Monster Hunter WorldEra chiaro fin dalla sua presentazione che, Monster Hunter World, fosse un progetto complesso e ambizioso per Capcom. Non solo perché sancisce il ritorno su piattaforme più casalinghe e performanti, rispetto agli handheld che hanno ospitato la maggior parte dei precedenti capitoli, ma anche perché si pone l’arduo obbiettivo di proporsi ad un bacino di giocatori più vasto e occidentale rispetto al passato senza, però, snaturare le sue origini tanto apprezzate dalla sua, oramai vastissima, fanbase. Non siamo di fronte, quindi, a un reboot (come il titolo poteva inizialmente far credere) ma ad un titolo che cerca di unire vecchio e nuovo, provando a rinnovarsi e a trasformarsi in un titolo meno settoriale. Scopriamo assieme se Capcom è riuscita nell’intento e se, Monster Hunter World, ha tutte le caratteristiche per non scontentare i vecchi cacciatori e convincere tutti quei giocatori, affamati di titoli cooperativi online, ad avventurarsi nel suo vastissimo universo.

Benvenuti nel Nuovo Mondo!

Dopo che vi sarete persi nella moltitudine di opzioni dell’ottimo editor, dedicato alla creazione del vostro cacciatore e del suo fidato Feline, potrete finalmente approdare nel Nuovo Mondo che farà da sfondo alle avventure di Monster Hunter World.
L’incipit narrativo è, come da tradizione della serie, molto semplicistico e basilare: la migrazione dei Draghi Antichi è un avvenimento insolito e colmo di mistero che farà giungere il vostro protagonista sulle spiagge di questa nuova terra alla ricerca di risposte. Ovviamente questo è solo il punto di partenza di un’avventura molto più vasta che lascerà completamente nelle mani del giocatore la scelta di come proseguire la propria personalissima storia. L’arco narrativo si snocciola in un numero di missioni predefinite che, come da tradizione, sono solamente la superficie di un end-game molto più stratificato e complesso, in grado di offrire nuove sorprese e meccaniche di gioco inedite anche dopo le, circa, 190 ore di gioco spese per realizzare questa recensione. Rispetto alle precedenti iterazioni del brand abbiamo apprezzato il tentativo, da parte di Capcom, di caratterizzare maggiormente i personaggi utilizzando delle Cutscene ottimamente realizzate ma che, purtroppo, non riescono ad inspessire maggiormente un comparto narrativo fin troppo basilare. Nel caso specifico di Monster Hunter World, però, non si tratta di un difetto, ma di una parte integrante del suo DNA. La serie, infatti, ha sempre voluto mettere in primo piano la crescita delle abilità del giocatore ed il suo coinvolgimento diretto nell’universo di gioco con i suoi habitat differenti e le più disparate specie animali e vegetali da scoprire e cacciare.
Se siete, quindi, alla vostra prima esperienza con la celebre serie di Capcom, non aspettatevi un titolo con una forte componente narrativa. In Moster Hunter World, sostanzialmente, vi troverete ad ammazzare mostri enormi, raccogliere le loro parti per fabbricare armi e armature più performanti con le quali andare a cacciare mostri giganteschi, il tutto all’interno di un contorno composto da esplorazioni di lande incontaminate e incarichi secondari condito da un gameplay stratificato e ricco di meccaniche analoghe a quelle dei giochi di ruolo.

Monster Hunter World
Nulla è più rilassante dell’andare a pescare la Domenica mattina.

Cappa e Spada

Il gameplay di Monster Hunter World si presenta come un’unione di elementi vecchi e nuovi, atti a non scontentare nessuno. I moveset dedicati ad ogni arma, perfettamente caratterizzata e diversificata dalle altre, che imbraccerete è forse il punto con maggiori analogie rispetto al passato della serie. Ogni strumento di morte andrà scelto attentamente in base al mostro che deciderete di affrontare, poiché valori come il danno, l’affilatura, l’elemento associato e la tipologia di colpo e di parata disponibile, saranno basilari per permettervi di portare a casa la vittoria. Il sistema di cooldown, e le tempistiche variabili di esecuzione degli attacchi, applicato alle numerose azioni effettuabili garantisce un elemento strategico complesso e raffinato. A patto di non essere perfettamente equipaggiati ogni creatura presente nel titolo può eliminarvi con un paio di colpi ben assestati, uno studio attento delle tempistiche, quindi, sarà l’unico sistema per poter sopravvivere agli scontri più lunghi e complessi.
Molto interessante, e apprezzabile, il nuovo sistema di selezione rapida degli oggetti che va a eliminare uno degli elementi più macchinosi dei precedenti capitoli, permettendovi, dopo poche ore di gioco, a combinare svariati elementi con estrema facilità e rapidità.

