Lone WolfAi nostri lettori più giovani, probabilmente, il termine librogame non susciterà nostalgiche sensazioni ma per tutti quelli che furono adolescenti negli anni ottanta e novanta, questo termine non può che portare alla mente un infinità di ricordi. Si trattava infatti di libri interattivi, con tematiche che spaziavano dal genere fantasy allo sci-fi, che si potrebbero tranquillamente definire come un primitivo mix fra GdR e le avventure grafiche prodotte da TellTale negli ultimi anni. I lettori dell’epoca erano chiamati, armati solo di una semplice matita, a creare la propria, personalissima, storia partendo dalla definizione del proprio personaggio fino a districarsi fra i numerosi bivi narrativi, e le svariate scelte da fare, fino a giungere alla fine dell’avventura… e ricominciare da capo per vedere come cambiavano le sorti del protagonista rispettivamente al compimento di scelte differenti. Nel marasma generato dal successo dei librogame, Lone Wolf (Lupo Solitario per noi Italiani), personaggio creato negli anni 70 da Joe Dever, fu quello maggiormente famoso e rimasto, ancora oggi, un icona dell’immaginario fantasy di quegli anni.

Una Storia Infinita

Non fu una sorpresa che quando gli italianissimi Forge Reply annunciarono Joe Dever’s Lone Wolf nel 2013, moltissimi fan gridarono al miracolo. Un tie-in dedicato al celebre Lupo Solitario, ultimo sopravvissuto dell’antico ordine dei cavalieri Kai (ribattezzati “Ramas” nel Bel Paese), capace di mescolare elementi GdR a una vera e propria virtualizzazione dei vecchi Librogame sembrava un sogno divenuto realtà, anche se l’idea di una release originariamente pensata solo per sistemi mobile non mancò di destare non pochi timori e perplessità. Ogni dubbio, però, fu completamente dissipato al momento della sua uscita sul mercato in quanto, Lone Wolf, si dimostrò essere un prodotto ben realizzato, innovativo pur rimanendo fedele alla sua natura da Librogame. Dotato di un gameplay che si sposava perfettamente con l’ambiente touch delle piattaforme di rilascio, il gioco offriva una sapiente miscela di lettura, quick time event, combattimenti a turni e ovviamente un ventaglio di scelte pressoché infinite che permettevano all’utente finale di scrivere e riscrivere la storia di Lupo Solitario scoprendo, ad ogni partita, elementi sempre nuovi e differenti.
Dopo aver deciso se il nostro personaggio fosse un abile stratega o un temerario combattente, quale arma prediligesse e quali abilità mistiche conoscesse, la storia di Lone Wolf cominciava a scivolare via sulle pagine virtuali di un libro antico che avremmo dovuto scrivere noi durante il corso dei quattro atti in cui era suddiviso il gioco. Talvolta ci veniva chiesto se agire in maniera cauta o se lanciarci a testa bassa in uno scontro, in altre occasioni il quesito era incentrato sulla prossima meta da raggiungere, permettendo altresì di non perseguire sempre linearmente il corso degli eventi. A corollario di queste decisioni costanti si trovava un sistema di combattimento a turni, di stampo tradizionale, arricchito da quick time event per aumentarne l’interattività.
Pur con la sua struttura apparentemente semplice, e orentata quasi totalmente alla narrativa, Lone Wolf fu un titolo davvero riuscito. La sua enorme longevità, la sfida che sapeva proporre in determinati frangenti e la sua struttura ruolistica profonda rendevano ogni storyline, che normalmente si poteva terminare nell’arco di tre, quattro ore, un’esperienza sempre diversa e appagante. Il successo del titolo fu tale da spingere Forge Reply a convertire il titolo su un numero sempre maggiore di piattaforme, dalla versione PC, uscita qualche mese più tardi rispetto a quella mobile, alla versione del 2016 per Playstation 4 e Xbox One, fino a giungere alla conversione per Nintendo Switch uscita il 16 Febbraio scorso. Sarà riuscito Lupo Solitario a superare la sfida del tempo e a convincere ora, come allora, anche sull’ammiraglia ibrida di Nintendo?

