The Vanishing of Ethan CarterProcedendo lungo un tunnel, lì dove la nebbia comincia a diradarsi, si scorgono le fronde degli alberi secolari, mossi dal vento e causando un lieve riverbero. Ascoltando il flebile fruscio delle foglie secche, trasportate via dal vento, ci si rende conto che dopo più di tre anni, Red Creek Valley è ancora immutata, persa nel tempo e nello spazio. La sensazione di tranquillità viene presto soppiantata dalla solitudine, dove osservare il cielo terso fa rimembrare le vicende accadute tempo addietro.
I ragazzi di The Astronauts hanno voluto così premiare i possessori di Xbox One, rendendo possibile la piena compatibilità con la console Microsoft di The Vanishing of Ethan Carter, primo titolo di punta della casa di sviluppo indipendente.

The Vanishing of Ethan Carter
Pronti a tornare a Red Creek Valley?

Lì dove tutto è iniziato

Il team polacco The Astronauts, che ricordiamo è nato da un distaccamento dell’allora People Can Fly (coinvolti in Gears of War: Judgment), nacque nel 2012, mettendo in cantiere il loro primo lavoro videoludico. Due anni più tardi vi fu l’annuncio della pubblicazione di The Vanishing of Ethan Carter. Inizialmente il titolo era stato sviluppato solo per piattaforma PC, del quale avevamo avuto modo di recensirlo qualche mese più tardi. Un anno dopo è approdato anche su PlayStation 4 e solo da gennaio 2018 su Xbox One. Bisogna precisare che la prima release del gioco utilizzava il motore Unreal Engine 3, ma gli sviluppatori nel corso del tempo hanno potuto riadattare tutto migrando sul nuovo Unreal Engine 4, ribattezzata Redux, con conseguente cambio di illuminazione, resa visiva e migliorie tecniche. Potremo altresì valutare le differenze tra le due piattaforme, ragion per cui questa non sarà una vera e propria recensione (in senso stretto, visto che l’abbiamo già fatta), ma tratterà le caratteristiche principali del titolo, anche per capire cosa è cambiato col passare del tempo.

The Vanishing of Ethan Carter
Quella luce in fondo al tunnel…

The Vanishing of Ethan Carter si configura come un’avventura in prima persona, dove l’esplorazione, l’indagine ed il comparto narrativo sono i tre elementi cardine di tutta l’esperienza. La primissima frase di avvio, tende a sottolineare che “non ci conduce per mano“, quindi varcata la soglia di un tunnel sarà impossibile tornare indietro e sarà altrettanto difficoltoso capire cosa fare. Il nostro alter ego, Paul Prospero, è un investigatore privato, giunto a Red Creek Valley su richiesta di un ragazzino, il quale gli ha spedito un’enigmatica lettera nella quale chiedeva il suo aiuto. Una volta giunti sul posto, ci si rende conto che la magnificenza del luogo, circondato da aree boschive e rive che trasudano tranquillità, ben presto assume caratteri più cupi, lasciandosi pervadere dalla malinconia. Sono successe troppe cose a Red Creek Valley e Paul Prospero dovrà utilizzare le sue particolari doti per risolvere l’enigma che si cela dietro la lettera di Ethan Carter.

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Inutile attendere… La stazione è ormai chiusa da tempo. Però le panchine sono comode per vedere il panorama.

Nulla è più inebriante di un contatto intimo con la natura

Rendendo fede alla versione Redux, questa versione per Xbox One non si discosta molto da quella per PC, tranne che in alcuni frangenti. Il gameplay essenzialmente è rimasto immutato, proseguendo il filone dei cosiddetti “walking simulator“. Concettualmente si avvicina alla filosofia intravista in Firewatch, Layers of Fear o addirittura per alcune meccaniche si accosta a Murdered: Soul Suspect. In questa categoria videoludica particolare, ci troviamo ad investigare su tanti pezzi di un puzzle che ricompongono il mistero principale, ma senza un apparente ordine logico o cronologico. Proprio per questo motivo non si può parlare di un clone di Sherlock Holmes, dove i vari capitoli scandiscono la conclusione di un caso. The Vanishing of Ethan Carter punta tutto sull’open world e sulla curiosità del giocatore nell’esplorare le diverse aree in modo che possa raccogliere le idee.

