NOTA: le immagini presenti in questo articolo derivano da sessioni di gioco, riprese direttamente indossando il visore Playstation VR. La qualità delle stesse apparirà differente da quanto lo sia in realtà, in virtù di una esperienza diversificata in ambito VR.

SkyrimCome l’urlo del Dovahkiin, echeggiando dalle cime innevate della Gola del Mondo, lì dove a Hrothgar Alto i Barbagrigia sono ancora chini sugli antichi tomi, arriva prepotentemente sfruttando la tecnologia della realtà virtuale The Elder Scrolls V: Skyrim, giganteggiando in una nuova veste e incurandosi del tempo che ormai si porta alle spalle.

Sono passati ben sei anni da quando Bethesda ha pubblicato per la prima volta il quinto capitolo dedicato alla saga di The Elder Scrolls, eppure i segni dell’invecchiamento non hanno poi scalfito le scaglie di drago, permettendoci di indossare un visore per Playstation 4 e di godere di un nuovo gameplay rinnovato per tale periferica. Sarà riuscita la casa di sviluppo americana a mantenere le stesse atmosfere e ambientazione su PlayStation VR?

Skyrim
Le schermate di caricamento hanno la modalità cinema incorporata e non una visione a 360°

Fus Ro Dah!

Ed eccoci qui, sei anni or sono a parlare nuovamente di ciò che accade a Tamriel. Dopo la recente parentesi per console di The Elder Scrolls Online: Morrowind, siamo costretti a malincuore a lasciare le terre selvagge e boschive di Vvardenfell per ritornare nel territorio freddo ed innevato di Skyrim, però questa volta in maniera del tutto differente e sfruttando la nuova periferica di casa Sony per la realtà virtuale. Il tempo passa ma la forza di Skyrim resta sempre nel cuore dei vecchi videogiocatori e appassionati della saga, i quali hanno fin da subito avvertito un brivido correre lungo la schiena non appena Bethesda ha mostrato le prime immagini, con successivi video, dell’esperienza donata da Skyrim attraverso un visore PSVR.

Una volta ero un avventuriero come te ma poi sono stato colpito da una freccia nel ginocchio

In verità la domanda ad oggi è più che legittima: abbiamo assistito e provato tanti titoli per PSVR, ma al di là di esperienze poco longeve di quel qualcosa simile a tech demo, sarebbe stato possibile provare un’esperienza più corposa? Ebbene, Bethesda ha cercato di dare un equilibrio ad un’avventura già rodata, sfruttata e spremuta che ancora resiste per tutti questi anni, anzi si evolve col progredire della tecnologia. Il titolo si è riproposto cambiando look su PC, per poi approdare con la stessa veste grafica su console, mentre ora lo fa nuovamente attraverso la realtà virtuale. Questa spinta non è scaturita dal caso, bensì dalla necessità di avere qualcosa che ci tenga incollati al visore per tanto, troppo tempo, dove guardare l’orologio al termine dell’esperienza equivale a far cadere una spada di Damocle sulla nostra testa per aver scordato tutte le faccende di casa da terminare, studi incompiuti, figli lasciati a scuola (mai recuperati) e le varie commissioni finite ormai nel dimenticatoio. Sì, una volta entrati in Skyrim risulterà difficile tornare indietro, ma al contrario, non vediamo l’ora di ritornare a casa per spogliarci completamente della vita reale e continuare a fendere l’aria con la spada o ad eliminare Draugr in qualche caverna sperduta, e perché no, anche girovagare in sella ai mitici cavalli, accompagnando le imprecazioni con i Thu’um in lingua draconica.

Skyrim
Creare il nostro eroe e poterlo osservare molto da vicino rappresenterà un’esperienza interessante…

La Via della Voce

Per nostra fortuna, la sezione narrativa ha superato di gran lunga l’iter burocratico della prescrizione e non dobbiamo nemmeno preoccuparci di fare spoiler. Le vicende che ruotano attorno al Sangue di Drago in questa versione di Skyrim VR restano immutate, con il Dovahkiin pervaso da una botta di fortuna grazie alla quale la sua dipartita iniziale, ad opera di una scure, si tramuta in un percorso che lo vede salvatore di Tamriel, nonché portatore della lingua antica dei draghi sotto forma di Urli. Il gioco di ruolo si sviluppa facendo egregiamente la sua parte, districandoci tra tanti personaggi con cui parlare, missioni da svolgere ed esplorando un territorio così vasto che ci faranno male così tanto i piedi da continuare a combattere seduti comodamente sul divano, mentre qualcuno dovrà massaggiarci inevitabilmente le caviglie.

