Dragon Ball FighterZFin da quando Dragon Ball FighterZ fu presentato, l’undici Giugno scorso durante la conferenza di Microsoft all’E3, l’acclamazione di pubblico e critica risultò pressoché immediata, così come la forte attesa nel poter provare, quanto prima, con mano il titolo. Da troppo tempo mancava sul mercato un picchiaduro, degno di chiamarsi tale, ispirato all’universo creato da Akira Toriyama e il “bonus” aggiuntivo di essere sviluppato dai ragazzi di Arc System Works, che ricordiamo essere uno dei team maggiormente competenti in questo ambito, sicuramente non ha aiutato a sedare l’Hype dei fan di tutto il mondo, che ambivano al ritrovarsi di fronte un titolo in grado di rendere giustizia a un brand così tanto rinomato e in grado di far rinascere un genere, quello dei picchiaduro in due dimensioni, da troppo tempo confinato in una nicchia più “hardcore”. Finalmente, dopo numerosi provati, una Alpha e una Beta costellate di dubbi e certezze, siamo arrivati alla resa dei conti con il nuovo Tie-In dedicato a Dragon Ball che, vi anticipiamo senza problemi, si è dimostrato anche migliore di quello che ci aspettavamo.

Un atto d’amore!

Prima di iniziare questa lunga analisi, vogliamo chiarire subito un importante fattore: Dragon Ball FighterZ non è un gioco dedicato alla saga di Toriyama, altamente fedele alle vicende e contornato da combattimenti eclatanti e cinematografici ma è un picchiaduro in due dimensioni di stampo classico, fortemente ispirato alle avventure di Goku e compagni, con un’ attenzione al dettaglio e un amore verso il celebre Shonen che difficlmente potrete trovare anche in titoli più ambiziosi o pertinenti. Se siete in cerca, quindi, di trasformazioni in tempo reale durante i combattimenti, scontri costantemente in volo e incentrati su onde energetiche e spettacolarità e un roster numericamente immenso… Dragon Ball FighterZ potrebbe non venire incontro alle vostre aspettative.

Dragon Ball FighterZ

Le sue differenze rispetto agli Xenoverse, o ai più celebri Budokai, erano chiare fin dalla sua presentazione ma non per questo devono essere prese come un motivo di allontanamento dal titolo perché, a discapito di quello che si potrebbe intendere dai primi momenti di gioco, Dragon Ball FighterZ si è dimostrato uno dei più genuini gesti di amore verso l’opera di Akira Toriyama.

L’arrivo di una nuova minaccia!

Dragon Ball FighterZ offre davvero tante modalità di gioco, sia offline che online, raggiungibili comodamente da una sala d’attesa circolare, marchio di fabbrica dei ragazzi di Arc System Works, dal design pulito ed efficace. Parlando proprio delle diverse modalità offerte dal titolo ovviamente la Storia è quella su cui avevamo più curiosità in merito e che, al netto della sua semplicità generale e di una ovvia ripetitività nel suo progredire, si è rivelata ben articolata e piacevole da giocare. La decisione di non canonizzare Dragon Ball GT, presa dallo stesso Toriyama nel 2014, si ripercuote massicciamente negli intrecci narrativi di Dragon Ball FighterZ con un arco narrativo che si innesta in un imprecisato lasso di tempo all’interno dei 10 anni in cui si svolge l’attuale serie “Super”. Senza dilungarci troppo sulla trama, anche per evitare spiacevoli spoiler, possiamo dire che purtroppo non brilla particolarmente per originalità e che la caratterizzazione del nuovo antagonista, l’Androide N° 21 supervisionato direttamente da Akira Toriyama, non ha la serietà che alcuni fan storici del brand si aspetterebbero. L’intera narrazione pecca della superficialità tipica degli episodi “filler” e tende troppo all’ironia “ad ogni costo” risultando, più di una volta, troppo votata ad una comicità infantile e poco attinente ai personaggi presi in causa. Apprezzabile, d’altro canto, come le situazioni “non-sense” siano state ridotte e ammortizzate da alcune azzeccate scelte di sceneggiatura che riescono a rendere maggiormente credibili alcuni momenti che sarebbero risultati difficilmente digeribili. Al di fuori del comparto narrativo, però, la modalità Storia centra perfettamente il suo obbiettivo, accompagnando il giocatore passo a passo nelle meccaniche del gioco con un sistema che riesce a rivelarsi altamente malleabile e adatto a tutte le tipologie di giocatore.

