Da non confondere assolutamente con l’omonima serie targata Netflix, Black Mirror è una creazione della KING Art Games prodotta da THQ Nordic con l’ambizioso obbiettivo di avere successo nel genere delle avventure grafiche, ma sfortunatamente ad oggi è molto difficile imporsi in questo settore specifico.
Dall’annuncio di agosto abbiamo avuto una buona impressione e le aspettative erano piuttosto alte, ma sfortunatamente non ha rispettato appieno le nostre prime impressioni sia da videogiocatori e sia da amanti delle avventure grafiche. Il perché scopritelo assieme a noi!

Le forze oscure aleggiano sui Gordon…

Anni 20, dopo aver saputo la morte di suo padre, David Gordon si reca in Scozia nel vecchio castello di famiglia a reclamare l’eredità, ma verrà a conoscenza che la dinastia dei Gordon è afflitta da una maledizione sin dai tempi degli antichi romani. Toccherà a David capirne la causa e a trovare un rimedio prima che la pazzia prenda il sopravvento.

Questo è il concept principale del gioco e sin dall’inizio veniamo ammaliati dai piccoli, ma interessanti, dettagli che il gioco ci offre intorno alla storia del castello e sulle persone che ci abitano. Nelle prime ore di gioco il tutto ci viene spiegato lentamente e con costanza, trovando anche molti riferimenti ai grandi scrittori come E.A. Poe e H.P. Lovecraft, che sono anche i modelli di ispirazione per l’atmosfera di gioco, ma nonostante queste basi ben solide la trama inesorabilmente mostre le sue fragilità. Dopo la terza ora di gioco infatti accadranno avvenimenti molto confusionali e privi di senso che lasceranno dei buchi nella trama e anche un po’ di amaro in bocca. Riceveremo informazioni lasciate a metà e non sapremo mai completamente la storia dei residenti del castello, un fattore abbastanza importante perché tutti saranno collegati al filone principale della trama.
Si nota che all’inizio dello sviluppo la KING Art Games aveva dato il massimo sia sotto l’aspetto narrativo che tecnico, ma poi si avverte un vertiginoso calo di qualità, che ci porterà verso un finale che non lascia nulla se non la retorica domanda: “Ah…è finito così?”

…ma anche sullo sviluppo del gioco.

Di gameplay in un genere come questo non c’è molto da parlare, se non degli enigmi che dovrebbe offrire, ma che, purtroppo, non offre. Infatti quello che faremo per la maggior parte del gioco è girare per tutte le stanze del castello, manco fosse una caccia al tesoro, sperando di essere andati dalla parte giusta. La cosa potrebbe anche essere un minimo gradevole, se non fosse che il personaggio che si incastra in ogni angolo e gli improvvisi ed estenuanti caricamenti che ci accompagneranno a moltissime aperture di porte. Potrebbe sembrare una cosa da niente, ma per almeno una decina di minuti di gioco perderete un minuto in caricamento. Queste problematiche hanno reso il gioco in alcuni momenti veramente frustrante lasciandoci mollare il gamepad per qualche minuto per rilassare i nervi.
Come detto prima di enigmi si parla veramente poco perché ne affronteremo 4 o 5 e tutti da una banalità assurda, talmente semplici che non ci lasceranno quel minimo di soddisfazione quando li risolveremo. Peraltro alcuni di questi saranno facilmente risolvibili sparando delle combinazioni a caso, senza usare minimamente l’ingegno.
Un altra problematica che abbiamo rilevato a livello gameplay sono i comandi: su tastiera è molto complicato giocare perché i movimenti sono legnosi e con un certo lag, ma d’altro canto il mouse si rivela molto più comodo per scegliere gli oggetti con cui interagire e analizzarli e per questo vi consigliamo di usare in maniera alternata controller e mouse. Il primo essenzialmente per i movimenti di gioco, i quali conferiranno a David un aspetto più naturale e meno artificioso.

