determinato numero di punti Resistenza (univoci per ogni regione) che vi verranno elargiti al completamento delle varie attività sparse per la mappa. Questo vi permetterà di scegliere in piena indipendenza se seguire cronologicamente le missioni della storyline principale, aggiungendo un paio di quest secondarie per raggiungere il montante di punti richiesto, o se esplorare liberamente la regione affrontando le attività proposte nella maniera più libera possibile. Analizzando la varietà di queste ultime non possiamo sicuramente ritenerci insoddisfatti. Escludendo le missioni della campagna principale, miscelate sapientemente per mostrarvi tutte le sfaccettature del gameplay di Far Cry 5, le attività secondarie sono maggiormente diversificate rispetto al passato rendendo l’esplorazione di Hope County un’esperienza meno tediosa che nelle precedenti iterazioni del brand. Come accennavamo poc’anzi vi ritroverete dal risolvere dei semplici puzzle ambientali, per trovare risorse preziose che vi permetteranno di espandere il vostro albero delle abilità, a seguire le story line parallele dei vari abitanti di Hope County ritrovandovi a correre contro il tempo per permettere ad una madre di partorire tra le mura di un ospedale, effettuare prove da stunt-man in percorsi cronometrati, cacciare selvaggina per rivenderne il pellame, pescare tipologie di pesci sempre più rare (in un sistema che ricorda molto quello implementato in Final Fantasy XV), liberare gli avamposti occupati dalla Setta (che prendono prepotentemente il posto dei vecchi, e oramai fiacchi, punti di osservazione), far copulare tori per strapparne i testicoli (No! Non stiamo scherzando.) e, ovviamente, esplorare cerchi di grano cercando materiali minerari alieni (… e non stiamo scherzando nemmeno ora n.d.r.). La lista delle cose da fare potrebbe estendersi ancora per svariate righe, dimostrazione che la varietà nelle attività non manca assolutamente, ma, per quanto sembri imponente, purtroppo va a scontrarsi rigidamente con la quantità delle missioni e la vastità dell’area di gioco. Hope County, infatti, seppur popolatissima e piena di nemici che difficilmente vi lasceranno tranquilli nel vostro “scorrazzare” nelle praterie, risulta a tratti fin troppo grande e i ragazzi di Ubisoft danno l’impressione di essersi sentiti quasi obbligati a riempire ogni singolo chilometro con cose da fare. Questo fa capicollare sovente l’intera produzione nel elemento che più da a noia il genere Open World: la ripetitività. Sembra assurdo parlarne quando poche righe più sopra elogiavamo la varietà delle attività presenti in Far Cry 5 ma, seppur siano moltissime e ben diversificate, la vastità della superficie di gioco rende il completamento delle tre regioni molto simile fra loro in termini di missioni secondarie.

Far Cry 5

Proviamo a spiegarci maggiormente. Se nelle 10/15 ore che sono richieste per completare ogni attività disponibile all’interno della prima zona che deciderete di liberare dalla Setta, vi ritroverete estasiati dalla moltitudine di situazioni in cui il vostro alter ego si ritroverà coinvolto… quando inizierete l’ardua operazione di bonifica della seconda regione, potreste ritrovarvi meno invogliati a liberare nuovamente decine e decine di avamposti o compiere numerose attività secondarie che inizieranno a risultare più ovvie e meno estrose che nelle ore precedenti. Un vero peccato che la voglia di stupire con un’area di dimensioni titaniche vada ad intaccare l’ottimo lavoro di diversificazione delle soluzioni proposte. Mai come in questo caso Ubisoft avrebbe dovuto abbracciare la regola aura del “Less Is More” per rendere davvero inattaccabile il duro lavoro svolto con Far Cry 5 optando per una mappa di dimensioni più ridotte ma capace di incuriosire il giocatore regione dopo regione con una distribuzione migliore delle tipologie di attività proposte.
A rendere meno presente la sensazione di ripetitività che potrebbe subentrare dopo svariate ore di gioco, però, ci pensa la varietà di soluzioni proposte per affrontare ogni singola attività. In Far Cry 5, infatti troveremo una summa di tutto il meglio delle iterazioni precedenti, condito da qualche piccola novità atta a garantire una maggiore libertà d’azione durante le missioni. Escludendo i vari capitoli della storia principale, maggiormente guidati per permettervi di testare tutte le opzioni possibili, tutte le quest secondarie saranno affrontabili nella maniera che più aggraderà il giocatore. Oltre a poter scegliere fra i classici  approcci “stealth” (basandovi solo su armi silenziate, individuando i nemici e gli allarmi preventivamente e muovendovi cautamente nell’ombra per non farvi individuare) o ad armi spianate (eliminando ogni membro della Setta che si pari davanti a voi, scegliendo di affrontare le orde di rinforzi che verranno immancabilmente allertati non appena i nemici vi individueranno) potrete optare per richiedere l’aiuto degli abitanti di Hope County, assoldandoli all’interno dei numerosi avamposti liberati precedentemente, ognuno con caratteristiche peculiari (approccio cauto, fuoco di copertura, attacco diretto con armi pesanti… ) atte a massimizzare il vostro stile di gioco o a controbilanciarlo con uno stile differente, se questo non bastasse potrete reclutare due fra i nove collaboratori unici presenti nella Contea ognuno legato a una breve storyline, collegata alla trama principale, da portare a termine prima di poterlo arruolare fra le vostre fila. Il pregio di questi personaggi è dato dalle abilità specifiche e univoche di cui sono detentori, in grado di offrirvi bonus davvero notevoli quali il supporto aereo, la possibilità di identificare istantaneamente tutti i nemici presenti un area, eliminare in maniera silenziosa un bersaglio scelto precedentemente e così via. Seppur il sistema dei collaboratori si riveli molto interessante in termini prettamente strategici perde parte del suo carisma nel momento in cui si va a confrontare con l’intelligenza artificiale dei nostri avversari, non sempre all’altezza della situazione e, purtroppo, in grado di rendere l’intero sistema di reclutamento non obbligatorio in termini tattici relegandolo maggiormente a puro elemento di divertimento, speriamo di vederlo sviluppato maggiormente in seguito perché il potenziale per diventare un elemento cardine del gameplay dei prossimi capitoli è davvero altissimo. Un elemento totalmente da rivedere, invece, risiede nel comparto multiplayer dove l’impossibilità di salvare i progressi nell’arco narrattivo al giocatore partecipante rende completamente inutile e fine a se stessa una modalità che invece avrebbe permesso dei risvolti molto più interessanti in termini di varietà di gioco. Speriamo che gli sviluppatori accolgano le numerose richieste dell’utenza e permettano, in futuro, di salvare i progressi ad entrambi i giocatori durante la modalità co-op.