Lone Wolf

Il Libro Digitale e La Console Ibrida

I quasi cinque anni passati dalla release ufficiale di Joe Dever’s Lone Wolf non gli fanno perdere minimamente il fascino che suscitò originariamente. Grazie alla natura portatile di Nintendo Switch, il titolo di Forge Reply riesce a convincere pienamente ancora oggi. Il merito non è però solo da imputare alla nuova console di Nintendo ma anche da una serie di accorgimenti tecnici messi in atto dal team di sviluppo che ne permette una godibilità maggiore. Le tre dimensioni disponibili per i testi ne permettono una fruibilità ottimale sia in modalità portatile che “docked”, alcuni snellimenti dell’interfaccia di gioco rendono le schermate più godibili e pulite e l’ottimo design dei nemici e delle ambientazioni risulta tutt’ora splendido, anche se alcuni asset grafici iniziano ad accusare l’inesorabile scorrere del tempo specialmente quando Switch viene collegata al televisore. Forge Reply ha optato per mantenere i controlli completamente analogici, proseguendo la scelta, necessaria, effettuata per la precedente conversione su PC e console domestiche. Non vi neghiamo che, inizialmente, speravamo di avere a disposizione un’opzione che permettesse la fruibilità dell’intero titolo attraverso il solo touch screen o eventualmente una soluzione ibrida che unisse l’utilizzo dei Joy-Con ad alcune interazioni tattili (poter sfogliare le pagine analogamente a come si fa con un eBook sarebbe stato un valore aggiunto notevole). Sarebbe stata un’alternativa che ne avrebbe valorizzato ulteriormente la portabilità e ne avrebbe conservato i tratti originari con cui fu concepita la prima versione ma comprendiamo altresì la scelta degli sviluppatori di dare priorità ad un sistema di controllo maggiormente immediato e reattivo con cui districarsi agilmente durante le fasi di combattimento a turni. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel notare alcune limature nelle sezioni, simili a mini-game, dedicate allo scassinare le serrature, ora maggiormente fruibili rispetto al passato mentre le procedure di crafting rimangono ancora parzialmente macchinose come nelle precedenti versioni, così come abbiamo apprezzato la scelta di proporre un cospicuo caricamento iniziale atto a non interrompere in seguito il progredire dell’avventura.
Sostanzialmente tutto funziona perfettamente come in un motore dagli ingranaggi ben oliati e rimane sorprendente come Lone Wolf rimanga tutt’ora un prodotto compatto e ben realizzato, capace di offrire parecchie ore di intrattenimento, un comparto narrativo qualitativamente eccelso, una colonna sonora (a opera di 93 Steps) evocativa e capace di rimanere impressa nelle orecchie degli utenti e un esperienza diversa dalla canonicità del mercato che, sicuramente, risulterà inedita per molti giocatori di nuova generazione.

Lone Wolf

PRO CONTRO
  • Un’esperienza diversa dal solito, coinvolgente e affascinante.
  • Comparto narrativo di qualità immensa.
  • Longevità elevatissima.
  • Livello di sfida appagante e ben bilanciato.
  • Le migliorie effettuate, unite alla portabilità di Switch, la rendono la miglior versione del titolo ad oggi rilasciata.
  • La mancanza di controlli totalmente touch fa perdere parte dell’esperienza originale.
  • Alcuni asset grafici iniziano ad accusare lo scorrere del tempo.
Conclusione
Voto
8
Articolo precedenteDisponibile The Resistance, il primo DLC pack di Call of Duty WWII
Prossimo articoloFinal Fantasy XV – In arrivo altri 4 DLC
Come dice spesso ai suoi colleghi, nella sua famiglia è entrato prima un Atari 2700 di lui. Cresciuto sulle ginocchia di una madre innamorata di Pitfall, i videogiochi sono sempre stati una costante nella sua vita. Amante della cultura Pop degli anni 80 e 90 se dovesse auto-descriversi, probabilmente citerebbe un'amica definendosi: "nerd before it was cool".