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Una ridente cittadina dove trascorrere le vacanze…

Red Creek Valley è una località montana, alternando foreste, interni di abitazioni, laghi e luoghi più pericolosi, amalgamando tutto in maniera sapiente e mai monotona. Non avendo altre località disponibili, la mappa non è grandissima, ma percorsa a piedi ci farà soffermare sui tanti dettagli a disposizione, sia per quanto riguarda lo sviluppo della trama, sia per scattare qualche screenshot per immortalare il panorama mozzafiato. Esatto, attraverso la fotogrammetria, il paesaggio risulta più realistico rispetto alla classica modellazione poligonale effettuata con software professionali. I luoghi che visiteremo sembrano così reali da farlo sembrare quasi un ricordo o assistere ad un film con attori in carne ed ossa. Quasi non si riesce a credere che sia stato sviluppato da un team indipendente, dagli esigui mezzi finanziari.

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Vien sicuramente voglia di restarci anche in inverno…

Superato questo aspetto di sbigottimento, la restante parte del gameplay è semplice e non contiene elementi complessi. Non vi è un’interfaccia per l’inventario, per la salute o bivi caratterizzati dall’interazione con personaggi secondari. Resteremo noi, il luogo che ci circonda e gli enigmi da risolvere. Ad onor del vero, questi ultimi non sono frustranti e noiosi, ma si incastrano bene con tutto il resto, in aggiunta ad alcune trovate particolari. Strizzando l’occhio ai Miti e Antichi di Lovecraft o ai segreti che si annidano a Twin Peaks, comprese le abilità dell’agente Cooper, il comparto narrativo di The Vanishing of Ethan Carter saprà ricompensare il giocatore, capace di tenerlo incollato per cinque ore e donandogli quel senso di soddisfazione anche dopo lo scorrere dei titoli di coda. Per i più appassionati vi sarà una modalità libera per soffermarsi ore ed ore ad ammirare i panorami di Red Creek Valley.

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Occhio a non tralasciare anche il più piccolo indizio.

C’è sempre il trucco

Abbiamo avuto modo di ritornare a Red Creek Valley utilizzando una Xbox One S ed una Xbox One X, in modo da carpire tutti i segreti ed osservare le migliorie. Innanzitutto, il menù delle impostazioni ci offrirà la possibilità di decidere la qualità grafica su 1080p (fissi su Xbox One S), 1440p o 2160p (4K, su Xbox One X). Inoltre sarà opzionale la scelta di un frame rate illimitato o fisso a 30 fotogrammi per secondo.
Sulla console liscia il risultato è garantito, seppur qualitativamente inferiore alla versione PC, ma su Xbox One X la resa visiva è fantastica, anche se con frame rate illimitato ci son stati dei cali sotto i 60, segno di un’ottimizzazione ancora da limare. Anche alcune texture su Xbox One S risultano meno definite rispetto alla console più grande, così come il filtro anti-alias è abbastanza limitato; su Xbox One X le forme sono più morbide, analogamente con la gestione delle ombre e l’occlusione ambientale.

The Vanishing of Ethan Carter
Un po’ di differenze tra “console”.

I modelli poligonali dei personaggi rappresentano ancora una volta la nota stonata del titolo, mostrando la magnificenza della scenografia, con fondali da cartolina (o cantine da brividi), abbinati al rendering di bassa qualità dei protagonisti. Tuttavia il comparto sonoro risulta davvero di buon livello, così come il doppiaggio. Non è presente una localizzazione italiana, ma nella nostra lingua saranno disponibili solo i sottotitoli. Nonostante il titolo porti sulle spalle il peso degli anni, i segni dell’invecchiamento non si vedono, anzi, per gli appassionati del mistero e amanti di luoghi sperduti ed affascinanti, The Vanishing of Ethan Carter rappresenta una valida alternativa ai vari titoli già citati in precedenza, anche in virtù di un prezzo decisamente conveniente.

The Vanishing of Ethan Carter
Un po’ di differenze tra “console”.

 

PRO CONTRO
  • Un grande ritorno a Red Creek Valley su Xbox One
  • Visivamente ancora spetacolare
  • Comparto narrativo degno di nota
  • Atmosfera sublime
  • Modelli dei personaggi migliorabili
  • Breve longevità
  • Rigiocabilità limitata
Conclusione
The Vanishing of Ethan Carter
8.2
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.