Ogni capitolo della storia di Dragon Ball FighterZ è suddiviso in Mappe disseminate da un numero sempre maggiore di combattimenti, alcuni obbligatori e altri completamente opzionali, contro avversari di livello crescente. Le mappe vengono strutturate in maniera similare al tabellone di un gioco da tavolo, con un numero di spostamenti predefinito per poter terminare il capitolo in corso, lasciando al giocatore la totale libertà di scegliere se affrontare ogni singolo avversario, accumulando Zeni (la valuta di gioco) ed esperienza per salire di livello (con elementi simili a quelli visti nel M.O.M Mode di Guilty Gear), o se puntare direttamente al match conclusivo per progredire rapidamente nella storia. Questo sistema permette di adattare il livello di sfida in base alle abilità del giocatore garantendo, sia ai novizi che ai più abili, un esperienza bilanciata e mai eccessivamente tediosa. Inoltre, a completare il corposo pacchetto dedicato alla modalità Storia, troviamo tre archi narrativi separati che presentano la stessa trama ma vissuta da personaggi diversi e con differenti punti di vista. Per quanto longeva e ben articolata ci troviamo comunque di fronte ad una modalità indirizzata ai giocatori più casuali e meno “hardcore”, atta maggiormente a divertire rispetto al testare a fondo tutte le meccaniche del combat system di Dragon Ball FighterZ.

Dragon Ball FighterZ

Discorso differente, invece, per la modalità Arcade dove la sfida e l’intelligenza artificiale degli avversari si intensificano sin dalle prime battute di gioco. In sei percorsi (che prendono il nome da location note agli amanti di Dragon Ball) saremo chiamati ad affrontare un numero di avversari predefinito. In base al grado di valutazione che otterremo alla fine degli scontri il gioco decreterà quale sarà il nostro prossimo avversario rilasciandoci un voto complessivo (generato tramite la media di tutti quelli ottenuti durante il percorso) al termine del nostro viaggio. Ottenere un voto pari ad A o superiore, nei percorsi più difficili ci permetterà di sbloccare definitivamente le versioni Super Saiyan Blu di Goku e Vegeta garantendo un incentivo sensato per voler continuare a migliorarsi e ad allenarsi contro una CPU che, con un livello di sfida elevato, si rivelerà un avversario dannatamente ostico da domare adeguatamente.
A terminare il ricco comparto Single Player troviamo l’immancabile modalità Allenamento che, come da tradizione per i ragazzi di Arc System Works, si rivela completissima e ottimale per comprendere appieno la natura “Easy To Play, Hard To Master” del combat system di Dragon Ball FighterZ.

Dragon Ball FighterZ

Ci ha lasciato con l’amaro in bocca “l’autogol” effettuato da Bandai Namco con i famigerati Bonus Preorder. Se infatti avete preordinato Dragon Ball FighterZ otterrete, nella versione Day One del titolo, un codice per sbloccare immediatamente i due personaggi “ricompensa” della modalità arcade, riducendo irrimediabilmente l’interesse e il valore aggiunto dato dalla modalità Arcade. Il nostro consiglio è ovviamente quello di non riscattare il gioco onde evitare di rovinarvi irrimediabilmene parte di un’ esperienza godibilissima e atta ad aumentare sostanzialmente la longevità e il divertimento del titolo.