La maledizione dei glitch

A livello tecnico ci sono molti alti e bassi. Partendo dalle cose positive, la grafica ci ha sorpresi. Non è il top che si può trovare sul mercato, ma rende favolosamente l’atmosfera inquietante e spesso ci siamo ritrovati stupefatti dai dettagli facciali dei vari personaggi e soprattutto dagli effetti di luce. Raramente si notano degli effetti del genere su altri titoli, ma Black Mirror contiene questi dettagli grafici molto ben realizzati offrendo nelle scene più buie quei giochi di luce e ombra molto belli da vedere. Inoltre un altro merito va fatto ai riflessi sui vetri che, nonostante siano una piccolezza, rendono il luogo più tetro e lugubre, nonché un bene per l’ambientazione.
La parte negativa sul lato estetico è costituita dai glitch troppo frequenti. Specialmente quando nelle parti di notte ci ritroveremo su ogni singola inquadratura un glitch sui vertici degli angoli dei muri o sulle lanterne. Un effetto molto brutto che rovina pesantemente l’ambientazione di gioco.

Il sonoro è di pregevole fattura per quanto riguarda le il sottofondo musicale, il mix tra la melodia scozzese a quella moderna rende il gioco un po’ più frizzzante, ma ci sono alcune lacune per quanto riguarda il doppiaggio, un unicamente in inglese e tedesco. Il cast dietro è stato veramente bravo e hanno interpretato i lori ruoli in maniera molto buona, ma sfortunatamente i problemi si riscontrano nella sincronizzazione dei dialoghi e al movimento labiale. Un altra nota negativa va alla poca cura dei sottotitoli, italiani e globali. La nostra lingua sfortunatamente non ha ricevuto un giusto adattamento con traduzioni mal fatte e talvolta incoerenti con il contesto dei dialoghi, ma la cosa che ci ha fatto veramente storcere tanto il naso è stata la mancata voglia di tradurre alcuni sottotitoli lasciandoli in lingua originale. Invece a livello globale mancano proprio i sottotitoli in alcuni momenti, quindi per chi non capisce molto la lingua inglese o tedesca, e ha bisogno dei sottotitoli, deve considerare attentamente questo aspetto. C’è da menzionare l’ottima realizzazione dei suoni ambientali. Sono ben fatti e talmente dettagliati che spesso ci accorgeremo del cambio di suono passando da 2 diversi tipi di pavimento in legno.

La situazione si fa “maledettamente” pesante

A livello di ottimizzazione il gioco deficita rispetto ad altri sotto molti aspetti, ad esempio nei requisiti minimi: molto elevati e, nonostante noi lo abbiamo giocato su un ottima macchina, il PC tendeva a scaldarsi molto, indipendentemente dalla qualità del dettaglio grafico.
Inoltre nel gioco dovremmo sopportare, come detto prima, dei tempi di caricamento troppo lunghi e ingiustificati. Per caricare le stanze ci metterà il medesimo tempo, che sia piccola o enorme. Tuttavia oltre ai tempi di loading saremo afflitti anche da un calo del frame rate dopo il caricamento in alcune zone, inoltre se avevate difficoltà a muovermi a causa degli angoli fastidiosi, vi ritroverete con alcuni muri invisibili che vi faranno perdere molto tempo per cercare di aggirarli.
Un ultima pecca di questo gioco, che apparentemente sembra maledetto, è il suo elevato prezzo di mercato: ben 40€ per un gioco dalla durata di 8 ore. Neanche un episodio dei giochi Telltale costa così tanto e offre molte più ore e molta più cura nello sviluppo.

PRO CONTRO
  • Un ottima ambientazione.
  • Al’inizio un ottima storia.
  • Una grafica bella e accattivante
  • Musiche originali e molto belle, grazie
    anche all’unione della musica
    moderna a quella classica scozzese
  • Moltissimi glitch grafici
  • Un finale insoddisfacente
  • Pessimo adattamento in Italiano.
  • Pochi enigmi e molto semplici
  • Caricamenti lunghi e ingiustificati
  • La storia dura molto poco
  • Il prezzo è troppo elevato