Monster Hunter World

Il combat-system di Monster Hunter World, unito ad una progressione del personaggio costante, appagante e fra le migliori presenti nel panorama videoludico, rappresenta il vero fiore all’occhiello della creatura di Capcom riuscendo a non mostrare il peso degli anni e ad ammaliare i giocatori, alla loro prima esperienza, che andranno oltre ad una fugace prima impressione apparentemente legnosa e macchinosa.

Parlando del gameplay che fa da contorno al combat-system di cui vi abbiamo appena parlato, ci troviamo di fronte ad un insieme di meccaniche vecchie e nuove e di precisi equilibri atti a valorizzare, ed approfondire, il canonico ciclo di caccia/raccolta/crafting che Monster Hunter World offre al giocatore. Ogni singola meccanica di gioco è proporzionale e propedeutica a qualcos’altro. Con il susseguirsi delle attività svolte si guadagnano punti ricerca, alchimia e valuta di gioco che verranno a loro volta spesi nella preparazione e costruzione di un equipaggiamento via via sempre più performante per poter affrontare missioni di caccia sempre più complesse che, una volta iniziato il vastissimo comparto end-game, si pareranno via via dinnanzi al giocatore riservando sorprese e aggiunte alle meccaniche di gioco anche dopo moltissime ore spese all’interno del vasto universo proposto da Capcom.
Le missioni, strutturate a loro volta in diversi incarichi dedicati alla trama principale, attività facoltative, taglie ed eventi a tempo, offrono una longevità davvero elevatissima, anche grazie alla possibilità di ripetere ogni attività un numero illimitato di volte garantendo una rigiocabilità pressoché infinita. Inoltre la possibilità di partire semplicemente all’avventura, senza limiti di tempo o vincoli di qualsivoglia sorta, garantisce al giocatore la possibilità di andare in cerca di materiali o di animali specifici in tutta tranquillità, rendendolo l’unico regista della propria avventura e del tempo che vuole dedicargli.  Ed è proprio partendo per una qualsiasi spedizione che si possono saggiare tutte le novità introdotte nel gameplay di Monster Hunter World, a partire dagli insetti guida che vi aiuteranno, durante le missioni, a trovare in primis le tracce nelle vicinanze e, in seguito, a indicarvi la via più celere per raggiungere il mostro che stiamo cercando. Un piccolo ammodernamento atto a semplificare la vita a quella fascia di utenza alle prime armi senza però danneggiare, minimamente, il comparto esplorativo del titolo. Proprio in merito al girovagare per gli ambienti del titolo è doveroso comunicare che finalmente la suddivisione in sezioni della mappa non è più marcata come in passato. Le varie aree sono state unificate lasciando ai loro nomi definiti l’unico scopo di aiutare ad orientarsi i neofiti, e far sentire a casa i veterani. Inoltre, nei molteplici accampamenti sparsi sulla mappa, sarà possibile intraprendere qualsiasi incarico alla stessa maniera nella quale lo si può fare dal proprio assistente all’interno della città. Questa ulteriore modifica all’impianto di gioco, permette di ridurre drasticamente ogni forma di caricamento confinandone la loro abbondanza solo nelle fasi preliminari della nostra avventura.
Una cosa che invece non ci ha convinto totalmente è l’interazione delle varie specie all’interno di Monster Hunter World. Tutte le creature convivono tra di loro e alcune specie entrano in competizione quando invadono le rispettive zone. L’effetto wow, le prime volte che questo accade, è indubbio ma la ripetitività e la meccanicità con cui questo evento si ripete costantemente, unito al fatto che non ha valenze strategiche realmente impattanti durante le cacce, tenderà ad annoiare in fretta specialmente i veterani della serie.

