NOTA: le immagini presenti in questo articolo derivano da sessioni di gioco, riprese direttamente indossando il visore Playstation VR. La qualità delle stesse apparirà differente da quanto lo sia in realtà, in virtù di una esperienza diversificata in ambito VR.

DOOML’intento di Bethesda è stato subito lampante non appena ha annunciato di voler seguire il binario dettato dalla realtà virtuale. La tabella di marcia indicava i tre titoli di punta facenti parte della trinità VR, quali The Elder Scrolls V: Skyrim VR, Fallout 4 VR e DOOM VFR. Il titolo fantasy è riuscito a sfruttare sia l’ambiente PC con HTC Vive e Oculus Rift che la piattaforma console con PSVR, così come DOOM VFR, mentre per il titolo Vault-based c’è solo la conferma in ambiente PC (ma non è stata smentita una versione su console, ndr). Titoli fantasy a parte, si attendeva con ansia la frenesia e l’adrenalina portata da Doomguy, ragion per il quale e come da tradizione, il BFG viene traslato anche nel titolo. Bando ai termini di scarsa eleganza, il Big Fucking Gun diventa la sigla principale del nuovo DOOM come Virtual Fucking Reality. Assolutamente geniale e sublime…

È più complicato andare in bici

Sarebbe inutile di questi tempi rimembrare le vecchie glorie come Wolfenstein 3D e DOOM, ma i riadattamenti odierni hanno saputo tenere testa ai mostri sacri. Difatti i gemelli vanno di pari passo e non deludono di certo le aspettative, ma un conto è imporre al giocatore una visione bidimensionale dell’ambiente, un altro è infondere l’immersione tridimensionale. Per questo motivo, Bethesda non cambia scuderia e la stessa id Software ne cura lo sviluppo. Sfruttando l’hardware moderno indirizzato alla realtà virtuale, DOOM VFR vuol fare il verso alle esperienze più complete per la sfera VR. Resident Evil 7: Biohazard fu essenzialmente l’apripista per un test a tutto tondo, fornendo ore di immersione con qualche breve pausa, per poi proseguire il ciclo con Skyrim VR.

DOOM
Questo posto è così familiare…

La tradizione vuole che un titolo come DOOM non sia portatore di un comparto narrativo degno di nota o così profondo da essere ricordato per i tanti colpi di scena insperati. Non ricordiamo nemmeno la frase di Carmack in merito, ma siamo consapevoli di quello che il nuovo titolo possa portare a livello di contesto. Partiamo subito in pompa magna non appena indossiamo il visore, catapultati senza fronzoli in quella che riconosciamo subito essere una struttura su Marte della UAC. Le porte del’ascensore si aprono, un Pinky ci punta, minime possibilità di sopravvivenza, buio. Ci risvegliamo in un laboratorio ed una voce metallica ci spiega come eludere le tante creature che infestano la struttura di Marte. L’obiettivo primario è sopravvivere e al tempo stesso trovare una via di fuga verso un porto sicuro, facendoci largo tra le tante ondate di nemici e la pila di cadaveri lasciata alle nostre spalle.

DOOM
Il tutorial iniziale ci mostra il sistema di controllo ed il nuovo movimento con teletrasporto.

I miei nervi stanno iniziando a saltare

Doomguy non sarà il protagonista di questa epopea, ma al suo posto ci sarà un avanzato sistema cibernetico in grado di forzare la mano e non far rimpiangere la brutalità del vecchio alter ego. Avendo a disposizione tre differenti tipi di periferiche (oltre al necessario caschetto virtuale), DOOM VFR è stato concepito per sfruttare appieno ognuna di queste, o quasi. Il nostro terminator avrà dalla sua l’ausilio di entrambe le mani, una delle quali adibita allo spostamento in modalità teletrasporto, mentre con l’altra dovrà pensare a mietere vittime con ogni mezzo di distruzione in possesso. Il tutorial iniziale ci mostrerà come imbastire l’azione collegando il nostro cervello ai vari comandi.

DOOM
Le uccisioni epiche hanno subito una leggera variazione, ma è sempre divertente uccidere demoni…

Nonostante i primi minuti siano necessari per comprendere appieno le caratteristiche del titolo, padroneggiare tutte le funzioni richiederà ulteriore tempo. I due Playstation Move si sono rivelati un asso nella manica, consentendo un’immedesimazione all’ennesima potenza, ma di contro abbiamo un sistema di puntamento che alcune volte fa fatica ad avere tra i punti di forza una precisione impeccabile. Inutile specificare l’imprescindibile stanza priva di oggetti o suppellettili, onde evitare di trasformare la nostra casa in un campo di battaglia marziano. Il movimento con teletrasporto si differenzia dal concetto intravisto nei walking simulator, quale Robinson: The Journey, proprio per evitare il continuo movimento del corpo e della testa, dandoci l’opportunità di scaricare l’adrenalina anche comodamente seduti sul divano, il tutto amalgamato in fase narrativa (il concetto di personaggio cibernetico serve anche a quello). Gli altri tasti presenti sui controller serviranno per scattare in ogni direzione (a piccoli balzi) e mostrarci la visuale alle spalle (ripristinando il punto di vista), utile quando cominceremo a girare su noi stessi intrecciandoci nel cavo del PSVR…

DOOM
La mappa tridimensionale ci aiuterà a trovare sempre la strada di casa…

Ma è già finito?!