Incoccare e scoccare frecce verso i nemici con Playstation Move è un’esperienza irripetibile e di grande appagamento personale

Una volta scelta la razza tra le dieci disponibili, personalizzato i tratti somatici e chiamato il nostro eroe col tipico nome inconfondibile, non ci resta che vivere serenamente l’avventura e lasciare che le anime dei draghi sconfitti scorrano dentro di noi. Come ben siamo a conoscenza, la progressione del nostro alter ego non è dettata dalla sola esperienza accumulata dal completamento di missioni e incarichi, ma dalle abilità utilizzate durante l’avventura. La classe nasce nel momento in cui decideremo di impugnare spada e scudo per il ruolo di tank, spadoni o asce pesanti ad una mano per infliggere più danni come dps o utilizzare magie curative per essere grandi healer, ma le combinazioni possono essere molteplici grazie anche all’albero (o alle costellazioni) degli attributi. Non si tratta di vere e proprie abilità attive o passive, ma delle caratteristiche principali dell’eroe. Parallelamente alla progressione di Salute, Magicka e Vigore saremo chiamati a scegliere il giusto attributo per rendere il personaggio più incline ad una determinata classe.

Skyrim
I puristi perderanno centinaia di ore solo leggendo ogni libro presente nel mondo di Skyrim… Tutto però risulta molto rilassante.

Ammazzadraghi!

Eccoci qui a raccontare le nostre peripezie con questa versione di Skyrim per realtà virtuale. Come già accaduto per Resident Evil 7, la periferica PSVR è stata ottimizzata per offrire al giocatore un’esperienza più corposa rispetto al parco titoli disponibile. Niente terza persona (nemmeno selezionabile) quindi e proprio per questo motivo sono stati implementati due controlli differenti, il primo con il solito DualShock, l’altro con i controller di movimento Playstation Move. Entrambe le esperienze possono essere godute appieno, magari alternando tra loro varie fasi in modo da non rendere tutta l’avventura noiosa o ripetitiva, però ci sono un paio di ostacoli da tenere in considerazione. Dimenticatevi di vivere Skyrim VR con i Move se avete a disposizione un ambiente di piccole dimensioni. Bisogna stare in piedi in modo da ruotare il corpo verso la direzione in cui andare (stando attenti a non attorcigliarvi nel cavo come dei lombrichi). Difatti per potersi spostare con i controller di movimento, basterà guardare nella direzione voluta e premere il tasto centrale con la mano sinistra (se non siete mancini ed avete impostato il movimento libero, altrimenti vi accontenterete del teletrasporto molto meno immersivo). Questo tipo di controllo è assolutamente indicato nelle fasi di combattimento o nella specializzazione con l’arco. Incoccare e scoccare frecce verso i nemici con i Move è un’esperienza irripetibile e di grande appagamento personale. Bisogna comunque avere l’accortezza di essere in stanza da soli (o chiamare aiuto si se resta impigliati da qualche parte) perché il rischio di colpire qualcuno o qualcosa è grande, visto che non vi è solo il tiro con l’arco, ma anche i fendenti con la spada possono arrecare spiacevoli inconvenienti per l’incolumità di altre persone.

Sì, una volta entrati in Skyrim risulterà difficile tornare indietro

Discorso differente invece per il Dualshock, dove si può star seduti comodamente sul divano e guardarsi intorno per poter ammirare le meraviglie di Tamriel e del gran bel lavoro effettuato da Bethesda. Lo stick analogico ci permetterà di girovagare per la mappa, mentre i tasti per l’interazione ed il combattimento. Ovviamente non manca la personalizzazione per l’angolo di movimento laterale che aiuterà all’inizio per soffrire di meno quella sensazione di malessere conosciuta col nome di motion sickness. I primi sessanta secondi rappresenteranno la vera iniziazione per diventare un Sangue di Drago e tutti gli Urli che usciranno dalle nostre corde vocali non sempre saranno in lingua draconica. Nonostante questo traumatico impatto iniziale, limitato dalle impostazioni descritte in precedenza, la chinetosi soccombe attraverso la vista del paesaggio innevato di Skyrim. Osservare l’ambiente circostante ci fa dimenticare che ci resta qualche secondo prima di portare con noi console, televisore e visore nella prima porta a destra. I restanti minuti saranno di sbigottimento e di goduria in quanto saremo immersi nelle vicende politiche ed avventurose del Dovahkiin, per cui tornare indietro sarà una stretta al cuore non indifferente.