Monster Hunter World

Ritorno al Futuro

Ci sembrava doveroso dedicare un paragrafo della nostra analisi di Monster Hunter World ai veterani della serie. In cuore nostro siamo fermamente convinti che saranno loro la vera linfa vitale del gioco sul lungo periodo ed è proprio la loro reazione alle nuove meccaniche di gioco che, probabilmente, garantirà un roseo futuro alla nuova creazione di Capcom.
Innanzitutto dobbiamo confermare una delle maggiori paure degli utenti di vecchia data. Monster Hunter World è più facile dei suoi predecessori, almeno nelle prime 50/60 ore di gioco. Questo capo d’accusa non è da imputare, però, alle nuove meccaniche introdotte, ma totalmente ai mostri che incontrerete durante la vostra avventura. Il bestiario, vero punto focale dello storico brand di Capcom, pur essendo totalmente inedito nelle forme e nel nome, genererà un fortissimo effetto déjà-vu nei veterani della serie. Senza entrare nello specifico di ogni singola creatura, possiamo dirvi che i loro moveset, gli attacchi e i punti deboli sono presi di peso dai titoli precedenti. Sarà quindi questione di pochi minuti, per un giocatore veterano, comprendere quale archetipo di mostro ci si trova davanti e affrontarlo di conseguenza. Abbiamo, invece, apprezzato la scelta di inserire nel diario di viaggio tutte le informazioni su ogni mostro (compreso di punti di forza, debolezze e ricompense ottenibili dalla sua sconfitta) eliminando quindi ogni necessità di affidarsi alla celebre Wikia e permettendo di fruire di ogni informazione direttamente dal gioco stesso. Sicuramente la situazione in merito al bestiario cambierà con il supporto post lancio e i numerosi DLC (che ricordiamo saranno totalmente gratuiti) già anticipati da Capcom.
Discorso totalmente differente, invece, quello da fare in merito alle varie semplificazioni apportate agli ambienti di gioco. Dalle Vigorvespe, che se sfiorate vi cureranno istantaneamente, alle piante in grado di diffondere gas paralizzanti o soporiferi, ogni elemento atto ad aiutare il giocatore in determinate situazioni problematiche è totalmente opzionale e per nulla invasivo. Starà alla discrezione dell’utente finale optare per affrontare le creature in maniera tradizionale, affidandosi solo alle proprie forze, o utilizzare alcuni dei bonus forniti dall’interattività delle Mappe per semplificarsi la vita. Concludiamo questo paragrafo con un ultimo, seppur importante, punto: la possibilità di smontare le armi per recuperare i materiali impiegati a costruirle per fabbricarne altre. Questa soluzione, seppur inizialmente straniante, si è rivelata ben implementata e molto interessante. Poter utilizzare un numero predefinito di materiali per fare i più disparati esperimenti e testare soluzioni di gioco differenti, sicuramente assottiglia le ore di gioco totali (o per lo meno quelle dedicate al farming di materiali specifici), ma permette allo stesso tempo di affrontare Monster Hunter World in una maniera totalmente inedita rispetto al passato, cambiando costantemente armi, e conseguenti stili di combattimento, riducendo il tedio e incentivando la voglia di sperimentare.

Monster Hunter World

Sicuramente non è stato facile per Capcom trovare il giusto equilibrio fra tradizione e innovazione all’interno di Monster Hunter World ma il risultato finale è indubbiamente ottimo e in grado di garantire, anche ai fan di lunga data, una sfida duratura e appagante.

I tecnicismi di Monster Hunter World

In conclusione volevamo spendere due parole sul lato tecnico di Monster Hunter World. Partendo dal comparto online, e dal Netcode che lo accompagna, non abbiamo riscontrato nessun problema tecnico nella creazione di una Lobby per giocare con gli amici o nel accorrere in soccorso a qualche perfetto sconosciuto che richiedeva a gran voce assistenza nella sua caccia. Sicuramente la creazione della Lobby è figlia di una macchinosità squisitamente vecchia scuola e poteva tranquillamente essere anch’essa svecchiata come il resto delle leziosità del passato ma la sua legnosità quasi canonica non è frutto di alcun problema di Netcode. Passando al comparto grafico, invece, possiamo tranquillamente dire che l’MT Framework di Capcom ha permesso a Monster Hunter World di presentarsi con un colpo d’occhio tutt’altro che brutto. Moltissimi panorami saranno in grado di emozionarvi, grazie anche alla progressione oraria dinamica, così come gli ambienti di gioco risulteranno sempre ricchi di dettagli, vibranti e vivi. La loro distruttibilità, inoltre, seppur pesantemente scriptata si è dimostrata una novità sicuramente apprezzabile che si pone come ottimo punto d’inizio per i futuri titoli della serie. Quello che invece non ci ha convinto appieno è il pieno supporto a Xbox One X e Playstation 4 PRO attraverso tre diversi setting grafici disponibili (Risoluzione, Frame-Rate e Grafica) In tutte le casistiche l’obiettivo preposto viene raggiunto pienamente, ma risulta comunque fastidioso constatare cali di frame rate, evidenti nella prima e nell’ultima scelta, ogni qualvolta ci si trovi di fronte a momenti concitati o alla presenza di due mostri di grosse dimensioni. Specialmente considerando che, per la natura stessa del titolo, non si sta parlando di modelli poligonali iper-dettagliati.

Monster Hunter World

PRO CONTRO
  • Le tantissime novità introdotte riescono pienamente nell’intento di “svecchiare senza snaturare”.
  • Gli ambienti di gioco sono ben stratificati e pieni di cose da fare.
  • End-game mastodontico e ricco di sorprese anche dopo numerose ore di gioco.
  • Il re-skin dei mostri abbassa il livello di sfida nei giocatori veterani.
  • Qualche calo di frame rate troppo imponente.
  • Alcuni menù ancora troppo macchinosi e legati al passato.
Conclusione
Voto
9
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Come dice spesso ai suoi colleghi, nella sua famiglia è entrato prima un Atari 2700 di lui. Cresciuto sulle ginocchia di una madre innamorata di Pitfall, i videogiochi sono sempre stati una costante nella sua vita. Amante della cultura Pop degli anni 80 e 90 se dovesse auto-descriversi, probabilmente citerebbe un'amica definendosi: "nerd before it was cool".