La pratica rende perfetti

Dragon Ball FighterZ apparentemente può sembrare uno dei titoli più accessibili dell’intera produzione di Arc System Works. Solo dopo una manciata di ore spese sul gioco si comprende appieno quanto sia solo una parvenza iniziale data da un gameplay stratificato in maniera certosina, in grado di premiare ed invogliare il giocatore a migliorarsi sempre di più per riuscire a inanellare combo complesse per dominare gli avversari. Il DNA originario del team di sviluppo è presente come non mai ed è stato saggiamente bilanciato per rendere il combat system accessibile a tutti i fan della saga di Akira Toriyama. Le combinazioni base sono semplicissime da eseguire e, apparantemente, ridotte ad una manciata di mosse disponibili per ogni personaggio. Chi ha un minimo di dimestichezza con il genere, però, si renderà subito conto di come gli ostacoli si faranno spaventosamente più ripidi quando si tenterà di eseguire combo complesse, con l’ausilio di rimbalzi a muro e attacchi assistiti, all’interno di finestre temporali di esecuzione strettissime e che necessiteranno riflessi acuti e un elevato tasso di concentrazione. Questo fattore renderà complicato per i neofiti affacciarsi nel panorama del “competitive online” (che prevediamo sarà florente soprattutto nei primi mesi dall’uscita del titolo) ma allo stesso tempo siamo sicuri che saprà regalare soddisfazioni immense a chi gli dedicherà le giuste attenzioni. Sarà necessario davvero parecchio tempo prima di riuscire a padroneggiare un team ben bilanciato e che garantisca un margine di azione nei contesti più disparati, così come impegnerà a fondo riuscire a comprendere pienamente le qualità di ogni personaggio presente in Dragon Ball FighterZ.

Questo è anche merito di un Roster ridotto numericamente rispetto ad altri titoli dedicati a Goku e compagni (un numero di personaggi al pari della serie Budokai sarebbe stato impossibile da realizzare senza evitare reskin e sbilanciamenti fra i lottatori) ma che riflette una cura del dettaglio immensa da parte dei ragazzi di Arc System Works. Ognuno dei 21 lottatori presenti (dei quali altri 8 si aggiungeranno in seguito) è caratterizzato magistralmente e dotato di un’ identità ben precisa in termini di combattimento. Anche le due varianti Super Saiyan Blu di Goku e Vegeta riescono a differenziarsi dalle loro controparti “bionde” per uno stile di combattimento più votato all’offensiva diretta rispetto ad un controllo del match a 360°. Le mosse iconiche di ogni personaggio presente sono riprodotte in maniera intelligente e con uno scopo ben preciso, trovare le combinazioni più efficaci e gli innesti maggiormente letali regalano soddisfazioni che difficilmente ritroverete in altri giochi della serie. Dai proiettili energetici, disseminati sul ring da Beerus, passando per le movenze rapide e ragionate di Hit, fino ad arrivare all’inaspettata velocità di Yamcha, ogni personaggio presente in Dragon Ball FighterZ risulta ottimamente bilanciato e mai privo di un cosiddetto “counter” che riesca a contrastarlo in quasi tutte le situazioni. Apprezzabile, inoltre, come l’assenza di una vera e propria meccanica di volo sia stata sopperita con un azione di gioco votata alla rapidità e alla costanza di scambi fra i giocatori. Le mosse in “salto” sono aperte a lunghe e complesse combo aeree pregne di un alto tasso di spettacolarità che riusciranno ad appagare i fan piu “duri e puri” che negli scorsi mesi puntavano il dito verso questa mancanza. Interessante, seppur troppo votato al fan service, anche l’inserimento delle sfere del Drago che, dopo i primi dubbi dati dalla precedente Beta, si è rivelato un sistema in grado di ribaltare un match completamente anche se ad un costo abbastanza elevato in termini di compromessi per il giocatore. Evocare Shenron, per ottenere uno dei 4 bonus disponibili, si rivelerà più complesso di quello che poteva sembrare negli scorsi provati del titolo e richiederà al giocatore di attuare una strategia ben precisa che non sempre potrebbe rivelarsi vincente. Resta comunque da verificare l’effettiva utilità di tale aggiunta e quanto si rivelerà un vero e proprio game changer in ambito “competitive“.

Dragon Ball FighterZ
In tutto il Roster di Dragon Ball FighterZ, Hit è sicuramente il personaggio più sorprendente che abbiamo testato.