Far Cry 5

Quei meravigliosi arcade anni 80

Se l’offerta proposta dalla contea di Hope County non fosse sufficiente, in Far Cry 5 troviamo anche una modalità Arcade ricca di missioni e sfide totalmente deliranti e un editor per costruire i propri livelli, e le proprie sfide, fra i più completi al momenti presenti nel panorama console. Sotto forma di cabinati arcade anni 80, sparsi per l’intera Hope County, potremmo accedere a Far Cry Arcade in qualsiasi momento durante la nostra avventura. Dal menù principale ci verrà chiesto se vorremmo cimentarci nelle varie sfide multigiocatore, (che variano dal classico assalto all’avamposto fino alle eccentriche corse su bolidi di svariata natura) o se vorremmo cimentarci nella costruzione di un livello completamente nostro nel quale far divertire in seguito la community. Ovviamente all’interno di Far Cry Arcade la caoticità e l’estro regnano sovrani portando la valutazione di questa modalità alla pura soggettività dell’utente finale. C’è chi amerà sicuramente le soluzioni fuori di testa proposte e chi invece avrebbe preferito un approccio più canonico o una maggiore scrematura dei contenuti proposti per evitare un’invasione di situazioni no-sense randomiche ma resta indubbio l’ottimo lavoro svolto dai ragazzi di Ubisoft nella creazione di un editor dannatamente performante e di una modalità che, aggiornamento dopo aggiornamento, potrebbe diventare iconica per il brand.

Far Cry 5

Oltre alle modalità presenti in Far Cry Arcade, troveremo anche delle sfide settimanali (ambientate all’interno della campagna di gioco o nelle modalità multiplayer) che permetteranno all’utenza di ottenere completi esclusivi o armi dal design estroso. Sicuramente un ottima aggiunta per mantenere l’interesse vivo in attesa delle espansioni future.

Una Contea rigogliosa e verdeggiante

Addentrandoci nei meri tecnicismi di Far Cry 5 non possiamo che fare un plauso all’ottimo lavoro svolto in ambito grafico. Hope County è un piacere da vedere e da esplorare, soprattutto considerando che siamo di fronte ad un titolo open world con una mappa davvero vasta e variegata in maniera coerente, alcuni scorci sono in grado di lasciare letteralmente a bocca aperta, gli effetti di luce riescono a rendere vivi in maniera credibile gli ambienti di gioco e il ciclo giorno notte (seppur privo di meteo variabile) dona una maggior credibilità all’incedere degli eventi, tutto grazie al Dunia Engine utilizzato da Ubisoft capace di restituire ambienti realistici e vivi. Seppur trovandoci di fronte a sporadici pop-up di elementi in gioco (maggiormente percepibili quando si pilotano velivoli di varia natura), qualche sgranatura in alcune texture e piccoli cali di fps sporadici, non riusciamo a puntare il dito di fronte al lavoro svolto che senza dubbio mostra una maturità in termini di sviluppo per il genere e innalza il livello per le future opere analoghe. In termini di risoluzione il titolo si presenta a 1620p su Playstation 4 Pro e in 4K nativi (raggiungendo i 2160p) su Xbox One X, con gli fps stabili a 30 seppur con qualche sporadico e impercettibile calo. Una nota negativa, però, la si può trovare nei molteplici bug e glitch sparsi nell’area che seppur di risibile natura possono portare a rari, e imprevedibili, eventi nei quali parlando con alcuni NPC la missione non comincia propriamente o schermate di freeze che richiederanno un ritorno al checkpoint precedente. Ottimo il comparto audio, credibile nell’effettistica e attinente nei brani della colonna sonora seppur richieda un minimo di intervento nei volumi di gioco per evitare un mix non propriamente performante e che rischia di coprire i dialoghi durante alcune cutscene presenti in Far Cry 5, che vi ricordiamo sono interamente doppiate in Italiano e vantano una recitazione davvero notevole.

Far Cry 5

PRO CONTRO
  • Ambientazione e villain di prim’ordine.
  • Storyline ben scritta e convincente…
  • Gunplay e Gameplay collaudati e divertenti.
  • Tecnicamente un piacere da guardare.
  • Seppur con qualche novità, tende
    ancora a non discostarsi in maniera definita
    dai capitoli precedenti
  • … che pecca solo nel contesto proposto.
  • Glitch e Bug troppo evidenti.

 

Conclusione
Voto
8.7
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Come dice spesso ai suoi colleghi, nella sua famiglia è entrato prima un Atari 2700 di lui. Cresciuto sulle ginocchia di una madre innamorata di Pitfall, i videogiochi sono sempre stati una costante nella sua vita. Amante della cultura Pop degli anni 80 e 90 se dovesse auto-descriversi, probabilmente citerebbe un'amica definendosi: "nerd before it was cool".