Call of Juarez, Dead Island e Dying Light sono solo alcuni dei titoli che Techland ci ha fatto vivere nel corso della sua storia. Mai qualcuno avrebbe pensato che lo studio polacco osasse tanto da buttarsi insieme al team di Ice Flames nel pericoloso mare dei simulatori agricoli, dominato ormai da tempo da Farming Simulator, in cima alla catena alimentare di un ecosistema che in silenzio e senza colpi di cannone, poteri magici e mostri riesce ogni anno a ritagliarsi sempre un buon numero di copie vendute.

Annunciato addirittura durante la Gamescom del 2016 come Pure Farming 2017, il titolo è poi slittato al 2018 per dare più tempo al team di sviluppo, impegnato per la primissima volta in un titolo di questo genere. Il risultato? Cercheremo di analizzarlo per gradi, senza tuttavia fare confronti con il suo antagonista, in modo da cercare di dare un giudizio il più oggettivo possibile senza influenza alcuna.


 Il Nonno, le Sfide, La Libertà.

Una volta avviato, possiamo avere un primo assaggio del menù principale di gioco. Pure Farming 2018 ci mette a disposizione 4 location, il Montana, il Giappone, la Colombia, la nostra Italia e 3 distinte modalità: una sorta di modalità storia, denominata “la mia prima fattoria”, in cui dovremo farci carico di risollevare la fattoria indebitata del nostro defunto nonno, una modalità a sfide e la coltivazione libera, in cui potremo decidere liberamente come impostare e proseguire la nostra partita. È possibile inoltre personalizzare, anche se in maniera piuttosto basilare, il contadino che utilizzerete in gioco.

Enzo Miccio chi?

Se pensate che sia tutto grano e fiori, che una volta avviata la partita e superato il tutorial il gioco si metta presto in discesa, vi sbagliate di grosso. Magari non leggerete “SEI MORTO” ogni quarto d’ora di gioco, ma sappiate che Pure Farming 2018 non è un titolo da prendere alla leggera e che sarà bene fare le cose un passettino alla volta, valutando bene quelle che saranno le vostre scelte in-game.

Il consiglio migliore che vi possiamo dare è quello di iniziare, come abbiamo fatto noi, con la modalità storia. Dopo un breve filmato introduttivo inizierà quello che a tutti gli effetti è un lungo tutorial, in cui imparerete a conoscere la fattoria di vostro nonno, i suoi mezzi e la sua gestione, soprattutto in termini economici.

In nostro soccorso arriverà il tablet: tramite il tasto centrale del pad infatti sarà possibile consultare un tablet in gioco che ci darà le informazioni circa lo stato dei veicoli, delle infrastrutture e dei beni di consumo. Si tratta di uno strumento piuttosto pratico che ci consente di avere sempre sotto controllo la situazione della nostra fattoria e dei compiti da svolgere. Si tratta a tutti gli effetti di una scelta molto azzeccata per non affollare la visuale di gioco con avvisi e incarichi durante la partita.

Il tablet sarà sempre a portata di mano del vostro personaggio e vi consentirà di controllare agevolmente gli incarichi e lo stato generale della vostra fattoria.

Tramite il tablet potremo inoltre fare acquisti di sementi e macchinari senza doverci necessariamente spostare, tuttavia in questo modo saremo costretti a pagare un surplus dal 20% fino al 50% in più rispetto al prezzo stabilito, dovremo quindi valutare seriamente la modalità di acquisto per ogni singolo bene: un paletto che aggiunge una variabile interessante che inciderà non poco sulla nostra partita, ma che renderà frustranti determinate situazioni in cui saremo costretti a muoverci anche a piedi per la mappa per salvaguardare le nostre liquidità (la prima partita ho dilapidato tutto… Povero nonno…).

Via via che la partita prosegue inizieremo ad acquisire esperienza, saliremo di livello e soprattutto otterremo sempre più incarichi dal nostro vicinato. Saranno proprio questi incarichi a fornirci, soprattutto nelle fasi iniziali, i profitti da reinvestire nella nostra fattoria, che potrà essere ammodernata con mezzi sempre più tecnologicamente all’avanguardia e strutture più efficienti.

Una volta presa la mano con la fattoria ereditata dal nonno potrete mettere da parte la modalità storia per dedicarvi alle altre opzioni offerte dal gioco.

Le sfide spezzano la monotonia di una partita regolare, ma non sarebbe stato meglio poter raffrontare i risultati con i propri amici?