I tecnicismi di Dragon Ball FighterZ

Tecnicamente Dragon Ball FighterZ è davvero ineccepibile, non solo per l’esempio più spettacolare di Cel-Shading visto finora in un titolo dedicato ad un Manga, ma per una cura ai dettagli davvero minuziosa e al limite dell’atto d’amore verso l’opera di Akira Toriyama. Che il titolo sia stato realizzato da fan per i fan lo si può notare da tutta una serie di elementi che strapperanno un sorriso o un’ emozione a chi è cresciuto in compagnia delle avventure di Goku negli scorsi anni. Per citarvi qualche esempio possiamo dirvi che, per attenuare il fattore “assurdità” data dallo scegliere un team di tre personaggi completamente incompatibili tra di loro (ad esempio Yamcha, Beerus e Kid Bu), vengono utilizzate delle linee di dialogo specifiche, al termine del match, che rispecchiano l’incredulità degli stessi personaggi nel fare parte di una squadra assortita in maniera così surreale. Un altro esempio, molto più votato al fan service, lo si può trovare nelle “Conclusioni Drammatiche”, piccole cinematiche poste a fine match che riprendono dei momenti “chiave” della serie originale quando due avversari specifici si scontrano. Scoprirle tutte si rivelerà un vero e proprio piacere e, per quanto siano ovvie alcune combinazioni, preferiamo lasciarvi l’effetto sorpresa per quando incapperete in questi momenti davvero emozionali. Oltre a celebrazioni più evidenti come quelle appena citate, si può notare l’estrema attenzione al dettaglio anche in tutta una serie di piccoli elementi presenti durante i match come ad esempio quando, una volta cambiato corpo, Ginyu non potrà più usare la sua squadra (e quindi le sue mosse migliori) o quando Jiaozi non potrà più essere usato per bloccare l’avversario, se lo si fa esplodere con la super di terzo livello di Tenshinhan. Insomma nulla è lasciato mai al caso in Dragon Ball FighterZ e per quanto alcune situazioni presentate possano sembrare surreali, il team di sviluppo è riuscito a renderlo il titolo più credibile e celebrativo dell’ultima decade.

Dragon Ball FighterZ
Pioggia di Meme fra 3… 2… 1…

Tornando a parlare di meri tecnicismi, il Cel-Shading utilizzato per il gioco risulta uno dei migliori visti fin’ora, le animazioni dei personaggi e dei fondali delle arene sembrano impiantate direttamente da una puntata dell’anime restituendo una resa visiva sorprendentemente reale e fedele all’originale. Abbiamo riscontrato, invece, qualche piccola legnosità nelle animazioni, durante le cinematiche della modalità storia, e qualche evidente texture “grezza” in alcune ambientazioni in tre dimensioni che fanno da scenario ad alcuni filmati d’intermezzo. Al netto di queste due piccole sbavature il comparto grafico di Dragon Ball FighterZ non mostra mai il fianco, lasciandoci oltremodo sorpresi per la perfezione raggiunta dai ragazzi di Arc System Works nell’utilizzare la tecnica del Cel-Shading. In ambito di frame per secondo il gioco si muove, rocciosamente, a 60fps senza mai mostrare incertezze o tentennamenti e, unito ad un input-lag completamene impercettibile, garantisce un’ azione di gioco precisa, fluida e altamente reattiva. In termini di risoluzione il titolo si attesta sui 1080p su console standard e garantisce un pieno supporto a Xbox One X e Playstation 4 PRO. Dragon Ball FighterZ, inoltre, è completamente localizzato in Italiano e offre la possibilità di scegliere fra le voci storiche Giapponesi o il doppiaggio originale Inglese e, nel caso delle prime, si è rivelata una piacevole sorpresa notare come sia stata riposta una notevole attenzione alla sincronizzazione con il labiale dei personaggi durante i filmati d’intermezzo. Un’altra dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto dai ragazzi di Arc System Works.

Dragon Ball FighterZ
Bye Bye Dragon World!
PRO CONTRO
  • Un atto d’amore verso la saga di Dragon Ball.
  • Gameplay immediato ma altamente stratificato.
  • Framerate solido.
  • Ricco di modalità diverse e articolate.
  • Tecnicamente superlativo.
  • Roster bilanciato e ben diversificato.
  • Qualche sbavatura tecnica nelle cinematiche.
  • Online da testare quando i server saranno sotto pressione.
  • Bonus Preorder che riducono inspiegabilmente la longevità del titolo.
Conclusione
Voto
9
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Come dice spesso ai suoi colleghi, nella sua famiglia è entrato prima un Atari 2700 di lui. Cresciuto sulle ginocchia di una madre innamorata di Pitfall, i videogiochi sono sempre stati una costante nella sua vita. Amante della cultura Pop degli anni 80 e 90 se dovesse auto-descriversi, probabilmente citerebbe un'amica definendosi: "nerd before it was cool".