Le prime fasi concitate del titolo trasferiscono quel senso di ignoranza tale da farci urlare per la stanza ad ogni demone abbattuto. Il concept rimane pressoché invariato, rispetto al titolo base, quindi avremo i soliti corridoi, porte da sbloccare con le chiavi colorate e collezionabili che arricchiscono la nostra bella stanza dei trofei. Sostanzialmente si tratta di rivivere la carneficina di DOOM dove gli attori siamo noi e guardare in faccia un Pinky o un Revenant ci procurerà una fase di transizione per trasalire. A parte qualche soluzione, a livello level design, interessante e divertente, DOOM VFR manca di mordente, presentando anche imperfezioni a carattere tecnico. Ovviamente anche il gameplay ha dovuto subire qualche cambiamento, proprio in virtù dell’adattamento alla realtà virtuale. Oltre ai nuclei di energia che ci permettono di modificare le statistiche inerenti ad armatura, salute e munizioni, le armi che raccoglieremo potranno essere modificate nella rispettiva bocca di fuoco; inoltre potremo fare uso sapiente di uno speciale attacco con scudo cinetico in grado di spingere via i nemici che ci circondano. Le uccisioni epiche (herofrag, ndr) sono state riconcepite e sfruttando il teletrasporto su un nemico indebolito, avente l’aura di differente colore, sarà possibile fraggarlo istantaneamente.

DOOM
Quel Revenant non ha l’aria amichevole…

L’utilizzo dei Move aiuta sicuramente a godere di un’ottima esperienza, al netto dei soliti difetti che la PS Camera porta con sé, ma non si può dire altrettanto con l’AIM Controller. Sì, proprio lui, il fucile in dotazione con Farpoint. Quest’ultimo risulta quasi ingestibile sia in fase movimento che di puntamento, facendo pensare alla sua compatibilità in un fase successiva di sviluppo ed è facile ipotizzare l’uscita di patch future che ne migliorino l’utilizzo. Con il controller DualShock, invece, avremo un’immersività inferiore, ma una facilità di movimento e gestione migliore. La ruota delle armi selezionabili sarà facilmente accessibile e fruibile con il gamepad, mentre con i Move tutto risulta più macchinoso e difficoltoso da apprendere inizialmente. Visivamente resta comunque un bello spettacolo, segno che l’id Tech 6 lavora bene anche sotto stress dettato da PSVR. L’ambientazione ed i modelli sono realizzati con cura, tanto che osservandone alcuni da vicino, risultano veramente incredibili. Peccato per il solito pop-in in fase di caricamento, ben troppo visibile e marcato. La pecca più grossa però è data dalla longevità.

DOOM
I modelli delle armi sono fantastici, potendo ammirarle da ogni angolazione.

Se il divertimento ci fa eliminare lo stress quotidiano, dopo tre ore circa ci ritroveremo con un senso di magone per aver portato a termine l’esperienza. DOOM VFR più che appaiarsi a Skyrim VR, si accosta di più a Batman VR, dove una volta completato il gioco in una manciata di ore si resta con un grande interrogativo e collezionabili da reperire in giro. Rimane comunque un titolo che farà felici gli amanti di Doomguy, anche grazie ad un prezzo abbastanza contenuto.

 

PRO CONTRO
  • L’adrenalina di DOOM in chiave VR
  • Gameplay divertente
  • Visivamente appagante
  • Basso motion sickness
  • Breve longevità
  • Controlli difficili da digerire
  • Rigiocabilità limitata
  • Esigue innovazioni introdotte
  • Pochi contenuti a disposizione
Conclusione
DOOM VFR
7.7
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l’evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l’esperienza al servizio dei 17K.

  • Daniele Coriglione

    Non sono per nulla d’accordo con la recensione. Lo sto giocando intensamente con aim controller. E’ Davvero immersivo e l’integrazione con il fucile è ottima. I comandi sono ben distribuiti sullo stesso e dopo una prima fare di adattamento ci si accorge che sono posti in posizione perfetta. Trovo infine la durata di 3 ore ben calibrata, perché essendo un titolo frenetico e non si possono fare sessioni più lunghe di 30 minuti senza uscirne esausti. Il voto per me è più alto. Saluti