Skyrim
Whiterun all’imbrunire ci consentirà di ammirarla per ore…

Assorbi un’anima di drago

Skyrim VR non è solo un mero tentativo di convertire un titolo di sei anni fa per l’utilizzo della realtà virtuale. Bethesda non si è limitata nel trasformare lo stesso titolo integrando Playstation Move e PSVR. La potenza di calcolo ovviamente non poteva permettere l’inserimento di tanti dettagli come la versione base. Texture a bassa risoluzione saltano subito all’occhio critico di chi tecnicamente le riconosce, ma l’astuzia è tutta qui, garantendo in questo modo una stabilità nel frame rate e caricamenti molto rapidi. Difficilmente ci si soffermerà ad osservare da vicino la mancanza del filtro anti-alias o gli alberi e le rocce così poco definiti, così come le animazioni ed i modelli privi di occlusione ambientale che strappano sempre un sorriso. Skyrim VR ci farà entrare così tanto nel mondo di gioco che tutto sembra perfetto, ma i difetti ci sono eccome, anche se con tutta la magnificenza visiva non ci si fa nemmeno caso. Su Resident Evil 7 avevamo apprezzato moltissimo la modalità VR, che si traduceva nel vivere l’esperienza dell’intero titolo e non una semplice prova di una manciata di minuti, però eravamo limitati ad un ambiente ristretto e nella maggior parte dei casi relegati negli interni delle strutture. In Skyrim VR abbiamo a disposizione un ambiente di gioco esterno e sconfinato. Perfino la mappa è stata riconcepita per un utilizzo migliore indossando il visore. Avremo dinanzi ai nostri occhi una schermata che ci mostra in tutta l’ampiezza il territorio da esplorare e la mappa locale avrà la funzionalità di un pop-up a video, donandoci ogni tipo di informazione. Gli unici difetti facilmente distinguibili sono rappresentati dal punto di riferimento per la direzione da intraprendere che risulta quasi sempre impreciso, indicandoci il cammino errato, e le diciture dei luoghi o punti di interesse troppo piccole,  illeggibili e sfocate.

Non vedremo l’ora di ritornare a casa per spogliarci completamente della vita reale e continuare a fendere l’aria con la spada o ad eliminare Draugr in qualche caverna sperduta

Texture a parte, ma ambientazione tutta da vivere, trovarsi al cospetto di un drago, mentre vuole farci assaporare tutta la sua forza, ci farà dimenticare subito della chinetosi. Soffermarsi a guardare il tramonto nei pressi di Whiterun, lasciarsi toccare (virtualmente) dalla pioggia nei pressi del lago Honrich ci farà perdere la cognizione del tempo, assaporando quell’esperienza per lunghi periodi. Le centinaia di ore passate sulle altre versioni saranno riproposte anche su Skyrim VR, quindi limitare la propria vita sociale è da tenere in seria considerazione. Per fortuna il gameplay adattato con le varie periferiche di controllo ben si addice ad un titolo come questo, ma sono troppe le caratteristiche rimaste immutate.

Skyrim
Anche l’interno dei dungeon risultano immersivi e divertenti da affrontare in realtà virtuale.

Narrazione a parte, anche il sonoro non ha subito cambiamenti e gli amanti del comparto sonoro binaurale rimarranno enormemente delusi. Niente audio 3D nelle nostre orecchie, ma solo l’essere rasserenati dall’ottima colonna sonora. In molti frangenti, la PS Camera ha mostrato i limiti tecnici della periferica, limitando la precisione nel puntamento o addirittura nei movimenti, sintomo che un rinnovamento dovrebbe partire proprio da qui. Peccato anche per l’impossibilità di utilizzare mod, anche perché sarebbe più complesso svilupparle per la realtà virtuale, ma confidiamo di vederle in futuro. In definitiva però, Skyrim VR rappresenta la killer app per gli amanti del genere (fantasy e gdr) ed i possessori di un visore PSVR.

PRO CONTRO
  • Semplicemente Skyrim in realtà virtuale
  • Gameplay divertente
  • Longevità assicurata
  • Immersività totale
  • Presenza di problemi legati alla leggibilità della mappa
  • Motion sickness dietro l’angolo
  • Mancanza del comparto audio binaurale
Conclusione
The Elder Scrolls V: Skyrim VR
8.5
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.