Oltre al gioco libero, che vi concederà totale libertà nelle scelte che farete sin dall’inizio, troverete anche le sfide di coltivazione: eventi con condizioni specifiche in cui dovrete raggiungere un determinato obbiettivo facendo fronte ad alcune difficoltà. Ce ne sono 4 per ciascuna location con difficoltà variabile, e rappresentano una discreta alternativa al gioco classico, con situazioni che spaziano dal raccolto puro all’irrigazione dei vigneti. Nonostante tutto ciò si sente la mancanza di una sana competizione con gli altri giocatori: non è presente infatti una sorta di ranking o di classifica a cui fare riferimento. A tutti gli effetti la componente multiplayer di Pure Farming 2018 è totalmente assente, il che di per sé non costituisce certo un errore, ma dopo aver finalmente delineato uno scenario funzionale per la nostra fattoria, si sente la mancanza di qualcosa che ci faccia condividere momenti di gioco o i risultati con qualcun altro.

Sarebbe stato molto interessante per esempio poter avviare una partita in una zona con fattorie di altri giocatori o controllate dall’IA, con cui poter scambiare beni o servizi, in un stile che potrebbe rifarsi ad un Sim City.

Parlando invece dei mezzi e dei veicoli che il gioco ci mette a disposizione, pur non esponendo marchi famosi come John Deere, Pure Farming 18 vanta una discreta gamma di veicoli, in cui ciascun elemento è stato ricreato piuttosto fedelmente rispetto alla sua controparte reale.


Ho un chicco di grano nell’occhio…

Tecnicamente la versione provata, su una Playstation 4 di prima generazione, non appare al passo con i titoli contemporanei e presenta non pochi problemi dal punto di vista dell’interfaccia (caratterizzata da indicazioni a schermo molto piccole e quindi poco leggibili), della gestione della visuale, del frame rate e delle texture (i tralicci dell’alta tensione appaiono come linee tratteggiate in lontananza, per dirne una).

I cavi in lontananza appaiono come un tratteggio indefinito, ma la splendida camicia a fiorellini mette a tacere ogni possibile critica.

Muoversi con un veicolo non sarà difficoltoso, ma scendere e proseguire a piedi potrebbe causarvi un vero e proprio malessere dovuto a degli inspiegabili cali di frame rate e ad una visuale a dir poco ballerina. Un vero peccato perché questo problema non si palesa alla guida dei mezzi che mette a disposizione il gioco, che invece rispondono in maniera discreta ai comandi e risultano abbastanza semplici da utilizzare attraverso il controller.

Una nota di merito ci sentiamo di assegnarla per i comandi: titoli come questo nascono per pc, ottimizzarli in maniera pratica sul pad di una console non è affatto semplice ma, seppur non in maniera eccelsa, gli sviluppatori sono riusciti a trovare delle soluzioni accettabili che consentano ai giocatori di impratichirsi senza troppi sforzi.

Insomma, Techland e Ice Flames hanno deciso che il raccolto era maturo e si sono buttati a capofitto nella mischia a bordo di una mietitrebbia rosso fuoco, cercando di farsi largo e conquistare una fetta del mercato egemonizzato da Farming Simulator. Nonostante il risultato non sia eccelso, gli sviluppatori hanno dimostrato comunque di poter realizzare un prodotto accettabile e dalle interessanti potenzialità, che potrebbero esplodere nei prossimi mesi con l’arrivo dei dlc gratuiti promessi o con le future patch correttive.

Pure Farming 18 non è un titolo per tutti, ma merita comunque una chance per il coraggio e la dedizione dimostrata dagli sviluppatori nel realizzarlo, non ci resta quindi che attendere la stagione migliore, e verificare di nuovo di persona se ciò che verrà seminato nei prossimi mesi produrrà un raccolto.

PRO CONTRO
  •      Comandi ben studiati
  •    Mancanza totale di multiplayer
  •       Modelli dei mezzi ben realizzati e semplici da guidare
  •    Graficamente scadente
  •      Buona varietà di colture, allevamenti e strutture da realizzare.
  •    Gestione della visuale disorientante
Non il simulatore definitivo, graficamente scarno e privo di una componente multiplayer, Pure Farming 2018 punta su location e colture di varia natura e promette nuovo contenuti tramite dlc gratuiti, e pur non lasciando il segno dimostra che con più impegno il mercato dei simulatori potrebbe uscire dal regime di monopolio imposto fino ad ora.

6,5

Giudizio: