LocoRocoIn un periodo in cui le esclusive decretano le sorti del mercato videoludico, determinando la scelta di moltissimi videogiocatori in merito a quale piattaforma scegliere come compagnia di giochi, Sony continua a seguire il suo progetto di riscoperta delle mascotte del passato e di alcune IP esclusive che in molti si sono persi a causa di piattaforme meno diffuse. I LocoRoco, nati sulla PSP nel lontano 2006, fanno parte di quella serie di esclusive targate Japan Studios che andavano salvate e riproposte ad un pubblico più ampio e, proprio per questo motivo, Sony decise di riproporre il primo storico capitolo della serie, in versione remastered, pochi mesi fa e, a fronte delle ottima accoglienza da parte del pubblico e della critica di settore, ha deciso di chiudere il cerchio riproponendo, lo scorso 8 dicembre, anche il secondo capitolo. Scopriamo assieme, in questa breve analisi, come mai LocoRoco 2 Remastered sia un acquisto quasi obbligato per tutti i possessori di una Playstation 4 e come, la piccola creatura tascabile di Japan Studios, sia ancora oggi una produzione fresca, divertente e in grado di regalare ore di sano divertimento videoludico.

Una guerra a colpi di… LocoRoco!

Prima di addentrarci nell’analisi di questa remastered, facciamo un passo indietro per chi non avesse mai sentito parlare delle tenere creaturine in questione. I LocoRoco sono degli esserini sferoidali che possono saltare, cantare, rotolare e… rimodellarsi in base all’ambiente di gioco. Con un gameplay semplice, ma dannatamente divertente e immediato, dovremmo occuparci di inclinare le varie ambientazioni per permettere ai piccoli LocoRoco di passare in pertugi strettissimi o di saltare oltre precipizi parecchio vasti. Con l’aiuto dei MuiMui, delle creature antropomorfe dall’attitudine calma e rilassata, e la capacità delle nostre tenere creaturine di fondersi, moltiplicarsi e ridividersi in un piccolo esercito, dovremmo superare svariati livelli di gioco a metà fra il puzzle game e il platform, cercando di porre fine alla guerra contro i Moja Moja, i temibili antagonisti della serie, e provando a non lasciare indietro nessun LocoRoco, evitandogli così di diventare la cena di uno dei nostri avversari.
Se tutto questo vi sembra troppo semplicistico, a tratti infantile e poco attraente vi possiamo tranquillamente dire che LocoRoco rappresenta ancora oggi uno dei platform game meglio riusciti della scorsa generazione, in grado di garantire sei ore di divertimento, snocciolate nei 26 livelli di cui è composto, e una sfida parecchio impegnativa per i giocatori più hardcore. Il tutto condito da uno stile accattivante, dei comandi reattivi e una colonna sonora che farete fatica a togliervi dalla testa.
Per i completisti, che ambiranno a guadagnare il Trofeo di Platino, possiamo già dirvi che il raggiungimento del 100% di completamento di ogni singolo livello, comincerà a darvi filo da torcere già dal terzo scenario, inoltre rintracciare tutti i collezionabili sparsi all’interno del mondo di gioco sarà davvero arduo, così come sbloccare alcune aree nascoste richiederanno un livello di ingegno, utilizzo della fisica e studio dell’ambiente che vi faranno tornare l’amore, o l’odio profondo, verso la difficoltà dei titoli di qualche generazione precedente. A completare il pacchetto troviamo anche una serie di minigiochi che, a discapito dei contenuti meno interessanti rispetto all’avventura principale, riescono comunque a divertire per brevi sessioni e a rendere ancora più ricca questa remastered.

LocoRoco
La musica è uno dei punti cardine delle avventure dei piccoli LocoRoco.

Tenerezza in 4K

Così come fu per il predecessore, anche LocoRoco 2 Remastered garantisce una risoluzione di 1080p nativi su Playstation 4 Standard e il raggiungimento dei 4K nativi su Playstation 4 Pro. Complice lo stile grafico molto semplice e stilizzato, il restyling delle texture del gioco è a dir poco strabiliante e in grado di rendere il piccolo regno dei LocoRoco ancora più vivo e vibrante, tributando giustizia a un titolo che meritava sicuramente una seconda giovinezza e un pubblico più vasto per poter essere apprezzato.
Il passaggio dei controlli, da PSP a Playstation 4, risulta perfetto mantenendo i controlli di gioco intuitivi e mai macchinosi. La colonna sonora, completamente rimasterizzata, si rivela nuovamente una delle carte vincenti del titolo dei Japan Studios, offrendo motivetti orecchiabili e che solo in poche, rare, situazioni, in cui probabilmente ripeterete più volte lo stesso livello alla ricerca di qualche collezionabile ben nascosto, vi verranno a noia. Purtroppo, come per la remastered del precedente capitolo, ci troviamo di nuovo di fronte ad un lavoro incompiuto in quanto tutte le cutscene presenti nel gioco non hanno ricevuto alcun trattamento di restauro riproponendosi, quindi, nella loro bassissima risoluzione originale.
Davvero una scelta poco comprensibile e che, purtroppo, va a inficiare il giudizio complessivo di questa ottima remastered. Abbiamo invece apprezzato la scelta di Sony di non vendere i due giochi in bundle, ma di proporli entrambi in versione stand-alone e ad un prezzo davvero basso. LocoRoco 2, infatti, anche se dotato di un level design migliore e più articolato del predecessore, fu oggettivamente un evidente caso di “More of The Same” che non toglieva, né aggiungeva, nulla rispetto al primo capitolo. La possibilità quindi di permettere ai fan della serie di riacquistare i due titoli separatamente, o di proporre a chi non conoscesse i LocoRoco di addentrarsi nel loro mondo con un biglietto d’ingresso dal prezzo davvero competitivo, risulta più che azzeccata per questa serie di titoli.

LocoRoco
Non fatevi ingannare dallo stile minimale di LocoRoco 2. Questo gioco crea dipendenza.
PRO CONTRO
  • Level design riuscitissimo.
  • Gameplay semplice e divertente
  • Ottimo rapport qualità/prezzo
  • Risoluzione delle Cutscenes non idonea agli standard attuali.
Conclusione
Voto
8.5
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Come dice spesso ai suoi colleghi, nella sua famiglia è entrato prima un Atari 2700 di lui. Cresciuto sulle ginocchia di una madre innamorata di Pitfall, i videogiochi sono sempre stati una costante nella sua vita. Amante della cultura Pop degli anni 80 e 90 se dovesse auto-descriversi, probabilmente citerebbe un’amica definendosi: “nerd before it was cool”.